Pd e Lega pari sono

Sono giorni che fini analisti politici, colleghi parlamentari, giornalisti e pseudo tali, politologi, capi partito e capi correnti, si lanciano con elucubrazioni mentali sulle ipotesi sul proseguio o meno di questa legislatura. Alcune sono risibili benché provenienti dalla mente di persone stimabili ed equilibrate, altre paradossalmente lo sono meno sebbene abbiano più l’intento della provocazione. Ma andiamo per ordine…

Intanto, diciamo che tutti questi scenari, in continua evoluzione, sono il frutto di strategia tutt’altro volta a dare chiarezza agli italiani: spesso servono per condizionarne la percezione (come per i sondaggi), talvolta per accreditarsi presso questo o quel partito, sovente per regolamenti di conti all’interno di forze politiche, non di rado vengono usate contro i loro stessi ideatori per coglierli in contraddizione, porli in antitesi con altri esponenti della stessa parte, dare plausibilità o dedurre tesi infondate o peggio strampalate. In ogni crisi, c’è chi passa il proprio tempo a capire a contare e misurare le forze in campo, i vantaggi e gli svantaggi per ciascuno per ognuna delle mosse possibili ma chi lo fa non è neutro e spesso almeno “tifa” o peggio “lavora” per una di esse.

La verità è che c’è ancora un sistema, vivo e vegeto, che lotta con tutte le sue forze contro ciò che ritiene un corpo estraneo. E la finalità ultima di tutti questi soggetti (a parte rare eccezioni) che ci suggeriscono cosa il M5S dovrebbe fare o sarebbe utile non facesse, è minimizzare il rischio che in questo Paese ci sia, anzi prosegua, il cambiamento che abbiamo auspicato.
Questi partiti, tutti, hanno difeso finanziamento pubblico ai partiti e il carrierismo basato su clientele e corruzione, hanno avallato l’affidamento scellerato di concessioni pubbliche (autostradali e del gioco d’azzardo, di sfruttamento dei giacimenti di combustibili fossili o di acqua, dello smaltimento dei rifiuti e del trasporto pubblico locale…) a imprenditori amici e finanziatori o apparati di consenso dove riciclare spesso i non più eletti dopo decenni di professione politica, agevolato lo smembramento di funzioni e servizi pubblici indispensabili (scuola, università, ricerca, giustizia, sanità, trasporti, aziende di Stato,…), spesso per regalarne la gestione ai privati, progettato congiuntamente la disarticolazione dei fondamenti delle istituzioni democratiche (con leggi elettorali e riforme costituzionali inqualificabili)…

Tuttavia, per fortuna, alcuni semi germogliano proprio dopo gli incendi più devastanti: moltissimi cittadini ispirati e guidati da due illuminati, in uno scambio reciproco di informazioni, si sono destati dal torpore indotto dalla seconda Repubblica, tanti hanno compreso che le istituzioni, ad ogni livello, sono la casa comune degli italiani e che bisogna riconsegnarla loro, che i partiti sono esclusivamente uno strumento per entrare nelle istituzioni e non un mezzo per l’arricchimento personale e la gestione del potere per interessi particolari. Finalmente abbiamo dimostrato che i governi (nazionali o cittadini) non devono nascere sulla spartizione delle poltrone (ministeri e assessorati), che l’etica personale non può scindersi dalla credibilità pubblica, che le idee sono più importanti dei singoli individui, che le regole hanno un valore, che la parola in politica ha un peso.

E in questo vorticoso susseguirsi di dichiarazioni quasi non facciamo caso quando Salvini parla di “taglio degli stipendi” parlamentari, Calderoli dichiara che il taglio dei parlamentari è un suo obiettivo e Delrio vuole intavolare una trattativa basata sul “contratto alla tedesca”.

Voglio rassicurare tutti: è evidente che per noi rimangono (erano e saranno) tutti infidi, sappiamo che nessuno di loro crede in quello che dice, pronto a ritrattare e a disconoscerlo per convenienza del momento, e che quanto affermano è solo uno strumento per darsi una nuova veste candida con lo scopo ultimo di irretirci, omologarci agli occhi degli italiani e farci scomparire.
Non lo dimentichiamo, siamo nati con tale consapevolezza. E allo stesso modo sappiamo che il contesto istituzionale pensato per favorire il dialogo e l’intesa tra forze sincere benché animate da legittimi interessi di parte, ci impone di valutare, nei modi e nei tempi che il Capo dello Stato riterrà, se lo riterrà, le proposte di soggetti politici che dell’ideologia hanno fatto un vessillo di polarizzazione dell’elettorato per nascondere gli illegittimi interessi di bottega, dato che questi sono gli unici ad abitare il Palazzo, per ora…

Mentre il sistema ci combatte e prova a usare il nostro metodo e il nostro linguaggio, l’unico dato politico reale che emerge è che alcuni concetti diventano, lentamente, patrimonio degli Italiani e di almeno una parte del sistema che ci combatte: la politica può essere davvero svolta come servizio limitandone i costi superflui, la politica può ridurre gli sprechi, una forza politica può essere coerente e credibile solo se rispetta quanto mette nero su bianco in campagna elettorale,…

Al di la di quello che accadrà tra qualche settimana o nei prossimi mesi, la verità è che questo Paese lo abbiamo già cambiato alzando l’asticella, riportando il significato di “compromesso politico” a quello di accordo per il bene comune degli Italiani. Non importa che i partiti tradizionali si rinnovino (se riescono), inseguendoci come modello, oppure che nascano nuovi soggetti politici sulle fondamenta che abbiamo gettato: ciò che conta è che la nostra Repubblica abbia gli anticorpi per evitare derive pericolose e che i principi costituzionali continuino a ispirare gli italiani e chi li rappresenta ancora per molto a lungo!

Gasdotto Eagle a Brindisi: schizofrenia del PD.

A luglio dello scorso anno, il Ministero dello Sviluppo Economico, rendendo nota la relazione sulla proposta di Decisione del Consiglio dell’Unione Europea con il relativo elenco dei progetti infrastrutturali prioritari (PECI) e quelli d’interesse comune (PMI), ricomprendeva l’Eagle LNG fra i progetti non prioritari: il Governo aveva comunque specificato il disinteresse dell’Italia per quel progetto perchè incapace di “portare benefici alla diversificazione degli approvvigionamenti gas in Italia, considerando che già due progetti di gasdotto sono stati autorizzati con l’approdo in Puglia.” Recentemente, invece, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha benedetto il progetto del  Eagle LNG.

Questa è la schizofrenia del PD! Il Governo nazionale non vuole il progetto Eagle LNG mentre il Presidente Emiliano apre le porte a questo nuovo gasdotto completamente inutile! L’ennesima barzelletta del PD che continua a giocare sulla pelle dei cittadini per interessi elettorali e nuove clientele.

Dopo l’assurda proposta di trasformare l’Acquedotto Pugliese in una multinazionale per gestire i servizi idrici anche in Albania, Emiliano continua con i progetti ridicoli in cerca di consenso albanese. Delle due l’una: o Emiliano si sta preparando ad espatriare oppure si sta sottomettendo agli interessi economici delle multinazionali in danno della Puglia.

A marzo 2017 con un’interrogazione parlamentare ho acceso un faro su questo progetto portando a conoscenza i cittadini. Ho chiesto al Governo se questo progetto fosse stato definitivamente stralciato dalla lista dei progetti d’interesse comune per l’Europa ma ancora oggi non hanno risposto. Inoltre Eagle LNG si trova nella lista della rete dei gasdotti italiani. Questo comportamento ambiguo del Governo unito al via libera di Emiliano sollevano molte perplessità e preoccupazioni: la Puglia non è terra di conquista, i nostri territori hanno già pagato tanto e non c’è posto per l’ennesimo inutile gasdotto che serve solo ai politicanti per tessere i loro interessi.

Metropolitana di Bari: ancora chiusa la fermata Cecilia!

Già a giugno 2015 fa doveva esser inaugurata la fermata “Cecilia” che consente il prolungamento della metropolitana dalla stazione di Bari centrale fino al quartiere San Paolo.

Il partito democratico continua a latitare e lascia che la stazione Cecilia, pronta ma ancora chiusa, finisca già nel degrado in uno stato di totale abbandono e sia oggetto di atti vandalici.

Chi governa non deve fare promesse infondate e non può accampare scuse.

Delrio non può parlare di cura del ferro e poi lasciare marcire infrastrutture già pronte! Per questo ho presentato una interrogazione perchè chiarisca la vicenda dell’apertura della fermata della metropolitana dato che sono stati spesi milioni di euro pubblici e i cittadini hanno diritto ad avere risposte ed un servizio di trasporto pubblico!

Ilva: la finta battaglia del PD

ilva-m5s-presenta-esposto-sullinquinamento-delle-aree-nei-pressi-delle-discariche-1444034146-mediaL’industria dell’acciaio ha avvelenato Taranto ha prodotto ricatti e svenduto i diritti, ma per Emiliano non è l’acciaio il problema, ma solo il carbone e quindi il governatore della Regione Puglia, nel sostituire una fonte fossile con un’altra, spalanca la porta alla speculazione del gas per giustificare le scelte del suo partito a livello nazionale su TAP.

Nulla viene detto sul territorio contaminato da bonificare, argomento non contemplato da Emiliano, così come non sono contemplate le altre emissioni inquinanti che la proposta di Emiliano comporterebbe. Emiliano nel propagandare il nuovo miraggio, ignora anche che nel mondo e in Europa vi è una sovra produzione di acciaio che di fatto costringe Ilva ad andare in affanno già da oggi, figuriamoci con un processo produttivo che economicamente risulta ugualmente insostenibile come quello attuale. Se il processo produttivo rimane quello di oggi, la città è destinata a morire, mentre la giustificazione della presenza del gasdotto TAP per una finta “decarbonizzazione” risulta fantasiosa perché non abbatterà le emissioni inquinanti, non definisce chi si accollerà il costo di queste conversioni di Ilva e Cerano, che molti esperti hanno già definito tecnicamente impraticabili, e non spiega come con questi extracosti tali attività possono risultare competitive. Facciamo notare a Emiliano che le centrali a turbogas esistono già e sono spente perché il suo partito non vuole mettere fuori mercato le fonti fossili, come ha dimostrato lo scandalo Trivellopoli in cui i parenti di esponenti del governo PD facevano affari con Eni e Total!

tap-ilvaInvece di perdere ulteriore tempo con proposte assurde e irrealizzabili, Emiliano dovrebbe sostenere le proposte del M5S. Taranto ha bisogno di voltare pagina, dal punto di vista economico e produttivo, puntando su una riconversione economica di tutta l’area Ionica. Taranto ha le potenzialità per liberarsi dall’Ilva e per diventare un importante centro turistico, culturale e agroalimentare. La politica deve puntare su questi settori e non ancora su politiche fossili!

FSE: continuano i gravi disservizi. Delrio e il PD sono i responsabili!

pullman-galatonePensavamo di aver visto tutto con la gestione delle Ferrovie Sud Est, ma evidentemente non era abbastanza! Turisti, studenti e lavoratori pendolari e gli altri cittadini vedono, di fatto, il loro diritto alla mobilità  sospeso per incapacità  del PD!

Il PD che governa a Roma e la Regione Puglia è incompetente! Renzi continua ad annunciare fantomatici grandi opere inutili, riesumando addirittura il ponte sullo Stretto di Messinauno spreco di oltre 8 miliardi graditissimo alle lobby del cemento e alla malavita, mentre ignora i reali problemi dei cittadini rappresentati dalla mancanza dei servizi essenziali come il trasporto pubblico!

1976244_fse9Delrio ovviamente è corresponsabile di questo disastro, anche lui preso dai soliti annunci slogan, con i quali ha anche speculato su disastri ferroviari e i morti della tragedia sulla tratta di Andria-Coratoi cittadini aspettano ancora i 2 miliardi annunciati per le ferrovie secondarie regionali che oggi sono al collasso!

E la Centrale Unica di Acquisto per i mezzi pubblici del trasporto locale? Altro annuncio come tutte le parole relative alla “cura del ferro” e le altre dichiarazioni sulla “mobilità  sostenibile”.

studenti-pendolari-brindisiniSiamo il Paese con i mezzi del trasporto pubblico più vecchi e inquinanti: una vergogna senza precedenti causata da anni di Governi di dilettanti rivolti solo allo sperpero e alle clientele! I cittadini sono stanchi di essere ingannati: hanno diritto ad un paese civile dove sia semplice, veloce ed economico spostarsi con il trasporto pubblico soprattutto per recarsi a scuola e al proprio posto di lavoro. Evidentemente gli interessi del PD regionale e di questo Governo non coincidono con quelli dei cittadini: per fortuna presto le elezioni daranno a questo paese un Governo a 5 Stelle!

Scandalo Tempa Rossa e dimissioni Guidi: avevamo denunciato tutto!

 tempa-rossa1Il M5S si conferma l’unica vera opposizione! La vergognosa vicenda che vede coinvolta la ministra Guidi nelle intercettazioni con il suo compagno Gemelli, con interessi nel progetto Tempa Rossa e lo stretto legame del Governo con i petrolieri, non è assolutamente una notizia di questi giorni. E’ triste ricordarlo ma noi lo avevamo detto a gran voce in tempi non sospetti.

depliant-coloriIn ben due distinte occasioni denunciammo questo emendamento vergogna. La prima ad ottobre 2014 durante la discussione del decreto Sblocca Italia dove in Commissione Ambiente alla Camera, una manina a tarda notte aveva inserito questo emendamento vergognoso che fu respinto solo grazie alla pronta reazione del M5S. Successivamente, in Legge di Stabilità a Dicembre 2014 denunciammo subito l’emendamento riproposto che coinvolge direttamente la Basilicata e soprattutto Taranto con le sue infrastrutture portuali a ridosso della raffineria ENI, l’ennesimo schiaffo al territorio già martoriato dall’inquinamento e schiacciato dagli interessi delle lobby. Renzi ci ignorò e la legge passò con il voto di fiducia al Senato!

Le dimissioni della Guidi sono insufficienti perché rappresentano un’ammissione di colpa per tutto il Governo a cominciare dalla Ministra Boschi, nominata proprio dalla Guidi in merito all’approvazione dell’emendamento, e soprattutto per il Presidente del Consiglio Renzi che ogni giorno dimostra di essere legato alle lobby del petrolio attraverso continui provvedimenti a favore dei combustibili fossili e delle energie non rinnovabili!

stop-tempa-rossa-rosso (1)Giova ricordare che su Tempa Rossa a Taranto, grava ancora la delicatissima questione legata al rischio di incidenti rilevanti, che il M5S ha più volte portato all’attenzione dei Ministri Galletti e Guidi, un rischio con effetto devastante in un’area che coinvolge più di 200 mila abitanti. Probabilmente la Guidi non ha mai risposto, perché occupata al telefono con il fidanzato! Abbiamo chiesto di ritirare la Valutazione di Impatto Ambientale, e di ripeterla includendo gli altri impianti per una valutazione complessiva come prescritto per legge, e viene da chiedersi se anche Galletti sia momentaneamente occupato al telefono con qualche amico in attesa di favori.

E’ evidente che il PD e il centro sinistra siano solo etichette finte, in quanto non c’è nulla di democratico in quello che impone al Paese e tanto meno c’è alcuna differenza con il PDL e i partiti di centro destra che hanno governato con Berlusconi. Tutti in questi 20 anni si sono spartiti poltrone e potere facendo regali a familiari, finanziatori e amici!

Il M5S dimostra di essere libero dai legami lobbistici, da finanziamenti occulti e da interessi particolari, per questo ha la possibilità di denunciare tutte queste nefandezze e di portare nelle istituzioni esclusivamente gli interessi dei cittadini italiani!

Qui riporto il comunicato stampa inviato il 17 Dicembre 2015 quando il Governo, per la seconda volta, ha provato (in questa occasione riuscendoci) a far passare il progetto Tempa Rossa come strategico (estrazione del petrolio in Basilicata da parte di ENI e Total e sua esportazione dal porto di Taranto): in questo modo hanno aggirato le necessarie autorizzazioni degli enti locali.

Presidio al Ministero Finanze: la casa degli italiani non si tocca!

CcpGTPLWAAAK_SFIeri sera abbiamo presidiato il Ministero dell’Economia e delle Finanze per chiedere il ritiro del decreto “espropria casa”, con cui il PD e il governo Renzi fanno l’ennesimo favore alle banche!

Ci dicono che dobbiamo recepire una direttiva europea per ridurre le sofferenze del sistema bancario e la scrivono in modo da togliere le tutele ai cittadini italiani (il 70% delle sofferenze bancarie è dovuta a prestiti/mutui sopra i 500.000 euro!): il ricorso ad un avvocato e ad un giudice per dirimere queste questioni. Invece, in caso di mancato pagamento di 7 rate anche non consecutive (incredibile ancor di più se pensiamo ad un mutuo trentennale) Renzi autorizza le banche a prendersi le chiavi di casa (magari con un mutuo pagato al 70%).

In questa fase di difficoltà  economica, il partito democratico preferisce aggredire gli italiani in ginocchio e metterli in mezzo alla strada. In conferenza stampa hanno ammesso che le 7 rate effettivamente sono un problema e cosa hanno candidamente proposto? Di estendere la soglia a 18 rate. Ovviamente danno un contentino per calmare l’opinione pubblica ma non è questa la soluzione.

Noi chiediamo il ritiro del decreto e la sua riscrittura completa per adempiere alla direttiva europea (c’è tutto il tempo senza andare in procedura di infrazione) in modo per da mettere al centro il cittadino e la tutela dei suoi diritti.

 

Alitalia: la politica faccia meno e meglio

La vicenda Alitalia è l’emblema dell’incapacità della politica e della nostra classe dirigente di non saper gestire non solo le istituzioni, ma anche le aziende nel caso specifico, le compagnie aeree.

Air France, come previsto, non ha alcuna intenzione di metter soldi in Alitalia, a meno di durissime condizioni: ridimensionamento ulteriore del personale, tagli di offerta, messa a terra di aerei, ristrutturazione del debito.

Nel 2008 la partnership con Air France, a condizioni migliori rispetto a quelle attuali, venne scartata in favore dell’italianità: la cordata dei “Capitani coraggiosi” sponsorizzati fortemente dall’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Accettare le condizioni attuali, invece, significherebbe innanzitutto una drastica riduzione del personale e una compagnia aerea completamente diversa da quella che conosciamo attualmente. In poche parole, Alitalia sembra avere il destino segnato.

Qualsiasi cosa accadrà, questa situazione è la certificazione ufficiale del fallimento della soluzione Berlusconi-Passera, accettata dal Pd e da tutti i sindacati, compresa la Cgil dell’attuale segretario del PD Guglielmo Epifani. Scrive Ugo Arrigo, docente di Finanza pubblica all’Università di Milano Bicocca: “In 9 anni sono stati bruciati più di 9 miliardi di euro. Sono stati inoltre persi circa 9 mila posti di lavoro se li calcoliamo, come è corretto, come differenza tra tutti gli occupati, a tempo indeterminato e determinato, di AZ fly e controllate, AZ service ed AirOne, e quelli che sono stati assorbiti con l’avvio delle gestione Cai”. Risultati aziendali pessimi, insomma.

Adesso, il camuffato aiuto di Stato di 75 milioni di euro tramite Poste Italiane (nonostante il Ministro Lupi affermi che il Governo non sia assolutamente intenzionato ad investire risorse pubbliche) è l’ennesima prova di quanto non si sappia come gestire questa crisi, frutto di decisioni sbagliate e opportunistiche avvenute negli ultimi 10 anni.

Alitalia ormai non è più una compagnia di bandiera pubblica, quindi la garanzia della mobilità aerea, anche domestica, potrebbe essere esercitata attraverso le compagnie presenti sul mercato. Se, anzi, Alitalia liberasse gli slot che attualmente detiene e che non sfrutta per “gelosia” e per paura della concorrenza, forse il mercato domestico del trasporto aereo potrebbe avere più attori e più tratte gestite.

In conclusione, questa azienda ha sempre rappresentato un debito, un buco di bilancio, sia quand’era pubblica sia quando è stata affidata ai privati.

Garantire occupazione per il personale di Alitalia, attraverso l’obbligo di assunzione da parte delle compagnie che dovessero acquistare gli slot liberati, può essere un buon punto di partenza.

Comunicato Stampa del gruppo parlamentare del M5S della Commissione IX della Camera dei Deputati – Trasporti Poste e Comunicazioni.