Piano FSI e futuro FSE

Leggo delle critiche sul piano industriale del prossimo quinquennio di Ferrovie dello Stato Italiano e credo che sia importante spiegare meglio quella che reputo una svolta epocale.
Il più grande gruppo industriale italiano pubblico ha intenzione di aumentare del 75% le risorse impegnate in investimenti e alla luce delle preoccupazioni emerse è doveroso che la Politica si assuma responsabilità di spiegare il cambiamento in atto.

Il piano prende le mosse da alcuni fattori emergenti in maniera esponenziale e la loro diffusione rapidissima in modo capillare che costituiscono fattori di contesto da cui non è possibile prescindere, come solo per citare alcuni esempi l’affermazione delle reti telematiche ad altissima velocità, il comportamento degli utenti sempre più orientato al digitale e alla connessione permanente, la propensione a pensare la mobilità come servizio e ad usare mezzi condivisi, l’esplosione a livello mondiale del turismo e della concentrazione in ambito urbano della popolazione e l’elevata sensibilità nei confronti dei temi della tutela ambientale.

A questi mutamenti radicali che caratterizzano la nostra società e che ne caratterizzeranno sempre di più l’evoluzione, la principale società responsabile della mobilità, della logistica e del trasporto in Italia, reagisce con un massiccio piano di investimenti sulle infrastrutture, sui servizi e sul personale sia per il settore ferroviario sia per quello stradale, con la chiara visione di migliorare l’accessibilità dei poli di attrazione come le aree urbane, gli aeroporti, i porti in una integrazione dei servizi, dei mezzi e della qualità degli stessi. Si legge infatti un corposo intervento volto a ampliare e rinnovare il parco mezzi (autobus e treni) con l’intento di rendere maggiormente attrattivo il servizio a discapito dell’auto privata e con una attenzione alle scelte tecnologiche più rispettose dell’ambiente.

E’ altresì evidente che il riflesso di queste scelte si riverberano sulle società del gruppo in maniera altrettanto decisa, e questo non può che essere vero anche per le Ferrovie del Sud Est. Il piano conferma l’indirizzo già preso dalla società pugliese, nella direzione opposta a quella paventata sui media in questi giorni, perché è ovvio leggendo gli indirizzi del ministero che la direzione prevista nei prossimi anni è una crescita imponente del numero di passeggeri e di merci trasportate in modo sostenibile, soprattutto del trasporto ferroviario per le persone, con un maggior numero di mezzi a partire proprio dai convogli ferroviari in ottica di intermodalità, con un età dei mezzi finalmente allineata alla media europea e una qualità del servizio elevata per puntualità, connessione, frequenza, capillarità, sostenibilità. E’ previsto un piano di assunzioni imponente per il gruppo e sono certo che in misura analoga ugualmente avverrà per la società di trasporto regionale i cui sforzi sono tutti tesi a rilanciare il trasporto su ferro soprattutto nella parte salentina, con una priorità degli interventi dettati dalla sicurezza in relazione alla situazione contingente.

Si a Infrastrutture utili al Paese

Dopo gli scandali degli ultimi anni sulle grandi opere, Mose ed Expo per citare quelli più noti, le tragedie di Rigopiano, i terremoti di Ischia, L’Aquila, centro Italia, Emilia, il crollo del ponte a Genova, le alluvioni in Liguria, Puglia, Sicilia e Calabria è indispensabile una riflessione sull’impiego prioritario delle risorse in interventi di manutenzione del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico che sono anche quelli ad alta intensità di occupazione.

ANCE ricorderà che il vecchio codice degli appalti è stato definito dall’autorità anticorruzione uno strumento “criminogeno”, e nonostante le recenti modifiche, ribadisco che anche una sua necessaria ulteriore revisione è nell’agenda del governo.
Inoltre si dovrebbe avere un poco di memoria nel riconoscere le responsabilità delle aziende del settore nelle lungaggini, atteso che all’aggiudicazione delle gare sono le aziende associate che sempre presentano ricorso, generando contenziosi spesso inutili.

Quindi trovo davvero singolare che si continui con il solito ritornello che è tutto bloccato e che le richieste del M5S e dei cittadini di chiarimenti sull’utilità e sull’impatto di alcune opere abbiano intento dilatorio nello sviluppo del Paese.
A testimonianza di questo, faccio notare che il raddoppio della linea adriatica tra Termoli e Lesina è in fase di gara, lo stesso dicasi per il primo lotto della ss 275 tra Maglie e Otranto, ugualmente accadrà a breve per i tracciati delle Ferrovie del Sud Est che verranno modernizzati ed elettrificati, a cominciare dalle prossime settimane e per i prossimi anni. Sui porti di Brindisi e Bari sono previsti investimenti importanti nel contratto di programma tra MIT e RFI, appena approvato dal Parlamento, che prevede 13 miliardi di euro aggiuntivi. Sugli impianti di depurazione e quelli di smaltimento dei rifiuti le responsabilità sono della Regione che impone dall’alto senza concertazione impianti sovradimensionati, in una situazione di comodo per gestori di discariche e di inceneritori.
Per anni i partiti hanno illuso l’opinione pubblica con il mito dell’alta velocità, facendo immaginare treni oltre 250 km/h, mitizzando l’indispensabile velocizzazione delle linee, adriatica e Napoli/Bari, mentre tacevano degli sperperi sui trasporti regionali e si continua a parlare di “Metropolitana di superficie” nel Salento nascondendo che non ci saranno più di due treni ogni ora senza un raddoppio dei binari che va pianificato da ora per i prossimi decenni.

Questo evidenzia, oltre alla sistematica mistificazione della realtà, che la politica finora non ha avuto una visione strategica per il futuro che non passi esclusivamente da luoghi comuni: credere che la ricchezza arriverà costruendo solo autostrade e centri commerciali, quando le zone industriali non hanno la fibra ottica e siamo ancora penultimi in Europa sia nella diffusione di servizi digitali sia nella copertura di Internet ad alta velocità è miopia gravissima. E’ vero che parte della competitività del nostro Paese si fonda sui flussi di merci intercettati lungo “la via della Seta”, ma non ci sarà alcuna svolta se dietro le ZES c’è una guerra continua di campanili invece di uno scenario di obiettivi comuni e se i consorzi industriali continuano ad essere in buona parte carrozzoni inefficienti.

Per questo stiamo accelerando il programma di banda ultralarga e l’attenzione del governo sulle innovazioni come Intelligenza Artificiale, 5G, IoT, Blockchain, Industria 4.0, è massima: questi sono i settori che nei prossimi decenni genereranno ricchezza e posti di lavoro e determineranno se il nostro Paese sarà leader del mercato globale.

SS 275: ripartire da zero. Valutazione all’esame del Ministro

La strada statale 275 è un’opera che nel Salento ha creato da sempre aspettativa e sulla quale occorre fare chiarezza.

Come denunciato da Anac, la politica locale tutta e Anas sono stati in procinto di realizzare un progetto sovradimensionato, inutile e dannoso per il territorio, basato su valutazioni vecchie di 30 anni, non a caso chiamata “vergogna delle vergogne” dalla dirigente di Anas detta “la dama nera” al centro delle indagini della magistratura relativamente a fatti di corruzione.
A seguito del ritiro del vecchio progetto in autotutela, ne è stato presentato un altro, per la verità molto simile al precedente, che prevede due lotti funzionali separati: il primo, Maglie – Tricase, fino a Montesano è identico e mai contestato da nessuno, sul quale c’è sempre stato consenso unanime per la sua rapida esecuzione. È stato recentemente variato con il consenso delle amministrazioni per giungere fino a Tricase con 4 corsie.
Il secondo, Tricase – Gagliano del Capo, è stato sempre proposto come necessario e indispensabile da chi aveva interesse diretto particolare alla sua realizzazione a vario titolo, anche quando aveva 4 corsie e “tombava”, plausibilmente non a caso, due mega discariche abusive oggi poste sotto sequestro.

Le argomentazioni addotte finora circa la sicurezza stradale dell’esistente, tempi di percorrenza dell’esistente e l’impatto occupazionale, sono stati gli alibi di chi ha caparbiamente, e a volte in malafede, propagandato una idea di sviluppo e modernità dell’ ‘800, scuse facilmente e puntualmente smentite dal m5s e da comitato sos 275 in questi anni.
La separazione funzionale stabilita da Mit e Anas e avallata dal Cipe relativamente ai due lotti contraddice chi ritiene si debba decidere oggi sul secondo lotto e chi ora vorrebbe tra i sindaci ridiscutere il primo, dando torto nella logica ad entrambi.

La discussione sul secondo lotto non ha mai preso le mosse sulla riflessione della reale utilità. Reputo fondamentale non saltare un approfondimento di merito, sempre precluso in tutti i tavoli istituzionali cui ho partecipato che invece si sono concentrati esclusivamente, e troppo superficialmente, solo su due ipotesi di tracciato appiattendo anche il dibattito pubblico che, come mostrato all’incontro di Tricase, è molto più ampio e ricco. Se pertanto tecnicamente Anas durante la Valutazione di Impatto Ambientale deve analizzare tutti gli scenari, senza esclusione alcuna, includendo quindi quello che contempli la messa in sicurezza e la velocizzazione dell’asse viario esistente, perché la politica non ha mai ragionato su tale ipotesi, anche con l’ausilio dei tecnici, in nessuno degli incontri tenuti finora?

Forse qualcuno ha il timore di perdere il consenso?

Inoltre, ho anche esplicitato che nell’era dei big-data è inaccettabile per gli amministratori rinunciare a scelte consapevoli e ho ricordato che una legge dello Stato, il codice dell’amministrazione digitale, obbliga Anas a pubblicare tutti i dati di transito che raccoglie istantaneamente su ogni arteria d’Italia in sua gestione.
L’analisi dei flussi per ciascun asse viario attraverso multiple rilevazioni in più punti lungo l’infrastruttura, è fondamentale in qualunque processo tecnico e politico e decisionale, come ha plasticamente dimostrato la bocciatura del vecchio progetto, assolutamente inadeguato alle mutate esigenze del territorio: navigare a vista, sulla base di opinioni personali o di interessi particolari, non è auspicabile non solo perché si rischia di sprecare soldi dei cittadini ma perché, come dimostrano i decenni trascorsi, allunga i tempi di decisione, non supporta le scelte politiche in un confronto trasparente con l’opinione pubblica, privando la discussione di elementi inconfutabili per valutare ogni intervento. Tale analisi inoltre risulta imprescindibile nella pianificazione della mobilità della regione e degli altri di servizi di trasporto. Nell’ottica di una valutazione complessiva del sistema trasporti sicuro, rapido, economico ed efficiente, la scelta di realizzare il secondo lotto potrebbe essere disarmonica, se non addirittura totalmente incoerente, con la visione trasportistica del territorio che si sta costruendo con investimenti su trasporto ferroviario, interoperabilità e inter modalità.

E poi ci sono tanti interventi necessari e indifferibili forse maggiormente prioritari: elettrificazione delle ferrovie del sud est dell’area di Casarano-Gallipoli, soppressione di centinaia di passaggi a livello (ed eventuali opere infrastrutturali come sovrappassi e sottopassi), la riqualificazione delle stazioni delle Fse (almeno di quelle principali che dovrebbero essere da subito hub intermodali come Tricase, Nardò, Maglie e Casarano), raddoppio dei binari perché altrimenti non potranno mai esserci più di due treni ogni ora.

Infine, merita di essere affrontata con trasparenza la questione relativa ai costi. Il primo lotto assorbe quasi tutto il finanziamento: 244 milioni di euro su uno stanziamento effettivo di 288 milioni di euro (ripartito tra Regione al 40% e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) per un progetto che qualche anno fa era stimato costare 130 Milioni di euro. Ho ribadito quindi quello che tutti sanno: i ribassi d’asta sull’aggiudicazione della gara del primo lotto e i 44 milioni, probabilmente non basterebbero se si decidesse di proseguire con il secondo lotto e si dovranno stanziare ulteriori risorse senza che questo sia motivo ostativo alla scelta, ma rientrando in un ragionamento, finora assente, di efficacia degli investimenti pubblici.

Fuori dalle polemiche strumentali e dalle interpretazioni errate, un’opera così importante merita un dibattito serio e approfondito su questi aspetti. È il compito della politica. La storia della 275 ci ha dimostrato, finora, dove porta certa faciloneria. A ritardi imperdonabili ed errori gravissimi. Ed è proprio quello che vogliamo evitare.

FSE, Metropolitana e Alta Velocità: alcuni chiarimenti!

FSE E METROPOLITANA

Da mesi, contro il catastrofismo generale, ho rilanciato gli sforzi profusi dalla società del gruppo FSI per rilanciare il trasporto nel sud della Puglia e finalmente risultano evidenti anche all’opinione pubblica i cambiamenti che l’azienda delle FSE sta intraprendendo per raggiungere i livelli di servizio che si addicono ad un paese civile ed europeo, con il supporto di Regione e Governo per il rinnovo dei mezzi e gli interventi infrastrutturali.
Gli anni passati in questo periodo venivamo subissati da familiari di studenti arrabbiati per l’assenza o la carenza di servizio mentre oggi la situazione è nettamente diversa grazie ad un potenziamento delle attività attuali e di quelle pianificate.
Queste novità evidenziano altresì il disinteresse della politica ad ogni livello finora sul trasporto pubblico, che ha messo l’Italia sul podio tra i Paesi Europei con i mezzi più vetusti e inquinanti e altissima propensione dei cittadini a usare l’auto privata. Speriamo che la Regione e le aziende portino avanti tali politiche, costantemente anche nei prossimi anni, perché è evidente che non è sufficiente abbassare i valori medi: circolano ancora troppi mezzi obsoleti, rumorosi e malandati e vanno sostituiti regolarmente ogni anno quando arrivano alla fine del loro ciclo di vita.
Inoltre, per non ingenerare false aspettative, dobbiamo dire che, nonostante tale dicitura sia riportata in documenti ministeriali, non si potrà avere affatto la metropolitana di superficie in provincia di Lecce: l’elettrificazione delle linee (da cui rimane esclusa la zona di Casarano e Gallipoli), la loro velocizzazione con la soppressione e l’automazione dei passaggi a livello, l’aumento degli standard di sicurezza attraverso l’adozione dei sistemi in uso sulla rete ferroviaria nazionale, non sono condizioni sufficienti per avere un servizio metropolitano reale, dato che sarà infrastrutturalmente impossibile avere più di due treni ogni ora, senza raddoppi di binari (almeno parziali, al momento non previsti). Quindi un servizio di trasporto ferroviario regionale rapido, capillare, intermodale, interoperabile ma certamente senza treni ogni 10-15 o 20 minuti come ci si attende da una metro o un tram.

VELOCITÀ ALTA e non ALTA VELOCITÀ

La velocizzazione della linea adriatica, che non è l’alta velocità dato che i treni non viaggeranno oltre i 200 km/h, con interventi tecnologici, soppressione dei passaggi a livello, raddoppio dei binari tra Termoli e Lesina è già prevista nel contratto di programma 2017-2021 tra Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana (la società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiano che si occupa dell’infrastruttura), proprio in questi giorni all’attenzione delle Commissione Parlamentare di cui sono Vicepresidente, e prevede investimento pluriennale per la realizzazione dell’opera finalmente deliberata anche con il consenso della Regione Molise che ne aveva chiesto una variante.
Assicuro pertanto che il progetto andrà avanti celermente attraverso la redazione del progetto definitivo di Italfer (la società di ingegneria del gruppo FSI) e poi del bando di gara per l’esecuzione con conseguente appalto e realizzazione nei tempi previsti per legge.

Allo stesso modo la linea veloce (che non è l’alta velocità con treni a 300 km/h) Napoli-Bari/Taranto, ha tutti gli stanziamenti necessari ed RFI sta proseguendo la realizzazione dell’infrastruttura con grande impegno e slancio per superare il deficit infrastrutturale del sud del Paese.
L’assessore Regionale invece dovrebbe occuparsi di chiedere a RFI un nuovo tracciato per il nodo Nord di Bari, magari con un tracciato che passi dall’aeroporto di Bari, stanziare risorse economiche per aiutare le amministrazioni locali a realizzare sovrappassi e sottopassi che consentano di chiudere i passaggi a livello e stanziare risorse per la riqualificazione delle ferrovie regionali! Su questi temi che sono di visione a 10-20 anni e delineano il miglioramento della qualità del servizio sul medio-lungo periodo non c’è alcun segnale. Evidentemente sarà il M5S alla guida della Regione Puglia a breve a programmare questi fondamentali interventi per i cittadini

TRENO SOPPRESSO

I lavori lungo la linea adriatica sono necessari per adeguare la linea a standard di maggior velocità e per il trasporto merci dai porti del sud, tuttavia non è accettabile che proprio per via della loro prevedibilità con ampio anticipo, l’utenza di centinaia di persone si trovi ad affrontare disagi incomprensibili a causa di assenza totale di comunicazione di Trenitalia.

In un’epoca in cui mandare sms, email e notificare eventi in tempo reale, non costa alcunché e si può raggiungere la cittadinanza in tanti modi è surreale la superficialità con cui non sia stata gestita la situazione tanto da paragonare gli effetti a quelli di una emergenza.

 

Convenzione MIT Puglia per il Piano FSE

La convenzione stipulata impegna risorse pari a quasi 74 milioni di euro per l’infrastruttura ferroviaria, un piano di interventi fino al 2019 per ammodernare l’asset principale di ogni trasporto ferroviario: i binari e tutti i sistemi ad essi funzionalmente legati.

Con il concordato raggiunto a giugno che mette in salvo la società dal fallimento, questi interventi sono il minimo indispensabile per la sicurezza e certamente costituiscono soltanto il fondamento per ricostruire il rilancio del servizio: sono misure ancora poco incisive nella percezione dell’utenza ma importantissime perché sono i requisiti ineludibili per creare le condizioni di miglioramento dei servizi di trasporto.
Le risorse stanziate sono quindi sufficienti a coprire gli interventi necessari e più urgenti ma tanto resta ancora da fare.

La sinergia creata con l’acquisizione della società nella holding di FSI, Ferrovie dello Stato Italiano, ha permesso rapidamente di usare la conoscenza e il know how per implementare rapidamente dei miglioramenti: due esempi su tutti credo che vadano ricordati perché tanti cittadini ancora non ne sono consapevoli.
Il primo è la comunicazione dei sistemi sistemi informativi che permette finalmente di acquistare i biglietti e consultare gli orari delle FSE con le stesse modalità disponibili per Trenitalia, il suo sito web e l’app per smartphone.
La seconda riguarda la collaborazione di RFI e Italfer, le società che si occupano di infrastruttura ferroviaria e di progettazione, per programmare gli interventi sui binari presenti nella convenzione: l’installazione del sistema controllo marcia treno e l’automazione di decine di passaggi a livello. Sono interventi che elevano gli standard di sicurezza ai livelli della rete nazionale e permetteranno di avere tempi di percorrenza che renderanno finalmente attrattivo il servizio ferroviario togliendo automobili superflue dalle strade.

La convenzione è quindi una parte di un piano industriale quinquennale più ampio di sviluppo e rilancio della società che parte certamente dalla messa in sicurezza della infrastruttura grazie alla soppressione e alla automazione dei passaggi a livello, all’installazione del “sistema controllo marcia treno”, sui binari e sui treni, e prevede però anche un miglioramento del servizio attraverso l’acquisto di nuovi treni, l’aumento della velocità commerciale, l’elettrificazione di tutta la rete.

Il piano da oltre mezzo miliardo di euro ha mosso i primi passi con l’integrazione tariffaria dei servizi di FSE nella piattaforma di bigliettazione di trenitalia, con i servizi di trasporto anche la domenica, sebbene per ora ancora con autobus, ma pur sempre una novità rispetto alla desolazione degli anni scorsi.
Un miglioramento che riguarda la qualità del servizio per gli utenti/cittadini che ha avuto anche la testimonianza concreta dell’acquisto di 68 nuovi autobus e 5 nuovi treni etr nel 2018.
Non posso che esprimere soddisfazione dell’attenzione verso la clientela e la sicurezza confermati anche dalla soppressione dei passaggi a livello già in 8 Comuni. Insomma, tanti sforzi dovuti e tardivi per recuperare il tempo trascorso non solo per dare ai pugliesi e si tanti turisti sicurezza nel trasporto senza trascurare velocità, comfort, frequenza e convenienza. Ci vorrà ancora qualche anno per apprezzare questi risultati ma so che finalmente c’è una visione chiara che ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Ecco perché ancora di più ribolle il sangue dalla rabbia pensando quanti soldi publici sono stati sperperati in inutili consulenze e in altre “mangiatoie” a beneficio di pochi, lasciando i contribuenti senza servizi essenziali.

QUI la convenzione

FSE: presto interventi del Governo per 40 milioni di euro

Da sempre come cittadino utente e poi per il ruolo istituzionale in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, seguo attentamente lo sviluppo delle vicende che riguardano le Ferrovie del Sud Est.

Purtroppo la situazione di oggi è il risultato di almeno 20 anni di disinteresse della politica e distrazione di fondi pubblici ed è impossibile recuperare questo divario in pochi mesi. Oggi è ovvio sentire i turisti affermare che tale situazione è inaccettabile: probabilmente perché in tanti decenni di depredazione nessuno tra i lavoratori, gli utenti, i giornalisti e i sindaci sarebbe rimasto in silenzio come invece avvenuto in Salento. Eppure tutti sapevano o immaginavano quel che accadeva dietro le quinte! Quanto accaduto quindi sia da monito per tutta la società civile, l’opinione pubblica e gli amministratori degli enti locali: è un dovere morale e una responsabilità collegiale non tacere di fronte ai disservizi e alle frodi che portano vantaggi ad interessi particolari e privano la collettività di servizi pubblici essenziali pagati in massima parte con soldi pubblici.

Con questa premessa sul ruolo delle responsabilità per ciascuno di noi, è importante sottolineare che per il presente la direzione intrapresa dell’azienda è quella di un piano industriale che rilancia e sviluppa i servizi di trasporto in modo che siano sicuri, rapidi, confortevoli, frequenti e capillari con investimenti ingenti nel breve e medio termine.

Sono stati stanziati 40 milioni di euro nel piano operativo sicurezza per dotare del sistema scmt tutta la rete FSE, suddividendo la progettazione e la realizzazione in 4 lotti per procedere più rapidamente agli adeguamenti necessari anche con la collaborazione di Italfer, la società di progettazione di Rete Ferroviaria Italiana del gruppo Ferrovie dello Stato Italiano.
Per questi 4 lotti: ci saranno in sequenza le fasi di progettazione, gara d’appalto, aggiudicazione e esecuzione lavori con tempi tecnici incomprimibili. Aver cominciato gli interventi nella provincia di Bari, i cui cantieri cominceranno il prossima anno, è una necessità dovuta allo stato di maggior usura di quella parte di infrastruttura e quindi a maggior rischio.

Per l’elettrificazione e l’interoperabilità, cioè consentire a treni di altri operatori ferroviari di usare la rete FSE e viceversa permettere ai treni FSE di usare la rete RFI e quella di altre società ferroviarie, sull’intera rete sono stati pure già stanziati 130 milioni di euro. Finalmente oggi l’azienda garantisce le corse che domenica non c’erano, sebbene i tempi di percorrenza e comfort sono decisamente scarsi e hanno bisogno di qualche anno ancora per raggiungere gli standard. La Regione da questo punto di vista ha gli strumenti per programmare il servizio stanziando risorse per acquisto dei treni e per garantire corse frequenti. Gli orari e l’acquisto dei biglietti è integrato in quelli di trenitalia sebbene manchi ancora una app per l’acquisto e l’infomobilita in tempo reale che potrebbe essere realizzata immediatamente per limitare i disagi all’utenza dovuti a ritardi e carenze delle biglietterie.

Il mio impegno è quello di chiedere al Ministro di valutare la possibilità di dichiarare le tratte del FSE Maglie-Otranto e Martina Franca – Gagliano di rilevanza nazionale, come accaduto recentemente tramite decreto ministeriale alla tratta delle FSE Bari-Taranto. In questo modo si potrebbero usare fondi nazionali, per accelerare anche gli altri interventi indispensabili di cui ancora nessuno parla.
La politica deve avere una visione di lungo periodo e pensare ad almeno due linee di interventi per i prossimi 10 anni. In primis, è fondamentale riqualificare le stazioni cominciando dalle 18 principali: intervenire sui piazzali di scambio garantendo realmente l’intermodalità ferro-gomma, la realizzazione dei sottopassi per ricucire il tessuto urbano, colonnine elettriche per auto, parcheggi coperti per le bici, il rifacimento di marciapiedi e la rimozione barriere architettoniche per aumentare accessibilità e attrattiva delle stazioni.
Allo stesso tempo, è indispensabile procedere con un piano straordinario di soppressione dei passaggi a livello: sui 512 attraversamenti stradali presenti nei 474 km di ferrovia, ne restano da chiudere ancora 495 (90 privati, il resto pubblici). È già allo studio un’analisi del rischio per individuare un elenco di priorità, ma è importante stanziare già ora le risorse necessarie.

Anche sui passaggi a livello, a fronte delle decine di segnalazioni di cittadini e amministratori locali degli anni scorsi, l’azienda ha profuso energie negli interventi di miglioramento, raggiungendo risultati evidenti: al netto dei comportamenti errati degli automobilisti, il tasso di malfunzionamenti è paragonabile a quello della rete nazionale RFI. Addirittura in 8 Comuni la soppressione dei passeggi a livello è già pronta ma in 6 di questi gli amministratori non li chiudono pur avendo sottopasso già realizzato!

Ps: A vedere le reazioni e i comunicati dell’onorevole Palese e del cons. regionale Abaterusso possiamo dire che non c’è limite alla mancanza di vergogna…
Rocco Palese dimentica che per 10 anni la regione è stata a guida dell’on.Fitto mentre lui era presidente della commissione Bilancio in consiglio regionale, e in quel periodo come in quello vendoliano dei successivi 10 anni, in FSE avvenivano le ruberie, i disagi e i disservizi e la giunta che appoggiava non ha mai sollevato una eccezione o chiesto l’intervento delle autorità preposte (mit, corte dei conti, procura,…) per una verifica!
Il consigliere Abaterusso è, se possibile, ancora più scandaloso: dopo 13 anni di giunta di csx, in cui continuava la predazione delle FSE con la politica regionale che guardava altrove, rilancia l’illusione di uno slogan mediatico coniato anni fa dall’avv.Pellegrino, allora presidente della prov. di Lecce: quello della “metropolitana di superficie” invece di ciò che in tutto il mondo si chiama trasporto pubblico ferroviario regionale (non c’è alcuna area urbana metropolitana ma Comuni in 4 province e oltre 90 comuni sparsi in provincia di Lecce, ne tantomeno c’è un servizio che per frequenza possa essere paragonato ad una rete metropolitana).
L’idea della Metropolitana è così malsana che il filobus a Lecce è stato propagandato per anni con la stessa ingannevole dicitura, per un costo di 23 milioni di euro e 4 milioni di euro ogni anno di esercizio. Quindi “Metropolitano” forse è soltanto lo spreco che ci rende paragonabili agli scandali di Milano (inchieste per corruzione per Expo), Roma (inchiesta per corruzione di “mafia capitale”) e Venezia (inchiesta per corruzione per “Mose”).

E per evitare ulteriore disinformazione dovuta ad Orrori grossolani, caro Consigliere Abaterusso, FSE non sono una società di Trenitalia ma di Ferrovie dello Stato Italiano.

Trasporti regionali: politica assente.

Nei giorni scorsi sono intervenuto più volte sulla situazione dei trasporti regionali pugliesi

30/05 : La situazione dei trasporti nel Paese, in Puglia e nel Salento, non può migliorare senza un Governo forte e ma questo non può essere un alibi per l’assenza di programmazione e sinergia istituzionale degli enti locali.
Certamente è prioritario aumentare il fondo nazionale del trasporto pubblico e chiedere conto in Parlamento delle attività delle società del gruppo FSI e d’altra parte è imprescindibile coordinare e potenziare le iniziative di trasporto pubblico messe in campo dagli enti locali, in primis Regione, ma anche Provincia e Comuni: è impensabile che siano i singoli Comuni a sostenere iniziative sporadiche e disarmoniche o che siano i privati a supplire a tali carenze.

L’assenza di navette domenicali dagli aeroporti durante le domeniche e i festivi, la loro scarsa frequenza, la mancanza di una applicazione per smartphone che dia informazioni su orari su percorsi e vettori e permetta di acquistare biglietti e le altre vistose lacune per realizzare la smart mobility prendendo ad esempio le migliori pratiche europee, sono gravi responsabilità che pesano esclusivamente sulla Regione.

Come M5S, vediamo il bicchiere mezzo pieno, pur comprendendo le preoccupazioni dei Sindaci: apprezziamo i tentativi di miglioramento continuo del servizio ad opera di Ferrovie del Sud Est. Quest’anno c’è un servizio di trasporto, che l’anno precedente era inesistente, verso Gallipoli e Otranto che per 6 giorni a settimana è su ferro e solo la domenica sarà svolto per quest’anno con autobus. Ovviamente non è l’ottimo, ma la gestione di questa transizione sta migliorando velocemente e FSE certamente ha la chiara volontà e forza per potenziare e migliorare il servizio, con convogli più rapidi, sicuri, capillari e frequenti

La Regione invece non può chiedere continui sacrifici ai cittadini e poi a fronte di carenze strutturali di servizi invocare lo scaricabarile. L’assessore Nunziante invece di puntare il dito contro altri, dica che non ha stanziato un solo euro in più nel bilancio regionale per il contratto di servizio per aggiungere nuove corse. La giunta Emiliano dica quali iniziative concrete sta adottando ora per dare certezza a turisti, pendolari, amministratori che non si verifichi più la solita inaccettabile improvvisazione figlia di mancanza di progettazione e visione politica.

25/05: Collegamenti al Capo di Leuca. Sebbene si possano comprendere le scelte di Trenitalia sui collegamenti Freccialink che penalizzano il capo di Leuca, poiché sono dettate da ragioni di mercato, restano invece incomprensibili le lamentele senza proposte dei politici i cui partiti hanno governato la Regione per decenni.

La Regione e Provincia di Lecce devono avanzare soluzioni a quelle esigenze di mobilità che non soddisfano i requisiti di copertura dei costi da tariffa e che quindi rientrano nel servizio universale di trasporto pubblico. Il recente piano della Provincia ovviamente pur essendo un tentativo necessario e per certi versi apprezzabile di fornire servizi di trasporto, illude molti salentini perché riprende lo slogan del Metrò, pur essendo un servizio che per offerta e frequenza non è paragonabile a quest’ultimo, poi si sovrappone a percorsi già espletati da FSE e infine paradossalmente dimentica i cittadini più lontani dal capoluogo e che maggiormente dovrebbero essere tutelati!

Per dare servizi di trasporto efficienti, capillari e frequenti, servono risorse economiche per aumentare le corse, comprare mezzi nuovi e confortevoli e una programmazione seria e integrata delle corse in logica intermodale e di integrazione tariffaria tra vettori e per aree geografiche, adoperando gli strumenti attuali come le app per bigliettazione e infomobilità. I cittadini e i turisti restano in attesa di avere i servizi che ormai sono il minimo inderogabile perché non sopportano più l’incapacita e l’irresponsabilità di chi non sa tutelare i loro diritti.

 

Passaggi a livello FSE rimasto aperto a Copertino.

Non è degno di un Paese civile che i passaggi a livello ferroviari di FSE rimangano aperti al passaggio del treno, come evidenziano le centinaia di segnalazioni che ho denunciato in Parlamento con interrogazioni, rimaste tuttora senza  alcuna risposta.

E’ gravissimo che questa situazione perduri ancora. I cittadini ricevono già un servizio pessimo a causa del limite di velocità a 50 km/h ed è intollerabile avere anche i passaggi a livello malfunzionanti ovunque! Il Governo e la Regione cercano di rassicurare l’opinione pubblica con continue dichiarazioni ma, nonostante le loro chiacchiere, nessuno interviene per risolvere questo problema. È inaccettabile non avere un piano e delle azioni concrete per porre rimedio definitivamente e immediatamente: sulla rete di Ferrovie del Sud Est, 470 km, ci sono poco più di 500 passaggi a livello, praticamente in media uno ogni 900 metri, bisogna pianificarne la chiusura ora!

Ogni giorno vedo in Parlamento sperperati miliardi per grandi opere inutili che pesano sulle tasche degli italiani: i politici di professione in perenne campagna elettorale promettono interventi con slogan vuoti, mentre i cittadini attendono invano la soluzione ai loro problemi quotidiani!

FSE, audizione alla Camera: finalmente risposte chiare.

Ho ottenuto l’audizione di FSE alla Camera dei Deputati. Grazie alle sollecitazioni di consiglieri comunali, genitori, dipendenti studenti e altri cittadini ho posto, unico in Commissione, le domande in aderenza al ruolo di portavoce nelle istituzioni. Finalmente, i cittadini che finora dovevano accontentarsi di stringate notizie di stampa, talvolta fuorvianti, hanno potuto avere pubblicamente, in diretta streaming, risposte chiare e puntuali.

Il successo in trasparenza è stato duplice perché i vertici hanno risposto a tutte le domande con informazioni tecniche che lasciano intravedere una visione coerente, degli interventi e degli investimenti consistenti per un rilancio serio dell’azienda. Il mio impegno personale in questa vicenda ha avuto risvolti positivi di gran lunga maggiore dei tanti tavoli convocati in Regione o in Provincia di Lecce che non hanno mai sortito alcun effetto concreto.

E’ una vittoria del M5S: dopo la “mala gestio” durata decenni con il colpevole silenzio di tutti i partiti, la nostra costante denuncia in questi 4 anni, ha evidenziato le situazioni cui porre rimedio. Finalmente l’azienda produce utili e sebbene gravata da un deficit patrimoniale e finanziario pregresso, è in sostanziale equilibrio economico. L’azienda ha avviato gare pubbliche per ogni fornitura e pianificando e attuando il programma di manutenzioni e di adeguamenti infrastrutturali. La società sta adeguando i livelli di sicurezza e di qualità del servizio a standard più elevati cominciando da quelli più urgenti e dove tecnicamente è possibile intervenire immediatamente.

Alla Camera, audizione di FSE

Martedì 24 ottobre, alle ore 13:00 presso la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ci sarà l’audizione dei vertici della società FSE nella persona del responsabile, dottor Mentasti. Solo dopo mia esplicita richiesta e 3 settimane di solleciti, finalmente sono stati convocati in audizione alla Camera dei Deputati, presso la Commissione Trasporti, i vertici della società. Finora l’azienda ha illustrato le sue scelte solo alla stampa e ai sindacati, pertanto chiederò di illustrare pubblicamente il piano industriale e risolvere ogni dubbio sulle tante criticità, i frequentissimi disagi all’utenza e l’inaccettabile mancanza di sicurezza.

Finalmente avremo informazioni puntuali e complete sulle dinamiche delle collisioni dei convogli, e soprattutto sugli investimenti, spesso solo annunciati, per gli interventi volti a modernizzare la rete e i convogli, soprattutto in tema di sicurezza ferroviaria. Sarà anche l’occasione per comprendere se e come sono stati utilizzati i 70 milioni di euro stanziati in legge di bilancio 2016, se sono risolti problemi di pagamento verso fornitori e dipendenti

Ci aspettiamo un piano di rilancio che renda il trasporto regionale svolto da FSE, moderno ed efficiente in tempi rapidi: integrazione modale e tariffaria, tariffazione elettronica e controllo degli accessi, frequenza e capillarità del servizio, comfort delle carrozze e delle stazioni, una riattivazione e ampliamento delle linee ferroviarie oggi sostituite con gli autobus, nonché l’elettrificazione di tutta la rete!