Porto di Taranto: inaugurazione al Polisettoriale

Il Governo continua a fare passerelle a Taranto, ma la situazione rimane bloccata! Anche nell’occasione dell’inaugurazione della pista logistica a dicembre del 2015 abbiamo sentito toni trionfalistici da parte del Governo eppure a quasi due anni di distanza è completamente inutilizzata.

Taranto sta già pagando il pesante fardello di una colonizzazione di grandi industrie inquinanti scollegate dal contesto territoriale, non si deve commettere lo stesso errore di 60 anni fa! Il porto deve essere al servizio della città e non il contrario!

Il futuro del porto e della città di Taranto non è diventare una propaggine della Cina e delle multinazionali, senza alcuna visione di rilancio delle eccellenze e delle aziende italiane.

Manca la discontinuità con il passato: gli ultimi provvedimenti del Governo PD, ad esempio l’istituzione delle ZES, rischiano di essere funzionali ad agevolare le industrie dannose come ENI, ILVA e il progetto Tempa Rossa. Se così non fosse, per quale motivo in commissione al Senato sono state bocciate le proposte del M5S che puntavano alla riconversione economica?

Se si fosse realizzata solo un’unica Autorità di Sistema Portuale si sarebbe ottenuto un giusto coordinamento tra i porti pugliesi e a beneficiare sarebbe stata tutta la Puglia. Tuttavia, il campanilismo e la brama di distribuire poltrone ha prodotto due autorità con il risultato di avere la competizione tra i porti invece di un loro maggiore coordinamento con politiche utili alla Puglia e al Paese.

ZES: serve dibattito serio!

Le ZES (Zone Economiche Speciali) sono oggetto del decreto 91/2017 in discussione in Parlamento e verranno individuate nelle regioni meridionali. Il PD e il Presidente Emiliano sono colpevoli della guerra campanilistica che si sta sviluppando sulle Zone Economiche Speciali (ZES) in Puglia. Per accontentare gli amici degli amici, ha ottenuto due distinte Autorità di Sistema portuale anziché un’unica, come previsto originariamente, ed ora le due autorità, con i politici dei rispettivi territori, si fanno la guerra a chi deve ottenere la ZES. Vergognoso!

Sulle ZES manca un dibattito serio per far comprendere ai cittadini quali vantaggi e svantaggi si possano ottenere. La ZES non è la panacea di tutti i mali e soprattutto non si attuerà in tempi brevi. Inoltre se non vi è una pianificazione curata nei dettagli e soprattutto una pertinenza dei programmi di sviluppo duraturi nel tempo e collegati al contesto socio-economico locale, la ZES può rappresentare un fallimento. Ci sono rischi legati alla colonizzazione delle multinazionali che possono rendere il territorio soggetto al ricatto occupazionale. Ci sono rischi legati all’impossibilità, per le piccole e medie imprese che sono fuori la ZES, di competere con le multinazionali che sono all’interno, visto i differenti regimi fiscali. Ad esempio, se una multinazionale che commercializza o lavora olio di oliva, mandarini, uva di provenienza estera – giunta attraverso il porto franco di Taranto – si instaurasse nella ZES, avrebbe vantaggi che spazzerebbero la concorrenza delle eccellenze pugliesi del settore. Bisogna fare molta attenzione e non trattare con superficialità un tema così importante che può determinare il futuro del territorio.

Il decreto prevede che possano beneficiare delle agevolazioni economiche anche le aziende che già risiedono nel territorio dove verrà individuata la ZES. Se la ZES di Taranto comprendesse le aree dove sono situate la raffineria, il cementificio, il siderurgico, le discariche e le centrali elettriche già esistenti, queste aziende potrebbero continuare a inquinare il territorio e per giunta con soldi pubblici! Il M5S non è contrario alle aree dove vi sono detassazioni se si creano nuove economie sostenibili. Ad esempio da anni per Taranto proponiamo regimi fiscali agevolati per quelle aziende che sono disposte a investire nella ricerca e nelle energie rinnovabili purché si assumano l’onere di bonificare il territorio inquinato. Purtroppo il PD ha sempre bocciato queste nostre proposte di buon senso per una riconversione economica!

Autorità portuale di Bari: Delrio NON risponde su nomina Patroni Griffi.

Dopo aver denunciato da tempo l’assoluta mancanza di trasparenza e le numerose irregolarità ed illegittimità nelle procedure di nomina, sul caso di Bari, avevo posto quesiti specifici e puntuali sulla nomina del Professor Patroni Griffi che Delrio ha del tutto ignorato. 

Il Ministro ha deliberatamente dimenticato che la stessa Autorità Anticorruzione ha chiesto ulteriori chiarimenti sull’ipotesi di incompatibilità prevista dalla legge Gelmini in merito agli incarichi universitari! È evidente che si è voluto procedere secondo vecchie logiche affaristiche escludendo i cittadini e i loro rappresentanti dalla partecipazione democratica a scelte importanti per la vita politica ed economica

Esprimendo l’intesa sulla nomina di Patroni Griffi, anche il PD regionale è complice di questo ennesimo abuso di potere!

Il PD non solo quindi decide a porte chiuse ma nega persino i rilievi di un’autorità indipendente bloccando le prerogative costituzionali di verifica e controllo ai parlamentari, pur di portare a termine accordi interni pensando di poter gestire tutto come fosse un affare privato o di famiglia.

Autorità di sistema portuale del mare adriatico Meridionale: Griffi, proposta inaccettabile!

La presidenza delle nuove Autorità di Sistema Portuale riveste un ruolo fondamentale per il territorio e per tutta l’economia nazionale.  Per questo tipo di nomine l’Autorità nazionale anticorruzione ha imposto la necessaria ed imprescindibile assenza di ogni ipotesi, anche solo potenziale, di conflitto di interessi.

Sulla proposta di nomina del Governo per la presidenza dell’Autorità di sistema portuale del mare adriatico Meridionale (Porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli) del Professore Ugo Patroni Griffi votata oggi della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, con 30 presenti, 28 votanti, 17 favorevoli, 11 contrari e 2 astenuti.

Dopo aver segnalato ovunque, l’inopportunità della nomina di Patroni Griffi, il Governo senza rispondere alle nostre obiezioni in 4 interrogazioni e senza consentire alcuna discussione né partecipazione, ha confermato la sua proposta inaccettabile in Commissione: il M5S è stato ovviamente contrario perché si tratta dell’ennesima nomina con il solito vecchio metodo spartitorio da Prima Repubblica, condito dalla deriva accentratrice del nomina diretta del Ministro, frutto della recente e aberrante riforma portuale.

Oltre alla questione di metodo, privo di trasparenza e forse figlio di logiche partitiche e familistiche, a fondare la nostra opposizione è anche il merito della nomina specifica, dato che al Professor Patroni Griffi potrebbero essere riconducibili notevoli interessi economici e commerciali privati con delle società che operano nell’area portuali di Bari e quindi è in potenziale conflitto di interesse con la carica che andrebbe a ricoprire.

Il Professor Patroni Griffi, infatti, risulterebbe in evidente conflitto di interessi, generalizzato e permanente, tra controllore e controllato, in quanto con i suoi provvedimenti in ambito di concessioni demaniali da Presidente interverrebbe in maniera decisiva sull’attività di due società: la prima, la CDS marine srl “cantiere nautico” che è concessionaria di area demaniale marittima nel porto di Bari di circa 5.000 mq facente capo al Sig. Nicola Signorile, legato da parentela con lo stesso Griffi, nonché socio e Amministratore delegato della società SAICAF Spa di Bari, della quale è socio anche Griffi; la seconda è Il Circolo della Vela di Bari, la cui presidente è la Sig.ra Simonetta Lorusso, zia del Professore Patroni Griffi, che è concessionario di un’area demaniale marittima di complessivi 3.039 mq nel Porto di Bari che, come da accordi con l’Autorità portuale, nella stagione crocieristica viene utilizzata per le operazioni di imbarco e sbarco dei passeggeri delle navi MSC Crociere. Pertanto, è evidente che, qualora il Professore Patroni Griffi dovesse esser nominato Presidente dell’Autorità portuale, a causa dei legami familiari e delle quote che detiene nelle società citate, risulterebbe in palese conflitto di interessi nella gestione, nella vigilanza e nel rinnovo delle concessioni demaniali, di cui si occuperebbe perché direttamente ricadenti nel porto di Bari, rendendo impossibile la garanzia di imparzialità dell’azione amministrativa.

La nomina del candidato proposto dal Governo risulta ancor più irricevibile in quanto il Professor Patroni Griffi risulta esser attualmente imputato in un processo penale con l’accusa di truffa e falso ideologico. Se non bastasse tutto questo per bollare come irricevibile la proposta di nomina del Governo si aggiunge anche un problema di (in)competenza visto che, secondo la legge, si impone una “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale” che per il Professor Patroni Griffi viene “certificata” dal Ministro Delrio! Questo svelerebbe anche che all’interno del PD, tutte le faide sono finti scontri, volti solo all’accaparramento delle poltrone per i propri amici e al mantenimento del potere!

E’ inaccettabile procedere a nomine in ruoli chiave delle Istituzioni secondo queste logiche intrise di conflitti di interessi e lontane dalla irrinunciabile meritocrazia e dalla indispensabile specchiata moralità. Abbiamo chiesto senza esito la pubblicazione degli oltre 200 curricula giunti per le presidenze delle nuove 15 Autorità di Sistema italiane  sul sito istituzionale del Ministero dei Trasporti perché siamo certi che, nel nostro Paese, esistano candidati capaci, competenti, esperti e idonei a ricoprire quel ruolo senza possibili conflitti di interesse. Ovviamente il Governo ha preferito non rispondere!

Autorità di Sistema Portuale di Bari: indiscrezione su Griffi come Presidente.

fdl-renzi-ugoRecenti indiscrezioni giornalistiche darebbero ormai per certa la nomina a Presidente dell’Autorità Portuale di Bari, del professor Ugo Patroni Griffi. Griffi ha ricoperto in passato diversi ruoli legati ai servizi pubblici forniti alla cittadinanza sotto la guida dell’ex sindaco di Bari, Michele Emiliano, e inoltre sono note le sue famose parentele, come il padre, emerito professore ordinario dell’Università di Bari, dove lo stesso Griffi insegna diritto alla navigazione. Sull’argomento ho fatto una interrogazione al Ministro Graziano Delrio.

Spero che il Ministro Delrio smentisca le indiscrezioni giornalistiche sulla nomina di Griffi a Presidente dell’Autorità Portuale di Bari. Ancora una volta il Governo di Renzi procede senza alcuna trasparenza!

Per i vertici di enti pubblici così importanti, il Ministro dei Trasporti, Delrio deve garantire una procedura assolutamente cristallina che garantisca meritocrazia, specchiata moralità e assenza di conflitti di interessi dei candidati. Sappiamo infatti che finora sono arrivati 200 curricula vitae per le presidenze delle 15 Autorità di Sistema previste in tutta Italia ma visionati da Delrio senza alcuna forma di pubblicità. Insomma: nuovi incarichi con il solito vecchio metodo spartitorio da Prima Repubblica, condito dalla deriva accentratrice del sistema a nomina diretta da parte del ministero.

renzi-delrio-2Con il Governo Renzi troppo spesso abbiamo assistito a nomine di persone discutibili dal punto di vista professionale, in ruoli chiave in aziende statali e in altri enti fondamentali per il nostro Paese e per i servizi ai cittadini; nomine a volte legate a logiche partitiche e familistiche più che a veri criteri di comprovata competenza.

Il Presidente di un’Autorità Portuale riveste un ruolo fondamentale non solo per il territorio ma anche per l’economia nazionale e la nomina non può, non deve, essere indirizzata da legami familiari o politici, bensì di oggettivi criteri di comprovata competenza, indiscutibile assenza di conflitti di interesse e specchiata moralità. Per questo motivo Delrio chiarisca quali sono le persone che si stanno proponendo a Presidente delle Autorità di Sistema Portuale e pubblichi tutti i curricula al fine di garantire la trasparenza.

Vittoria a 5 stelle: le banchine del Porto di Brindisi restano pubbliche!

autorita portuale brNon abbiamo mollato di un passo e prendiamo atto della decisione del Comitato portuale di Brindisi di negare la concessione alla Società Grimaldi alle condizioni che in tante occasioni il Movimento 5 Stelle ha ritenuto impresentabili. 

Già dal 2014 con un’interrogazione pretendevamo trasparenza su varie procedure dell’Autorità portuale e sulla questione della richiesta di concessione della Grimaldi. Ma nessuna risposta! Poi al fianco dei cittadini e degli altri portavoce abbiamo presidiato l’Autorità portuale per impedire decisioni scellerate, minacciando di denunciare tutto alla Procura e alla Corte dei Conti, e abbiamo ottenuto il rinvio di tutto. Ma appena hanno riprovato ad accelerare tutto, abbiamo scritto una lettera anche all’Autorità garante della concorrenza e all’Autorità anticorruzione che ha portato alla decisione di ieri!

Tutto questo facendo squadra con cittadini, altri portavoce, lavoratori del Porto in una rete che è riuscita a esercitare un controllo a beneficio di tutta la città.brindisi-porto

Grazie alla nostra pressione, ora si impongono regole più stringenti nel contenuto e nella loro trasparenza. Ma questo è solo il primo passo: attendiamo che si proceda per la valorizzazione del Porto, risorsa preziosa per la città di Brindisi. Noi restiamo di guardia!

Porto di Brindisi: banchine Grimaldi, concorrenza sconosciuta!

Porto_medioSulla decisione in merito alla concessione demaniale marittima in favore della Società Grimaldi Euromed assistiamo ad una inaccettabile accelerazione contraria agli interessi del Porto brindisino che potrebbe subire gravi danni per la violazione della normativa nazionale e comunitaria a tutela della concorrenza e del mercato oltre che in spregio delle regole minime sulla trasparenza e sull’evidenza pubblica che decisioni di questa rilevanza impongono 

Dopo le mie interrogazioni presentate, le richieste rivolte al Presidente della Regione, Michele Emiliano, formulate dal Consigliere regionale del M5S, Gianluca Bozzetti, e le mobilitazioni e gli interventi dei neo consiglieri comunali Stefano Alparone e Elena Giglio sostenuti dalla cittadinanza, ora pretendiamo un atto concreto dell’Autorità portuale, del Comune e di ogni ente interessato.

Con una lettera, inviata anche al Comune, all’Autorità garante della concorrenza e all’Autorità anticorruzione, abbiamo formalmente esortato l’Autorità portuale di Brindisi, prima di assumere ogni decisione, a chiedere un parere all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato competente a valutare se la concessione al gruppo Grimaldi crei un monopolio di fatto, violando i principi della concorrenza, dato che la società concessionaria avrebbe a disposizione tutte le banchine operative del Porto, pretendendo anche l’esonero dal pagamento dei diritti portuali.

In attesa che sia richiesto e reso il parere, rinnoviamo ancora una volta la richiesta di rinvio della decisione in seno al Comitato portuale attesa la doverosa prevalenza degli interessi della funzionalità e dell’efficienza del Porto rispetto a quelli di un singolo privato che persegue esclusivamente i propri interessi economici.

Autorità portuale, Comune, Regione smettano di affidarsi a meri escamotages regolamentari e si impegnino ad agire nel rispetto delle regole e a garantire la legittimità delle loro decisioni e si chieda subito il parere all’Autorità garante della concorrenza!

Porto di Brindisi: concessione a Grimaldi.

brindisi-portoIl Commissario Straordinario del porto di Brindisi ha convocato per il 1° luglio il comitato portuale per deliberare su una concessione ventennale da affidare alla Grimaldi Euromed (Società del Gruppo Grimaldi Compagnia di Navigazione) di una zona portuale situata nel porto medio di Brindisi per una superficie di oltre 33.100 metri quadrati insieme al terminal passeggeri con strutture annesse di oltre 2.000 metri quadrati, il tutto funzionale al traffico traghetti ro-ro-passeggeri che quindi con questi presupposti sarà in regime di monopolio ad un privato. Per questo, insieme ai neo consiglieri Comunali di Brindisi del M5S Stefano Alparone e Anna Giglio, abbiamo mostrato la nostra contrarietà.

Porto_medioC’è da rimanere allibiti per la fretta improntata dal Commissario Straordinario del Porto di Brindisi nel convocare il comitato portuale proprio a ridosso delle elezioni privando quindi il nuovo Consiglio Comunale di esprimersi democraticamente sull’opportunità di questa concessione in monopolio a Grimaldi, tanto discussa anche dal neo sindaco anche in campagna elettorale. Il Commissario, impedisce, quindi, che il Consiglio Comunale dia un indirizzo al neo Sindaco da riportare in sede di comitato portuale. Non parliamo di una mera formalità ma di dare in concessione ad un privato per 20 anni una parte fondamentale del porto brindisino, anche perché dopo questa concessione si avrebbe di fatto un monopolio delle banchine del porto.

Ero intervenuto sul tema già a dicembre 2014 con un’interrogazione parlamentare al Ministro dei Trasporti da cui attendo ancora risposta. Sarebbe opportuno aspettare il parere del Ministro soprattutto perché, tra l’altro, sta per essere discussa e approvata in Parlamento la complessa riforma delle Autorità Portuali. Invitiamo il Commissario e gli organi del comitato portuale a decidere su tale concessione solo a seguito del parere del Ministro, della discussione in Parlamento e di una riunione monotematica in Consiglio comunale, favorendo la partecipazione di tecnici e della cittadinanza, così come la democrazia esige. E’ ovviamente una questione di opportunità e proseguire con questa forzatura, non coinvolgendo pienamente la città di Brindisi rappresentata dal neo consiglio comunale, risulterebbe uno strappo troppo forte ed insopportabile con la città stessa. Il Commissario rifletta con molta attenzione e ci spieghi il motivo di tanta urgenza, visto la prossima riforma della portualità, che al netto della sua bontà, porterà alla creazione delle Autorità portuali di Sistema con una nuova governace, nuovo modello organizzativo e compiti ben definiti. Mi pare dunque doveroso attendere in primis l’iter della riforma per poi, con maggiore serenità, affrontare la questione.

Ancona, concessione banchina ISA: trasparenza!

anconaIl Comitato portuale di Ancona ha deliberato sulla richiesta di concessione demaniale presentata per l’area attualmente assegnata all’ISA Group. Si è appreso che è stata valutata esclusivamente la richiesta cinquantennale avanzata dalla Frittelli Maritime Group spa senza dar luogo all’esame delle altre due pervenute sulla base della assunta necessità  di garantire il mantenimento del collegamento funzionale tra la disponibilità  delle strutture produttive private e la titolarità  della concessione afferente le antistanti aree demaniali. All’esito di tale valutazione, il Comitato portuale ha autorizzato, a determinate condizioni, la stipula di un atto formale di concessione demaniale trentennale a favore della Frittelli.

Questo modo di procedere è espressione della vecchia politica asservita ai clientelismi locali, imprenditoriali e politici, anche condizionata da inaccettabili ricatti posti sul piano della tutela del lavoro.

Tali provvedimenti non sono nella disponibilità  dei privati che trattano la cosa pubblica come fosse cosa propria. La decisione risulta contraria alla legislazione in materia e agli orientamenti della Corte costituzionale e dell’Autorità  garante della concorrenza e del mercato. Si corre anche il rischio di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea per lesione della concorrenza e della libertà  di stabilimento.isa

Occorre evidenziare la lunghezza del periodo di concessione in alcun modo giustificata sul piano degli investimenti. Del resto, non si ha allo stato alcuna forma di trasparenza su detti investimenti dato che, in sede di deliberazione del Comitato Portuale, né il Presidente, né il Segretario Generale hanno illustrato il programma di investimenti che, a quanto consta, in base alle dichiarazioni rese in sede di Commissione Consiliare del Consiglio comunale di Ancona da parte del Segretario Generale dell’A.P. sarebbero state quantificate in circa 15 milioni di euro, quando, per l’intero investimento per la realizzazione delle banchine e dei moli, sono stati sostenuti costi, da parte della Pubblica Amministrazione, per circa 7 milioni di euro.

Si è anche appresa l’intenzione di consentire un ampliamento dell’oggetto della concessione non già più limitata alla produzione di yacht ma concernente in termini più generali l’attività  di produzione nautica.

Per questi motivi De Lorenzis ha presentato un’interrogazione alla Camera, che si aggiunge a quella presentata dai consiglieri locali già  impegnati sullo stesso fronte, chiedendo di fare chiarezza sulle procedure poste in essere dal Comitato portuale e pretendendo trasparenza sugli investimenti a base delle operazioni in modo da fermare ogni forma di illegittimità  alleata della mala politica.

Porto di Taranto: NO a concessione a Cementir!

cementirIl 22 marzo 2016, la Cementir SPA ha presentato nuovamente istanza di Concessione demaniale nel porto di Taranto della zona demaniale marittima di complessivi 21.120 mq, costituito dalla radice lato levante del IV sporgente e della banchina di riva tra il III e il IV sporgente ed area retrostante sulla quale insistono attrezzature ed impianti per l’imbarco del cemento alla rinfusa e in sacchi, delle materie prime e dei semilavorati del proprio stabilimento di Taranto. Per via di diverse inadempienze, ho presentato una interrogazione parlamentare ai Ministri Delrio e Galletti.

La Cementir ha bloccato per decenni un’area del porto di Taranto e di contro ha avuto nel corso del tempo una diminuzione del volume dei traffici navali. La zona in questione tra il III, il IV sporgente e l’area retrostante, mostrano gravi carenze di manutenzione e di ripristino strutturale, perché Cementir non li ha mai eseguiti pur essendone responsabile! In virtù di tali inadempienze, consideriamo inopportuno il rilascio di una nuova concessione e crediamo che il Ministro debba pronunciarsi su questa eventualità .

Sulla concessione, bisogna evidenziare l’assurdità  per cui Cementir ha detenuto la stessa area dal 2006 senza un regolare permesso, rilasciato solo nel 2011! Sulla trasparenza, chiediamo anche al Ministro le ragioni per cui nel sito web dell’autorità  portuale purtroppo non sono presenti le concessioni del 2014 e degli anni precedenti visto che il decreto legislativo sulla trasparenza del 2012, imporrebbe la pubblicazione di tali atti
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Vi sono poi i problemi di carattere ambientale tra cui quello dovuto all’inquinamento e ad oggi non si conosce lo stato della messa in sicurezza e della bonifica della falda acquifera e dei suoli demaniali nell’intero SIN di Taranto previsti del Protocollo di Intesa firmato il 05/11/2009 dai Ministeri del’lAmbiente, dei Trasporti e dello Sviluppo Economico, dalla Regione Puglia, dagli enti locali interessati e dalla Sogesid. L’interrogazione depositata serve anche a chiarire lo stato di messa in sicurezza e di bonifica della falda sottostante e dei suoli demaniali nel SIN di Taranto
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Per questi motivi crediamo che il Ministro Delrio debba urgentemente intervenire! Cementir non può rappresentare un futuro sostenibile per Taranto che ha bisogno di scrollarsi l’etichetta di polo industriale che i partiti gli hanno imposto negli ultimi decenni!