Silenzio e riflessioni

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E’ difficile in un momento come questo essere abbastanza lucidi e non emotivamente coinvolti per provare a capire, non giustificare, il risultato del voto europeo.
Alcuni aspetti sono stati già analizzati e in alcuni di essi mi ritrovo ampiamente, in altre meno.

– “Grillo ha capito tardi l’importanza della TV”, “Il movimento 5 stelle sbaglia comunicazione”
A parte il porcellum mediatico di cui parlavo prima, non è la sola componente. E come ciascuno può immaginare i fattori sono tanti e pesano in maniera diversa ed imponderabile. Io credo che i toni della comunicazione abbiano avuto un peso determinante a mantenere alta l’attenzione sul movimento come accaduto in questi anni e non siano responsabili della disaffezione delle urne.

– “Il m5s deve aprire un canale tv digitale”, “Il m5s deve aprire le sedi in ogni comune”
Tanto vale dire “Il m5s deve prendere il finanziamento pubblico (rimborsi elettorali senza giustificativo) e deve avere i segretari in ogni ente locale”. Comprendo la voglia di “organizzarsi” per arrivare a dare soluzioni ai problemi applicando il programma elettorale, però noi non siamo la Lega o IDV.

– “Beppe deve lasciare il movimento camminare da solo”
Cerchiamo di stare nel movimento senza per forza volerlo cambiare. Beppe è già “oltre”: fa da garante (il programma elettorale delle liste e le medesime non le sceglie lui, neanche determina come votare i provvedimenti in parlamento/regione/comune). Il movimento ha il suo epicentro sul blog di Beppe (non statuto!) pertanto parte rilevante della comunicazione è su quello spazio messo a disposizione di tante altre voci (intelligenze in tutto il mondo, esperti in alcune materie, oltre che al lavoro dei portavoce parlamentari e consiglieri regionali/comunali). Quando e se il movimento sarà maturo per altri cambiamenti, Beppe sarà il primo a riconoscerlo ma per ora direi che siamo ancora lontani da questo risultato (vedi quanto successo a Foggia, Busto Arsizio, Sardegna).

– “Le Agorà non servono più, sono meglio i banchetti” o viceversa
Sono parte del nostro attivismo tutte le manifestazioni che ci portano pubblicamente a contatto con le persone. Alcune volte gli incontri con i portavoce servono a dare fiducia e energia ai gruppi locali, altre volte sono troppo frequenti e non “attirano” nuovi curiosi, disillusi o critici per un confronto. L’importante è non perdersi d’animo, calibrare forse meglio come distribuire le energie per raggiungere più persone.

– “Il 21% è un risultato comunque importante”
Certo ma, come dicevamo anche prima di arrivare in parlamento, questo dato va confrontato non solo con i votanti effettivi; considerando gli aventi diritto al voto, 1 italiano su 10 sceglie il M5S mentre 5 su 10 non vanno alle urne. La verità è che da anni vince l’astensionismo; la politica e l’Europa per molti, troppi, sono cose lontane su cui il voto è inutile a cambiare le nostre vite. E’ vero che chi non partecipa vale zero ma noi dobbiamo proprio occuparci di spingere le persone a partecipare (informarsi e poi scegliere).

– “Gli italiani si meritano quello che hanno e chi li rappresenta”
Vero in parte: alcuni italiani si meritano questo governo, altri evidentemente no. Ho sempre pensato che coloro che sono in parlamento non sono la causa dei mali italiani ma l’effetto di un disinteresse diffuso, di un ricatto perenne e di una disinformazione dilagante. Insomma, non la patologia ma il sintomo, la febbre del nostro paese. E’ vero però che questo sistema si autoalimenta e si nutre di malcontento ed emergenze finte o causate da chi si presenta poi come risolutore, di legittimazione popolare di opportunisti che si presentano come salvatori, di ricatti occupazionali e di prebende, si radica in un sistema di valori, figli della prima repubblica, per cui i diritti si devono domandare al potente col capo chino supplicando favori, in cambio di un voto (ora depenalizzato).

– “Gli italiani si sono venduti per 80 euro”
Io dico che altri hanno votato Renzi per aver reso più precari i lavoratori, altri perché continueranno a finanziare i cacciabombardieri F35 e le finte missioni di pace (come in Afghanistan): assurdo ma credo sia anche così. Alcuni credono ancora nella promessa di cambiamento rappresentata da un volto nuovo (mediaticamente) e da un nome vecchio (politicamente Renzi vive di politica da anni): esiste certamente il ricatto, l’accontentarsi, il galleggiare sulla crisi; tuttavia, credo che bisogna fare anche una riflessione che spesso si trascura. Il porcellum non è solo elettorale, è anche mediatico: il diritto di parola e il rispetto della “par condicio” non è aderente al numero di voti delle elezioni politiche ma a quello della rappresentanza in parlamento, con il risultato che i media hanno dedicato un tempo maggiore ad una maggioranza incostituzionale.
Mi chiedo anche come mai nel Sud e nelle Isole, con meno radicamento temporale (in merito all’azione dei gruppi locali) e meno esponenti istituzionali, il M5S abbia risultati migliori: certe regioni (Piemonte, Toscana, Emilia) sono storicamente più avvezze alla presenza del PD, e il nord ha forse anche una popolazione più giovane più abituata alla partecipazione e con meno problemi di occupazione; è sufficiente questo per spiegarlo?
Si arriva poi al paradosso (rispetto al voto europeo mentre è in linea con il voto politico di un anno fa) che al sud poche liste abbiano conseguito consiglieri nelle amministrative mentre al centro e al nord ci sono molti nuovi portavoce nei consigli comunali e in qualche amministrazione si è arrivati al turno di ballottaggio.

– “In altri paesi europei, torna il nazionalismo”
Se non ci fosse il Movimento sarebbe ancora più ampio il numero di italiani che non va a votare o che vota partiti euroscettici (non solo per la moneta) o finti tali (fratelli d’Italia, Lega,… che ricordo hanno votato per inserire il pareggio di bilancio in Costituzione) che sono di estrema destra

– “Dato che molti italiani non comprendono il m5s, tenetevi i soldi”
Essere onesti, restituire i soldi in eccesso, rinunciare al finanziamento pubblico ai partiti (che dal 1994 si chiamano rimborsi elettorali) per coerenza alla volontà del 90% degli italiani (espressa in un referendum del 1993), rendicontare le spese sostenute, non sono azioni per “conquistare” il consenso bensì per compiere ciò che si ritiene GIUSTO. Potremmo prenderci l’assegno di fine mandato, andare a pigiare inconsapevolmente dei bottoni per 3 giorni a settimana, usare gli aerei e i treni gratuitamente per andare in vacanza, non andare più ogni fine settimana a informare (con agorà e banchetti) gli italiani che ancora sono assopiti e drogati dal sistema, ma il nostro metro di misura non sono i sondaggi e tanto meno i voti (che però danno una idea di quanto gli italiani apprezzino un progetto politico dove esiste). Questi ultimi sono una conseguenza di un cambiamento culturale che è LENTO, forse più lento di quello che molti si aspettavano.

– “Il PD ha vinto per brogli”
Questa proprio non l’accetto: ci sono state contestazioni in alcuni seggi come avvenuto anche in altre elezioni. Tuttavia, ho fatto anche io da rappresentante di lista e non ho riscontrato alcuna irregolarità. Semmai mi ha stupito che non ci fossero rappresentanti di lista per il M5S in tutti i seggi (e qualcuno di loro invece di controllare le schede scrutinate, aspettava solo di porre una X su un foglio), mentre ho trovato purtroppo la consuetudine di centinaia di ragazzi pagati qualche decina di euro per segnare i voti dei partiti sui fogli.
Il PD ha vinto perché è la versione 2.0 della democrazia cristiana perché ha saputo vendere un prodotto: il nuovo salvatore dei problemi degli italiani, ricetta senz’altro più rassicurante e comoda per i milioni di italiani troppo abituati alle comode bugie della TV.

– “Il PD ora è destinato a fallire e il M5S è in una posizione comoda”
Se fare opposizione seria con meno potere contrattuale è una posizione comoda non lo so ancora, ne dubito; quello che è certo è che Renzi ha promesso tanto e non ha alibi per non farlo. E’ legittimato mediaticamente da questo voto: lo attendiamo, come ogni giorno, alla prova dei provvedimenti in aula.

Tre considerazioni personali che invece non ho visto in giro sono le seguenti:
1 – non era mai capitato che la valutazione di Grillo e Casaleggio fossero tanto distante dalla realtà da risultare tanto disattese, mentre era già capitato, come accaduto anche quest’anno, che i sondaggi nelle settimane precedenti il voto dessero risultati assolutamente erronei (qualcuno poi mi spiega che funzione hanno, dato che non fotografano la realtà e sono più usati per influenzare verso il voto utile)
2 – ciascuno nel m5s tende ad attribuire il risultato a ciò che vorrebbe cambiare del movimento. L’esito è la somma di diversi fattori e nessuno ha gli strumenti per soppesare quanto abbia influito ciascuna componente: un’analisi va fatta, ma eviterei di considerare verità assoluta l’attribuire tutta il peso del voto a Beppe o a Gianroberto, agli attivisti, alla comunicazione, ai portavoce, ai media, all’assenza di sedi, alla stupidità degli italiani, al linguaggio violento, all’età degli elettori, ai loro sentimenti, all’incapacità di ascoltare la base, alla poca presenza in televisione, al programma troppo confuso, al voto di scambio, alla comodità preferita ad una “rivoluzione”…Il risultato è la composizione di questi differenti contributi, capire quanto pesa ciascuna ragione che ognuno di noi reputa legittimamente il problema preponderante, è impossibile (bisognerebbe, ammesso per assurdo fosse possibile, chiedere a chi non ci vota più oppure a coloro che si sono astenuti, la metà degli aventi diritto al voto, quali sono le ragioni e con che importanza relativa a ciascuna, per cui non hanno votato il movimento).
3 – saremmo in questa situazione se la preside Boldrini non avesse applicato la ghigliottina inventando un nuovo regolamento alla Camera dei Deputati, se non avesse detto agli Italiani in prima serata che chi ci vota è un eversore e potenziale stupratore, se il presidente Sisto con un colpo di mano in commissione non avesse portato in aula il pregiudicatellum, se il Presidente della Repubblica avesse deciso di dare l’incarico di formare un governo al M5S dopo Bersani (o anche dopo Letta, dato che ha messo come presidente del consiglio un non eletto), se avesse testimoniato al processo sulla trattativa Stato-Mafia o se in virtù della sentenza della Corte Costituzionale n.1/2014 sulla legge elettorale avesse responsabilmente sciolto le Camere?

Queste considerazioni sono ovviamente mie personali e frutto dei primi scambi con i colleghi e tutti coloro che scrivono in rete o che incontro; nei prossimi giorni potranno anche cambiare o rafforzarsi e saranno anche oggetto di un confronto tra i portavoce del gruppo parlamentare.
Quello che non cambierà è la nostra volontà di opporci a decreti incostituzionali che restringono i diritti degli italiani e regalano soldi e/o potere a comitati d’affari.
Così come non muterà la scarsa considerazione che ho per quegli italiani che hanno contattato negli ultimi giorni altre persone per “sapere” chi votare, non impegnandosi a conoscere il programma e i candidati, rinunciando alla fondamentale esperienza della partecipazione, anche ad una sola agorà, dove si poteva stringere la mano ai candidati guardandoli negli occhi e porgere loro le domande più “scomode” per saggiare le intenzioni, la loro preparazione e la loro predisposizione al sacrificio. Questi italiani per me possono anche continuare a votare i partiti, perché ancora aspettano qualcuno cui delegare la soluzione dei loro problemi.
Un’ultima riflessione che, sono sicuro, non muterà nei prossimi giorni nasce dal ringraziamento che sento di dover dedicare a tutti gli attivisti, ai cittadini e ai portavoce che non si sono risparmiati nel diffondere i nostri contenuti. Non è soltanto un impegno profuso per la “campagna elettorale”, ma l’impegno quotidiano che dedichiamo tutti ad una causa comune da anni (chi prima e chi dopo) rinunciando spesso al nostro tempo libero, talvolta al lavoro e ai nostri affetti e che misura la passione con cui crediamo ad un sogno. Un invito però lo rivolgo comunque ad essere meno “organizzatori di agorà con i portavoce” (ci sono gruppi che fanno gara a legittimarsi invitandoci come fossimo premi da esibire) e promuovere maggiori attività volte alla comunità del proprio comune, a monitorare e fare proposte per le amministrazioni locali.
Ci sono poi coloro che si sono lamentati (e li capisco) che i portavoce non sono andati dove “ci sono tanti votanti”, non rendendosi conto dello sforzo che abbiamo fatto per essere capillarmente presenti e non assumendosi loro la responsabilità di essere poco o per nulla presenti sul territorio; abbiamo tutti ampi margini di miglioramento ma non critichiamoci senza provare a comprenderci.

Rivolgo un augurio sincero di rimanere ancorati con i piedi per terra e cittadini umili e incorruttibili a tutti coloro che per il M5S hanno il grave compito di essere portavoce: a coloro nei consigli comunale e soprattutto a coloro incaricati di andare in Europa come soldati in prima linea; state attenti al fuoco nemico incessante, non cedete alle lusinghe delle sirene che vi promettono qualunque cosa in cambio della vostra integrità morale e del vostro impegno per i cittadini. Il vostro ruolo rimane decisivo per la sorte di milioni di cittadini italiani ed europei, vittime di banche e poteri economico-finanziari fortissimi che tenteranno in tutti i modi di comprarvi e screditarvi: vi sentirete soli, a volte delusi, però non dovete dimenticare che ci sono milioni di cittadini al vostro fianco.

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