Siamo sicuri che il turismo in Salento non decolla a causa dell’isolamento infrastrutturale?

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Siamo proprio sicuri che il problema principale del turismo nel Salento sia l’isolamento dovuto a scarsità di infrastrutture e servizi di trasporto?
Questa è la situazione a Lido Conchiglie (Gallipoli) ma altrove ovviamente non è dissimile.
Le dune sono ogni anno più arretrate e martoriate, senza alcuna tutela (altro che piano coste dei Comuni che poi si lamentano quando del mancato ripascimento quando la spiaggia si riduce!), dai bagnanti che nelle spiagge libere (come accade a volte anche negli stabilimenti) con il loro incessante calpestio, appropriandosi di ogni angolo anche coperto da vegetazione con tende e asciugamani e sdraio corrodono e distruggono l’equilibrio ultracentenario di questi habitat delicatissimi che permettono di godere del paesaggio costiero…È facile indignarsi per il taglio degli ulivi secolari e non rendersi conto di quanto in prima persona saccheggiamo e distruggiamo l’ambiente circostante.

E nonostante già nel 2012 per legge tutti i Comuni avessero l’obbligo di raggiungere il 65% di differenziata, la migliore cartolina che lasciamo ai turisti è il tanfo nauseabondo di rifiuti indifferenziati che si ammassano in cassonetti stradali al sole da giorni, manifestando in superficie la stessa inadeguatezza che nel sottosuolo interessa gli scarichi fognari privi di adeguata depurazione e recupero delle acque.
E se tra qualche anno avremo un servizio di trasporto regionale delle fse efficiente, frequente e confortevole, integrato e intermodale, e non avessimo più le dune e le spiagge, avessimo ancora scarichi a mare senza depurazione e amministrazioni comunali fuorilegge senza alcuna propensione al riciclo dei rifiuti, a chi potremmo imputare la responsabilità di questo indicibile sperpero di occasioni di rilancio economico e occupazionale?

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