Italian digital day: dominio e spese non trasparenti.

Share Button

Il 21 novembre si è tenuto presso la Reggia di Venaria l’Italian digital day, un’iniziativa nella quale il Presidente del Consiglio ha lanciato “[..] un nuovo patto con il Paese”, un Digital Action Plan di un centinaio di punti, con obiettivi, tempi e responsabili”.

E’ una iniziativa che parte con il piede sbagliato! Per questo è stata presentata un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri per ottenere chiarezza sulla gestione poco trasparente e assai personalista di eventi che, invece, dovrebbero coinvolgere tutte le parti interessate. Tale evento, da quanto risulta dal sito www.italiandigitalday.it, sembra organizzato dalla Presidenza del Consiglio come emerge, peraltro, dall’utilizzo del logo della Presidenza che campeggia sulla home page. Il sito web, secondo quanto emerge dal servizio whois, è stato tuttavia registrato il 5 ottobre scorso da Riccardo Luna che risulta sia “Registrant Organization” sia “Admin Contact” per i contatti amministrativi di gestione del sito.

Italian digital dayEppure, la direttiva n. 8 del 2009 del Ministro per la pubblica Amministrazione e l’Innovazione recante disposizioni “per la riduzione dei siti web delle pubbliche amministrazioni e per il miglioramento della qualità dei servizi e delle informazioni online al cittadino” sancisce l’obbligatorietà dell’iscrizione al dominio “.gov.it” di tutti i siti tenuti da pubbliche Amministrazioni.

Allo stato attuale né sul sito web indicato né sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio è inoltre dato conoscere le risorse finanziarie destinate all’organizzazione e alla tenuta dell’iniziativa.

Si ponga fine alla politica opaca di questo governo e si spieghino  le ragioni tecniche che hanno indotto la Presidenza del Consiglio a non utilizzare un sito web con estensione gov.it per l’iniziativa e si dia compiutamente conto delle risorse finanziarie destinate all’organizzazione e alla tenuta dell’evento.

Share Button