Intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno

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1. Onorevole De Lorenzis, la senatrice Bellanova dice che, a giudicare dai primi atti, il Governo Conte è pessimo e che a dettare la linea è Salvini. Come replica?

Al suo posto mi preoccuperei di un’analisi del voto. Poi avrà l’estate per studiare la differenza tra pil e produzione industriale e approfondire cosa voglia dire sviluppo sostenibile e cercare i dati dei consumi di gas degli ultimi 15 anni.
Se questo è il livello dell’opposizione, il Governo e il Paese non hanno nulla da temere.

2. Lei come giudica la politica sull’immigrazione portata avanti dal ministro dell’Interno?

La politica sull’immigrazione è quella portata avanti dal Primo Ministro Conte che a Berlino e nelle altre sedi internazionali ha posto seriamente all’attenzione dei partner Europei lo sforzo solitario del nostro Paese. È quella che chiede dei centri degli organismi internazionali per il riconoscimento dei richiedenti asilo nei Paesi di transito e ove possibile di origine che evitino viaggi della speranza e assicurare ogni tutela invece a chi scappa da persecuzioni e guerre, diminuendo da 2 anni a 2 mesi il tempo di permanenza e bloccando chi lucra su tragedie umanitarie. In sole due settimane abbiamo incassato l’impegno Germania e indotto finalmente anche Francia e Spagna a aiutarci nella gestione di questo problema: un risultato storico e un cambio di metodo assoluto.

3. Cosa potrà fare invece il ministro Barbara Lezzi per il Sud e per il Salento in particolare, non avendo un dicastero con portafoglio?

Ho sentito critiche sterili e strumentali da personalità molto note che fanno finta di dimenticare che nessun ministro con la delega al mezzogiorno, al sud o alla coesione sociale ha mai avuto portafoglio. Il potere di chi ha creato danni al Sud e ha scelto di non tutelare le Regioni meridionali, per esempio non pretendendo il rispetto della clausola del 34%, non dipende dalla mancanza del portafoglio al dicastero. Il Ministro Lezzi è persona capace, competente e determinata: mix di qualità assenti finora in chi l’ha preceduta nel suo ruolo. Finalmenre abbiamo qualcuno che ha la ferma volontà e la libertà, insieme agli altri suoi colleghi ministri, di colmare le storture finora deliberatamente portate avanti al Sud in danno di tutti gli italiani.

4. Su Tap c’è stato un mezzo passo indietro proprio nelle parole pronunciate dal ministro Lezzi. E le polemiche non si sono fatte attendere. Il gasdotto si deve fare e con approdo a San Foca?

Nessun passo indietro. Il ministro ha solo ricordato che il Parlamento ha ratificato degli atti e bisogna agire nelle sedi opportune per mettere in discussione i procedimenti autorizzativi: stiamo da sempre lavorando in questa ottica e oggi diamo tutto il contributo necessario a chi può far valutare degli elementi finora ignorati.

5. Tagli ai costi della politica. Anche questo è un cavallo di battaglia. Perché tarda ad arrivare ad esempio alla Camera presieduta dal suo collega di Movimento Fico?

Nessun ritardo. È il tempo minimo necessario per fare bene: le ultime nomine a completamento del Governo implicano la elezione di nuovi componenti nell’ufficio di Presidenza. È una delle nostre stelle polari e sarà approvata nelle prossime settimane dato che il provvedimento è già pronto.

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