Giù le mani dal nostro mare

giulemanidalnostromareIl successo incredibile dell’iniziativa di molti gruppi locali mi convince sempre più che le persone si aggregano su idee e progetti. Con lo sforzo e la volontà di centinaia di cittadini liberi, attivi e informati, che hanno saputo coinvolgere migliaia di bagnanti, sulle coste pugliesi e lucane, insieme ai portavoce, il messaggio è stato unanime: lo sviluppo della nostra civiltà non deve essere più basato sull’impiego di combustibili fossili, non possiamo accettare che un uso scellerato delle risorse naturali, peraltro obsolete, metta al rischio le nostre ricchezze più grandi (il territorio, il paesaggio naturale, l’ambiente e la biodiversità, la salute) sulle quali si basano le alternative economiche sostenibili (turismo culturale, turismo balneare, pesca, agricoltura, caratterizzazione delle tipicità dei prodotti enogastronomici locali,…)

Ci sono forme di energia ancora non valorizzate, diffuse e sfruttate nel nostro paese: si chiamano efficienza energetica, risparmio energetico, uso intelligente dell’energia a disposizione, conversione energetica verso fonti rinnovabili e sostenibili, di ricerca e sviluppo.

10413409_4518561618610_5754155001576090970_nLe fonti rinnovabili non sono tutte sostenibili (bruciare biomasse non è sostenibile se lo si fa con grandi impianti che invece di usare potature dell’agricoltura) e ad ogni modo la posizione del M5S non è per qualunque impianto di rinnovabili. Gli sterminati “campi” fotovoltaici e le grandi torri eoliche sono impianti a favore di multinazionali che deturpano il paesaggio, condannano le alternative economiche del territorio e concentrano risorse economiche nelle mani di pochi (solitamente esclusivamente gruppi finanziari multinazionali): noi vorremmo lo sviluppo delle fonti rinnovabili in maniera diffusa e distribuita con la proprietà degli impianti cittadini (alcune migliaia si sono già organizzati in gruppi di acquisto solidali!). La sovranità energetica al pari di quella alimentare è indispensabile per evitare storture sociali, guerre e scompensi geopolitici internazionali, accentramento di capitali e povertà in aree diffuse del mondo, ricattabilità e svendita dei nostri beni comuni.

Questo avviene per ignoranza e per malafede. Per ignoranza di molti cittadini italiani e operatori dell’informazione, per malafede di pochi industriali e giornalisti che non parlano di quanto sta accadendo nel resto del mondo.

 

 

 

 

Aeroporti di Puglia: il ministro faccia chiarezza!

ENACFavoritismi negli scali, spese e affidamenti milionari senza bandi di gara, assenti i contratti di programma, previsti per legge, per gli aeroporti di Foggia e Grottaglie. Questi i punti cardine dell’interrogazione parlamentare, indirizzata al Ministro Lupi.

Bisogna chiedersi se gli aeroporti pugliesi siano gestiti in maniera corretta. I contratti di programma sono una condizione necessaria, assieme alla convenzione, per la concessione degli aeroporti. Per cui stupisce che questi, ad oltre 10 anni dall’affidamento, non siano rintracciabili per due dei quattro scali della Puglia. I contratti di programma sono stipulati tra l’Enac e le società di gestione e disciplinano il profilo tariffario, la realizzazione del piano degli investimenti e il rispetto degli obiettivi di qualità e di tutela ambientale. Mancando il contratto di programma sembra mancare anche quanto previsto dalla normativa vigente.

Anche la stessa convenzione non sembrerebbe essere rispettata. La Convenzione n. 40, infatti, disciplina i rapporti conseguenti all’affidamento della concessione ad Aeroporti di Puglia per la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, l’adeguamento, la gestione, la manutenzione e l’uso degli impianti e delle infrastrutture aeroportuali, comprensivi dei beni demaniali e prevede che la società di proprietà della Regione Puglia debba gestire ciascun aeroporto adottando ogni opportuna iniziativa in favore delle comunità territoriali vicine, in ragione dello sviluppo intermodale dei trasporti e ad assicurare lo svolgimento delle attività di aviazione generale comunque compatibili con l’operatività aeroportuale.

Ryanair_b737-800_nykoping_ei-csv_arp Inoltre, AdP S.p.A. deve provvedere ad erogare i servizi di propria competenza con continuità e regolarità, nel rispetto del principio di imparzialità e secondo le regole di non discriminazione dell’utenza. Se ciò che è scritto nei regolamenti, nelle convenzioni e nei contratti corrisponde al vero, viene normale chiedersi come mai John Alborante, sales & marketing manager per Italia, Grecia e Croazia per Ryanair, non sia mai stato informato dalla Regione Puglia o da Aeroporti di Puglia dell’esistenza degli aeroporti di Foggia e di Taranto, nonostante la Regione paghi ben 12 milioni di euro a Ryanair e dalle ultime fonti stampa si parla addirittura di 85 milioni di euro per i prossimi 5 anni, per scegliere la Puglia come meta di destinazione dei voli. Per non parlare delle mancate gare di appalto effettuate dal gestore, con cui AdP ha dato in gestione diretta diversi servizi. Servizi che si sono rivelati molto più costosi di quel che prevedono i prezzi di mercato. Sembrerebbe, quindi, evidente che ci siano aspetti su cui si debba fare chiarezza, verificando anche il rispetto della concorrenza reale tra gli aeroporti e il vincolo di non discriminazione dell’utenza. Il Ministro dei Trasporti Lupi chiarisca se Aeroporti di Puglia S.p.A. stia rispettando, prima ancora dei regolamenti e delle carte, la dignità della nostra splendida regione che merita un servizio efficiente e non le solite narrazioni in salsa vendoliana.

 

L’energia senza legalità e diritti civili

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Tra le ragioni della nostra forte, coerente e convinta opposizione al gasdotto TAP, ovunque a prescindere dall’approdo, come cittadini e forza politica nelle istituzioni, una importante motivazione è determinata dal fatto che siamo assolutamente contrari a legare le sorti energetiche dell’Unione Europea a regimi autoritari. Non importa che ieri si chiamasse Gheddafi o Putin e oggi Aliyev, come non importa che sia un presidente, un re o un comandante militare; denunciamo in tutte le sedi possibili che come Italiani non vogliamo stringere alcun accordo commerciale/industriale/finanziario con chi si macchia di reati gravissimi, reprimendo i diritti fondamentali dell’uomo come il diritto alla libera espressione e il diritto all’assemblea. Il 17 Settembre, ho preso parte insieme ad altri portavoce M5S ad un incontro organizzato da Amnesty International e ReCommon: un attivista per la “democratizzazione” dell’Azerbaijan a rischio della sua stessa libertà personale e della sua vita, è venuto a testimoniare la situazione tragica sui diritti civili in quel paese. L’Azerbaijan è uno stato in cui gli oppositori politici e i giornalisti vengono incarcerati (oggi si stima siano un centinaio) e la volontà dei cittadini non è ascoltata come dimostra questo rapporto di Amnesty International. Turgut Gambar è venuto a lanciare un grido di allarme e una richiesta di aiuto.

Il democratico Renzi e il viceministro De Vincenti forse sono più a loro agio a Baku, dato che hanno ignorato il parere discordante tra il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni Culturali, tenuto conto che quest’ultimo ha espresso parere contrario, ribadendo quel no convinto delle popolazioni locali. Quel no che è un SI propositivo ad uno sviluppo del paese che preveda un progresso sociale e non una sola mera crescita economica per qualche multinazionale.

Per questa

Per queste ragioni, ho chiesto in aula che il primo Ministro venga a riferire su quanto il governo italiano e i suoi rappresentanti si dicono con il presidente Aliyev.

 

 

Coerenza e querele: Vendola impugni il decreto “sfascia Italia”

 

TAP: IL M5S INVITA VENDOLA AD IMPUGNARE IL DECRETO SBLOCCA ITALIA DIMOSTRANDO FINALMENTE COERENZA TRA ROMA E BARI

La maggioranza renziana boccia le quattro pregiudiziali di incostituzionalità presentate da M5S, Forza Italia, Lega e SEL. Il M5S chiede al Presidente della Puglia di impugnare il provvedimento dinanzi alla Corte Costituzionale per opporsi concretamente al gasdotto TAP

L’Aula di Montecitorio respinge le quattro pregiudiziali di incostituzionalità sul decreto Sblocca Italia. La maggioranza renziana, infatti, boccia le proposte di M5S, Forza Italia, Lega e SEL. E proprio al leader di Sinistra, Ecologia e Libertà che si rivolgono i parlamentari pugliesi 5 Stelle, i quali chiedono al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola di impugnare il decreto dinanzi alla Corte Costituzionale.

“Coerenza, ci vorrebbe coerenza ma dubitiamo fortemente che SEL ne abbia. Dopo questa bocciatura della maggioranza di governo, Vendola ha la possibilità di impugnare il provvedimento”, ribattezzato dai 5 Stelle “Sfascia Italia”. Il decreto contiene al suo interno articoli che “schiacciano i diritti dei cittadini e dei pochi enti ancora democraticamente eletti come regioni e comuni. Gasdotti come il TAP, rifassificatori, trivellazioni, inceneritori, colate di cemento e di asfalto sono tutte opere che danneggiano l’ambiente e la salute e che, con questo provvedimento del Governo Renzi, vengono agevolati senza alcuna possibilità per gli italiani di manifestare il proprio dissenso per questi scempi: è senza dubbio uno tra i peggiori decreti mai emanati da questo Esecutivo. Un decreto che dovrebbe essere impugnato davanti ai giudici della Suprema Corte perché palesemente incostituzionale”.

Una richiesta che i parlamentari pugliesi 5 Stelle rivolgono al Presidente Vendola che, almeno nell’Aula di Montecitorio, ha espresso la propria contrarietà al provvedimento renziano. Il M5S, ribadendo la propria contrarietà al gasdotto TAP qualunque sia il punto d’approdo, dichiara che si opporrà in tutte le sedi per bloccare il “saccheggio del territorio pugliese”.

Il decreto Sblocca Italia offre finalmente l’occasione alle opposizioni presenti in Parlamento di dimostrare un minimo di coerenza. Ora le regioni governate da queste opposizioni possono far valere la propria voce. Vendola dormiva nel 2010 quando poteva opporsi all’attraversamento di nuovi gasdotti in Puglia e ha dormito dopo l’approvazione della ratifica dell’accordo trilaterale sul TAP, non impugnando quella legge come da noi richiesto. Continuerà a favorire lo sviluppo di inceneritori ed a permettere le trivellazioni solo per spartirsi poltrone e interessi con il Partito Democratico, vivendo di politica sulle spalle dei pugliesi, oppure avrà finalmente un sussulto che lo desti dal suo torpore? Impugni lo Sfascia Italia e dimostri che le sue azioni legali possono essere nell’interesse della collettività e non per propaganda personale. Non vorrà querelare tutti coloro che gli ricordano la verità e lo richiamano ai suoi doveri!”.

Al mare in treno… anche in Puglia e in Basilicata!


Al-Mare-in-Treno-per-risparmiare-sulle-vacanze-500x292I cittadini in Parlamento del Movimento 5 stelle,
Mirella Liuzzi e Diego De Lorenzis, con una lettera indirizzata agli Enti locali e alle associazioni di categoria di Puglia e Basilicata, invitano a replicare un’iniziativa già attiva in Emilia-Romagna denominata “Al mare in treno” la quale prevede che il biglietto ferroviario del viaggio venga completamente rimborsato dagli albergatori, per chi sceglie di alloggiare almeno per una settimana nelle città turistiche della Riviera. Inoltre, nel pacchetto, sono previste delle agevolazioni e prezzi d’ingresso ridotti nei musei e nei castelli con una speciale Carta Vantaggi. La Puglia e la Basilicata sono due regioni a forte vocazione turistica, con mete tra le più affascinanti nel panorama meridionale italiano, sia nell’ambito del turismo culturale che in quello costiero e marittimo. Purtroppo, le due regioni, non godono di un’adeguata rete infrastrutturale di trasporti che consenta di incrementare o soddisfare la domanda turistica. Tuttavia, riteniamo che l’iniziativa, a costo zero per le pubbliche amministrazioni, già esistente in Emilia-Romagna possa essere emulata e applicata senza particolari problemi anche nelle nostre regioni e vuol essere da stimolo non solo per le amministrazioni locali per interventi a favore del turismo, ma anche per valutare come la mancanza delle infrastrutture e collegamenti rappresenti un gravissimo ostacolo alla crescita dei nostri territori.

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Il rapporto del centro studi del Touring Club Italiano ed il “rapporto sul turismo italiano 2013” di Mercury, dichiarano che su 380 milioni di presenze turistiche in Italia, solo il 20% (76 milioni) sceglie le località meridionali. Il dato peggiora se si considerano gli stranieri, uno striminzito 13%. In termine di fatturato, il Mezzogiorno cattura non più di 4 miliardi su 32 spesi in Italia da turisti internazionali contro i 5,3 del Lazio e della Lombardia ed i 5 del Veneto. La Puglia raccoglie soltanto 580 milioni mentre la Basilicata quasi non rientra nelle statistiche. Insomma, esistono regioni che da sole attirano più turisti e soldi del Mezzogiorno nel suo insieme nonostante le bellezze naturali, artistiche, storiche e architettoniche che tutti gli riconoscono di possedere.

Dati alla mano, il turismo lucano e pugliese non può essere definito come il fiore all’occhiello del sud, a dispetto di quanto dicono alcuni amministratori locali.

E’ necessario attivarsi seriamente con idee innovative e con il coinvolgimento e coordinamenti di tutti i soggetti interessati: per rendere più agevole il raggiungimento delle mete turistiche, per incentivare un indotto occupazionale e per colmare il gap infrastrutturale e di servizi che separa la Basilicata e la Puglia con il resto d’Italia.

La proposta è stata lanciata, adesso non resta che attendere una risposta dai destinatari.

Mirella Liuzzi e Diego De Lorenzis, Portavoce del M5S alla Camera dei Deputati

Ilva e chiusura indagini su inchiesta “Ambiente svenduto”

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ILVA: L’INCHIESTA AMBIENTE SVENDUTO È SOLO IL RISULTATO DELLE POLITICHE DEL GOVERNO DELLE “LARGHE INTESE”

Per i parlamentari pugliesi del MoVimento 5 Stelle gli amministratori inquisiti, che tuttora incidono su Taranto con le loro scelte, devono fare chiarezza e spiegare il perché tutte le proposte del M5S sono state bocciate

Si sono appena concluse le indagini preliminari dell’inchiesta “Ambiente Svenduto” da parte della Procura di Taranto che ha raggiunto 53 indagati, tra cui il presidente della Regione Puglia Vendola (Sel), il Sindaco di Taranto ed ex senatore della Repubblica Stefàno (Sel), il parlamentare Fratoianni (Sel), l’Assessore all’Ambiente della Puglia Nicastro (Idv), il presidente della V commissione Ambiente della Regione Puglia Pentassuglia (Pd), il presidente della commissione IPPC del Ministero dell’Ambiente Dario Ticali e Luigi Pelaggi del consiglio di amministrazione della Sogesid. Nomi illustri, che si sommano a quelli di Florido (ex Presidente della Provincia di Taranto) e di Conserva (ex Assessore all’Ambiente), che in alcuni casi continuano ad incidere sulle scelte da compiere per risollevare il territorio tarantino dall’Ilva. Al Senato, infatti, è stato appena approvato il ddl n. 1015-B che dispone l’autorizzazione di due discariche in località Mater Gratiae per rifiuti pericolosi, senza aver consultato l’Arpa Puglia. Va anche ricordato che le discariche dell’Ilva si trovano al di sopra della falda già contaminata e in prossimità di un’altra grande discarica di rifiuti speciali con altre indagini in corso da parte della Procura, Italcave, e vicino al sito dell’Ex-Cemerad, dove da oltre un decennio, rimangono depositati migliaia di fusti di rifiuti radioattivi. Per non parlare della prossimità delle discariche con siti industriali quali la raffineria Eni, il cementificio Cementir e tre inceneritori di rifiuti. È stato approvato, inoltre, un emendamento che, in caso di sequestro preventivo di qualsiasi disponibilità di aziende che gestiscono stabilimenti di interesse nazionale, relega la figura del custode giudiziario a mero controllore dell’operato della gestione che resta nelle mani degli organi societari. Tutto ciò, nonostante il 30 ottobre si sia verificato un incidente presso l’acciaieria 1 che ha coinvolto 15 operai dell’Ilva, costretti a ricorrere al servizio dell’infermeria per intossicazione da fumo nocivo.

Ovviamente, fino a quando non ci saranno i tre gradi di giudizio, la presunzione d’innocenza è d’obbligo – dichiarano deputati e senatori pugliesi del M5S – ma è necessario assumere la responsabilità politica di questa situazione imbarazzante. Ricordiamo che i soggetti oggi indagati a diverso titolo incidono ancora sul territorio, rilasciando autorizzazioni a discariche, inceneritori, cementifici, raffinerie, centrali elettriche. Ma soprattutto hanno la possibilità di influenzare la gestione delle bonifiche dove gli insufficienti, benché “ghiotti”, 119 milioni di euro stanziati, verranno spesi senza che le fonti inquinanti siano fermate, senza alcun controllo popolare nonché con grandi zone di ombra nella determinazione delle decisioni da intraprendere. Questa classe politica, racchiusa nel topico Governo delle “larghe intese”, ha bocciato e continuerà a bocciare ogni proposta dei cittadini tarantini. Dall’esenzione del ticket sanitario per gli abitanti entro i 20 km dal polo industriale a spese dell’Ilva al piano industriale che preveda anche ipotesi impiantistiche per una chiusura dell’area a caldo temporanea o definitiva nonché tecnologie di produzione dell’acciaio alternative agli inquinanti altiforni e cokerie con minor impatto ambientale, dall’obbligo di riesaminare l’AIA in merito agli esiti della “Valutazione del danno Sanitario” al blocco degli slittamenti degli interventi rispetto ai tempi previsti dall’AIA, dal divieto di nomina a Commissario a chi è stato componente degli organi amministrativi o abbia collaborato con l’azienda alla stipula di garanzie fidejussorie a tutela dell’ambiente e dei lavoratori sino all’ordine di priorità degli interventi ovvero bonifiche, prevenzione sanitaria, pagamento sanzioni, tutela dei crediti dei lavoratori e delle forniture e poi gli istituiti di credito. Tutte queste proposte portate in Parlamento sono state respinte e rigettate dalla coalizione PD-PDL e Scelta Civica. Risulta evidente – concludono i parlamentari pugliesi del MoVimento 5 Stelle – l’abbandono delle istituzioni in un territorio come Taranto dove il diritto alla salute, noto a cittadini e amministratori, è stato ignorato dagli enti di vigilanza. A questa evidenza viene finalmente data risposta: una risposta attesa da decenni e che è sempre stata nascosta o mascherata dagli stessi responsabili che si ritenevano i difensori dell’ambiente e dei cittadini”.

Assemblea pubblica con i portavoce a Lecce

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Clicca qui per vedere altre foto dell’incontro

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Sarà possibile seguire la diretta streaming sul sito ustream nel canale movimentocinquestellelecce

In merito alle recenti vicende in cui alcune persone provano a gettare fango sulla mia persona, sul mio operato come portavoce e su quello degli altri parlamentari salentini, anche mediante l’ausilio di emittenti televisive, mi preme specificare quanto segue:

1 – l’incontro che si terrà Venerdi 1 Novembre a Lecce presso le Officine Cantelmo alle 17.00 (https://www.facebook.com/events/512370135520049/) è stato fortemente voluto dai parlamentari: in questi mesi abbiamo visitato altre città riportando la nostra esperienza e ascoltando come sempre la voce dei cittadini in tutta la regione Puglia e anche in altre città d’Italia; lo faremo anche a Lecce come era preventivato da mesi
2 – molte delle affermazioni ingiuriose e delle insinuazioni lesive provengono da chi a me non ha mai rivolto la parola o un cenno per avere chiarimenti, o paradossalmente da chi le risposte le aveva già avute (dato che non ci siamo mai sottratti ad alcun confronto) ma continua a denigrare; se costoro avessero avuto l’umiltà di chiedere o di ascoltare le risposte invece di partire con campagne diffamatorie avrebbero fatto certamente miglior figura e reso miglior servizio
3 – c’e’ stato un difetto di comunicazione da parte di tutti i parlamentari dovuto in parte alle decisioni prese come gruppo parlamentare, in parte alla mancanza di strumenti dove allegare alcuni documenti; la nostra presenza nelle piazze durante i fine settimana in tanti comuni e la presenza di profili pubblici dove poter chiedere informazioni senza calunniare serve anche a compensare tale carenza. A tal proposito, questa è una delle ragioni che mi ha spinto ad aprire il blog www.diegodelorenzis.it
4 – ribadisco l’ovvio: l’impegno sulla trasparenza non è mai mancato e non mancherà mai, come quello sugli altri elementi distintivi del movimento 5 stelle
5 – è evidente che, a parte qualcuno che può essere fuorviato in buona fede, altri stanno agendo con la piena consapevolezza di attaccare, senza aver chiesto o verificato informazioni, totalmente in malafede
6 – il fiato sul collo deve esserci e sono personalmente contento che molti cittadini oggi siano più attenti rispetto al passato, tuttavia mi rammarica vedere che chi ha creato una campagna per gettare discredito sia evidentemente, visti i metodi usati, animato da altri intenti
7 – chiunque continui con diffusione di informazioni non veritiere e offensive, ne risponderà nelle opportune sedi
8 – mi auguro che a seguito di queste delucidazioni, ciascuno possa, con il proprio impegno, lavorare per quella rivoluzione culturale per cui da anni combattiamo in maniera pacifica
Nel merito,
1 – RESTITUZIONE – l’importo della restituzione è stato comunicato come gruppo parlamentare (a livello nazionale e a livello regionale) per evitare inutili quanto pretestuosi distinguo (è banale, in linea di massima, che chi ha una famiglia restituisca meno di chi è single come è abbastanza scontato, in linea generale, che chi è residente a Roma o nel Lazio restituisca più di chi è eletto in altra circoscrizione/regione): l’elenco delle somme restituite non identifica necessariamente chi è più virtuoso o lavora maggiormente
2 – SPESE – nei primi 2 mesi e mezzo per alcuni le spese sostenute sono state pari o maggiori di quelle rimborsate a causa di spese eccezionali (alloggiare le prime settimane in albergo, anticipare le mensilità per un appartamento, pagare l’agenzia immobiliare)
3 – RENDICONTO – la logica sottostante la maschera di rendicontazione pubblica (http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/trasparenza.html) non segue la logica di chi ha sviluppato i file excel di rendicontazione per i gruppi parlamentare di camera e senato. Il modello di file usato dai deputati è stato deliberato in assemblea (camera) tra 2 modelli differenti. Tale differenza porta, inserendo i dati del file nella maschera, a dei valori errati o fuorvianti (per esempio il valore negativo per entrambe le mensilita Marzo/Aprile e Maggio per la voce “Eccedenza Diaria e Altri rimborsi restituita”). Il ritardo della pubblicazione del prospetto di maggio, per il mio rendiconto, è dovuto alla difficoltà evidenziata.
Alcune voci del rendiconto, per esempio quelle relative alla caparra, sono inserite “impropriamente” nel rendiconto e verranno ovviamente rese al termine della legislatura o del contratto di affitto: questo modo di operare è dovuto al fatto che per molti di noi è stato difficile sostenersi a Roma per 2 mesi (inizi di marzo fino a fine aprile) anticipando tutte le spese: avendo ricevuto il primo bonifico i primi giorni di maggio (mese nel quale è stato assunto il collaboratore e sottoscritto il contratto di affitto)  per molti non è stato possibile materialmente pagare anche 2 mensilità anticipate, l’agenzia immobiliare, la mensilità corrente e la caparra
4 – COLLABORATORE – Bisogna distinguere tra collaboratori del gruppo e collaboratori personali. I collaboratori del gruppo sono stati scelti a seguito dell’attento esame e colloqui conseguenti di curricula ricevuti da parte di un gruppo di lavoro, che ha tenuto conto non solo della competenza per materia ma della competenza nella formazione e nel drafting legislativo. In merito ai collaboratori personali non esiste alcun vincolo per la loro scelta a parte quelli di legge (neanche nel codice di comportamento); sono stati assunti direttamente dai singoli senatori/deputati sulla base di criteri distinti secondo esigenze diverse: qualcuno aveva necessità di persone specializzate nella materia della propria commissione; qualcuno, che aveva già competenza sufficiente, necessitava di sostegno sul drafting legislativo; qualcuno aveva necessità di mantenere i contatti con il territorio e i gruppi locali; qualcuno ha fatto scelte in team di persone individuando profili diversi; qualcuno ha avuto necessità di persona di elevatissima fiducia per la necessità di affidare a questa persona la propria mail, anche quella privata, l’accesso al conto corrente bancario. Il mio collaboratore è assunto con regolare contratto registrato presso la Camera dei deputati e i versamenti di cui è beneficiario sono effettuati a mezzo bonifico bancario.
Nelle spese dichiarate ovviamente sono indicati importi lordi che contemplano gli oneri previdenziali e tutto quanto previsto dalla legge.
5 – ACCREDITI – è stata mia cura aprire un conto corrente bancario (presso Banca Etica) per l’accreditamento delle somme versate dalla Camera dei Deputati e che impiego per il pagamento di tutte le voci di spesa riportate nel rendiconto, trattenendo per me, attraverso bonifico su conto corrente personale, solo la somma di 5000 euro lordi come da impegno del codice di comportamento (le somme possono essere verificate sul sito personale). Presso gli uffici sono disponibili per chiunque volesse verificarli i documenti e le ricevute delle spese sostenute e di quanto dichiarato.
6 – RINUNCE INDENNITA DI CARICA AGGIUNTIVE – ho rinunciato all’indennità di carica aggiuntiva, come segretario di commissione (come hanno fatto tutti gli altri colleghi che ricoprono cariche a vario titolo); paradossalmente prendere queste somme per poi restituire un importo maggiore sarebbe mediaticamente più efficace ma abbiamo preferito rinunciarci
7 – BUSTA PAGA – nella busta paga elaborata per il calcolo dei 5000 euro lordi, il netto include gli oneri previdenziali (1/3 a carico del parlamentare) da versare all’INPS per il periodo della legislatura. Tuttavia, le ritenute IRPEF saranno conteggiate sullo stipendio da parlamentare e non su quello ridotto dei 5000 euro lordi
8 – PUBBLICAZIONE REDDITI – ho dato il consenso per pubblicare sul sito della Camera dei Deputati i redditi, le spese della campagna elettorale e la situazione patrimoniale. Se ancora non sono disponibili sul sito della Camera dipende dal lavoro dell’ufficio preposto (il fascicolo attraversa un iter per cui vengono eliminate le informazioni sensibili), dal numero di deputati e dalla possibilità per alcuni di compilare la dichiarazione dei redditi entro il 30 settembre.
Segnalo i link utili per ulteriori chiarimenti

S.S. 275 Conferenza stampa su interrogazione parlamentare

Interrogazione Parlamentare di Diego De Lorenzis sulla SS 275

Video M5S Diego De Lorenzis- SS 275 Maglie Leuca

Conferenza Stampa

Si è tenuta questa mattina (sabato 26 ottobre 2013) la conferenza stampa congiunta tra parlamentari del movimento 5 stelle e il Comitato 275 in cui è state presentate le interrogazioni che senatori (il 29 maggio 2013) e deputati (il 4 ottobre 2013) del movimento hanno posto a Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Ministro dell’economia e delle finanze e Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

DIEGO DE LORENZIS portavoce del M5S alla Camera: “Riteniamo sconcertante che il ministero a distanza di mesi non abbia risposto su una questione tanto importante; il parlamento ormai non svolge la sua funzione in difesa dei diritti dei cittadini ma ci battiamo con tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione per fare luce su eventuali eventi di malaffare: se le tesi del comitato dovessero essere accertate, saremmo di fronte all’ennesimo scandalo in cui parecchi milioni di soldi pubblici sono stati trafugati nella commistione tra imprenditoria (prosal), organi statali (anas) e politica (sisri)”

BARBARA LEZZI senatrice portavoce del M5S al Senato: “Già il 29 maggio scorso, pochissimo tempo dopo esserci insediati in Senato, abbiamo posto al Ministro per le Infrastrutture un’interrogazione sulla 275. Da Vice Presidente della Commissione Bilancio, la parte che più mi preme chiarire è quella in merito ad ANAS che incarica il SISRI che a sua volta delibera a PRO.Sal S.r.l., un’azienda privata, svariati milioni di euro per fare un progetto senza gara pubblica e senza averne i titoli. Nonostante siano ampiamente scaduti i termini, non abbiamo ricevuto risposta. Auspichiamo che il Ministro, a differenza di quanto fatto in Senato, intenda rispondere con solerzia ai colleghi della Camera.”

LUIGI PACCIONE avvocato del Comitato 275: “Suscita grande allarme sociale il silenzio di Anas spa sulle denunciate irregolarità nell’affidamento dell’incarico di progettazione del raddoppio S.S. 275 stante la comprovata mancanza in capo alla sub appaltatrice delle necessarie abilitazioni di legge [soprattutto in materia geologica e geo-idrologica]. Spero che il Ministro in Parlamento faccia finalmente chiarezza su tale aspetto, visto che Anas, società ad intero capitale pubblico, ha riservato ai Comitati ambientalisti e ai proprietari espropriandi da me assistiti un illegittimo trattamento di totale indifferenza.”

VITO LISI portavoce Comitato 275: “il risultato di tale pensiero sarebbe non solo l’inutilità ma soprattutto il danno economico perenne per le future generazioni del Salento; non possiamo permetterci di seppellire le nostre vere ricchezze che sono gli oltre 5000 olivi, i km di muretti a secco, i vari monumenti della civiltà contadina, i sentieri archeologici e tutto quello che è inimitabile e che per ostinata presunzione si vorrebbe cancellare per sempre. Noi non lo possiamo permettere.”

CORRADO RUSSO Ass. Gaia – membro del comitato 275: “I documenti parlano chiaro, ciò che fin’ora è stata fatta passare sui media per una contrapposizione politica sul no o il si al raddoppio, è in realtà una mera questione di legittimità o meno sul percorso progettuale e procedurale. Tutti vogliamo una mobilità efficiente e sostenibile, il punto è con quali mezzi arriviamo a costruirla. Per questo è necessario ora ripartire da una nuova progettazione partecipata e trasparente. Se questo fosse stato fatto sin dall’inizio, oggi avremmo già una viabilità migliore di quella attuale”.1375279_10201694091467584_1982742006_n

 

Alcuni Media che hanno ripreso la notizia

http://www.leccenews24.it/articoli/politica/2013/10/26/190397/statale-275-il-m5s-interroga-il-ministro-dei-trasporti.html
http://www.lecceprima.it/politica/cinque-stelle-interrogazione-strada-275-dubbi-affidamento-progettazione.html
http://magazine.pianetalecce.it/archives/s-s-275-il-m5s-interroga-il-ministro-dei-trasporti
http://www.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=16029
http://www.giornaledipuglia.com/2013/10/ss275-m5s-interroga-il-ministro-dei.html
http://www.futuratv.it/politica/15020-ss-275-il-m5s-interroga-il-ministro-dei-trasporti.html