Vediamo di fare chiarezza sul 5G

In un mondo iper-connesso dove ciascuno diventa produttore di notizie e rilancia, spesso senza approfondimento, quelle altrui, il rischio che le fakenews e le bufale prendano piede è concreto. Per questo serve diffondere, pareri autorevoli che basano le loro affermazioni sul metodo scientifico e su una lettura corretta dei dati provenienti da studi e ricerche scientifiche.
In questa intervista il prof. Antonio Capone, professore ordinario di telecomunicazioni e preside della Scuola d’Ingegneria Industriale e dell’Informazione presso il Politecnico di Milano, risponde con precisione a molti dei dubbi che negli ultimi mesi si erano diffusi nell’opinione pubblica.

Per leggere l’intervista completa del prof. Capone, CLICCA QUI

IGF 2017 a Ginevra

Ultimo giorno a Ginevra (città natale di Rousseau e città della Pace) per seguire i lavori (purtroppo solo alcune sessioni) dell’IGF2017.

Molte persone mi chiedono cosa ci sia da discutere in questo incontro internazionale e perché sia tanto importante: all’IGF con metodo assolutamente partecipativo, dal basso, paritario e trasparente, multilaterale e multistakeholder si affrontano i grandi temi che riguardano lo sviluppo della rete globale e i suoi impatti nella vita dei cittadini, dei giovani, delle comunità, delle imprese, delle donne, in tutti i Paesi del mondo. Insomma, non è affatto una discussione tecnica su argomenti riservati agli addetti ai lavori. Per fare alcuni esempi, qui si confrontano posizioni diverse sulla neutralità della rete, sul ruolo delle piattaforme social sui diritti universali e inalienabili come la libertà di espressione, sul ruolo della rete nell’emancipazione della donna e nella promozione della parità di genere, ma anche di cybersecurity e privacy, sul diritto all’informazione contro la censura di alcuni regimi e anche di come la rete può alimentare e contrastare le fakenews, sostenibilità ambientale e diritti umani, proprietà intellettuale e tutela dei minori… (guardate le foto del programma!)

Un dialogo globale, costante e diretto non solo di Governi, industria e multinazionali ma soprattutto della società civile sui temi che caratterizzeranno il futuro dei popoli di tutta la Terra nei prossimi decenni, un confronto libero per trovare l’ispirazione e le politiche che possano guidare l’umanità in pace e prosperità.

IGF 2017 sulla governance di Internet

Sono a Ginevra da ieri pomeriggio per partecipare all’IGF 2017, l’incontro mondiale sulla governance di internet. Questa mattina ne ho approfittato per visitare il Cern, insieme ad una delegazione dell’IGF… è stata un’occasione davvero speciale per porre tante domande sul più avanzato laboratorio internazionale di ricerca sulla fisica, dalle particelle subatomiche alla natura e alle leggi dell’universo intero!

Qui è nato il WEB, grazie a Tim Berners-Lee, e venire a vedere il loro data center è stata davvero un’esperienza nica! Il Cern è nato sul confine svizzero-francese ed è finanziato da 22 Paesi e collegato a moltissimi centri di ricerca e università dislocati in giro per il mondo, incluso con la NASA.

Essendo un centro di ricerca nato per condividere globalmente teorie e risultati degli esperimenti è APERTO, non solo alla condivisione dei dati, ma anche alla partecipazione dei visitatori e alla divulgazione della scienza ovunque nel mondo…nonostante questo mi ha stupito la quasi totale assenza di controlli di sicurezza (basta avere solo un badge)! Sono a Ginevra da ieri.

Commissione d’inchiesta sulla digitalizzazione e innovazione delle P.A.

Si è insediata da alcuni mesi la <<Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni.>>. La Commissione è stata istituita per verificare il livello di digitalizzazione e innovazione raggiunto nelle pubbliche amministrazioni, sia statali che locali, anche alla luce delle spese pubbliche complessivamente destinate al settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), al fine di raccogliere dati aggiornati e individuare possibili soluzioni, anche legislative, per adeguare lo stato dell’innovazione e della digitalizzazione della pubblica amministrazione al livello degli altri Paesi europei. Farò parte di questa Commissione d’Inchiesta.

Tutte le Pubbliche Amministrazioni saranno scandagliate dalla Commissione alla ricerca delle motivazioni dell’inefficienza. Un compito importante ma l’esistenza della stessa Commissione dimostra che fino ad oggi la politica in Italia abbia proceduto in ordine sparso e senza un omogenea ed efficace azione per garantire i servizi ai cittadini. La digitalizzazione e l’innovazione sono punti cardini su cui insistere per avvicinare i cittadini e le imprese alle Pubbliche Amministrazioni, basti pensare ai servizi legati alla sanità, ai trasporti, a quelli della P.A per il terzo settore, solo per fare alcuni esempi. Sarà messo a fuoco cosa non ha funzionato fino ad ora e le risorse anche economiche che sono state impiegate.

Insieme al collega del M5S Federico d’Incà abbiamo lavorato molto su questi temi e ora con la Commissione d’inchiesta potremmo analizzare come hanno preceduto le Pubbliche Amministrazioni. Il nostro impegno e la nostra competenza nel settore delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni sarà al servizio della Commissione al fine di garantire una concreta e spedita realizzazione degli obiettivi di modernizzazione e di Trasparenza, battaglie che il M5S da sempre porta avanti nelle istituzioni.

Purtroppo l’Italia in questo ambito è ancora fanalino di coda dell’Europa e non è più tollerabile alcun ritardo nella digitalizzazione del nostro Paese. La Pubblica Amministrazione, centrale e locale, deve essere al servizio del cittadino con procedure semplici: nessuna ulteriore giustificazione o resistenza è ammissibile dato che le tecnologie abilitano questa rivoluzione! Verificare il livello di digitalizzazione e di investimento nelle singole realtà regionali e il livello di competenza dei diversi responsabili del settore. Dobbiamo individuare i possibili sprechi e gli investimenti errati. Per questo come portavoce del M5S chiedo anche il supporto dei cittadini mediante la segnalazione di sprechi e scandali al fine di raccogliere dati aggiornati e individuare possibili soluzioni.

Codice dell’Amministrazione Digitale: riforma deludente!

codiceI 65 articoli di cui si compone il decreto più che semplificare duplicano strumenti già disponibili e appare lecito avanzare dei dubbi sull’efficacia delle misure presentate.  Dopo 10 anni dall’approvazione del CAD condividiamo l’esigenza di modernizzare gli strumenti a disposizione dei cittadini e delle PA ma non vorremmo che, ancora una volta, le riforme rimangano solo sulla carta.  Ed è questa l’impressione che ci restituisce una prima lettura del decreto.

Oltre alle imprecisioni tecniche già rilevate da autorevoli studiosi della materia, il vizio forse più appariscente del decreto attuativo si rinviene dalla relazione finanziaria costellata da espressioni come “la disposizioni non produce effetti sulla finanza pubblica” o “la disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.  Il Governo vuole fare le nozze coi fichi secchi!

La rivoluzione digitale delle PA ha bisogno di risorse e di volontà politica per un’effettiva realizzazione.  Elementi fondamentali che mancano nei testi proposti dal Governo.

Siamo sempre più convinti che solo un governo a 5 stelle possa dare una svolta su questi temi. 

In Parlamento solleciteremo il Governo a migliorare il testo presentato su un piano tecnico ma anche mettendo a disposizione risorse significative per la realizzazione della PA digitale.