Lecce: settimana europea della mobilità 2016

settimana_europea_della_mobilita_sostenibileE’ insufficiente l’elenco delle azioni intraprese dal Comune di Lecce per la settimana europea della mobilità 2016! Il Comune doveva intraprendere iniziative concrete che realmente dessero una svolta nella mobilità urbana in favore di quella sostenibile.

Chiedo all’Assessore Pasqualini di estendere e rendere permanente la delibera che permette di utilizzare le corsie degli autobus anche per le biciclette e di adeguare l’apposita segnaletica orizzontale e verticale per le strade di Lecce. Questa amministrazione non ha neanche dotato la città del minimo indispensabile: per esempio, una diffusione capillare delle rastrelliere adeguate per sicurezza, posizione e numero per parcheggiare la bicicletta presso i maggiori punti di affluenza del pubblico incentiva la cittadinanza all’utilizzo delle bici.

Per migliorare la mobilità sostenibile bisognerebbe attuare azioni che limitino il traffico veicolare privato mentre il Comune va in direzione contraria autorizzando parcheggi in centro! Si dovrebbe finalmente chiudere Piazza Mazzini, si dovrebbe estendere l’orario di divieto per le Zone a Traffico Limitato per tutta la giornata. E’ assurdo che propongano Lecce come <<Smart City>> e poi non venga redatto e adottato un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile che cambi realmente la mobilità a Lecce!

imagesLa pianificazione intelligente dei Trasporti, l’uso integrato di tutti i mezzi a disposizione sono la chiave per lo sviluppo di una Mobilità Sostenibile che non solo permette una maggiore qualità della vita a tutti i cittadini, ma come ormai dimostrato, aiuta anche l’economia, a cominciare dagli esercenti locali.

Gli amministratori locali in consiglio comunale e in giunta DOVREBBERO rinunciare ai pass per la ZTL, perché DOVREBBERO deve dare il buon esempio ai cittadini, tanto più che le sedute e le riunioni in Comune si svolgono quando la ZTL non è attiva e pertanto queste tessere hanno il sapore di un inaccettabile privilegio!

Siamo certi che i cittadini bocceranno l’assenza di iniziative reali e pratiche legata ad una visione <<fossile>> e siamo certi che il prossimo Sindaco sarà eletto nel M5S!

Tangenti alla Marina: interrogazione alla Camera.

guardia-di-finanzaevasione-rimini-2013Ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa Roberta Pinotti in merito agli arresti e indagini che stanno scuotendo la Marina Militare a Taranto e stanno facendo scoprire un impressionante giro di tangenti a danno dello Stato e delle Forze Armate.

Il capitano di vascello, Giovanni Di Guardo, inviato a Taranto per “ripristinare chiarezza e trasparenza”  tra le persone arrestate per le presunte tangenti assieme alla sua fedele assistente

E’ scandaloso quello che sta avvenendo a Taranto: il Ministro Pinotti è una incapace! Il Ministero non ha mai verificato seriamente gli appalti!

1446108493154-jpg-mazzette_per_appalti__in_cella_presidente_rfiSembra una barzelletta ma è la tristissima realtà  ad opera di questo Governo di dilettanti! Delle due l’una: o la Pinotti non aveva reale volontà  di adoperarsi per fare luce su quanto accadeva oppure è totalmente incapace! In entrambi i casi comunque ha la responsabilità  politica su quanto accadeva e pertanto non è possibile che sia ancora Ministro della Repubblica Italiana!

Se in tutto questo tempo il Ministro Pinotti non si è accorta di quello che avveniva a Taranto, non vogliamo immaginare la gestione del resto del Ministero! E’ inaccettabile che sulle nostre forze armate, cui va il riconoscimento per il loro impegno, si gettino queste ombre a causa di comportamenti riprovevoli e indecorosi di alcuni soggetti che screditano il nostro Paese! Ma si sa questo è il Governo dove il fidanzato della Guidi faceva affari privati con ENI e TOTAL e il Ministro dell’Intero, Alfano, non sapeva che un commando straniero, avesse prelevato con violenza la moglie di un rifugiato politico e di sua figlia per portarle in un altro paese.

marina-ta2Fermo restando che la Magistratura dovrà  accertare le singole responsabilità personali, questa è la rappresentazione di un Governo che non conosce il significato delle parole “legalità” e “trasparenza” e non è in grado di governare neanche un condominio!

 

Piste ciclabili: obbligatorie per legge!

pista-ciclabile_01La legge del 19 ottobre 1998, n. 366 , “Norme per il finanziamento della mobilità  ciclistica” oltre ad aver previsto l’istituzione di un fondo statale presso il Ministero dei Trasporti per finanziare la realizzazione una serie di interventi finalizzati allo sviluppo e alla sicurezza del trasporto ciclistico urbano e turistico – fondo non più rifinanziato dal 2002 – ha apportato modifiche al Codice della Strada, introducendo l’obbligo a carico degli enti proprietari delle strade di realizzare piste e percorsi ciclabili adiacenti in occasione della costruzione di nuove strade e della manutenzione straordinaria di strade esistenti, purché siano realizzate in conformità  ai programmi pluriennali degli enti locali, fatti salvi i casi comprovati di problemi di sicurezza. Tuttavia in Italia stentano ancora a realizzarsi in maniera concreta le piste ciclabili. Per questo ho appena depositato una interrogazione parlamentare  al ministro dei Trasporti Graziano Delrio.

milano_1Dove sono le piste ciclabili? La legge stabilisce che per le nuove strade e per la manutenzione delle esistenti devono essere previste piste ciclabili che possono svilupparsi anche con un tracciato in parte disgiunto da quello della viabilità  stradale.

Purtroppo come tutti possono constatare, troppo spesso si presentano nuove strade o ristrutturazioni delle esistenti che non comprendono le nuove piste ciclabili. La causa principale è sicuramente da addebitare agli enti locali che devono inserire nei programmi pluriennali la volontà  di realizzare piste ciclabili per migliorare la mobilità dei cittadini e contestualmente salvaguardare la salute, la vivibilità  delle nostre città  rendendole a misura di uomo e non di auto.

pista-ciclabilePer questo chiedo a Delrio se abbia mai attivato iniziative di vigilanza e controllo, anche per sottopassi, sovrappassi e rotatorie, e quali provvedimenti siano stati presi per i soggetti inadempienti perché i progetti di opere pubbliche approvati e realizzati senza le piste ciclabili sono in violazione della legge!

Constatiamo che la mobilità  sostenibile è ancora considerata da moltissimi enti locali e dal governo nazionale come una spesa superflua o addirittura fastidiosa. Basti vedere l’inerzia che molti Comuni stanno avendo nei confronti della “settimana europea della mobilità  sostenibile 2016”, che quest anno coniuga la mobilità  sostenibile all’economia, e che vede pochissime iniziative dei Comuni. rotatoria-cadelloPeccato che l’incapacità  e l’ignoranza di Sindaci e Assessori non permetta ai cittadini una qualità  della vita migliore, e contestualmente impedisca un ritorno economico per gli esercenti locali e un risparmio per le casse pubbliche, come dimostrato da diversi studi. La realtà ci dimostra che abbiamo bisogno di una nuova classe di amministratori che punti alla mobilità  sostenibile come politica imprescindibile: per noi del M5S è una delle Stelle, nei programmi e nell’attività  politica!

Raddoppio discarica Grottaglie: ENAC contraria.

discarica_grottaglieIn merito al procedimento di raddoppio della discarica di Grottaglie, il Ministro dei Trasporti, rispondendo ad una mia interrogazione parlamentare ha ribadito il parere contrario di Enac al raddoppio per motivi legati alla sicurezza aerea del vicino aeroporto, e addirittura, chiarito che il Ministero ha anche evidenziato grosse lacune della discarica sin dalla sua prima autorizzazione della Provincia di Taranto e dalla Regione Puglia nel 2005.

Prima di esplicitare il parere contrario, ENAC ha dapprima verificato la documentazione presentata ed esposta sul sito della Provincia di Taranto costatando la carenza in merito alla sicurezza aerea. Successivamente ha svolto sopralluoghi presso la discarica di Grottaglie e lo scenario rappresentato da un considerevole numero di gabbiani attirati dai rifiuti smaltiti ha indotto l’ENAC ad esprimere parere contrario.

0620854-e1314346924912Avevamo ragione il raddoppio della discarica crea problemi alla sicurezza della navigazione aerea e ad metterlo nero su bianco è l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) che ha esplicitato il 26 luglio scorso parere contrario al raddoppio della discarica <<Linea Ambiente>> di Grottaglie.

Come specificato dal Ministero, la Regione e la Provincia di Taranto, quando nel 2005 autorizzarono l’apertura della discarica (allora chiamata Ecolevante), lo fecero senza l’autorizzazione di ENAC, ma nel 2008 lo stesso ente non aveva riscontrato particolari pericoli per il tipo di rifiuto smaltito raccomandando comunque di non consentire lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Tuttavia, nonostante questa prescrizione, da molti mesi nella discarica di Grottaglie in forza delle ordinanze della Regione Puglia, giungono rifiuti urbani da altre province pugliesi, anche la frazione umida dei rifiuti urbani come dimostra la presenza di moltissimi gabbiani.

2011822195646_flame2Quello che continua a preoccuparci più di tutto è proprio l’esistenza della discarica stessa visto che già  ora attira tantissimi volatili che sono un grave pericolo per la sicurezza aerea per il fenomeno del <<wildlife strike>>.

La Regione Puglia non ha adottato la nostra proposta <<Rifiuti zero>>, che permetterebbe di ridurre quasi a zero il conferimento dei rifiuti urbani a favore di un riciclo delle materie. Il rischio di collisione con i tantissimi volatili attirati dalla discarica è un rischio reale inaccettabile! Pertanto, la Provincia di Taranto deve prendere atto dei gravissimi problemi di sicurezza, evidenziati da ENAC, e di conseguenza negare l’ampliamento della discarica e, insieme alla Regione Puglia, rivedere tutte le autorizzazioni rilasciate finora.

Risulta assurdo che l’ENAC abbia saputo della Conferenza dei Servizi di Marzo 2016 non dall’ente responsabile del procedimento, la Provincia di Taranto, ma grazie alla segnalazione dei cittadini che hanno dimostrato ancora una volta l’inadeguatezza e il dilettantismo dell’ente Provincia di Taranto e dei politici non eletti che con lauti compensi, evidentemente scaldano solo la poltrona come il presidente Tamburrano!

Airlines Bird StrikesNon escludiamo delle azioni penali per quegli enti che hanno <<forzato>> l’iter autorizzativo, mettendo a repentaglio l’incolumità dei cittadini. Un ringraziamento particolare va ai veri protagonisti di questa vicenda: i cittadini di Grottaglie e di San Marzano che personalmente e pacificamente si sono opposti a questa discarica senza sosta per tutelare il proprio territorio!

FSE: corse saltate per sicurezza.

1954143_fse_caosNon è possibile siamo oltre ogni limite, non solo di sopportazione delle inefficienze, ma soprattutto della mancanza di sicurezza sui treni regionali. Il Ministro Delrio rispondendo ad una mia interrogazione a Marzo 2015, sulla sicurezza di quei famosi 25 ATR 220, oggi oggetto della sospensione del servizio, aveva dichiarato due cose gravissime!

La prima che i convogli di FSE erano privi dell‘apparato S.C.M.T., che a seguito della tragedia tra Andria e Corato abbiamo tutti imparato dell’importanza di questo sistema di sicurezza. La seconda, ancor più grave vedendo quanto sta succedendo oggi,  che il progetto di tali rotabili fu approvato con parere favorevole dell’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi di Bari e della Commissione Interministeriale e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla stessa Regione Puglia a dicembre 2008 e ancora che l’autorizzazione alla circolazione dei treni sulle reti locali era stata acquisita la necessaria autorizzazione ministeriale. Insomma, avevano dichiarato il falso con ignobili rassicurazioni!

downloadOra improvvisamente scopriamo che per tutti i 25 di treni, ci sono problemi di usura eccessiva delle ruote e un problema ai carrelli: come è possibile che il Ministero, responsabile della sicurezza ferroviaria e del parco rotabile, non sappia tramite gli uffici ministeriali competenti, che per così tanti mezzi, circa il 70% del parco treni di FSE, ci siano dei gravi problemi sulla sicurezza? Come è possibile che un’azienda di trasporto ferroviario regionale fondamentale per lavoratori, pendolari, turisti e tra pochi giorni anche per studenti, sia praticamente costretta a bloccarsi per mancanza di un’adeguata manutenzione al parco rotabile certificato dal Ministero?

Si continua a giocare sulla sicurezza e sulla pelle delle cittadini, forse Delrio non riesce a comprendere esattamente quale sia la portata della gravità  della situazione. Annunci, annunci e annunci, ma i fatti parlano di problemi e disservizi continui, mancanza di sicurezza. Dove sono tutti questi fondi che Delrio aveva garantito dopo la tragedia di Andria-Corato? La risposta è semplice, nelle chiacchiere! Per questo e per altri motivi ho depositato una interrogazione parlamentare a Delrio, e presto anche esposti alla Procura e alla Corte dei Conti. Mentre Emiliano continua a dormire, Renzi, Delrio e compagnia, avete veramente stancato, invece di pensare al gossip su Roma, concentratevi nella sicurezza ferroviaria delle tratte regionali, è questo quello che vogliono i cittadini e di questo dovrete presto rispondere!

SS 172: aperta bretella stradale, rimane il problema Depuratore

img_archivio1318201613545Aperta la bretella di by-pass al tratto interdetto della strada statale 172 dei Trulli in provincia di Taranto, tra il km 45,300 ed il km 45,500. dopo diversi mesi in cui la Valle d’Itria è stata di fatto divisa e dopo i notevoli disagi per cittadini, turisti e viaggiatori, si è realizzata questa situazione tampone. Tuttavia dopo aver presentato una interrogazione parlamentare sullo stato della strada e sul problema del depuratore, rimangono diverse perplessità .

img_archivio11322016171924La circolazione riprenderà , nei pressi della SS 172 seppure con una alternativa provvisoria costituita dalla bretella di by-pass autorizzata dalla Procura di Taranto. Sul “provvisorio” abbiamo diversi dubbi perché sembrerebbe che il tutto potrebbe tornale alla normalità  solo dopo aver risolto il problema del depuratore che, a quanto ci risulta,è in attesa che vengano superate tutte le fasi di valutazione ambientale e i vari iter di approvazione. Quindi ci risulta che continua a sversare sempre nella stessa area, situazione che ha causato danni al territorio e alla strada e disagi alle popolazioni e che quindi continua a manifestarsi soprattutto in caso di pioggia.

0_martina_franca_valle_d'itriaC’è l’urgenza di risolvere con una soluzione definitiva ma al contempo non si deve sottovalutare il delicato equilibrio ecologico della valle d’Itria che ha subito comunque la realizzazione di una striscia di asfalto e cemento, seppur di 250 metri, in uno dei posti più incantevoli e rappresentativi di Puglia. Pur essendoci stato il via libera della Procura di Taranto, ci sono comunque dei dubbi in merito alla trasparenza, questa sconosciuta per Anas, perché il progetto della bretella stradale non è consultabile sui vari siti istituzionali, neanche su quelli di competenza della Regione Puglia.

E’ inutile che i politici provino a raccogliere meriti su questa vicenda perché per il momento abbiamo una situazione disastrosa soprattutto dal punto di vista ambientale e su cui la Procura continua con le indagini del caso. Non è possibile cercare gloria in questa storia drammatica, perché¨ la stessa è causata da oltre 10 anni di amministrazione regionale di centro sinistra che sui depuratori è riuscita a provocare anche procedure d’infrazione europee. La valle d’Itria merita maggior rispetto e veder realizzate soluzioni stabili e definitive e non le solite promesse! I Politici, chiedessero scusa all’intera valle!

Lettera Aperta all’assessore Loredana Capone:“Al mare in Treno” per la Puglia 2016

Alla Dott.ssa Loredana Capone

Assessore dello Sviluppo economico – Competitività, Attività economiche e consumatori, Energia, Reti e Infrastrutture materiali per lo sviluppo, Ricerca Industriale e Innovazione con delega all’Industria Turistica e Culturale – Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali

Oggetto: Adesione al progetto a favore del turismo “Al mare in treno”.

Gentile Assessore Loredana Capone,

in data 7 agosto 2014 il sottoscritto del M5S inviava una lettera alla Regione Puglia, agli enti locali e alle Associazioni di categoria operanti nel settore turistico in Puglia con la quale proponevo di adottare anche nella nostra Regione l’iniziativa “Al mare in treno” a favore del turismo locale, replicando quanto già da diversi anni avviene in Emilia Romagna

Al pari di quanto accaduto negli anni precedenti, anche nel 2015 in Emilia Romagna, la proposta sostenuta da Trenitalia e dai Comuni di Riccione e Cattolica, con la collaborazione delle associazioni degli albergatori di Riccione, Rimini e Cattolica, prevedeva che i turisti che hanno soggiornato almeno una settimana negli alberghi convenzionati delle tre cittadine della Riviera romagnola, ricevessero, qualora avessero raggiunto tali località in treno, il rimborso del biglietto ferroviario di andata direttamente dall’albergatore. Era previsto che in caso di soggiorno di due settimane, il rimborso venisse esteso anche al biglietto di ritorno. Nel 2014 l’iniziativa per l’Emilia Romagna durava dal 15 Giugno al 7 Settembre mentre nel 2015 è stata ampliata addirittura fino al 31 Dicembre e sempre nello stesso anno gli albergatori hanno rimborsato anche il biglietto dell’autobus eventualmente utilizzato dai clienti per il trasferimento dalla stazione di Rimini, Riccione o Cattolica all’hotel prescelto. Inoltre, si è arricchito il sistema delle Frecce in Emilia Romagna con nuove corse e nuove fermate con i Frecciabianca che si sono aggiunti ai quattro collegamenti Frecciarossa Trenitalia attivi tra Milano e Rimini portando così a 70 le fermate estive Frecciarossa, Frecciabianca e InterCity per i turisti diretti a Riccione, Rimini e Cattolica.

A Settembre 2014, l’assessore della Regione Puglia, Silvia Godelli, rispose vagamente affermando che avrebbe valutato la proposta, per sottoporla all’attenzione degli operatori del turismo. Inutile dire che nessun tavolo fu convocato e nessuna iniziativa del genere venne intrapresa.

Come è noto la nostra Regione è a forte vocazione turistica, con mete tra le più affascinanti nel panorama mondiale, sia nell’ambito del turismo culturale, enogastronomico, sia in quello costiero marittimo, al punto da esser stata nominata, da rinomate riviste di settore come National Geographic e Lonely Planet, tra le “migliori destinazioni per i viaggi di valore al mondo”.

Purtroppo, al contrario di altre mete turistiche nazionali, la Puglia non gode di servizi di trasporto efficienti che consentano di soddisfare e sostenere la domanda turistica, risultando spesso inadeguati nei periodi di maggior afflusso turistico. La mancanza di qualità nell’offerta di trasporto, è causa di forte disagio anche per i turisti che scelgono di trascorrere le proprie vacanze nella nostra Regione, con ovvio danno dei tanti operatori del settore che vedono limitate le proprie potenzialità. Dal rapporto ISTAT  sul “Movimento turistico nel 2014: offerta e domanda” in Italia, pubblicato il 14 dicembre 2015, si riscontra che considerando la dinamica dei flussi nelle Regioni di destinazione, le Regioni dove si concentra il maggior numero di presenze dei clienti nel 2014 sono il Veneto (16,4% del totale delle presenze registrate negli esercizi ricettivi italiani), il Trentino-Alto Adige (11,6%, con la Provincia autonoma di Bolzano al 7,5% e la Provincia autonoma di Trento al 4,1%), la Toscana (11,4%) e l’Emilia-Romagna (9,4%). In queste Regioni si concentra il 48,8% delle presenze complessive: il 43,8% delle presenze dei clienti residenti e il 53,8% di quelle dei clienti non residenti. La Puglia, invece, rappresenta solo il 3,5% del totale, dei quali l’80,8% sono presenze dei residenti, cioè pugliesi, e il 19,2% di quelle dei non residenti. Questi dati non rendono giustizia alla nostra Regione, anche alla luce dell’attesissimo evento “Matera Capitale Europea della Cultura” per il 2019, che potrebbe rappresentare un incredibile volano economico.

Con questa lettera aperta, rinnovo esplicitamente l’invito ad affrontare tale proposta che risulta a costo zero per le amministrazioni pubbliche e che presenta ulteriori indiscussi vantaggi. Da una parte favorisce i flussi turistici verso la nostra Regione, contribuendo a destagionalizzare l’offerta turistica e dall’altra migliorare la sostenibilità dei flussi di traffico aiutando a non gravare ulteriormente sui delicati equilibri ambientali della nostra Regione.

Gli albergatori e le strutture ricettive, se adeguatamente messi in condizioni di accogliere turisti, ne trarrebbero giovamento e sono certo sarebbero pronti a sostenere tale iniziativa. Considero utile che la collaborazione di Trenitalia, venga estesa anche agli altri gestori ferroviari pugliesi che insieme ai consorzi di trasporto e agli altri soggetti potenzialmente interessati, possono contribuire alla riuscita dell’iniziativa anche in Puglia.

Auspico che Lei possa cogliere questo invito anche per i prossimi anni, intervenendo in accordo sinergico con gli altri enti locali per rendere più agevole il raggiungimento sostenibile delle mete turistiche pugliesi. Mi rendo immediatamente disponibile, insieme ai miei colleghi portavoce del M5S in Consiglio Regionale, a partecipare ad incontri che la Regione Puglia vorrà promuovere con gli operatori del settore al fine di valutare ed adottare l’iniziativa “Al mare in treno”.

L’occasione è gradita per porgerLe cordiali saluti e augurarLe buon lavoro.

Roma 23/04/2016

Diego De Lorenzis

Capogruppo M5S della IX Commissione Trasporti, Poste e Comunicazioni

Camera dei Deputati

Porto di Taranto: chiarezza sul project financing e sui soggetti coinvolti.

Opacità negli affidamenti e sugli strumenti finanziari impiegati, cambiamenti di progetti delle opere, costi lievitati in maniera esorbitante, dubbi sul rispetto dei diritti dei lavoratori e problematiche ambientali e di sfondo il “sistema Incalza” che entra nel porto di Taranto. Una storia lunghissima che dal 2001 ad oggi ha visto coinvolti direttamente e indirettamente più soggetti nella realizzazione della piastra logistica del porto di Taranto, porto della Rete Centrale europea delle TEN-T, che potrebbe rilanciare le sorti di un territorio bisognoso di riscatto. Ho presentato una interrogazione ai Ministri Delrio, Padoan, Alfano e Galletti per fare luce su quello che sta avvenendo a Taranto.

Pretendiamo chiarezza sui lavori al porto di Taranto! Non basta che venga il Ministro a tagliare dei nastri e fare annunci: ciò che salta agli occhi prima di tutto è l’impennata di spesa per un progetto che nel 2001 aveva un valore complessivo di circa 51 milioni di euro e che è quadruplicato, arrivando oggi a circa 219 milioni di euro. Inoltre, non sono chiari i dettagli del project financing adottato, dato che è un meccanismo finanziario che può avere conseguenze preoccupanti, come per i casi dell’alta velocità ferroviaria e il “Ponte sullo Stretto”. Inoltre, come si apprende dalle inchieste della stampa,  la magistratura di Firenze sta cercando di approfondire le modalità di assegnazione del maxi appalto e soprattutto la composizione dell’Associazione temporane di Imprese che dal 2002 guida i lavori. L’ATI è composta da Grasseto Lavori Spa, Grandi Lavori Fincosit Spa, Logsystem Srl, e in essa ci sarebbero nomi che sembrerebbero esser legati al “Sistema Incalza”, come i Signorile; a questo si aggiunge che la Grandi Lavori Fincosit è rimasta impigliata nelle inchieste del sistema di corruttela del Mose di Venezia e il conseguente arresto del presidente  Alessandro Mazzi.

Inoltre ci sono preoccupazioni dal punto di vista ambientale che dovrebbero esser maggiormente considerate come la messa in sicurezza e la bonifica della falda a cura della SOGESID, di cui poco o nulla si conosce, oppure i sedimenti e i fanghi provenienti dai dragaggi  che in parte verranno reimpiegati per opere che si sono aggiunte successivamente al progetto iniziale, e per le quali non è chiaro che destinazioni di uso avranno. Inizialmente parte di questi sedimenti, vista anche la contaminazione, dovevano essere smaltiti in discariche appropriate. Non ultimo, le denunce mediatiche dei sindacati che hanno affermano che sono stati sottoscritti due accordi in Prefettura che allo stato risultano non rispettati, il primo sulla trasparenza e legalità degli appalti, il secondo rispetto l’assunzione dal bacino di crisi dei disoccupati locali.

Per questo “si chiede ai Ministri Delrio, Padoan, Alfano e Galletti di fare chiarezza sull’intera e complessa vicenda e quali iniziative intendano adottare al fine di stabilire trasparenza sugli affidamenti, sui lavoratori impiegati e sul project financing. Infine, pretendiamo chiarezza sulle modalità di assegnazione del maxi appalto, e di chiarire  a che punto è giunta la messa in sicurezza e bonifica della falda indicando quali, quanti e quale grado di contaminazione sono i sedimenti e i fanghi provenienti dai dragaggi per le opere nonché di indicare il luogo dove verranno smaltiti i fanghi che dovevano essere smaltiti da TCT.

Acqua del Pertusillo: i Ministri intervengano!

Il lago artificiale “Pietra del Pertusillo” in Basilicata è un Sito di Interessa Comunitario e si trova nei pressi del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese. Il fiume Agri che alimenta l’invaso, è a sua volta alimentato da circa 650 sorgenti sotterranee. La funzione dell’invaso Pertusillo è quella di rifornire di Acqua due Regioni come la Puglia e la Basilicata per usci civili e irrigui. Da diversi anni si manifestano strani eventi all’interno dell’invaso che provocano una moria di pesci e diverse analisi di enti pubblici e cittadini privati portano a conoscenza della presenza di tracce di idrocarburi e metalli pesanti nell’acqua dell’invaso. Ho presentato una interrogazione i Ministri Galletti, Guidi, Lorenzin e Martina e chiede accertamenti e blocco delle concessioni di idrocarburi.

L’invaso del Petusillo costituisce una risorsa indispensabile per milioni di persone che ogni giorno utilizzano l’acqua in esso contenuta per usi civili e per l’agricoltura. Dopo opportuna potabilizzazione l’acqua viene servita alla cittadinanza di una regione a costante crisi idrica come la Puglia. La sua importanza è fondamentale perchè fornisce acqua che è sempre stata considerata di ottima qualità e che tutt’oggi beviamo perchè crediamo nella sua bontà. Ma da diverso tempo ci sono troppo minacce che circondano il Pertusillo e sono rappresentate principalmente dalle concessioni petrolifere che trivellano il suolo lucano a non molta distanza dal Pertusillo.

A prescindere che l’aver rilasciato concessioni per gli idrocarburi vicino ad un invaso fondamentale per milioni di persone sia stato un gesto di irresponsabilità inaudita, perchè il Governo Renzi continua a fovorirne le attività estrattive? Diverse analisi di privati cittadini ma soprattutto di Enti come l’ARPAB e l’AQP spa, testimoniano la presenza di tracce di idrocarburi e metalli pesanti, che seppur nei limiti consentiti dalla legge, costituiscono un segnale che dovrebbe portare tutti gli Enti e le Amministrazioni ad approfondire la vicenda nell’interesse di milioni di persone. Inoltre per metalli pesanti come il Bario, non vi è un vero limite sancito dalla legislazione italiana, e questa indeterminatezza, lascia purtroppo pensare.

Non possiamo sottovalutare il fatto che tutte le pratiche e tutte le caratteristiche degli elementi utilizzati per trivellare e per reiniettare le acque di strato nel sottosuolo, non siano pubbliche. Il Pertusillo è sacro e niente e nessuno ne deve minacciare, anche teoricamente, la salubrità dell’acqua contenuta all’interno.

Per questo nell’interrogazione si chiede se i Ministri siano a conoscenza dei fatti espressi in premessa e quali iniziative intendano adottare per accertare lo stato qualitativo dell’acqua dell’invaso del Pertusillo e il suo presunto inquinamento derivante dalle attività di estrazione e lavorazione degli idrocarburi e reiniezione delle acque di strato. Per questi motivi nell’interrogazione si chiede  quali iniziative i Ministri intendano adottare al fine di garantire la qualità dell’acqua degli invasi lucani – a cominciare dall’invaso del Pertusillo – e l’impiego per uso potabile e irriguo, se i Ministri Guidi e Galletti al fine precauzionale intendano promuovere una moratoria delle attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi nella regione Basilicata. E ancora, quali iniziative intenda adottare il Ministro Galletti al fine di salvaguardare dall’impatto antropico il Parco Nazionale e il SIC del Pertusillo, nonchè le 605 sorgenti sotterrane. Se il Ministro Lorenzin, in via precauzionale, intenda intraprendere indagini a favore delle popolazioni servite al fine di accertare lo stato di salute e in fine al ministro Martina se in via precauzionale, intenda intraprendere indagini al fine di conoscere lo stato qualitativo dei campi irrigati con l’acqua proveniente dall’invaso del Pertusillo. Il Pertusillo è un bene comune che ci garantisce un diritto umano inalienabile ed imprescindibile. Guai a sottovalutarne l’importanza!