Assunzioni del personale militare: l’Enav eviti gli sprechi

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8197559402_f025fae71fL’interrogazione parlamentare chiede ai Ministri dei Trasporti, della semplificazione per PA, delle Finanze e a quello della Difesa, di sapere se ENAV si sta attenendo al decreto-legge n. 90 del 24 giugno del 2014 che sancisce l’agevolazione del passaggio del personale in possesso delle abilitazioni di controllore del traffico militare impiegato, nei corrispondenti ruoli del personale civile dell’ENAV entro il limite del relativo fabbisogno secondo i criteri di mobilità geografica e di anzianità di servizio e senza limite di età anagrafica.

I Ministri del Governo Renzi si impegnino affinché Enav si adoperi, in vista delle nuove assunzioni, a perseguire quanto stabilito dal decreto, acquisendo i controllori di volo del traffico militare prima di intraprendere un nuovo percorso di selezione di personale operativo esterno

ENAV Spa, infatti, ha provveduto ad emanare un apposito piano tendente nell’ambito dei 21 impianti denominati a basso traffico, alla contestuale riduzione degli orari di servizi, degli organici disponibili e delle configurazioni tecnologiche standard, predisponendo un piano di mobilità geografica che porta il personale ENAV al trasferimento verso altra sede e tale riordino dell’organico operativo porterà alla assunzione di circa 150 nuove figure professionali per sopperire alle esigenze così venutesi a creare.

Il personale proveniente dall’Aeronautica Militare è già qualificato e immediatamente disponibile. Non utilizzare queste risorse preziose rappresenterebbe un vero spreco, oltre che una inadempienza normativa. Anche perché qualora ENAV assuma nuovo personale non preparato, dovrebbe effettuare dei corsi di formazione ed addestramento del personale operativo da inviare negli aeroporti così detti a basso traffico. una spesa che potrebbe essere evitabile.

enavInoltre nel testo della interrogazione si chiede se il Governo abbia preso in considerazione gli sviluppi del tessuto aeroportuale italiano, e ne abbia valutato le conseguenze dirette e indirette sul piano nazionale aeroporti.

Il Governo non solo deve far rispettare quanto stabilito dal decreto, ma deve essere conscio dell’aggiornamento che si è venuto a creare anche a seguito alla decisione di ENAV di anticipare, al 2014, anziché dal 1o gennaio 2015, la suddivisione degli aeroporti nazionali in base al numero di movimento annui.

Il M5S continuerà a mantenere l’attenzione alta su questo argomento affinché il personale militare non rimanga solo o ancor peggio vittima dei soliti slogan del Governo Renzi.

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