TAP: Giù le mani dai nostri Ulivi.

 

downloadBotta e risposta tra Governo e Regione in relazione allo spostamento temporaneo di 231 ulivi lungo il tracciato a terra del gasdotto TAP, nell’area dove deve essere realizzato il microtunnel. Da mesi la Regione non dà il giudizio di ottemperanza alla prescrizione A.44 prevista dal decreto autorizzativo, prescrizione che riguarda le operazioni di spostamento degli ulivi. La scorsa settimana il ministero dell’Ambiente ha scritto agli uffici regionali per segnalare che risulterebbero soddisfatte tutte le condizioni previste dalla A.44. La Regione ha replicato spiegando invece che nulla è cambiato. Ma il governo vuole proseguire lo stesso.

Governo piegato ai lobbisti del gas! Di questa gestione del PD della cosa pubblica siamo veramente stanchi. Non c’è rispetto per l’ambiente e per il paesaggio, tanto meno per i cittadini e per la storia di un territorio, c’è solo una patetica genuflessione verso la società TAP.

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In questi anni abbiamo assistito ai moltissimi favoritismi che questo Governo ha fatto per aiutare TAP ad invadere la Puglia e nonostante questi salti mortali, l’umiliazione del Parlamento, non sono rispettate tutti gli obblighi previsti dalla legge. Il ritiro delle autorizzazioni sarebbe il minimo di civiltà in un Paese normale, ma non in Italia e sicuramente non con un Governo PD che interpreta la legge quando non la calpesta a proprio piacimento, su dettatura delle lobby che finanziano le campagne elettorali, incurante del bene collettivo della cittadinanza. E’ successo per Ilva, per il gioco d’azzardo, per le trivellazioni, per le autostrade inutili e le grandi opere dove si infiltra criminalità e malaffare!

download-1Inoltre, la modifica della progettazione del microtunnel su cui TAP ha chiesto ulteriori 210 giorni di proroga, corrisponde ad una modifica sostanziale: non solo questa variazione dovrebbe essere autorizzata con una nuova Valutazione di Impatto Ambientale ma da l’ennesima conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che il progetto TAP è stato presentato in maniera approssimativa! Infine, questo invalida le autorizzazioni rilasciate dal Governo perché evidenzia che non hanno tenuto conto dei reali impatti per l’ambiente. Il Governo rinunci al progetto TAP, perché è sempre più chiaro a tutti che da questo affare non ci guadagnano i cittadini italiani!

Ferrovie Sud Est: sbagliata la diagnosi, sbagliata la terapia!

downloadIl prossimo 18 novembre ci sarà l’udienza dinanzi alla sezione fallimentare del Tribunale civile di Bari per discutere l’ipotesi di fallimento delle Ferrovie del Sud Est. Nel frattempo l’Antitrust, sul passaggio di Sud-Est a Ferrovie dello Stato si è espressa negativamente. La procedura, culminata nel decreto del Ministro Delrio del 4 agosto scorso, sarebbe illegittima e va contro le norme europee e nazionali che regolano la concorrenza di mercato. 

Sbagliata la diagnosi, errata la terapia! Su Ferrovie Sud Est il Governo del PD ha sbagliato su tutta la linea. Prima i partiti tutti e il Governo hanno abbondantemente dormito lasciando la società in mano a Fiorillo, poi quando Delrio è intervenuto, lo ha fatto con una serie di errori imperdonabili. Delrio ha promosso un Commissariamento stanziando delle risorse evidentemente insufficienti, solo 70 milioni di euro, mentre ad esempio per <<salvare>> EAV in Campania, sono stati stanziati ben 600 milioni di euro. L’altro errore imperdonabile di Delrio e del Commissario è stato quello di cullarsi sull’idea che FSE sarebbero state accorpate a Ferrovie dello Stato, abbandonando la via del risanamento ordinario e indipendente attraverso un serio piano industriale: il risultato è che ora quei problemi vengono al pettine al procedimento fallimentare del Tribunale civile di Bari e con l’Antitrust.

delrio-in-difficoltaAssurdo che non ci siano soluzioni alternative previste da Delrio! A pagare saranno solamente i cittadini che ancora oggi sono a costretti a viaggiare con un servizio non all’altezza degli standard di sicurezza della rete nazionale, che procede a velocità ridotta e che spesso sopprime corse mentre le altre vengono effettuate spesso in condizioni inaccettabili per i viaggiatori.

Non c’è dubbio sulla inadeguatezza di Delrio: ha trattato la questione Ferrovie Sud Est con una approssimazione davvero imbarazzante! E’ tempo che questo Governo di incapaci vada a casa perché gli italiani non possono più sopportare gli effetti delle scelte di questi cialtroni!

Fusione Adp e Gesac: così Emiliano scala il PD!

cdg-emiliano-420x261Aeroporti di Puglia Spa ha un utile da 1 milione e 300 mila euro e un traffico passeggeri in costantemente in aumento, tuttavia continuano a rincorrersi le dichiarazioni del Governo regionale pugliese che darebbero ormai avviata la fusione con il gestore GESAC Spa dell’aeroporto di Napoli.

Emiliano svende la Puglia per scalare il Partito! In primis, dovrebbe dirci in quale programma elettorale era inserito questo punto e per quali ragioni è una priorità: in quale sua sagra, i pugliesi hanno chiesto questa fantasiosa operazione?

bari-aeroporto-aeroporti-140725153330_mediumIn secondo luogo, se Emiliano, da finto governatore di Centro-Sinistra, vuole privatizzare Aeroporti di Puglia, cioè vendere qualcosa che appartiene ai Pugliesi, non certo a lui o al PD, dimostri con uno o più studi indipendenti e inoppugnabili, che comprenda una seria analisi ex ante del rapporto tra i costi e i benefici, non solo in termini economici, che l’operazione sarà conveniente per i pugliesi. Emiliano deve stare molto attento a fare operazioni con i beni pubblici. I pugliesi stanno ancora aspettando la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese in ottemperanza al referendum del 2011!

logo_f2isgrF2i “Fondi Italiani per le Infrastrutture” è un fondo istituzionale che ha al suo interno istituti di diritto privato come Cassa Depositi e Prestiti, banche come Intesa ed Unicredit, Ardian società d’investimento in Europa, Nord America e Asia, ben 5 fondazioni bancarie e 2 casse di previdenza.

E’ invece molto facile comprendere chi potrebbe guadagnarci qualcosa dalla fusione di una società a capitale interamente pubblico che fa utili, AdP, e Gesac, nel cui assetto societario ci sono azionisti privati attraverso il fondo di F2i! E’ plausibile il sospetto che Emiliano voglia fare qualche “regalo” alle banche e ai privati, magari in vista di una prossima campagna elettorale per le elezioni politiche, che qualcuno dovrà finanziare ricambiando favori, in perfetto stile Renzi! Anzi incredibilmente, superando in arroganza pure il Presidente del Consiglio, dato che non ha neanche il pudore di fare questa svendita tramite una fondazione come spesso fanno i politici di professione!

Si vocifera che Tiziano Onesti, uomo vicinissimo ad Emiliano che dovrebbe prendere il posto di Acierno.

downloadInoltre, Emiliano preferisce piazzare suoi uomini invece di effettuare nomine trasparenti e meritocratiche. E’ evidente che Emiliano fa solo finta di contrastare Renzi dato che invece ne condivide i metodi e si comporta nella stessa maniera! Favori a lobby private e la poca trasparenza nelle nomine pubbliche, devono essere evidentemente una caratteristica obbligatoria per diventare dirigente del PD

Trasparenza, coerenza e onestà sono imprescindibili per favorire il bene comune dei pugliesi. Emiliano, come tutto il PD, invece agisce in maniera diametralmente opposta: nei temi importanti come acqua, rifiuti e ambiente, energia e industria, sanità, trasporti e infrastrutture, l’opacità è la caratteristica principale del Presidente della Regione Puglia. La vicenda della presunta fusione degli Aeroporti di Puglia è l’ennesima dimostrazione che il Partito Democratico, anche a livello locale, non può e non vuole rappresentare gli interessi della collettività alla quale chiedono solo il voto, ma sono l’espressione di interessi personali e particolari!

Trasporti e Infrastrutture: interpellanza urgente alla Camera.

bugie-elettoraliVenerdì 4 novembre in Aula a Montecitorio, ho interpellato il ministero di Delrio su come sta realmente intervenendo dopo le promesse all’indomani dell’incidente ferroviario del 12 luglio costato la vita a 23 persone tra Andria e Corato.

Dal governo solo bugie e promesse elettorali. Non una sola risposta seria, puntuale e precisa arrivata dal Governo in merito a temi fondamentali per la vita del Paese come i trasporti e le infrastrutture. Era già capitato, ce lo aspettavamo. E anche questa volta le “supercazzole” sono state condite da fantasiose promesse elettorali in vista del referendum. Il Ministro aveva dichiarato di voler stanziare un ulteriore miliardo e 800 milioni di euro a supporto delle reti non di competenza nazionale, ovvero alle reti che sono di competenza regionale. Poi la somma è diventata di 300 milioni. Poi la giostra dei numeri in libertà. Nessuna risposta circostanziata da Delrio sulle risorse specifiche e dei provvedimenti reali per la messa in sicurezza delle ferrovie regionali ma solo una generica “cura del ferro”!

delrio-in-difficoltaStessa situazione per quanto accaduto dopo il crollo del viadotto in provincia di Lecco: l’Anas sta ancora effettuando monitoraggi ma Delrio tace sulle altre numerose situazioni di pericolo ovunque nelle strade italiane. Nessuna trasparenza nelle nomine delle autorità portuali, tanto meno per i vertici per le aziende di stato come Ferrovie dello Stato e ANAS o per i vertici degli enti strategici come ENAC. Il ministro intanto dopo l’annuncio del Ponte sullo Stretto continua con gli slogan: un treno veloce anche per Taranto. Tutte parole. Soltanto parole. I fatti dicono altro: la situazione delle ferrovie regionali e in genere dei trasporti al Sud è da dopoguerra. Politici o amici e familiari in aziende di stato come Poste e Anas o in enti di controllo come Enac!

Questa è la verità, al di là delle parole del ministro che evidentemente sono promesse in vista del referendum. Restiamo con i nostri dubbi: quante risorse effettivamente stanziate per la messa in sicurezza delle ferrovie regionali? Quali iniziative per chiarire responsabilità e prevenire altri crolli come quello del ponte Anas? Quali garanzie sulla competenza delle nomine e su un metodo trasparente di Istituzioni fondamentali per l’Italia? Restiamo con le nostre domande mentre il ministro in Frecciarossa continua con le sue promesse.

Car sharing tra privati: presentata una legge per la sua promozione!

Car2go Rome carsharingPer incentivare la mobilità sostenibile, un validissimo strumento che intendiamo sostenere è il car sharing tra privati. Per questo abbiamo presentato una legge per la definizione e la promozione del car sharing tra privati per garantire chiarezza e promuovere le iniziative che già tanti privati cittadini stanno spontaneamente realizzando.

I problemi della mobilità infatti si risolvono con un sapiente mix di promozione della mobilità a piedi e in bici, del TPL, del car sharing e bike sharing, del car pooling. La crisi economica e le nuove piattaforme digitali, hanno fatto emergere nuovi modelli più efficienti di comportamento.

La “sharing economy” permette di condividere un bene il cui possesso è formalmente di un singolo soggetto, ma nella disponibilità di più persone in funzione delle necessità di altri soggetti che piattaforme digitali possono contribuire a mettere in contatto in forma organizzata.

Nell’era della sharing economy, il possesso e l’uso esclusivo  di qualcosa lascia velocemente il passo alla sua condivisione. Oltre al costo per l’acquisto, la manutenzione di un’auto comporta un impegno economico rilevante, calcolato in oltre 3.000 euro l’anno e a questo si aggiunge l’inaccettabile inefficienza del servizio di trasporto pubblico locale, oggi drammaticamente inadeguato per le esigenze di mobilità dei cittadini, contrariamente a quanto accade in altri Paesi Europei, anche a causa dei continui tagli disposti dagli ultimi Governi.car-sharing

La collaborazione e la condivisione sono invece un’ottima alternativa per contribuire a soddisfare il diritto alla mobilità quotidiana con costi eccessivi. Il car sharing tra privati consentirebbe a coloro che usufruiscono dell’automobile altrui l’eliminazione dei costi connessi al possesso di un’autovettura con il pagamento di  tariffe chiare e trasparenti, mentre, a coloro che la mettono in condivisione, permetterebbe di ammortizzarne i costi di gestione, senza poterne fare un’attività professionale.

Il car sharing attualmente presente in alcune città ha almeno 4 limitazioni: riguarda soltanto poche aree metropolitane, interessa esclusivamente nelle zone centrali di tali città e tipicamente la flotta di veicoli a disposizione è molto limitata rispetto al parco circolante e appartiene ad un’azienda.

La nostra legge ha l’obiettivo di rendere questo strumento accessibili a tutti, in maniera capillarmente diffusa sul territorio nazionale: dare una normativa stabile sul tema permette di sviluppare soluzioni assicurative coerenti e consentire la promozione delle piattaforme digitali che consentono questa pratica. Infine, a livello urbano, la legge prevede una minore occupazione degli spazi per la sosta conseguente al maggior utilizzo medio dei veicoli e una riduzione della congestione delle arterie stradali a causa della maggior disponibilità di parcheggi.

Autorità di Sistema Portuale di Bari: indiscrezione su Griffi come Presidente.

fdl-renzi-ugoRecenti indiscrezioni giornalistiche darebbero ormai per certa la nomina a Presidente dell’Autorità Portuale di Bari, del professor Ugo Patroni Griffi. Griffi ha ricoperto in passato diversi ruoli legati ai servizi pubblici forniti alla cittadinanza sotto la guida dell’ex sindaco di Bari, Michele Emiliano, e inoltre sono note le sue famose parentele, come il padre, emerito professore ordinario dell’Università di Bari, dove lo stesso Griffi insegna diritto alla navigazione. Sull’argomento ho fatto una interrogazione al Ministro Graziano Delrio.

Spero che il Ministro Delrio smentisca le indiscrezioni giornalistiche sulla nomina di Griffi a Presidente dell’Autorità Portuale di Bari. Ancora una volta il Governo di Renzi procede senza alcuna trasparenza!

Per i vertici di enti pubblici così importanti, il Ministro dei Trasporti, Delrio deve garantire una procedura assolutamente cristallina che garantisca meritocrazia, specchiata moralità e assenza di conflitti di interessi dei candidati. Sappiamo infatti che finora sono arrivati 200 curricula vitae per le presidenze delle 15 Autorità di Sistema previste in tutta Italia ma visionati da Delrio senza alcuna forma di pubblicità. Insomma: nuovi incarichi con il solito vecchio metodo spartitorio da Prima Repubblica, condito dalla deriva accentratrice del sistema a nomina diretta da parte del ministero.

renzi-delrio-2Con il Governo Renzi troppo spesso abbiamo assistito a nomine di persone discutibili dal punto di vista professionale, in ruoli chiave in aziende statali e in altri enti fondamentali per il nostro Paese e per i servizi ai cittadini; nomine a volte legate a logiche partitiche e familistiche più che a veri criteri di comprovata competenza.

Il Presidente di un’Autorità Portuale riveste un ruolo fondamentale non solo per il territorio ma anche per l’economia nazionale e la nomina non può, non deve, essere indirizzata da legami familiari o politici, bensì di oggettivi criteri di comprovata competenza, indiscutibile assenza di conflitti di interesse e specchiata moralità. Per questo motivo Delrio chiarisca quali sono le persone che si stanno proponendo a Presidente delle Autorità di Sistema Portuale e pubblichi tutti i curricula al fine di garantire la trasparenza.

Decreto fiscale: 600 milioni a De Luca

OlycomIl Governo Renzi si appresta ad elargire 600 milioni di euro alla Campania del Governatore De Luca per i debiti pregressi dell’Ente Autonomo Volturno, l’azienda di trasporto pubblico locale campana, e altri 90 al Molise, per i debiti della Regione con Trenitalia per il trasporto regionale, come descritto nel decreto fiscale: l’azienda dei trasporti campani versa in condizioni debitorie disperate e i cittadini molisani sono vittime di uno scaricabarile tra Regione e Trenitalia: gli interventi per ripianare i debiti e rabbonire i creditori e fornitori sono pertanto necessari, tuttavia il metodo e lo strumento sono discutibili. 

Non siamo certamente contrari all’idea che lo Stato intervenga nel settore pubblico ma avremmo preteso una gestione meno allegra delle aziende dei trasporti locali. I disastri finanziari di queste società sono attribuibili in via esclusiva ai partiti che le hanno utilizzate come stipendifici per consenso elettorale e come poltronifici per politici a fine carriera, sacrificando il loro reale scopo, quello di riconoscere i diritti universali e costituzionali ai cittadini come il diritto alla mobilità.

A testimonianza che quasi tutte le Regioni hanno situazioni problematiche sul trasporto pubblico locale difficilmente risolvibili con interventi sporadici, ricordo che anche Ferrovie Sud Est, lungi dall’essere in una situazione rosea, ha beneficiato di 70 milioni di euro statali elargiti lo scorso anno in legge di Stabilità! L’intervento dello Stato dovrebbe essere equo per tutte le Regioni, gli altri enti locali e le aziende di trasporto pubblico che contribuiscono ad erogare un servizio di trasporto pubblico per il diritto alla mobilità dei cittadini indipendente da considerazioni di convenienza politica: servono risorse ingenti e interventi ad hoc che siano generalizzati e strutturali!

renzi-de-lucaIl Governo invece opera con larga discrezionalità e preferisce continuare con commissari ed emergenze! Ad esempio, il Senato ha recentemente approvato un impegno per il Governo, promosso dal PD, in cui si indica la volontà di istituire un commissario per ATAC, l’azienda dei trasporti pubblici di Roma (giunta M5S) che ha un debito analogo a quello della EAV campana. Come mai per l’Atac si adottano stringenti presupposti liberisti, un commissariamento e il fantasma di una privatizzazione imposta dal Governo, mentre quando si tratta del governatore amico De Luca il Governo diventa magicamente statalista senza se e senza ma ed elargisce quattrini a pioggia?

Le teorie economiche hanno poco posto in tutte queste operazioni. Si tratta meramente di distribuzione di soldi in base all’appartenenza politica e ai bacini elettorali, secondo calcoletti a tavolino che nulla hanno a che vedere con le necessità del Paese.

Eppure gli strumenti ci sarebbero: esiste un Fondo Nazionale dei Trasporti Pubblici di ben 5 miliardi, che versa però ormai da anni in carenza cronica di un miliardo e mezzo. Perché non versare i 600 milioni in quel fondo, e poi contribuire a ripianare le varie aziende dei trasporti con un criterio di equità per tutte le amministrazioni locali italiane? Direbbero che “i soldi sono pochi”, e quei pochi devono essere usati bene ma nel linguaggio dei partiti, vuol dire semplicemente elargire in modo mirato e discrezionale per mantenere al sicuro clientele e voti e mantenere gli sprechi in grandi opere inutili come il ponte sullo stretto, il Mose dove si annidano malaffare e corruzione!

delrio-preoccupatoAl Governo Renzi e a finte buone intenzioni non possiamo più credere: è evidente che sia più vicino agli interessi particolari e dei governatori del PD suoi amici, invece che ai reali interessi dei cittadini! Stiamo ancora aspettando i 2 miliardi di euro promessi dal Ministro Delrio all’indomani della terribile tragedia ferroviaria tra Andria e Corato per la sicurezza ferroviaria!

Reclutamento macchinisti del settore cargo: chiarezza e trasparenza su procedure e condizioni di lavoro!

trenitaliaSi è diffusa la notizia secondo la quale Trenitalia, a mezzo della “Direzione per il Trasporto Regionale”, starebbe reclutando, a fini di assunzione, macchinisti del settore cargo, già formati a tal fine da imprese ferroviarie private, per questo è necessario assicurare la massima trasparenza sulle procedure e garantire le migliori condizioni per i lavoratori interessanti.

Al momento tuttavia risulterebbe che la procedura sia priva delle necessarie forme di pubblicità e trasparenza, non essendoci stata la pubblicazione di un apposito bando! Ferrovie dello Stato Italiano e le società controllate, sono ancora aziende pubbliche al 100% e, dal un lato, bisogna escludere che ci sia stata una condotta lesiva della concorrenza e del mercato per abuso di posizione dominante, che rischierebbe di danneggiare le imprese private che denunciano la perdita del proprio personale qualificato con compromissione dei servizi offerti, dall’altra garantire ai lavoratori di poter essere assunti liberamente da qualunque azienda del settore alle migliori condizioni professionali!

Per questi motivi abbiamo presentato un’interrogazione al Governo. E’ necessario assicurare che due esigenze primarie siano garantite: le migliori condizioni di lavoro con un adeguato contratto collettivo e al contempo, sia tutelato un settore come il mercato del trasporto merci, attraversato da anni di profonda crisi e di recente in modesta crescita ma dalle enormi potenzialità. trenicargo

Su questo tema non possono esserci opacità per questo abbiamo presentato un’interrogazione: vogliamo che il Governo risponda e precisi le esigenze del Gruppo Ferrovie dello Stato nel settore cargo, specificando la sussistenza di esuberi, le condizioni di lavoro garantite, il relativo contratto collettivo applicato, e chiarisca come intende intervenire per ripristinare la pubblicità e la trasparenza delle procedure di selezione e per tutelare il trasporto ferroviario delle merci.

Porto di Taranto: nomina di Sergio Prete. Intervento in Commissione

porto-di-tarantoSiamo qui oggi chiamati a discutere in merito alla proposta di nomina di Sergio Prete a presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio.

Siamo qui oggi a resistere al prevedibile effetto di una riforma portuale aberrante che legittima poteri di nomina accentrati e privi di trasparenza – e questo lo avevamo già denunciato in Parlamento e ora lo vediamo chiaramente alla prova dei fatti – e ad imporre la prevalenza di criteri meritocratici e pubblici nella scelta di coloro che sono chiamati a gestire la cosa pubblica.

Infatti quella di oggi è una proposta per noi inaccettabile.

L’ennesima proposta inaccettabile di un Governo che fra numerosi cittadini professionisti onesti, liberi e capaci, non manca neanche un’occasione per proporre nomi già noti nell’entourage politico – ma soltanto questo, di per sé, potrebbe non essere un male, se non fosse che – questi nomi troppo spesso brillano non per curricula di esperti ma per i fallimenti conseguiti nella gestione della cosa pubblica.

Questa volta il Ministro Delrio ha proposto la nomina di Sergio Prete alla guida dell’Autorità di Sistema Portuale di Taranto. Prete che è Presidente dell’Autorità portuale a Taranto dal 11 Giugno 2011 e dal 17 febbraio 2012 è anche Commissario del Porto.

Bene, questa volta i fallimenti nella gestione sono stati accertati e certificati direttamente dalla Corte dei Conti europea!

diego in aulaSi perchè, oltre ad esser stati bacchettati per gli investimenti nei porti e per i ritardi nella realizzazione delle infrastrutture, la Corte ha criticato aspramente proprio la gestione del Porto di Taranto. Numerosi sono i fallimenti di gestione: la lentezza nel completamento dei progetti e dei lavori come il collegamento ferroviario alla rete ferroviaria nazionale e la bonifica di terreni; la sottoutilizzazione del Porto a causa dell’affidamento ad un armatore che ha preferito concentrarsi nel Pireo. La Corte ha addirittura evidenziato che per Taranto, a causa della errata comunicazione dell’Autorità portuale, la capacità disponibile effettiva per i container è superiore a quanto indicato dall’autorità portuale.

Come è possibile prescindere da ciò? Quale sprovveduto farebbe gestire i propri bene a chi abbia conseguito un tale fallimento?

sergio-prete-289x300Noi teniamo ad una gestione efficiente delle autorità portuali e nel caso specifico del Porto di Taranto. Vorremmo vedere i frutti del mezzo miliardo di investimenti che in questo ultimo decennio hanno interessato il porto. In questa sede, dovrebbe essere preoccupazione di tutti, colleghi, proteggere le capacità portuali. Noi intendiamo con questa dichiarazione da una parte lanciare un messaggio al Ministro Delrio per auspicare un ripensamento del metodo di nomina adottato, e dall’altra impedire che le realtà portuali vengano contemporaneamente piegate ai ricatti delle grandi industrie, spesso inquinanti, e che siano gestite ancora da chi ha contribuito a creare le difficoltà del settore portuale.

Pertanto, il voto del Movimento 5 Stelle è contrario.