Lecce Capitale Europea della Cultura 2019

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Il Sindaco di Lecce, Paolo Perrone, ha richiesto ai parlamentari M5S del territorio salentino un impegno da assumere in nome e per conto di eventuali futuri consiglieri affinché non si ostacoli il percorso Lecce Città della Cultura 2019.

Tale impegno non risulta spontaneo ma dettato da questioni di opportunità dovute alle raccomandazioni che la commissione di valutazione ha inviato alle città candidate come riportato al punto 8 di questo documento.

A tal proposito rispondiamo che, come portavoce del Movimento 5 Stelle, siamo consapevoli che la candidatura a Capitale Europea della Cultura rappresenti una grande opportunità di rinnovamento e di benessere non solo culturale, ma economico, sociale e civile per la nostra città, un’importante occasione per modificarne l’immagine e farla conoscere meglio a livello europeo e internazionale e che, di conseguenza, questo possa portare enormi vantaggi al territorio in termini culturali, sociali ed economici, sia durante l’anno della manifestazione che in quelli successivi. Il M5S quindi si impegna a non politicizzarla e a non interpretarla per proprie finalità politiche, come sottoscritto anche dalle altre forze politiche.impegno politico per lecce2019-3
Tuttavia, tenuto conto che non ci è stato reso possibile visionare tutto il materiale consegnato alla commissione di valutazione da parte dell’amministrazione e che l’attuazione del progetto prevederà l’impiego di ingenti risorse economiche, ci appare inopportuno siglare una promessa nelle veci di futuri cittadini eletti come consiglieri comunali. Siamo nelle condizioni di poter garantire che il M5S non avrà alcuna ragione di ostacolare il naturale percorso del progetto se il progetto sarà portato avanti seguendo scrupolosamente le regole di massima trasparenza con il coinvolgimento di tutti gli operatori culturali e se tutte le scelte saranno prese con coscienza. Riteniamo altresì condizioni indispensabili per assicurare tale nostro consenso, che l’amministrazione induca alla partecipazione attiva della cittadinanza tutta, valutando gli impatti di ricaduta sui cittadini, non solo ipotetici ed economici, con la diligenza propria ad un’Amministrazione che ha l’unico scopo di garantire il benessere degli stessi. Cogliamo l’occasione nel rispondere al Primo Cittadino leccese per richiedergli la massima attenzione su eventuali infrastrutture che potrebbero ledere l’ambiente ed il territorio e per assicurare ai cittadini che il M5S vigilerà sugli atti che verranno prodotti e non mancherà di informarli sul merito.

Barbara Lezzi
Daniela Donno
Diego De Lorenzis
Maurizio Buccarella

Il ministro respinga le trivellazioni sulle coste pugliesi!

10431214_10204378508133472_647990109824569453_oGiù le mani dal nostro mare!” è stato l’urlo che ha riecheggiato lungo le spiagge pugliesi del tour organizzato dagli attivisti 5 Stelle della Puglia. L’obiettivo: informare la cittadinanza e protestare contro le richieste di ricerca di idrocarburi nei mari pugliesi presentate, ancora una volta, da una società con sede in Australia e Londra con 4 distinte procedure di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA). Tutte riconducibili ad un unico progetto imprenditoriale che punta ad utilizzare la tecnica “Air Gun” nel mare Adriatico dinanzi le coste della Puglia.

Il M5S esprime tutta la propria contrarietà a questa follia. L’Air Gun è un sistema che utilizza l’espansione nell’acqua di un volume d’aria compressa generata da una speciale imbarcazione che crea un front di onde di pressione acustica direttamente nell’acqua circostante. Il suono si propaga in acqua e nel sottosuolo marino per individuare i giacimenti. I problemi legati agli Air Gun sono ormai noti e l’impatto sui cetacei e sugli organismi marini sono rischiosissimi, a maggior ragione nella zona del basso Adriatico dove sono presenti la balenottera comune, il capodoglio, lo zifio, il delfino comune, la stenella striata, il tursiope e il grampo. Queste ultime tre specie scelgono queste acque anche come zone riproduttive. Il nuovo spiaggiamento dei capodogli a Vasto dove sono morte tre femmine tra cui un incinta, poi, è probabilmente dovuto alle prospezioni di ricerca di idrocarburi e non è che l’ennesima dimostrazione di come l’interesse per idrocarburi di scarsa qualità e di una quantità limitata ed insignificante rispetto all’attuale fabbisogno nazionale sia superiore all’interesse di preservare questi ‘miracoli della natura’ che scelgono, da millenni, i nostri mari per vivere. Inoltre, nelle stesse zone è stata accertata la presenza di biocenosi dei coralli profondi di rilevante interesse economico ed ambientale e, attualmente, non esistono studi che illustrino l’impatto degli Air Gun su queste biocenosi: per cui dovrebbe valere il principio di precauzione riconosciuto a livello europeo e recepito nella normativa italiana.

 

10661877_10204704211875959_7430429730183631036_oNell’interrogazione parlamentare rivolta al ministro Galletti, i parlamentari pugliesi M5S ricordano la sentenza del Tar di Lecce del 2011 che ha già annullato ben tre decreti di permesso di ricerca di idrocarburi rilasciati dal Ministero dell’Ambiente, proprio perché la normativa italiana impone che, per un unico progetto imprenditoriale, sia attuata un’unica procedura di VIA. “Una situazione del tutto simile ai quattro distinti procedimenti richiesti dalla Global Petroleum Limited. In virtù di questo precedente, chiediamo di respingere le richieste e di promuovere una moratoria per le attività di prospezione e ricerca di idrocarburi in zone di mare dove sono localizzati cetacei come regolari e dove sono state riscontrate biocenosi dei coralli profondi. Il Governo Renzi, e quindi anche il Ministro Galletti, non hanno diritto di mettere a rischio queste specie e questi habitat protetti dalla normative internazionali ed italiana. Questi argomenti purtroppo sono ancora poco conosciuti dalla popolazione e per questo con l’interrogazione proposta si chiede anche di promuovere iniziative volte a far conoscere alla cittadinanza l’importanza degli “habitat prioritari marini” e della vita dei cetacei. Il nostro ‘petrolio’ è il benessere del mare Adriatico e Jonio e come cittadini abbiamo l’obbligo morale di preservare a chi verrà dopo di noi, lo splendore e la ricchezza che ogni giorno ci regalano.

Giù le mani dal nostro mare

giulemanidalnostromareIl successo incredibile dell’iniziativa di molti gruppi locali mi convince sempre più che le persone si aggregano su idee e progetti. Con lo sforzo e la volontà di centinaia di cittadini liberi, attivi e informati, che hanno saputo coinvolgere migliaia di bagnanti, sulle coste pugliesi e lucane, insieme ai portavoce, il messaggio è stato unanime: lo sviluppo della nostra civiltà non deve essere più basato sull’impiego di combustibili fossili, non possiamo accettare che un uso scellerato delle risorse naturali, peraltro obsolete, metta al rischio le nostre ricchezze più grandi (il territorio, il paesaggio naturale, l’ambiente e la biodiversità, la salute) sulle quali si basano le alternative economiche sostenibili (turismo culturale, turismo balneare, pesca, agricoltura, caratterizzazione delle tipicità dei prodotti enogastronomici locali,…)

Ci sono forme di energia ancora non valorizzate, diffuse e sfruttate nel nostro paese: si chiamano efficienza energetica, risparmio energetico, uso intelligente dell’energia a disposizione, conversione energetica verso fonti rinnovabili e sostenibili, di ricerca e sviluppo.

10413409_4518561618610_5754155001576090970_nLe fonti rinnovabili non sono tutte sostenibili (bruciare biomasse non è sostenibile se lo si fa con grandi impianti che invece di usare potature dell’agricoltura) e ad ogni modo la posizione del M5S non è per qualunque impianto di rinnovabili. Gli sterminati “campi” fotovoltaici e le grandi torri eoliche sono impianti a favore di multinazionali che deturpano il paesaggio, condannano le alternative economiche del territorio e concentrano risorse economiche nelle mani di pochi (solitamente esclusivamente gruppi finanziari multinazionali): noi vorremmo lo sviluppo delle fonti rinnovabili in maniera diffusa e distribuita con la proprietà degli impianti cittadini (alcune migliaia si sono già organizzati in gruppi di acquisto solidali!). La sovranità energetica al pari di quella alimentare è indispensabile per evitare storture sociali, guerre e scompensi geopolitici internazionali, accentramento di capitali e povertà in aree diffuse del mondo, ricattabilità e svendita dei nostri beni comuni.

Questo avviene per ignoranza e per malafede. Per ignoranza di molti cittadini italiani e operatori dell’informazione, per malafede di pochi industriali e giornalisti che non parlano di quanto sta accadendo nel resto del mondo.