Via della Seta e i porti del Sud Italia

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La Via della Seta è un tema troppo importante per essere lasciato in mano ad approssimazioni e strumentalizzazioni politiche prive di fondamento.

Proverò a fare chiarezza sulla base delle informazioni avute direttamente dal Ministero dei Trasporti. In primis, nel Memorandum of Understanding di prossima sottoscrizione tra l’Italia e la Repubblica Popolare Cinese, che esprime una convergenza generale di interessi fra le parti e la volontà di collaborazioni in diversi settori, non si fa alcun particolare riferimento a progetti portuali italiani, in particolare alcun cenno è fatto ai porti di Genova e Trieste. Dunque, è assolutamente pretestuoso e fuorviante ritenere che l’area portuale di Taranto sia penalizzata rispetto ad altri porti.
Inoltre, nel quadro della Piattaforma di connettività Eu-China, iniziativa partita nel settembre 2015 e il cui obiettivo è quello di rafforzare lo scambio di informazioni, promuovere collegamenti di trasporti, creare opportunità di cooperazione per le imprese cinesi ed europee, è prevista una lista aperta e sempre emendabile su proposta delle parti. In questa lista sono previsti progetti per i porti di Trieste e Genova. Per il porto di Taranto, invece, non è stata mai espressa la volontà di un inserimento in tale Piattaforma e pertanto, al momento, non è previsto il suo coinvolgimento. Infatti, nell’ultima missione commerciale del precedente esecutivo, nell’anno 2017, furono sottoposte proposte commerciali riguardanti i porti di Genova e Trieste, e in riferimento all’area portuale di Taranto, tale proposta non fu mai concretizzata dal precedente Governo.
Esistono quindi accordi commerciali bilaterali delle Autorità di Sistema Portuali con le parti cinesi per i progetti portuali sopra richiamati (diga foranea per Genova e progetto ferroviario Trihub per Trieste), mentre evidentemente le Autorità di Sistema Portuale di Bari e di Taranto non hanno mai avviato alcun dialogo in tal senso.
Sarebbe utile per la qualità del dibattito pubblico affrontare questi temi con serietà e informazioni puntuali invece di usare polemica sterile.
È evidente come siano completamente strumentali le accuse, rivolte a questo Governo, che invece con grande impulso e determinazione si sta adoperando per ridurre il gap infrastrutturale del Mezzogiorno.

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