Trasporti e Infrastrutture: interpellanza urgente alla Camera.

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bugie-elettoraliVenerdì 4 novembre in Aula a Montecitorio, ho interpellato il ministero di Delrio su come sta realmente intervenendo dopo le promesse all’indomani dell’incidente ferroviario del 12 luglio costato la vita a 23 persone tra Andria e Corato.

Dal governo solo bugie e promesse elettorali. Non una sola risposta seria, puntuale e precisa arrivata dal Governo in merito a temi fondamentali per la vita del Paese come i trasporti e le infrastrutture. Era già capitato, ce lo aspettavamo. E anche questa volta le “supercazzole” sono state condite da fantasiose promesse elettorali in vista del referendum. Il Ministro aveva dichiarato di voler stanziare un ulteriore miliardo e 800 milioni di euro a supporto delle reti non di competenza nazionale, ovvero alle reti che sono di competenza regionale. Poi la somma è diventata di 300 milioni. Poi la giostra dei numeri in libertà. Nessuna risposta circostanziata da Delrio sulle risorse specifiche e dei provvedimenti reali per la messa in sicurezza delle ferrovie regionali ma solo una generica “cura del ferro”!

delrio-in-difficoltaStessa situazione per quanto accaduto dopo il crollo del viadotto in provincia di Lecco: l’Anas sta ancora effettuando monitoraggi ma Delrio tace sulle altre numerose situazioni di pericolo ovunque nelle strade italiane. Nessuna trasparenza nelle nomine delle autorità portuali, tanto meno per i vertici per le aziende di stato come Ferrovie dello Stato e ANAS o per i vertici degli enti strategici come ENAC. Il ministro intanto dopo l’annuncio del Ponte sullo Stretto continua con gli slogan: un treno veloce anche per Taranto. Tutte parole. Soltanto parole. I fatti dicono altro: la situazione delle ferrovie regionali e in genere dei trasporti al Sud è da dopoguerra. Politici o amici e familiari in aziende di stato come Poste e Anas o in enti di controllo come Enac!

Questa è la verità, al di là delle parole del ministro che evidentemente sono promesse in vista del referendum. Restiamo con i nostri dubbi: quante risorse effettivamente stanziate per la messa in sicurezza delle ferrovie regionali? Quali iniziative per chiarire responsabilità e prevenire altri crolli come quello del ponte Anas? Quali garanzie sulla competenza delle nomine e su un metodo trasparente di Istituzioni fondamentali per l’Italia? Restiamo con le nostre domande mentre il ministro in Frecciarossa continua con le sue promesse.

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