Tempa Rossa: il Ministro dell’Ambiente annulli le autorizzazioni VIA già rilasciate

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stop-tempa-rossa-rossoIl progetto Tempa Rossa a Taranto è stato oggetto di una prima valutazione ambientale terminata nel 2011 e di un secondo provvedimento in merito all’assoggettabilità a VIA, terminato nel 2014. La normativa nazionale e alcune sentenze del TAR hanno ribadito che per un unico progetto imprenditoriale, occorre svolgere una Valutazione Ambientale, unica e complessiva degli impatti ambientali e questo non è avvenuto per il progetto Tempa Rossa alla raffineria ENI di Taranto.

La normativa sulla movimentazione e il riutilizzo delle terre e rocce da scavo, è alquanto confusionaria e in continuo cambiamento da parte del Governo centrale, tanto che anche nel famigerato “sblocca-Italia”, giustamente anche per questo ribattezzato <<sfascia-Italia>>, è nuovamente oggetto di cambiamento in quanto riguarda all’art.8 la disciplina semplificata del deposito preliminare alla raccolta e della cessazione della qualifica di rifiuto delle terre e rocce da scavo che non soddisfano i requisiti per la qualifica di sottoprodotto e la disciplina della gestione delle terre e rocce da scavo con presenza di materiali di riporto e delle procedure di bonifica di aree con presenza di materiali di riporto.

stop-tempa-rossaSe poi si considera che i dati di caratterizzazione della contaminazione dei terreni nel perimetro della raffineria ENI, avvenuti in periodi differenti hanno evidenziato un incremento dei quantitativi di terreno contaminato inizialmente previsti, da 650 m3 a 30.000 m3 e pertanto, tali volumi rientrano nel computo totale delle terre da movimentare nell’ambito del progetto Tempa Rossa, possiamo arrivare a due deduzioni logiche: in primis, che l’inquinamento è aumentato nel sito di Taranto e, in secondo luogo, che la valutazione ambientale è stata rilasciata in presenza di dati non aggiornati e quindi non corrispondenti alla realtà dello stato di contaminazione.

A fronte di ciò, attraverso l’interrogazione si chiede di annullare e ripetere l’intera procedura di VIA tenendo presente tutti i fattori aggiornati. La città di Taranto dovrebbe essere bonificata dai veleni, invece il Governo Renzi, che persegue la politica legata ai fossili e addirittura di qualità scadente, continua ad agevolare e ad autorizzare impianti industriali che hanno impatti sull’ambiente circostante ormai saturo di inquinamento. Questo è ormai chiaro a tutti tranne che alla maggioranza di Governo. Invitiamo Renzi e i ministri, durante le prossima visite a Taranto, a rimanere ed interloquire con la cittadinanza informata, invece di scappare e offenderla come sono soliti fare con chi, legittimamente, contesta le politiche perseguite: senz’altro i cittadini avranno modo di illustrare l’assurdità di un progetto che condanna per l’ennesima volta, Taranto e i tarantini.

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