TAV Torino Lione: un opera dannosa!

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Ieri dei cittadini pacifici e non violenti si sono opposti alla ratifica dell’accordo Italia-Francia per la realizzazione della linea Alta Velocità Torino-Lyone. Abbiamo sottolineato come quest’opera non sia del tutto inutile per chiunque: è una valanga di soldi pubblici, secondo le attuali stime oltre 20 miliardi (destinati a crescere come avviene in qualunque grande opera in Italia), che fa gola alla malavita organizzata, agli approfittatori che mangiano il paese (le inchieste ancora in atto sulle cooperative rosse sono ancora in corso), ai partiti che riescono a mettere le mani nella marmellata. Per tutti gli altri italiani questa opera non sono è inutile ma dannosa, dal punto di vista ambientale, dal punto di vista sanitario (per presenza di amianto e di materiale radioattivo) e dal punto di vista economico (risorse che potrebbero essere impiegate per la scuola pubblica, la sanità pubblica, i trasporti pubblici locali, i ricercatori, la cassa integrazione, il reddito di cittadinanza, il sostegno alle piccole e medie imprese, riduzione del costo del lavoro, sostegno alle pensioni minime,… scegliete voi).

Non è un’opera strategica e non ce la chiede l’Europa (l’Unione Europea nella pianificazione delle rete TEN-T non obbliga a realizzare opere faraoniche ex novo; si potrebbero migliorare le esistenti); nel trattato non si dice quale sia la quota di finanziamento dell’UE.

Altre bufale sono che porti sviluppo, diminuirà l’inquinamento e migliorerà i trasporti. L’Italia e il Piemonte è già collegato all’Europa e le attuali linee sono ampiamente sottoutilizzate; in un paese che non ha raggiunto gli obiettivi dell’agenda digitale per la copertura della banda larga e ultralarga, chi promuove l’opera ha una visione preistorica dell’economia; lo smarino (i residui di estrazione e i fanghi di perforazione) dovranno essere smaltiti come rifiuti speciali (possibile radioattività e presenza di amianto), l’inquinamento aumenterà sensibilmente con migliaia di camion che percorrono la valle per anni; in un paese in cui l’intermodalità non esiste e i trasporti dei pendolari sono ai minimi termini, le esigenze per lo sviluppo e il miglioramento della competitività sono decisamente altre.

Queste osservazioni sono ribadite, non da pochi facinorosi violenti, ma da centinaia di studiosi, professionisti, centri di ricerca e università, sindaci e rappresentanti delle istituzioni, supportati da dati ed evidenze assolutamente oggettive. Queste informazioni sono state comprese benissimo da decine di migliaia di famiglie che manifestano pacificamente il loro dissenso soprattutto verso quei rappresentanti istituzionali che non difendono i diritti degli italiani e che pertanto non rappresentano più nessuno.

Abbiamo chiesto modifiche di buon senso, per esempio che le opere realizzate non siano sotto il controllo della normativa francese come previsto, ma di quella italiana che contiene norme antimafia assenti in quella francese. Abbiamo chiesto che la nomina del direttore generale e del direttore amministrativo della parte italiana avvenga con il parere (non vincolante) delle commissioni competenti delle Camere del Parlamento o della conferenza Stato-Regioni. Perché la maggioranza si oppone?

La Francia ha ribadito che non è tra le sue priorità e noi ci siamo affrettati portando al prossimo incontro intergovernativo con i cugini di oltralpe un trattato ratificato da metà del Parlamento (solo dalla Camera dei Deputati e non dal Senato): i rappresentanti del governo appaiono ridicoli, quando non inadeguati, per presentare un testo non ratificato come indicato dalla Costituzione.

Noi abbiamo un approccio non ideologico, pragmatico e soprattutto siamo stati chiari con gli elettori, coerenti da decenni nel ribadire la contrarietà a questo scempio.

http://youtu.be/Wt3xGHSdSAM

 

 

 

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