ETR 700: il chiarimento da parte di Trenitalia

In riferimento all’articolo di qualche giorno fa apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno, mi sono immediatamente interessato e Trenitalia fa presente quanto segue:

“I treni ETR 700 sono stati acquistati in numero di 17 unità da Trenitalia con acquisto di opportunità a condizioni particolarmente favorevoli”.

Sul piano tecnico, il treno è perfettamente adatto a circolare sulla rete del sistema ferroviario nazionale ed è stato dotato degli apparati tecnici di sicurezza e segnalamento necessari per circolare in Italia.

Anche al fine di assicurare i migliori livelli di confort, in linea con quelli dell’ Alta Velocità, i treni sono stati completamente rinnovati, intervenendo, tra l’altro, anche sull’impianto di climatizzazione delle carrozze.

Per quanto riguarda le toilette il numero originario presente a bordo era di 5, adatto per percorsi di breve-media durata. In previsione dell’utilizzo sull’intera tratta Milano-Lecce è stata definita una modifica per estendere a 7 il numero di toilette, in linea con gli standard attuali di altri treni AV.

Blocco per gelo Frecciarossa Taranto-Roma: il disagio si ripeterà presto!

Nel dicembre del 2016 ci sono stati diversi trasbordi dovuti al freddo del treno Frecciarossa Taranto-Milano, via Roma per i quali avevo presentato una interrogazione. Finalmente il Ministro ha risposto: Assurdo! La situazione è allarmante perché nonostante il Ministro abbia confermato che la il problema interessi molte linee ferroviarie, ammette di non aver intrapreso alcuna iniziativa affinché questi disservizi non si ripetano!

Inoltre ad un anno di distanza dall’inizio della sperimentazione, il Ministero non è in grado chiarire quanto costi alle casse pubbliche il Frecciarossa fino a Taranto, pagato come intercity dalla Basilicata, e se questo servizio sia economicamente sostenibile come servizio a mercato.

Ormai su ogni problema di Trenitalia e della infrastruttura ferroviaria, il Governo si dimostra totalmente assente come se non avesse il dovere di vigilare sulla qualità dei servizi resi dalle società del gruppo Ferrovie dello Stato. Questo approccio conferma che siamo governati da politici incapaci di preoccuparsi dei diritti dei cittadini e piuttosto molto interessati a mantenere la poltrona!

 

Treni per Taranto, Delrio risponde al M5S: risposta deludente, generica e incompleta!

Deludente! Non siamo soddisfatti della risposta del Ministero all’interrogazione depositata: si illustrano una serie di interventi per opere infrastrutturali, tuttavia senza ulteriori dettagli. Nessun elemento relativo all’avvio dei lavori o alla loro conclusione: non c’è alcun cronoprogramma, nessun riferimento a delibere o atti per lo stanziamento delle risorse, neanche una parola relativamente alla chiusura dei passaggi a livello e alla velocizzazione dei treni lungo le tratte ferroviarie che giungono a Taranto. Sul lato dei servizi, nella risposta non si fa cenno ad un confronto sui servizi attualmente esistenti e un’idea integrata di trasporti con la Regione: nessun potenziamento ma il solito slogan dei freccia che però arrivano a passo di lumaca.

Quindi, ancora una volta tante parole, le stesse che i Tarantini sentono ripetere da oltre un decennio!

Frecciarossa a Taranto: non ci sono collegamenti con il TPL.

E’ un errore imperdonabile non avere alcuna pianificazione del trasporto pubblico locale in relazione ai treni a lunga percorrenza. E ovviamente 9 mesi dopo che il servizio è attivo, non ci poteva essere esito più scontato: nessuna iniziative per raggiungere la stazione di Taranto con i mezzi pubblici.

Evidentemente non solo non si impara dalle migliori esperienze sulla pianificazione intermodale, ma neanche dai propri errori dato che a Lecce c’è stato tempo fa analogo fallimento proprio a causa della miopia nel considerare l’arrivo del Frecciarossa come la panacea a tutti i problemi del trasporto locale che rimangono e anzi crescono ogni giorno!

L’incoerenza del PD è nota ma ora diventa ridicola: dopo aver respinto ogni proposta del M5S per aumentare i finanziamenti del fondo nazionale al trasporto pubblico locale, oggi chiede corse aggiuntive alle società dei trasporti. Con la riforma Madia e altre norme in questi quattro anni ha spinto alla privatizzazione delle aziende pubbliche e indotto gli enti locali a indebitarsi. D’altro canto, qualora oggi si potessero aggiungere delle corse senza ledere agli equilibri economici delle società di trasporto vorrebbe dire che qualche soluzione poteva essere attuata nei mesi scorsi ma per incapacità o irresponsabilità il Comune e la Provincia non sono intervenuti.

Ci troviamo ancora di fronte ad una situazione insostenibile a causa dei professionisti della politica, incapaci di pianificare soluzioni già un anno fa: le amministrazioni dovevano confrontarsi con RFI, AMAT e CTP prima della partenza del servizio del Frecciarossa evitando continui problemi a coloro che usufruiscono del treno.

Aeroporto di Brindisi: errore strategico rinunciare alla ferrovia.

Il collegamento ferroviario con l’Aeroporto di Brindisi era previsto dal quadro programmatico progettuale “Collegamento ferroviario aeroporto di Brindisi-stazione ferroviaria di Brindisi”. Tuttavia nel Piano Regionale dei Trasporti (2009-2013) il progetto è stato affiancato da un’alternativa costituita dal sistema Automated People Mover.

La scelta del collegamento su gomma con l’aeroporto di Brindisi è insensato rispetto a quanto stabilito dal Piano Regionale dei Trasporti. Non è mai stato fatto lo studio di fattibilità sul collegamento ferroviario e sappiamo che RFI non è mai stata coinvolta per questa opzione come ci ha confermato il Ministero dei Trasporti rispondendo ad una mia interrogazione sul tema.

 Vorrei sapere in base a quali analisi tecniche e di costi/benefici questa scellerata proposta è diventata definitiva, dato che non è stato compiuto alcuno studio di fattibilità per valutare quale fosse la migliore tra le possibili opzioni. Non prevedere un collegamento ferroviario con l’aeroporto di Brindisi è assolutamente folle. Il problema per i pugliesi e per i turisti, è arrivare comodamente e in tempi certi e rapidi all’aeroporto e alle destinazioni turistiche. Il collegamento ferroviario risolverebbe queste esigenze ed inoltre diventerebbe un’alternativa valida all’impiego dell’auto: si contribuirebbe a ridurre il traffico veicolare su strada con benefici sia in ambito ambientale, per la minore produzione di emissioni, sia di diminuzione di rischio di incidenti stradali. Avrebbe poi l’effetto collaterale positivo di contribuire ad abituare i cittadini all’utilizzo dei mezzi pubblici: sia in ambito urbano e interurbano sia su lunghe percorrenze; si incrementerebbe la “domanda” di trasporti sufficiente per rendere economicamente sostenibili ulteriori corse di Trenitalia nei servizi a mercato come i freccia e per le FSE.

 

Nessuno può spiegare razionalmente questa scelta a maggior ragione perché il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Brindisi era già previsto. Viene il sospetto che ci siano interessi particolari da tutelare. Inoltre, nel 2011, l’allora candidata sindaco di Lecce ora assessore regionale, Loredana Capone, insieme a tutti gli altri candidati, ha sottoscritto un impegno con Confindustria-Lecce, affinché venisse realizzato il collegamento ferroviario: nonostante le sue deleghe alle attività produttive, al turismo ha ignorato deliberatamente la questione e tutta la politica ha poi scelto inspiegabilmente la soluzione peggiore ma continua a piangere un presunto isolamento regalando soldi alle compagnie aeree e a sperimentazioni improbabili come con i Frecciarossa.

La tanto sbandierata “cura del ferro” del Ministro Delrio non ha effetti in Puglia visto che ancora una volta la ferrovia viene sfavorita. La Puglia ha necessità di collegamenti capillari, efficienti e veloci e non dell’ennesimo servizio che sarà l’ennesimo prevedibile insuccesso con spreco di soldi pubblici.

Trasporti: vertice in Regione.

Basta con gli annunci: il PD prende in giro i cittadini!

Da un parte il Governo nazionale il Ministro Delrio continua a fare annunci su stanziamento di fondi inesistenti, come quello di un miliardo e 800 milioni all’indomani della strage ferroviaria tra Corato e Andria mai stanziato. Dall’altra, il Governo regionale organizza vertici il 2 agosto, senza risolvere la situazione disastrata dei trasporti in Puglia. Questo vertice è l’ennesima passerella!

La situazione di FSE rimane intollerabile e non valgono a nulla le dichiarazione degli assessori regionali del PD. Treni sporchi, aria condizionata ad intermittenza, ritardi, il contratto di servizio non viene fatto rispettare.

Il vertice promosso dai due assessori è l’ennesima farsa anche sulla sicurezza e gli investimenti! La velocità di quei pochi treni, quando ci sono, in Salento rimarrà a 50 km/h almeno fino al 2019 perché non può essere garantita la sicurezza sulla marcia dei treni! Il PD, non ha mai voluto contestare la scelta discriminatoria di FSE di non adeguare  immediatamente la rete ferroviaria salentina con i sistemi di sicurezza SCMT (il nostro sistema controllo marcia treni). 

I rappresentanti dei partiti politici preferiscono vivere di emergenze, invece di pianificare, programmare e attuare l’ordinario!

Forse avrebbe avuto un senso per esempio preoccuparsi oggi dei disagi che avranno tra un mese decine di migliaia di famiglie quando riapriranno le scuole! Per la loro inadeguatezza, anche quest’anno assisteremo alle drammatiche scene di ogni anno: studenti che lasciati sui piazzali per i disservizi continui tra mezzi in ritardo o insufficienti e con genitori costretti ad arrivare tardi al lavoro per accompagnare con mezzi propri, i figli a scuola.

I governi PD a livello nazionale e a livello regionale continuano a non far rispettare i diritti dei passeggeri. Occorre avere al più presto un Governo a 5 Stelle perché si possa avere finalmente un trasporto pubblico degno di un Paese Civile: frequente, capillare, affidabile, con tariffe integrate, intermodale, economico, con mezzi moderni e puntuali!

Trasporti Salento: sindaci in Provincia. Ennesima passerella inutile!

Martedì 25 luglio, alle ore 11:00, nell’aula consiliare di Palazzo dei Celestini, a Lecce. è stata convocata dal presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone l’assemblea dei Sindaci per discutere sul tema dei trasporti.  E’ un incontro che sa di farsa. E’ certamente positivo che i sindaci s’incontrino per parlare di trasporti, tuttavia non posso rilevare l’assoluta inutilità di tale discussione in assenza degli interlocutori che possono incidere. Discutere delle criticità dei trasporti in assenza degli enti e le società pubblici e privati, come l’assessore regionale ai trasporti e l’Agenzia Regionale per la Mobilità, le aziende Trenitalia, FSE, RFI, Aeroporti di Puglia, Anas è solo una perdita di tempo. Per un tema con competenze così trasversali si sarebbero dovuti convocare anche i consiglieri regionali, i parlamentari del territorio e i cittadini.

I servizi di trasporto in Salento sono un disastro perché i partiti i cui esponenti politici si incontrano non hanno mai lamentato nelle sedi competenti il rispetto del contratto di servizio: non hanno mai richiesto maggiore frequenza dei treni nei giorni festivi incluse le domeniche, non hanno mai denunciato ritardi e corse cancellate e neanche sporcizia e condizionatori rotti, forse troppo impegnati a non calpestare gli affari delle società di trasporto privato, dei tassisti o forse per incapacità. Insomma se raggiungere l’aeroporto di Brindisi, le scuole o le località turistiche è un’odissea, sono i partiti tradizionali a dover fare un esame di coscienza! I cittadini pretendono  un servizio regionale efficiente, capillare, economico e frequente, con integrazione tariffaria e intermodalità, ma il Presidente Emiliano riesce solo a fare passerelle con Ferrovie dello Stato, nonostante i disagi quotidiani di pendolari e turisti: gli amministratori locali dovrebbero denunciare la mancanza di visione e di risorse e le inaccettabili discriminazioni sulla sicurezza per cui sulle tratte ferroviarie salentine viene posticipata rispetto al resto della rete!

E’ paradossale che i partiti prima si battano per sprecare 250 milioni dei contribuenti per un’opera inutile e dannosa per il territorio come il vecchio progetto della S.S. 275, e poi si lamentino dell’isolamento del territorio, quando hanno la colpa di non aver acquistato nuovi treni, con sistema di sicurezza, linee elettrificate e riattivazione delle stazioni quasi abbandonate. Questo ennesimo incontro, senza potere decisionale, non avrà alcun effetto pratico ma servirà solo da alibi mediatico. L’unità degli intenti che in queste sedi emerge non è mai seguita da azioni concrete con gli interlocutori giusti! Gabellone e tanti altri politici che sprecano risorse pubbliche, non pianificano, tagliano i fondi ai servizi ai cittadini, dovrebbero dimettersi e restituire le indennità che percepiscono da troppi anni come politici di professione giacché non li paghiamo per far finta di risolvere i problemi che hanno causato!

Collegamenti con Puglia: le proposte che Emiliano ignora!

In Puglia esiste l’Agenzia per la Mobilità dove ci sono dirigenti e funzionari pagati profumatamente con soldi pubblici eppure la situazione dei trasporti in Puglia è disastrosa. Emiliano non riesce a garantire il trasporto pubblico regionale ai pugliesi. Le colpe sono dei partiti di centro-destra e centro-sinistra che da oltre 20 anni non amministrano la Regione: non esiste l’integrazione modale e tariffaria e non esiste un coordinamento. Il PD sia a livello nazionale che a livello regionale è colpevole dello sperpero del denaro delle nostre tasse

Ora Emiliano sposta l’attenzione sui servizi a mercato, i treni Freccia, ma dove può essere determinante non interviene. La Regione non ha mai fatto rispettare i contratti di servizio con le società di trasporto regionale: non ha mai contestato un solo disservizio!

I pugliesi e i turisti hanno bisogno di corse puntuali e frequenti per evitare il ricorso alle auto private. Migliorando l’offerta del trasporto regionale, e aumentando i collegamenti veloci che la regione può pagare come gli intercity, i cittadini verrebbero abituati ad utilizzare maggiormente i treni locali e di conseguenza nel tempo avremmo anche la domanda sufficiente affinché i servizi a mercato, cioè i treni Freccia, siano remunerativi per Trenitalia.

Solo per fare alcuni esempi, gli interventi importanti per i trasporti pugliesi sono il raddoppio della linea adriatica, l’adeguamento ai sistemi tecnologici automatici che garantiscono la sicurezza di tutti i convogli e l’elettrificazione delle linee ferroviarie regionali, l’integrazione modale e tariffaria, la soppressione dei passaggi a livello, l’ammodernamento del parco mezzi,  la gratuità del trasporto per studenti, disoccupati e anziani, l’adozione immediata dei sistemi di trasporto intelligente (ITS). Il M5S da oltre 4 anni propone in tutte le istituzioni queste soluzioni che vengono deliberatamente ignorate.

Soppressione treno Potenza-Taranto: interrogazione a Delrio

Il treno “Regionale 3591” di Trenitalia percorreva la tratta ferroviaria Potenza-Taranto in partenza da Potenza alle ore 17:15, fermata a Ginosa  alle ore 18:54 e arrivo a Taranto alle ore 19:22. Questa corsa è stata soppressa. Da Potenza in direzione Taranto, sono solo 3 i treni giornalieri che fermano a Ginosa che diventano 2 la domenica. Sull’argomento ho presentato un’interrogazione al Ministro Delrio.

E’ inaudita la soppressione di una corsa ferroviarie tra Puglia e Basilicata, a maggior ragione perché ci risulta che questo treno fosse sempre pieno di pendolari. I cittadini pugliesi e lucani sono nuovamente penalizzati dalle scelte di Trenitalia.”

Il Comune di Ginosa conta circa 21 mila abitanti molti dei quali utilizzano il treno per spostarsi. Nella stagione estiva, si arriva a toccare 90 mila presenze giornaliere.

La soppressione del treno pomeridiano penalizza molti comuni, soprattutto Ginosa, perla del Golfo di Taranto. L’amministrazione virtuosa del M5S sta puntando a migliorare l’accoglienza turistica, tuttavia la soppressione del treno costituisce una penalizzazione. Trenitalia anziché incentivare il trasporto ferroviario verso le località turistiche, che necessitano di essere collegate in maniera efficiente e sostenibile, lo depotenzia. Sarebbe interessante sapere se tali variazioni sono concordate con la Regione nel contratto di servizio e come vengono giustificate

Alle scelte penalizzanti di Trenitalia, frutto di programmazioni scellerate del Governo nazionale del PD, si aggiungono anche le occasioni perse dalla politica regionale del PD: anche quest’anno l’Assessore della Regione Puglia, Loredana Capone, non ha colto il mio invito a farsi promotrice dell’iniziativa “al mare in treno.  

Nelle località turistiche dove si è adottata l’iniziativa “al mare in treno”, i turisti che si recano in vacanza con il treno presso una struttura convenzionata, hanno il rimborso del biglietto di viaggio. In caso di due settimane di vacanza, è rimborsato anche il viaggio di ritorno fino ad un massimo di 80 euro. Sono previsti anche i rimborsi dei biglietti autobus dalla stazione sino all’albergo.
Evidentemente l’Assessore Capone del PD  non crede nel turismo promosso con mezzi sostenibili e non ha alcuna intenzione di incentivare l’offerta turistica pugliese. Si dimettesse anziché far perdere ancora tempo e occasioni alla Puglia.

RFI: Il Governo dica se la rete ferroviaria è sicura!

Vogliamo sapere dal Governo se la rete ferroviaria su cui viaggiamo è sicura! Troppi sono gli eventi drammatici che hanno colpito il nostro Paese e troppo poche le risposte dello Stato a tutela dei cittadini!.

In conformità a direttive europee, a tutela e garanzia di sicurezza, la legge impone ai gestori di dotarsi di un’autorizzazione di sicurezza che consente l’esercizio dell’attività e l’erogazione del servizio a seguito dell’accertamento che il sistema di gestione di sicurezza e le misure adottate dal gestore dell’infrastruttura siano conformi ai requisiti necessari per la sicurezza della progettazione, della manutenzione e del funzionamento dell’infrastruttura ferroviaria.

Occorre chiarezza sull’autorizzazione di sicurezza rilasciata alla Rete ferroviaria italiana, RFI, che gestisce l’infrastruttura ferroviaria nazionale per quasi 16mila chilometri di linee perché ci sono alcune prescrizioni da parte dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria e crediamo che i cittadini abbiano diritto ad essere informati!

Dobbiamo sapere se tali prescrizioni sono state soddisfatteChiediamo al Governo di sapere se la sicurezza della rete ferroviaria nazionale è garantita! Non possiamo permetterci altre tragedie.