Ferrovie sud est: opacità nelle consulenze e responsabilità politica

FSE

Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici srl (FSE) è una società a responsabilità limitata con socio unico il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Eroga i servizi di trasporto pubblico di competenza regionale; la proprietà della stessa società doveva essere trasferita alla regione Puglia che più volte ha rifiutato l’acquisizione, per cui la competenza in merito risulta della Regione Puglia ad eccezione di tutto ciò che attiene alla verifica tecnica posta a carico dei competenti uffici tecnici del MIT, dei presupposti di sicurezza per la messa in esercizio dei rotabili. La Corte dei Conti e diverse Procure italiane stanno indagando sugli acquisti dei treni e dei vagoni da parte di FSE con l’ipotesi di “spese gonfiate” rispetto ai prezzi di mercato dei mezzi utilizzati. I ROS hanno acquisito tutti gli elenchi delle consulenze di FSE in cui risulterebbe il ruolo dell’imprenditore salentino Roberto De Santis (rinviato a giudizio a Milano per illecito finanziamento ai partiti nella cosiddetta “inchiesta Penati”), considerato amico del sottosegretario Umberto del Basso De Caro, come mediatore. Ma le consulenze “sospette” non terminano qui. Inoltre sembrerebbe che dietro le consulenze di FSE si sia mosso nel tempo Ercole Incalza.

consulenze_sud_est-3 Sembrerebbe che intorno alle FSE ci sia un giro di consulenze che abbiano permesso che la stessa società sia stata utilizzata come una camera di compensazione di reciproci favori che aveva come fine ultimo la conquista di appalti e incarichi milionari. Quello che si è appreso dalla stampa nel corso di questi mesi ha dell’incredibile e sia la Corte dei Conti che alcune Procure stiano cercando di fare luce su un bubbone che è pronto a scoppiare. La responsabilità principale, anche qualora fosse confermato dai giudici il cattivo e clientelare utilizzo delle FSE, è ovviamente prima di tutto politica. La politica è infatti colpevole della mancanza di trasparenza: non vi sono i bilanci pubblicati on­line, non si conoscono le ragioni, gli importi e i destinatari delle consulenze affidate da FSE e il Ministero non rende pubblico nulla, nonostante la proprietà sia dello stesso.

L’importanza delle FSE è fondamentale per migliaia di pugliesi che ogni giorno, subiscono anche notevoli disservizi causati da ritardi, treni sporchi, inefficienze, costretti, per giunta, a non poter utilizzare il servizio la domenica.
Le FSE affondano mentre ingenti quantità di denaro vengono spesi per consulenze alle mogli di personaggi indagati dalle Procure e alle figlie di ex senatori, fino ai nipoti di monsignori dietro i quali potrebbe sorgere il sistema messo in piedi da Incalza.

Nella interrogazione, chiediamo al Ministero dei Trasporti se abbia avviato una indagine interna per fare chiarezza sul comportamento tra Ettore Incalza, i suoi faccendieri, le Ferrovie Sud Est e i soggetti che hanno effettuato consulenze per FSE. Inoltre, chiediamo di sapere quale è la spesa complessiva e la spesa per ogni anno, delle consulenze delle Ferrovie Sud Est dal 2001 ad oggi e quali sono i soggetti che hanno ricevuto incarichi di consulenza. Crediamo sia giusto capire per quale motivo non vengono pubblicati sul sito del MIT e di FSE i bilanci della medesima società e quali iniziative intenda adottare il Ministero dei Trasporti per fare chiarezza sulle vicende legate alle Ferrovie Sud Est.

emiliano_620-defaultInfine, vorremmo sapere dal nuovo presidente Emiliano che continua a perdere tempo con i giochi di poltrona, cosa intenda fare per quanto di competenza della Regione per evitare sprechi e abusi in una società pubblica che dovrebbe dare un servizio essenziale alla cittadinanza pugliese.

Potenziamento dei treni in Puglia: Governo fornisce risposte risibili!

Anche quest’estate abbiamo assistito ad un fenomeno straordinario, per scelta o per necessità decine di migliaia di cittadini hanno deciso di usare il treno per visitare/tornare in Puglia e nello specifico il Salento. Non solo coloro che lavorano in altre città e approfittano delle ferie estive per tornare dai parenti ma anche tanti italiani che visitano la Puglia per turismo. Addirittura gli albergatori si sono offerti di andare a prenderli a Foggia.

Mercoledi 3 Febbraio alle 14.00 il Governo ha fornito la risposta alla mia interrogazione depositata a Novembre 2011, per capire come mai si fosse giunti a tale situazione e cosa si intende fare per evitare che questo accada nuovamente.

IMG_1931Come leggerete le risposte sono molto formali ed evasive e il Governo si limita a riportare quando comunicato da ffss. Per il servizio universale (gli intercity) che paghiamo in parte indirettamente con le nostre tasse (attraverso un contributo statale al gestore del servizio ferroviario Trenitalia), si dice che si è provveduto a un potenziamento, evidentemente insufficiente, e che si valuteranno ulteriori azioni a Giugno 2016; insomma un meccanismo molto poco flessibile e assolutamente inadeguato ad adattarsi a contesti mutevoli ancorché abbastanza prevedibili.

 

 

Sui servizi a mercato (“le frecce”, che si pagano esclusivamente da tariffa, cioè con i biglietti, senza alcun contributo pubblico) invece la risposta appare ancora più paradossale, FullSizeRenderin sostanza ad un eccesso di domanda (cioè di condizioni di mercato favorevoli per generare utili) l’offerta risulta inadeguata per mancanza di mezzi: ditemi se non è un assurdo per un monopolista di fatto!

 

FSE: Se Fiorillo non risponde, risponda Delrio! Serve trasparenza!

Il Nuovo Quotidiano di Puglia ha posto pubblicamente undici domande rivolte all’attuale Amministratore di FSE, Luigi Fiorillo: in che modo si spiega il buco da 250 milioni? Perché ha disertato la commissione in Regione? Che fine ha fatto l’annunciato piano di risanamento? Oltre al debito c’è il nodo TFR: cosa farete? Stipendi in ritardo per 1.300 lavoratori: di chi è la colpa? La politica boccia l’attuale gestione: come replica? Cosa pensa del passaggio di Fse alla Regione? Acquistati 28 treni: perché si usano quelli vecchi? Quei mezzi sono fermi perché inadatti alla rete? La Regione in 10 anni ha investito 500 mln: che fine hanno fatto? Perché nonostante le inchieste nessun passo indietro? Diego De Lorenzis interroga il Ministro Delrio per fare chiarezza sull’operato di FSE riportando le domande del Quotidiano.

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Ritengo che la nomina di un nuovo vertice non sia risolutivo senza che l’azienda si doti della trasparenza necessaria nelle scelte operative e nella gestione. Per tale ragione queste domande  sono utili a chiarire aspetti fondamentali. Attualmente sono cadute nel vuoto a causa  del comportamento assurdo dell’Amministratore Unico di FSE, Fiorillo, che non si è presentato neppure  all’incontro in Regione, privando quindi gli amministratori regionali, i lettori del giornale e tutti i cittadini pugliesi delle risposte che ormai non possono più essere rimandate visto i gravi disagi arrecati.

Da quando è entrato nelle istituzioni il M5S ha fatto e continua a fare fiato sul collo alle FSE su tutti gli aspetti: dal servizio pessimo, agli acquisti dei treni che oggi sono oggetto di indagini della magistratura, senza dimenticare le vetture vetuste ferme alle stazioni, dall’inquinamento della stazione di Bari, alla gestione finanziaria opaca, fino all’inspiegabile conferma di Fiorillo a capo delle FSE.

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Non è possibile che un servizio così importante come il trasporto regionale, che deve rimanere pubblico, nelle infrastrutture e nel servizio, sia gestito con l’opacità tipica delle aziende private e soprattutto non è possibile che chi, direttamente o indirettamente, è responsabile di questo disastro, rimanga impunito. Accanto alle domande legittime del quotidiano nella sua lodevole azione di informazione e sensibilizzazione, ne pongo altre: come è stato possibile approvare in giugno il bilancio con un buco di bilancio enorme, confermando l’amministratore attuale? Perché il bilancio non è pubblico nonostante gli obblighi di legge? Perché non si possono sapere i premi produzione e gli stipendi dei dirigenti? Qual è il rapporto tra amministrativi e personale sui mezzi?

Per questi motivi chiediamo a Delrio di rispondere, per quanto di propria competenza, alle domande poste dal Nuovo Quotidiano di Puglia, senza alcuna esitazione: i pugliesi hanno diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi e la politica non può sottrarsi all’obbligo di trasparenza!

Treni sospesi al sud per maltempo: il Governo latita!

foggia maltempo 15 ottobreIl M5S torna nuovamente sul problema della sicurezza sulle tratte ferroviarie e lo fa in occasione dell’ennesima sospensione delle corse al sud a causa dei problemi causati dal maltempo. Il 15 ottobre 2015, RFI ha diramato diversi comunicati in cui informava della sospensione del traffico ferroviario sulla linea Caserta – Benevento, per i danni provocati dall’ondata di maltempo che ha investito la Campania e sulla circolazione ferroviaria perturbata delle regioni Campania, Puglia e Basilicata. Tra l’altro, sulla tratta Foggia – Caserta, la circolazione è stata interrotta per i danni provocati dalle abbondanti piogge. Sulla Foggia-Potenza il maltempo ha invece causato l’allagamento dei binari nei pressi di Cervaro (FG), dove si sono già verificati problemi analoghi negli anni passati anche a causa della poca cura e prevenzione del dissesto idrogeologico.

Sul dissesto idrogeologico e sulla messa in sicurezza delle tratte ferroviarie in zone con pericolosità idrogeologica, il Governo Renzi continua a latitare e a subirne le conseguenze sono soltanto i cittadini. Ancora maltempo e ancora treni sospesi, sempre nelle stesse zone, a dimostrazione che poco o nulla è stato fatto per prevenire il verificarsi di disservizi e incidenti.

deragliamento treno cervaraOccorre infatti ricordare che , per esempio nella zona di Cervaro, 2 anni fa, c’è stato il deragliamento di un  treno a seguito dell’esondazione del fiume Carapelle; nonostante il tempo trascorso con l’arrivo della stagione autunnale, si ripresentano i medesimi disagi sulla circolazione ferroviaria. In quella occasione si è provveduto ad una interrogazione parlamentare alla quale non è mai giunta risposta da parte del Ministero dei Trasporti. Gli effetti di tale noncuranza invece  è sotto gli occhi di tutti: basta guardare quante corse siano state sospese.

La miopia politica del governo Renzi impedisce allo stesso di concentrarsi sulle vere opere utili in Italia che sono rappresentate anche da tantissimi piccoli interventi urgenti di manutenzione e prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Interventi non più rinviabili ma messi da questo governo in secondo piano rispetto a grandi spese per opere inutili come le costosissime ed esclusive tratte ferroviarie per l’alta velocità. Oggi sappiamo che non solo gli interventi sul dissesto idrogeologico sono urgenti per salvaguardare i territori ma anche possono rappresentare uno straordinario motore per la nostra economia creando molti più posti di lavoro rispetto la costruzioni di nuove, enormi ed inutili opere. Per ogni miliardo di euro investito in interventi contro il dissesto idrogeologico si possono creare fino a sette mila posti di lavoro contro i cinquecento che ne verrebbero creati con lo stesso investimento per le grandi opere inutili.

Per questi motivi si chiede in questa nuova interrogazione quali sono i danni causati dal maltempo sulle tratte ferroviarie e a quanto ammonta il costo dei danni in termini economici ed inoltre quali provvedimenti il Ministro Delrio intenda adottare al fine di limitare ed evitare in via definitiva nel prossimo futuro disagi simili. Infine, si chiede se a fronte di eventi meteorologici che non sono da ritenere eccezionali, in quanto sempre più frequenti, siano previsti lavori nelle aree in oggetto per evitare in futuro, sospensioni e disagi e se il Ministro possa escludere il rischio del ripetersi di situazioni analoghe in caso di medesime o più abbondanti precipitazioni. I cittadini e il territorio non possono più aspettare, Renzi e Delrio si sbrighino a rendere sicure le infrastrutture ferroviarie.

Lettera all’AD di Trenitalia

Logoav3dnAlla c.a. Amministratore Delegato Trenitalia S.p.A Ing. Vincenzo Soprano Piazza della Croce Rossa n. 1 00161 ROMA segreteriacdati@cert.trenitalia.it

 

Oggetto: prenotazione obbligatoria del posto per gli abbonati per i treni AV Frecciarossa e Frecciargento

Gentile Ing. Vincenzo Soprano,

numerosi pendolari hanno manifestato il proprio disagio in merito alla recente novità introdotta da Trenitalia relativamente alle condizioni di viaggio degli abbonati alle tratte ad Alta velocità. Infatti, dal primo luglio 2015, per utilizzare l’abbonamento sui treni Frecciarossa e Frecciargento sarà obbligatorio prenotare il proprio posto entro la partenza programmata del treno sia per l’andata, sia per il ritorno. Inoltre i Carnet di 20 prenotazioni per abbonati AV non saranno più utilizzabili sui treni Frecciarossa e Frecciargento. Pur sapendo che i treni “Freccia” sono servizi a mercato, la scelta, seppur legittima dal punto di vista aziendale, parrebbe incomprensibile nell’ottica dei servizi erogati alla cittadinanza/utenza. Tale modifica, che ad un primo sommario esame sembrerebbe migliorare le condizioni di viaggio degli abbonati – in quanto, secondo quanto pubblicizzato da Trenitalia, consentirebbe loro di viaggiare seduti gratuitamente – avrà in realtà un impatto negativo sulle condizioni di vita dei pendolari che, per motivi di lavoro, di studio o per impegni non prescindibili, sono costretti a viaggiare quotidianamente.

Sul sito internet di Trenitalia è specificato che l’utente che non provvederà ad effettuare la prenotazione del posto, oltretutto operazione lenta e laboriosa, non

sarà ammesso a bordo dei treni AV pena il pagamento di ulteriori 8,00 euro a partire dal 15 luglio 2015. Nella stessa data terminerà la verifica dei flussi di traffico dopo l’entrata in vigore delle nuove regole, statistica che potrebbe essere sfalzata perché non terrà conto di alcune categorie di pendolari che non utilizzeranno il servizio in quel lasso di tempo. Trenitalia ha inoltre stabilito che per ogni corsa verranno messi a disposizione degli abbonati un numero limitato di posti. Questa previsione rischia dunque di precludere alla maggior parte degli abbonati la possibilità, nelle ore di punta, di salire sul treno e costringerli quindi ad effettuare una prenotazione in un orario non più confacente alle proprie esigenze di vita.

Per capire la gravità del provvedimento in oggetto è importante evidenziare che la maggior parte degli abbonati lavora in luoghi distanti dalle stazioni di arrivo (molti pendolari proseguono il viaggio su ulteriori treni regionali), per cui arrivare in un certo orario nella città servita dal treno ad alta velocità diventa di importanza cruciale per essere puntuali, ad esempio, sul luogo di lavoro.

Risulta di tutta evidenza come vi siano delle fasce orarie molto più utilizzate di altre (quelle cosiddette di punta). Le nuove condizioni di viaggio, a fronte del pagamento di un cospicuo abbonamento, non garantiscono il diritto alla fruizione del servizio acquistato proprio durante tali fasce orarie. Probabilmente questa scelta non avrebbe destato tanto clamore se, almeno negli orari di punta, ci fossero altri treni con tempi di percorrenza simili, con prezzo ed uno standard di servizio (carrozze pulite e non sovraffollate) adeguati.

Al fine di scongiurare il verificarsi dei disagi sopra individuati, con la presente chiediamo di modificare il regolamento nella parte dove si prevede che i passeggeri che non abbiano effettuato la prenotazione, seppur in possesso dell’abbonamento, non possano salire sul treno o, comunque, di porre in essere qualsiasi soluzione atta a garantire ai possessori di abbonamento la possibilità di continuare ad usufruire del servizio anche negli orari di punta, quantomeno nelle condizioni attualmente in essere.

Infine, desideriamo segnalare un ulteriore aspetto di criticità segnalatoci da più pendolari dell’Alta velocità ovvero l’impossibilità di ottenere un duplicato dell’abbonamento in caso di smarrimento o furto, nonostante il titolo di viaggio sia nominale. Chi, per esempio, perde l’abbonamento o viene borseggiato, ne deve acquistare uno nuovo a prezzo pieno! Non si comprende quale sia la ratio di una simile norma e chiediamo pertanto che sia consentito di poter stampare almeno una copia ulteriore dell’abbonamento.

Le osservazioni di cui alla presente sono state anche formalizzate con due interrogazioni a risposta scritta – nn. 4-09473 e 4-09519 – depositata a prima firma del deputato Luigi Di Maio rispettivamente lo scorso 15 giugno e lo scorso 18 giugno 2015, che Le alleghiamo.

E’ fondamentale tutelare gli utenti di un servizio appartenenti ad una categoria di persone già particolarmente vessate dalle grandi distanze e che si trovano a doverle percorrere obbligatoriamente ogni giorno.

In attesa di un cortese cenno di riscontro, porgiamo cordiali saluti.

Roma, 25 giugno 2015

Dep. Mirella Liuzzi

Dep. Diego De Lorenzis

Dep. Michele Dell’Orco

Dep. Luigi Di Maio

FSE: treni costosi ma non in linea con gli standard UE. M5S a Vendola: è mancata trasparenza!

GDM_20150324_DeLorenzisTreniIl Ministero dei trasporti risponde ad una interrogazione, scaricando completamente sulla regione Puglia le eventuali responsabilità in merito alla commessa dei 27 treni  ATR 220 acquistati con fondi regionali da Ferrovie Sud Est (più 2 rivenduti senza bando di gara, ad un prezzo maggiorato alle ferrovie lombarde) su cui sta indagando la procura e pertanto si limita a riportare quanto l’Ufficio speciale trasporti e impianti fissi (USTIF) per la Puglia riferisce in merito.

Dalla disamina dell’USTIF risulta che i prezzi maggiorati siano dovuti al sistema di sicurezza SCMT (Sistema Controllo Marcia Treni), di cui i treni lombardi devono essere provvisti mentre quelli pugliesi sono privi. SCMT è un sistema per la sicurezza che attua la protezione della marcia del treno, controllando la velocità massima ammessa, istante per istante, tenendo conto dei vincoli relativi al segnalamento, alle caratteristiche dell’infrastruttura ed alle prestazioni del rotabile, sia in condizioni normali che di degrado, attivando la frenatura d’emergenza, in caso di superamento dei limiti di controllo. Restano i dubbi sugli alti costi di acquisto e sulla commessa alla Varsa.

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La candidata alla Presidenza Antonella Laricchia e i portavoce pugliesi di Camera, Senato e Parlamento Europeo incalzano la gestione Vendola: “Occorreva che un cittadino entrasse nelle istituzioni come parlamentare per conoscere l’esoso costo dei treni di FSE. Questa situazione si è creata per la completa mancanza di trasparenza nella gestione di FSE e della regione Puglia. Trasparenza sempre decantata da Vendola, evidentemente di fatto mai riscontrata. Infatti, qualsiasi responsabilità in merito ai treni acquistati dalla FSE è imputabile unicamente alla Regione. L’USTIF afferma che l’acquisto dei treni sia di circa 3,5 milioni di euro cadauno e non quasi 2 milioni di euro come si è appreso dalle fonti stampa, ciò significa che il costo per 27 treni non sia di 50 milioni di euro circa, ma di ben oltre i 90 milioni di euro.  I giudici  verificheranno certamente se tali costi siano effettivamente in linea con le quotazioni di mercato o se qualcuno si sia arricchito con i soldi dei cittadini.

“Solo i 2 treni acquistati da Ferrovie Nord di Milano tramite FSE sono dotati, con un sovrapprezzo di mezzo milione di euro cadauno, del sistema SCMT per rispondere al nuovo standard europeo di interoperabilità tra le reti ferroviarie. Per le FSE, la Regione ha preferito risparmiare sulla sicurezza dei cittadini. Gli utenti delle FSE non sono degni di avere sistemi di sicurezza e controllo che sono ormai standard nella UE?”

“Risulta sorprendente”conclude la candidata governatrice Antonella Laricchia – “che, secondo l’USTIF, la clientela abbia espresso un gradimento soddisfacente sulla flotta FSE. Sul sito del gestore ferroviario e dell’agenzia regionale della mobilità, non risulta pubblicata alcuna indagine che giustifichi tale affermazione. Parlando spesso con gli studenti e i lavoratori che regolarmente utilizzano il servizio di FSE, si ha un impressione diametralmente opposta. Resta comunque il fatto che questa vicenda mostra ancora ombre su cui si auspica che presto la magistratura possa fare chiarezza. Per fortuna da Maggio in Regione, a vigilare contro lo sperpero di denaro pubblico e la cattiva gestione dei partiti nella cosa pubblica, ci saranno finalmente cittadini con le mani libere, del MoVimento 5 Stelle.”

Ferrovie Sud Est e i treni venduti a Ferrovie del Nord: ancora ombre sui treni venduti.

Da fonti stampa si apprende che due treni “Atr 220” sembrerebbero stati acquistati senza regolare bando di gara dalla “Ferrovienord”,  costati 8 milioni di euro complessivi, circa 4 milioni cadauno, e sembrerebbero far parte della stessa commessa che ha portato all’acquisto degli “Atr 220” da parte di Ferrovie Sud-Est, ma costati meno della metà. Inoltre sembrerebbe che spesso questi treni tendono a non funzionare correttamente.

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Non molla la presa il M5S che, con una nuova interrogazione al Ministro dei Trasporti, chiede chiarezza sul comportamento di Ferrovie Sud Est, società controllata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ancora una volta finisce sui giornali per nuove vicende legate alla compra-vendita di treni.

FSE nasce per dare un servizio di pubblica utilità nei trasporti o per fare da intermediario nell’acquisto di treni poco funzionanti? Ancora grandi problemi con i treni di FSE e, ancora una volta a causa di gestioni poco trasparenti. E’ mai possibile che un’azienda che dovrebbe dare un servizio fondamentale per la cittadinanza acquisisca invece i “vizi” del lucro a tutti i costi degni del peggior privato?

Fra l’altro nella famosa inchiesta della Procura di Bari legata agli acquisti di treni da parte di FSE, è spuntata, secondo fonti stampa, anche una complessa vicenda sull’omologazione degli  “Atr 220” rimasti in Puglia, che potrebbe essere arrivata, secondo le tesi della magistratura, soltanto dopo l’acquisto dei treni da parte di Ferrovie Sud-Est.

Per questo con l’interrogazione si chiede se il Ministro Lupi sia al corrente e possa chiarire se l’acquisto dei treni da parte di Ferrovienord provengano dalla stessa commessa dei treni acquistati da Ferrovie Sud-Est e se tale compra-vendita di treni con fondi pubblici di 1,95 milioni di euro abbia prima portato in Puglia i mezzi e poi sempre con fondi pubblici  – con una spesa di 4 milioni di euro cadauno – siano giunti in Lombardia, per una spesa complessiva di quasi 6 milioni di euro cadauno di fondi pubblici per treni malfunzionanti. Inoltre, si chiede se i 27 treni acquisitati dalla commessa del 2008 da parte di Ferrovie Sud-Est  siano effettivamente tutti in Puglia oppure siano stati rivenduti altrove. Infine, si chiede al Ministro Lupi se i treni  “Atr 220” di proprietà delle Ferrovie Sud-Est che subiscono una verifica tecnica dei presupposti di sicurezza per la messa in esercizio dei rotabili, verifica posta a carico dei competenti uffici tecnici del MIT, abbiano ricevuto omologazione successivamente all’acquisto da parte di FSE e con quali fondi è stata effettuata questa omologazione.

Spesso si imputa al pubblico la causa dei disservizi, ma tale affermazione è sbagliata e infondata in quanto non è il “pubblico” a creare disservizi, ma molto più semplicemente sono le persone nominate dalla politica che vengono messe a capo della gestione di tali servizi che li rendono inefficienti. Per cui, si faccia pulizia e si dia spazio alla trasparenza, al merito e all’onestà e ad una gestione delle aziende dei servizi pubblici locali senza alcuno scopo privatistico e clientelare, solo in questa maniera tali servizi potranno essere veramente pubblici!

Stazione di Ginosa: ferrovie più efficienti per pugliesi e lucani!

10807936_10204259289255526_183829227_n-2Si ripristini al più presto i binari alla stazione di Ginosa e si rinforzi la linea ferroviaria dell’arco jonico. Interrogazione parlamentare sulle motivazioni che hanno portato al dismissione del binario alla stazione di Ginosa (Ta). Da circa un mese si è verificato che uno dei tre binari ferroviari che costeggiano la stazione, è stato disassemblato riducendo quindi la capacità della stazione di accogliere treni contemporaneamente.

Il tratto ferroviario che unisce Taranto a Metaponto è molto importante perché garantisce il diritto alla mobilità per studenti, lavoratori e pendolari e degli altri cittadini di Puglia e Basilicata. Inoltre, la bellissima Ginosa che si trova sulla tratta in questione, è meta turistica riconosciuta in quanto meritoria della “bandiera blu” per 16 anni di seguito. La ferrovia se valorizzata adeguatamente, permetterebbe un maggior afflusso turistico più sostenibile e sicuro, liberando le strade da congestioni con inevitabili ricadute positive per l’ambiente e per i servizi locali.

La tratta ferroviaria in questione è oggetto di miglioramenti ma a questi devono esser aggiunti maggiori corse, anche a lunga percorrenza. Basti pensare che qualche anno fa da Ginosa si poteva raggiungere senza cambi, le grandi città del nord e viceversa. Attualmente, invece, i tagli effettuati negli anni da Trenitalia , hanno reso più complicato raggiungere le mete turistiche nel sud, Puglia in testa e quindi ha disincentivato i cittadini dall’utilizzo di questo importante mezzo di trasporto.

Per cui con l’interrogazione si chiede al Ministro dei trasporti quali interventi sono previsti presso la stazione ferroviaria di Ginosa e qual è la motivazione della disattivazione del binario ferroviario, qual è lo stato di avanzamento dei lavori previsti per il tratto ferroviario della tratta Taranto-­Metaponto e quali sono le eventuali criticità riscontrate nel completamento della stessa, se sono previsti già nel prossimo contratto di programma ulteriori stanziamenti per potenziare la tratta ferroviaria jonica e infine se sia previsto da parte di Trenitalia, il ripristino dei collegamenti diretti tra il nord Italia e le stazioni ferroviarie dell’arco jonico.

Scegliere il treno anziché i trasporti su gomma è un comportamento sicuramente più sostenibile che può portare solo vantaggio alle comunità, ed è proprio per questo che il M5S si sta battendo per migliorare i collegamenti ferroviari senza sprecare denari in infrastrutture come l’alta velocita Torino-­Lione o altre grandi opere inutili. In un momento di crisi profonda e di poche risorse disponibili, le priorità per i cittadini sono diverse da quelle del governo Renzi.

Sicurezza ferroviaria: chiarezza sul comportamento di Trenitalia.

ferrovie Regolamenti ferroviari e provvedimenti dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie in contrasto con i documenti sulla sicurezza emanati da Trenitalia.

L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) ha emanato le linee guida per lo svolgimento delle attività attinenti al riordino del quadro normativo nazionale in materia di sicurezza della circolazione ferroviaria. Tra i compiti dell’ANSF, ci son anche quelli di rilasciare, rinnovare, modificare e revocare gli elementi che compongono i certificati e le autorizzazioni di sicurezza, controllare che ne siano soddisfatti le condizioni e i requisiti e che i gestori dell’infrastruttura e le imprese ferroviarie operino conformemente ai requisiti del diritto comunitario o nazionale. Tuttavia dai documenti di Trenitalia del 2013 si riscontrano alcune disposizioni che creano perplessità.

L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) ha più volte, nel corso del 2013, messo in evidenza che i gestori sbagliavano nell’emanare alcune disposizioni per il recepimento delle nuove norme sulla sicurezza ferroviaria.
Tuttavia rimangono alcune perplessità ad esempio su quanto disposto da Trenitalia nell’emanare la Prefazione generale all’orario di servizio (PGOS), le Istruzioni per il Servizio del Personale di accompagnamento dei Treni (ISPAT) e le Istruzione per il servizio del personale di condotta delle locomotive (IPCL) per quanto riguarda già la denominazione.

Inoltre i provvedimenti che l’ANSF può adottare per sanzionare i gestori potrebbero avere un effetto paradossale che è il principale deterrente ad attuarli. Infatti l’ANSF può revocare i certificati di sicurezza, ma qualora esercitasse tale potere nei confronti del principale gestore italiano, Trenitalia, quasi sicuramente determinerebbe la sospensione immediata di quasi l’intero servizio ferroviario italiano e pertanto il monopolio di fatto di Trenitalia sulla rete italiana assicura la mancata applicazione delle sanzioni in caso di inadempienze.

La sicurezza Ferroviaria è un’indispensabile materia che costituisce il servizio ferroviario italiano e deve esser fatta chiarezza su ogni aspetto controverso e su ogni possibile criticità nel corretto svolgimento del servizio reso. Per questo chiediamo nell’ interrogazione parlamentare al ministro di dare risposte precise e chiare su questo argomento nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori.

Decreto “Competitività”, M5S: approvato l’impegno sul trasporto merci ferroviario

iss_4137_00287_1_o2fepd33Approvato alla Camera dei Deputati nell’ambito della conversione del decreto legge “Competitività”, l’impegno volto all’incentivazione del trasporto merci su ferro e sul potenziamento ed ammodernamento infrastrutturale delle reti ferroviarie esistenti.

Il trasporto ferroviario è di importanza primaria per un Paese che punta a migliorare la sua capacità produttiva e di coesione sociale, ed è al contempo di gran lunga maggiormente sostenibile dal punto di vista ambientale, rispetto al trasporto su gomma.

Se a questo aggiungiamo che migliorando il trasporto di merci su ferrovia si riduce indirettamente anche il traffico su gomma, è evidente, non solo una diminuzione dei costi ambientali dovuti all’inqunamento, ma anche di quelli sociali e sanitari dovuti agli incidenti stradali. Da questa considerazione si coglie l’importanza dell’ordine del giorno presentato dal MoVimento 5 Stelle ed approvato dal Governo!

0101Attualmente l’Italia risulta arretrata rispetto a molti altri Paesi non solo Europei, in merito ai servizi forniti alle utenze ed agli operatori ed è necessario creare i presupposti per un netto miglioramento dei servizi offerti, in linea anche con gli obiettivi sanciti dal Libro bianco sui trasporti della Commissione Europea del Marzo 2011, che prevede tra gli altri, 4 obiettivi nell’ottimizzare l’efficacia delle catene logistiche multimodali. Bisogna incrementare l’uso di modi di trasporto più efficienti sotto il profilo energetico, realizzando in particolare, l’obiettivo che richiede che entro il 2030, per le percorrenze superiori a 300 km, il 30 % del traffico merci su strada venga trasferito verso altre modalità di trasporto, come la ferrovia o le vie navigabili e che tale percentuale arrivi al 50% nel 2050.

Speriamo che l’Esecutivo tenga fede agli impegni presi e che non provi più a depotenziare e disincentivare il trasporto ferroviario, soprattutto quello relativo alle merci; il MoVimento 5 Stelle dopo aver contribuito a sventare l’aumento del costo tariffario energetico per il trasporto ferroviario, previsto dal Governo Renzi, continuerà a vigilare e a proporre soluzioni per rendere i trasporti in Italia più efficienti e maggiormente fruibili per i cittadini, ponendo la tutela ambientale come elemento irrinunciabile!