Ex-Ilva: facciamo chiarezza!

In merito alle vicende delle ultime settimane che hanno contraddistinto lo stabilimento siderurgico più grande d’Europa, è certamente unanime la valutazione sulla complessità dello scenario attuale, che nell’immediato non ci consente di affermare con sicurezza il percorso che si intraprenderà d’ora in avanti.

A tal proposito, bisogna diffidare da chi, al contrario, sbandiera soluzioni semplicistiche, da bacchetta magica. Piuttosto, occorre chiarire come si è giunti a dichiarare strategico lo stabilimento anziché la produzione di acciaio nel nostro Paese e quale sia la posizione assunta dal M5S su questo tema, non solo in Parlamento.

Nel 2013, la Magistratura sequestrò parte degli impianti perché lo stabilimento fu ritenuto responsabile di causare malattie e decessi nella popolazione di Taranto. Fu solo allora che, con un decreto, si concedette la facoltà d’uso degli impianti sequestrati al fine di assicurare la produzione di acciaio nello stabilimento.

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Il M5S, negli oltre dieci decreti approvati nei successivi 5 anni e che modificarono il primo provvedimento, si è sempre dichiarato contrario al cosiddetto “scudo penale” e ad ogni altra condizione che subordinasse la tutela della vita e della salute ad altri diritti, giacché, come ha avuto modo di chiarire anche la Corte Costituzionale sulla questione, nessun diritto può essere compresso in favore di altri. Alla politica spetta, quindi, il difficilissimo compito di dirimere la questione e giungere ad un equilibrio tra le molteplici esigenze, qualora esso esista.
Finora, come dimostrano le vicende di questi giorni, i governi italiani degli ultimi decenni hanno subordinato alla continuità produttiva ogni altro diritto costituzionale, calpestando anche il principio per cui un’iniziativa economica privata non può svolgersi se in contrasto con l’utilità sociale o tale da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana. Sul tema c’è compattezza nella rappresentanza parlamentare del M5S, non solo nella sua componente pugliese, giacché ogni parlamentare ha a cuore la tutela della vita e della salute umana, nonché la difesa della dignità dei lavoratori, della tutela ambientale e delle prerogative dello Stato italiano.

D’altronde, negli ultimi sette anni, il M5S è stato l’unico ad avere assunto una posizione granitica e condivisa sulla vicenda Ex-Ilva a tutti i livelli istituzionali. Ognuno ha manifestato le proprie preoccupazioni secondo la propria sensibilità. A tal proposito, ritengo indecente la speculazione fatta sulla presentazione dell’emendamento soppressivo dello scudo penale da parte della senatrice Lezzi. E’ stato scritto che la motivazione alla base di ciò fosse il desiderio di rivalsa per la mancata riconferma nel secondo governo Conte. Il retroscena che molti non conoscono è che quella azione ha richiesto numerosi confronti tra i parlamentari pugliesi, gli altri parlamentari del M5S ed i ministri, in un clima collegiale e di partecipazione che ha consentito anche di condividere la consapevolezza necessaria per affrontare questo momento delicato.

Oggi abbiamo svelato che lo “scudo penale” è solo un alibi di una multinazionale che non vuole assumersi il legittimo rischio d’impresa e che, addirittura, pretende di dettare, con arroganza, i termini di un nuovo accordo.

ILVA e scudo penale nelle ultime settimane: riassunto per le elementari…

Nessuna descrizione della foto disponibile.SI – Sceglierò il più bravo della classe per regalargli questa vecchia calcolatrice a patto che la usi per eseguire un compito. Chi si ritiene il migliore?
AM – Sono io, per la mia passione, le mie doti, le mia capacità, la mia esperienza con le calcolatrici
AI – Anche io sono bravo
SI – Vediamo chi di voi se la merita, scrivete un problema che pensate di poter risolvere nel tempo stabilito da risolvere con questa calcolatrice.
AM – questo è il problema che ho scelto e lo risolvo a occhi chiusi
AI – ho scelto quest’altro, lo farò con gli occhi aperti ma è molto più complesso
SI -Bene allora scelgo AM, ora risolvilo
AM – la pila della calcolatrice é scarica, ne vorrei una nuova
SI – il cambio della pila non era previsto e comunque funziona ancora
AM – si ma mi serve nuova perché se si scarica non potrò fare l’esercizio in tempo
SI – va bene, se lo ritieni indispensabile questa é una nuova pila
AM – in realtà la pila non è un problema, è che non volevo che la calcolatrice andasse a AI e non so risolvere il problema.

PS: ovviamente una calcolatrice non viene sequestrata dalla magistratura perché causa con certezza la morte di decine di persone ogni anno per l’inquinamento che provoca e talvolta anche la morte di chi la usa.

Ex Ilva: NO allo scudo penale

Con la nostra prova di forza in Parlamento, è stato eliminato lo scudo penale per i vertici di Arcelor-Mittal. Inoltre, sono stati sbloccati 30 milioni per i Comuni dell’area di crisi: Un primo scudo per i tarantini.

L’ok definitivo della Camera al decreto imprese scrive la parola fine a una vicenda importantissima per la città di Taranto. Non ci saranno immunità e impunità. Se qualcuno dei gestori sbaglierà sul piano ambientale dovrà rispondere delle sue responsabilità, come fanno tutte le altre imprese. Per affermare questo principio di giustizia, legalità e tutela ambientale, abbiamo battuto i pugni a Roma e abbiamo dimostrato forza e unità in Parlamento, cancellando la decisione del governo. La salute e la vita sono valori imprescindibili per una comunità che continuiamo a difendere come i posti di lavoro. Vogliamo anche specificare che i lavoratori non hanno mai beneficiato di alcuna immunità perché questa è sempre stata circoscritta alle figure apicali” così i deputati e senatori pugliesi del Movimento 5 Stelle dopo l’approvazione del decreto. Ai ricatti preferiamo lo scudo per i tarantini e un serio lavoro per la riconversione economica di Taranto e della sua provincia. I 30 milioni per i comuni dell’area di crisi sbloccati dal Ministero dello Sviluppo economico sono una risposta concreta, anche se non sarà l’ultima; un risarcimento per una città e un territorio che possono costruire un lavoro e un futuro fondato su innovazione, ambiente e turismo.

Per guardare l’intervento del collega Giovanni Vianello sull’abolizione dell’immunità penale per i vertici dell’Ex Ilva. CLICCA QUI

Strada statale Bradanico-Salentina

Per questo asse viario c’è un forte interesse pubblico e del M5S: il collegamento tra i due capoluoghi di provincia, già previsto nel contratto Mit-Anas, é stato confermato da questo governo tra gli interventi prioritari e pertanto si procederà con le fasi indicate per la realizzazione del miglioramento dell’arteria.

Comprendo la frustrazione di chi ha ascoltato la politica discutere per anni, e decenni, ma ribadisco che il pregresso è ormai superato e presto i cittadini avranno la riprova che questo Paese non è affatto bloccato e che questa maggioranza conferma le opere utili ai cittadini che hanno diritto di vedere impiegati i soldi delle tasse in infrastrutture che migliorino la propria qualità della vita; per questo l’esecuzione dei lavori dell’Anas sull’importante arteria è stata sostenuta, ritenendo gli interventi da completare necessari e urgenti.

Su infrastrutture al sud e Alta capacità (o alta velocità di rete) Napoli-Bari (-Taranto/Lecce)

L’aggiudicazione del bando da 608 milioni di euro per un altro lotto della nuova linea Napoli/Bari conferma, contrariamente a quanto dichiarato recentemente da alcuni esponenti politici, che c’è una grande attenzione del Governo e della maggioranza a colmare veloce il gap infrastrutturale del Mezzogiorno e alla realizzazione immediata di opere utili per i cittadini con l’apertura dei cantieri. Inoltre, vale la pena specificare che non è corretto dire che questa linea aumenti solo la capacità, cioè il numero dei treni che possono transitare in un’ora. Il progetto prevede la velocizzazione di una parte del tracciato esistente e la realizzazione ex novo dei tratti in variante per eliminare le pendenze eccessive e le curvature più strette, rendendo quindi possibile una velocità media di percorrenza che passa da 80km/h a 150km/h.

Questo è una scelta progettuale che porta ben 3 vantaggi: in primis, avere una linea che possa continuare ad essere sfruttata anche dai treni regionali, interregionali e intercity, cioè non ad uso esclusivo dei freccia, con un impiego efficiente delle risorse; in secondo luogo, si dimezzeranno i tempi di percorrenza rendendo inutile l’uso dell’aereo e dell’auto, determinando quindi un incremento delle possibilità per raggiungere la capitale a prezzi accessibili e in modo eco sostenibile e infine questi enormi vantaggi si ottengono impiegando 1/4 delle risorse necessarie ad una linea dedicata che avrebbe reso impossibile interventi per il contemporaneo miglioramento della rete esistente per il trasporto regionale senza avere prezzi inaccessibili per il servizio freccia che avrebbe dovuto sostenere la realizzazione di una linea dedicata.

Inoltre, questa nuova linea veloce sarà implementata fino a Taranto, con raddoppio binari e ammodernamento tecnologico e fino a Lecce, già in parte realizzata attraverso soppressione passaggi a livello, ammodernamento tecnologico consentendo di andare a breve a 200 km/h tra Lecce e Bari (per ora fino a Brindisi).

Proprio la buona riuscita del commissariamento della realizzazione di questa opera, sta inducendo il ministro Toninelli a pensare di operare allo stesso modo per altre infrastrutture da realizzare, per esempio in Puglia, il raddoppio della linea adriatica Termoli e Lesina (che la Cgil confonde con la Napoli-Bari!), il nodo ferroviario di Bari Nord, la bretella all’aeroporto di Brindisi e altre opere che devono passare rapidamente dalla fase di progettazione a quella di cantiere!

Via della Seta e i porti del Sud Italia

La Via della Seta è un tema troppo importante per essere lasciato in mano ad approssimazioni e strumentalizzazioni politiche prive di fondamento.

Proverò a fare chiarezza sulla base delle informazioni avute direttamente dal Ministero dei Trasporti. In primis, nel Memorandum of Understanding di prossima sottoscrizione tra l’Italia e la Repubblica Popolare Cinese, che esprime una convergenza generale di interessi fra le parti e la volontà di collaborazioni in diversi settori, non si fa alcun particolare riferimento a progetti portuali italiani, in particolare alcun cenno è fatto ai porti di Genova e Trieste. Dunque, è assolutamente pretestuoso e fuorviante ritenere che l’area portuale di Taranto sia penalizzata rispetto ad altri porti.
Inoltre, nel quadro della Piattaforma di connettività Eu-China, iniziativa partita nel settembre 2015 e il cui obiettivo è quello di rafforzare lo scambio di informazioni, promuovere collegamenti di trasporti, creare opportunità di cooperazione per le imprese cinesi ed europee, è prevista una lista aperta e sempre emendabile su proposta delle parti. In questa lista sono previsti progetti per i porti di Trieste e Genova. Per il porto di Taranto, invece, non è stata mai espressa la volontà di un inserimento in tale Piattaforma e pertanto, al momento, non è previsto il suo coinvolgimento. Infatti, nell’ultima missione commerciale del precedente esecutivo, nell’anno 2017, furono sottoposte proposte commerciali riguardanti i porti di Genova e Trieste, e in riferimento all’area portuale di Taranto, tale proposta non fu mai concretizzata dal precedente Governo.
Esistono quindi accordi commerciali bilaterali delle Autorità di Sistema Portuali con le parti cinesi per i progetti portuali sopra richiamati (diga foranea per Genova e progetto ferroviario Trihub per Trieste), mentre evidentemente le Autorità di Sistema Portuale di Bari e di Taranto non hanno mai avviato alcun dialogo in tal senso.
Sarebbe utile per la qualità del dibattito pubblico affrontare questi temi con serietà e informazioni puntuali invece di usare polemica sterile.
È evidente come siano completamente strumentali le accuse, rivolte a questo Governo, che invece con grande impulso e determinazione si sta adoperando per ridurre il gap infrastrutturale del Mezzogiorno.

Ilva: vogliamo la chiusura immediata delle fonti inquinanti.

In merito alle dichiarazioni riportate oggi sul Quotidiano relative alla posizione del M5S su Ilva da inserire nel contratto di programma, ribadisco che siamo tutti concordi per la chiusura immediata delle fonti inquinanti e pertanto non c’è alcuna differenza di vedute.

Al giornalista ho riferito che serve una visione a 20-30 anni, come accaduto per Pittsburg o Bilbao, per completare una riconversione economica dell’intero territorio, come sempre ribadito da tutti i portavoce del M5S in questi 5 anni e durante la discussione di tutti i decreti Salva Ilva.

È evidente che durante l’intervista possa esserci stato un difetto di comunicazione.

L’Ilva va chiusa: si svela il teatrino

Il teatrino sull’Ilva finalmente si svela per quello che è: l’ennesima offesa all’intelligenza oltre che alla salute dei cittadini di Taranto.
Un insulto connotato dalla sudditanza degli amministratori locali e regionali che hanno da sempre fatto finta di opporsi alle decisioni del Governo con voce flebile e il passo del gambero, prendendo però sempre il sostegno del partito ad ogni elezione.

Allo stesso modo questa farsa è intrisa dell’ipocrisia dei ministri che hanno approvato oltre 10 decreti dimenticandosi dell’emergenza sanitaria e ambientale che dovevano risolvere, certificata dalla procura con il sequestro dello stabilimento. Continuano a ricattare i lavoratori e le loro famiglie raccontando una favola dato che quello stabilimento non sarà compatibile con la salute umana neanche se il piano ambientale e le prescrizioni all’autorizzazione integrata ambientale dovessero essere completamente esaudite.

Per il M5S, che ha una sola posizione univoca e solida condivisa ad ogni livello istituzionale (dall’europarlamento fino al comune, da Roma ai consiglieri regionali), l’unica possibilità di rinascita per Taranto è la chiusura di Ilva e la BONIFICA del territorio! Questo permetterebbe anche di rilanciare l’occupazione dato che per ogni miliardo investito in fonti fossili e industria pesante come quella dell’acciaio si generano 600 posti di lavoro, mentre investendo quelle risorse in fonti rinnovabili e bonifiche gli occupati sarebbero 17.000 (fonte CRESME)

Ilva, dichiarazioni del viceministro Bellanova: continua a mentire.

C’è un filo comune che unisce i Governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni: la menzogna. Questi personaggi hanno sempre mentito ai cittadini sulla reale situazione dell’Ilva: ribadivano che l’Ilva non ha causato problemi irrisolvibili e sono stati smentiti dalla magistratura, che ha certificato il compromesso quadro sanitario per residenti e lavoratori e uno stato ambientale disastroso. A continuare questa menzogna è il viceministro on. Bellanova quando afferma che il Governo anticiperà la copertura dei parchi minerali: dovevano essere coperti ad Ottobre 2015 e nonostante il Commissariamento voluto dal suo partito, le coperture non ci sono ancora.

Al quartiere Tamburi anche oggi è un giorno ventoso, la città viene coperta da polveri e sostanze inquinanti, e ai bambini è vietato recarsi a scuola per ordinanza del sindaco. Il PD sa benissimo che lo stabilimento non è compatibile con la vita e la salute umana anche se i parchi minerari fossero coperti e adempiute tutte le prescrizioni. Anche il sindaco infatti assume lo stesso atteggiamento dei colleghi a Roma: invece di intervenire sulle fonti inquinanti, priva del diritto allo studio le generazioni più giovani.

Le menzogne ovviamente non finisco mai. Del prestito di 800 milioni di euro definito dal decreto legge 191/2015, in realtà sono stati utilizzati solo 266 milioni e il Governo ora si riprende 544 milioni di euro con il decreto fiscale. Il Governo che si ergeva a garante dei lavoratori non riesce a tutelare lo stipendio di quelli dell’indotto. Non sono certi neanche gli interventi previsti dall’autorizzazione integrata ambientale nonostante i soldi statali stanziati nei mesi scorsi: il Governo se li sta riprendendo silenziosamente riducendo i loro solenni impegni ai soliti annunci vuoti per poter promettere ancora in campagna elettorale!

Wind Day: fermiamo questo massacro di innocenti.

E’ disumano. Nella giornata mondiale dell’infanzia i bambini a Taranto sono nuovamente privati della libertà e del diritti allo studio a causa dell’inquinamento perché il Governo ha scelto di proteggere gli la produzione di veleni e di sacrificare la salute pubblica.

Oltre al danno la beffa: i genitori devono monitorare costantemente il sito del Comune per verificare se i bambini possono andare a scuola oppure rimanere a casa, come se l’aria nelle proprie case non fosse altrettanto velenosa.

Con che coraggio i politici celebrano la giornata dell’infanzia sapendo che a Taranto continua un quotidiano massacro di innocenti? Gli esponenti del Governo e il presidente della Regione Puglia Emiliano sono ipocriti. Il presidente di Regione parla di diritti negati ai bambini pur appartenendo al partito colpevole dei decreti ”Salva-Ilva” e “Ammazza-Taranto.” Tutti i partiti sono corresponsabili di questo crimine perché hanno contribuito a determinare l’accertato danno sanitario e ambientale, e continuano quotidianamente ad essere responsabili delle morti a Taranto.