Realizzazione del TAP: autorizzazione unica illegale!

gas-TapL’opera TAP, Metanodotto d’interconnessione Albania-Italia, ormai nota per essere un’opera di corruzione dei partiti e del potere finanziario, persevera nel proprio disastroso percorso, violando ancora una volta le prescrizioni normative di riferimento. Presentata un’interrogazione sulla questione del Metanodotto, su cui il MoVimento è già da tempo strenuamente impegnato, per porre all’attenzione un’ennesima illegalità che deriva da quest’opera.

Con Decreto del 20 maggio 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha disposto l’Autorizzazione alla costruzione ed esercizio con accertamento di conformità urbanistica, con apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e dichiarazione di pubblica utilità ex DPR 6.06.01 n. 327, per il Metanodotto d’interconnessione Albania-Italia “trans Adriatic Pipeline DN 900 (36”)”. Eppure sembra sfuggire che il tracciato del Metanodotto, in alcune sue parti, concerne particelle site nel territorio di Melendugno che  sono state colpite da incendi boschivi e per l’effetto inserite nel catasto incendi sin dal 2005.

Pertanto, in dette aree percorse dal fuoco è vietato dalla Legge-quadro in materia di incendi boschivi la realizzazione, fra l’altro, di strutture e infrastrutture finalizzate ad attività produttive.

A noi, invece, non sfugge che in caso di trasgressioni al divieto di realizzazione di infrastrutture si applichino sanzioni penali di cui attualmente all’art. 44 del Testo unico dell’Edilizia  e infatti l’autorizzazione unica emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico consente tale realizzazione essendo il Metanodotto un’infrastruttura di tipo economico di supporto ad attività produttive. E’ necessario allora che il Ministero dello Sviluppo Economico verifichi i presupposti di legittimità dell’autorizzazione unica concessa per la realizzazione del Metanodotto d’interconnessione Albania-Italia e valuti una sua sollecita revoca.

coverUn ripensamento è sollecitato anche dalla circostanza per cui, anche con riferimento ai possibili tracciati del metanodotto Snam, che dovrebbe collegare il Tap di Melendugno allo snodo di Mesagne, vi sarebbero delle problematiche dato l’attraversamento di territori su cui sono stati rinvenuti i maggiori focolai di Xylella fastidiosa e su cui sono previsti gli abbattimenti più massicci (Veglie, Oria e Torchiarolo): sorge ben più che il mero sospetto che fra detti eventi ci sia un nesso in danno dell’integrità ambientale e paesaggistica dei rispettivi territori

Pertanto, si sollecita un cambiamento del modello di sviluppo, anche in considerazione delle criticità rappresentate, al fine di preservare il territorio nella sua integrità ambientale e paesaggistica: le priorità per il nostro Paese sono e devono essere altre, perché abbiamo una cultura ineguagliabile, millenni di storia incomparabili, una straordinaria varietà di paesaggio naturale quale ricchezza pressoché sconfinata che è l’unico combustibile durevole e sostenibile per la nostra economia.

TAP: la giunta Vendola continua la farsa


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Per i parlamentari pugliesi M5S, il centrosinistra pugliese nei fatti non ha mai condotto alcuna battaglia concreta contro il gasdotto, ritenuto inutile per la Puglia e l’Italia intera, e conferma il no al TAP a prescindere dalla località d’approdo

Dalle prime dichiarazioni rilasciate dal Presidente Introna a seguito della conferenza di servizi presso il Mise, la giunta regionale ribadisce il “no” all’approdo a Melendugno ma un “sì” di fatto al progetto. Reputiamo ambiguo l’atteggiamento della Giunta regionale che sulle fonti fossili ha cambiato spesso le dichiarazioni pubbliche ma che non si è MAI opposta chiaramente con atti formali e costanti nel tempo. Come 5 Stelle ribadiamo una convinta opposizione al TAP in qualunque località.

Se la Regione Puglia voleva realmente negare il progetto del gasdotto TAP poteva impugnare la legge di ratifica tra Italia e Azerbaijan nonché l’articolo 37 dello ‘Sblocca Italia’ relativo ai gasdotti  Neppure sul decreto Sblocca Italia non si hanno ancora notizie di una impugnazione di fronte alla Corte Costituzionale, nonostante le diverse dichiarazioni di esponenti di spicco di PD e SEL, rilasciate nelle settimane scorse in opposizione all’art. 38 sulle trivellazioni. E comunque nulla viene detto dai rappresentanti di centro sinistra sull’articolo 37 riguardante i gasdotti. Ricordiamo che qualunque approdo del TAP aggraverebbe comunque l’impatto di emissioni e paesaggistico sul territorio pugliese e, pertanto, che sia nel leccese o nel brindisino, il gasdotto è inaccettabile. Ai rappresentanti di centro sinistra, che forse per troppo tempo sono stati e sono in Parlamento in compagnia di Berlusconi e sodali, è doveroso ricordare che l’Italia non è un’azienda e i fatti hanno già dimostrato che la gestione del Paese secondo meri parametri finanziari è un suicidio. Il centrosinistra, infatti, auspica uno sfruttamento del territorio facendo largamente uso dei combustibili fossili mentre il consumo di gas è in forte calo in Italia ed il TAP non è destinato, peraltro, a fornire gas al nostro Paese ma al resto d’Europa. L’atteggiamento del centrosinistra pugliese, al di là degli slogan, delle promesse in campagna elettorale e delle finte battaglie locali non è affatto ambiguo se invece si guardano gli atti ufficiali nei quali la Regione Puglia si è espressa a favore dell’altro gasdotto che giungerà a Otranto, il Poseidon, e le altre richieste di autorizzazione a trivellare in terraferma regolarmente rilasciate con parere favorevole. Anche per questo fanno ridere, anche se sarebbe da piangere, le dichiarazioni di Blasi in quanto il PD governa a livello nazionale, regionale e anche in diverse province e comuni ed è lo stesso partito che ha inflitto moltissime ferite alla Puglia. I cittadini pugliesi sono stanchi di subire le scelte del PD su trivelle a terra, Ilva, Cerano etc.. Se Blasi è contrario alle nefandezze di Renzi e del sottosegretario De Vincenti (entrambi esponenti PD) e delle lobby dalle quali sembrano prendere ordini, strappi la sua tessera e si dimetta dal partito, giusto per coerenza”.

Quale l’alternativa secondo i 5 Stelle dunque? Per non dipendere dal gas di Putin o di qualsiasi altro dittatore, la strategia europea, italiana e pugliese dovrebbe puntare sull’autonomia energetica attraverso fonti rinnovabili distribuite e diffuse con impianti di piccola e media taglia e la riconversione energetica degli edifici,  progetti che genererebbero molti più posti di lavoro rispetto le opere che vertono sulle fonti fossili.  In un Paese civile si dovrebbe pianificare il futuro e non correre dietro all’interesse odierno delle lobby delle fonti fossili.

emiliano_620-defaultChissà cosa ne pensa Michele Emiliano ma soprattutto cosa farà concretamente per opporsi al suo partito sulla questione.

La coerenza di SEL: la Bellezza in Costituzione e gli orrori sul territorio

 unnamed-2Il M5S è venuto a conoscenza dell’ “importantissimo” convegno dal titolo “Riconoscere la Bellezza” organizzato da SEL che si terrà il prossimo 26 novembre. Lo scopo di questo convegno è presentare la proposta di legge c.d. “Modifica all’articolo 1 della Costituzione in materia di riconoscimento della bellezza quale elemento costitutivo dell’identità nazionale”, d’iniziativa della deputata Pellegrino.

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Nel sito “Bellezza in Costituzione”, inerente alla presente iniziativa, si evidenziano le motivazioni di tale proposta e l’aggiunta alla fine dell’art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana del seguente comma: “La Repubblica Italiana riconosce la bellezza quale elemento costitutivo dell’identità nazionale, la conserva, la tutela e la promuove in tutte le sue forme materiali e immateriali: storiche, artistiche, culturali, paesaggistiche e naturali”.

Ci si chiede se un partito capace di tale slancio politico sia lo stesso che nella Regione Puglia ha lastricato i campi agricoli con impianti fotovoltaici delle multinazionali, favorito lo sviluppo di inceneritori e gasdotti, permesso trivellazioni e sversamenti di liquami in meravigliose oasi naturalistiche e garantito l’inquinamento letale delle aziende siderurgiche, solo per spartirsi poltrone e interessi con gli altri partiti, vivendo di politica sulle spalle dei pugliesi.

Se davvero SEL volesse essere paladina della bellezza non si vede perchè il presidente Vendola esiti ancora ad impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto legge 133, detto “Sfascia Italia”. Ci si chiede quindi quale sia il contributo che tale forza politica possa dare alla bellezza dopo aver contributo agli orrori del paesaggio pugliese che, nonostante questi scempi continua ad essere una tra le più belle.

Provincia di Lecce contro le trivelle. Propaganda o contrarietà a tutte le energie fossili?

convocazione 24 novembre 2014 trivelleI parlamentari leccesi, Buccarella, De Lorenzis, Donno e Lezzi colgono di buon grado l’incontro che si tiene oggi 24 novembre in Provincia di Lecce. Personalmente non potrò partecipare a causa dei lavori d’aula sul “jobs act”. Tuttavia, la sen. Barbara Lezzi, in rappresentanza anche dei sen. Donno e Buccarella, che saranno in regione per discutere della legge elettorale, parteciperà non solo per concertare un percorso condiviso che tuteli il territorio dalle imminenti trivellazioni ma, soprattutto, per ribadire quanto sia preistorica la politica energetica nazionale e per cercare, a tal proposito, un altrettanto impegno condiviso al fine di portare a tutti i livelli anche la battaglia contro TAP e nuovi gasdotti in genere. Ci auguriamo chiarezza e prese di posizione ferme per non incorrere in ipocrisie e mere propagande elettorali, dato che, per esempio, proprio la Provincia presieduta da Gabellone non ha mai espresso contrarietà al gasdotto TAP. Quindi, sicuramente e coerentemente dal M5S un sicuro NO trivelle e gasdotti perché preferiamo reti intelligenti (“smart grid”) che distribuiscano efficientemente energia prodotta in forma diffusa da piccoli impianti domestici rinnovabili (non i grandi impianti che devastano paesaggi e territori), investimenti per efficientamento energetico degli edifici (quel settore che, tra l’altro, per un miliardo di investimento generano 18.000 posti di occupazione), e quelli in ricerca e sviluppo per le tecnologie per immagazzinare energia.

#TAP: il Ministero sia garante e trasparente!

Ingresso di Via Molise, 2

Ho chiesto ufficialmente al MISE di poter partecipare alla conferenza dei servizi relativa a #TAP. Permetteranno ad un dipendente di 9 milioni di Italiani di sapere cosa si dicono e cosa decideranno in quella sede.

richiesta incontro mise tapOppure i cittadini si devono per forza disinformare con agenzie stampa e dichiarazioni slogan dei politicanti di mestiere?

Chiaramente vorrei poter intervenire ma come mi hanno ribadito in altre sedi (al Ministero dei Trasporti) potrei non essere titolato a farlo (lo so è scandaloso)… tuttavia credo che nulla osti a farmi partecipare solo per ascoltare e poter riferire. D’altronde mi pagate anche per questo: essere il terminale di una rete e far passare a voi le informazioni “diTAP pipeline_550x300 palazzo” senza intermediazioni e filtri degli uffici di comunicazione degli apparati politico e mediatico.

 

Ad ogni modo pubblicherò la risposta del Ministero… stay tuned!

L’energia senza legalità e diritti civili

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Tra le ragioni della nostra forte, coerente e convinta opposizione al gasdotto TAP, ovunque a prescindere dall’approdo, come cittadini e forza politica nelle istituzioni, una importante motivazione è determinata dal fatto che siamo assolutamente contrari a legare le sorti energetiche dell’Unione Europea a regimi autoritari. Non importa che ieri si chiamasse Gheddafi o Putin e oggi Aliyev, come non importa che sia un presidente, un re o un comandante militare; denunciamo in tutte le sedi possibili che come Italiani non vogliamo stringere alcun accordo commerciale/industriale/finanziario con chi si macchia di reati gravissimi, reprimendo i diritti fondamentali dell’uomo come il diritto alla libera espressione e il diritto all’assemblea. Il 17 Settembre, ho preso parte insieme ad altri portavoce M5S ad un incontro organizzato da Amnesty International e ReCommon: un attivista per la “democratizzazione” dell’Azerbaijan a rischio della sua stessa libertà personale e della sua vita, è venuto a testimoniare la situazione tragica sui diritti civili in quel paese. L’Azerbaijan è uno stato in cui gli oppositori politici e i giornalisti vengono incarcerati (oggi si stima siano un centinaio) e la volontà dei cittadini non è ascoltata come dimostra questo rapporto di Amnesty International. Turgut Gambar è venuto a lanciare un grido di allarme e una richiesta di aiuto.

Il democratico Renzi e il viceministro De Vincenti forse sono più a loro agio a Baku, dato che hanno ignorato il parere discordante tra il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni Culturali, tenuto conto che quest’ultimo ha espresso parere contrario, ribadendo quel no convinto delle popolazioni locali. Quel no che è un SI propositivo ad uno sviluppo del paese che preveda un progresso sociale e non una sola mera crescita economica per qualche multinazionale.

Per questa

Per queste ragioni, ho chiesto in aula che il primo Ministro venga a riferire su quanto il governo italiano e i suoi rappresentanti si dicono con il presidente Aliyev.

 

 

Coerenza e querele: Vendola impugni il decreto “sfascia Italia”

 

TAP: IL M5S INVITA VENDOLA AD IMPUGNARE IL DECRETO SBLOCCA ITALIA DIMOSTRANDO FINALMENTE COERENZA TRA ROMA E BARI

La maggioranza renziana boccia le quattro pregiudiziali di incostituzionalità presentate da M5S, Forza Italia, Lega e SEL. Il M5S chiede al Presidente della Puglia di impugnare il provvedimento dinanzi alla Corte Costituzionale per opporsi concretamente al gasdotto TAP

L’Aula di Montecitorio respinge le quattro pregiudiziali di incostituzionalità sul decreto Sblocca Italia. La maggioranza renziana, infatti, boccia le proposte di M5S, Forza Italia, Lega e SEL. E proprio al leader di Sinistra, Ecologia e Libertà che si rivolgono i parlamentari pugliesi 5 Stelle, i quali chiedono al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola di impugnare il decreto dinanzi alla Corte Costituzionale.

“Coerenza, ci vorrebbe coerenza ma dubitiamo fortemente che SEL ne abbia. Dopo questa bocciatura della maggioranza di governo, Vendola ha la possibilità di impugnare il provvedimento”, ribattezzato dai 5 Stelle “Sfascia Italia”. Il decreto contiene al suo interno articoli che “schiacciano i diritti dei cittadini e dei pochi enti ancora democraticamente eletti come regioni e comuni. Gasdotti come il TAP, rifassificatori, trivellazioni, inceneritori, colate di cemento e di asfalto sono tutte opere che danneggiano l’ambiente e la salute e che, con questo provvedimento del Governo Renzi, vengono agevolati senza alcuna possibilità per gli italiani di manifestare il proprio dissenso per questi scempi: è senza dubbio uno tra i peggiori decreti mai emanati da questo Esecutivo. Un decreto che dovrebbe essere impugnato davanti ai giudici della Suprema Corte perché palesemente incostituzionale”.

Una richiesta che i parlamentari pugliesi 5 Stelle rivolgono al Presidente Vendola che, almeno nell’Aula di Montecitorio, ha espresso la propria contrarietà al provvedimento renziano. Il M5S, ribadendo la propria contrarietà al gasdotto TAP qualunque sia il punto d’approdo, dichiara che si opporrà in tutte le sedi per bloccare il “saccheggio del territorio pugliese”.

Il decreto Sblocca Italia offre finalmente l’occasione alle opposizioni presenti in Parlamento di dimostrare un minimo di coerenza. Ora le regioni governate da queste opposizioni possono far valere la propria voce. Vendola dormiva nel 2010 quando poteva opporsi all’attraversamento di nuovi gasdotti in Puglia e ha dormito dopo l’approvazione della ratifica dell’accordo trilaterale sul TAP, non impugnando quella legge come da noi richiesto. Continuerà a favorire lo sviluppo di inceneritori ed a permettere le trivellazioni solo per spartirsi poltrone e interessi con il Partito Democratico, vivendo di politica sulle spalle dei pugliesi, oppure avrà finalmente un sussulto che lo desti dal suo torpore? Impugni lo Sfascia Italia e dimostri che le sue azioni legali possono essere nell’interesse della collettività e non per propaganda personale. Non vorrà querelare tutti coloro che gli ricordano la verità e lo richiamano ai suoi doveri!”.