SS 275: ripartire da zero. Valutazione all’esame del Ministro

La strada statale 275 è un’opera che nel Salento ha creato da sempre aspettativa e sulla quale occorre fare chiarezza.

Come denunciato da Anac, la politica locale tutta e Anas sono stati in procinto di realizzare un progetto sovradimensionato, inutile e dannoso per il territorio, basato su valutazioni vecchie di 30 anni, non a caso chiamata “vergogna delle vergogne” dalla dirigente di Anas detta “la dama nera” al centro delle indagini della magistratura relativamente a fatti di corruzione.
A seguito del ritiro del vecchio progetto in autotutela, ne è stato presentato un altro, per la verità molto simile al precedente, che prevede due lotti funzionali separati: il primo, Maglie – Tricase, fino a Montesano è identico e mai contestato da nessuno, sul quale c’è sempre stato consenso unanime per la sua rapida esecuzione. È stato recentemente variato con il consenso delle amministrazioni per giungere fino a Tricase con 4 corsie.
Il secondo, Tricase – Gagliano del Capo, è stato sempre proposto come necessario e indispensabile da chi aveva interesse diretto particolare alla sua realizzazione a vario titolo, anche quando aveva 4 corsie e “tombava”, plausibilmente non a caso, due mega discariche abusive oggi poste sotto sequestro.

Le argomentazioni addotte finora circa la sicurezza stradale dell’esistente, tempi di percorrenza dell’esistente e l’impatto occupazionale, sono stati gli alibi di chi ha caparbiamente, e a volte in malafede, propagandato una idea di sviluppo e modernità dell’ ‘800, scuse facilmente e puntualmente smentite dal m5s e da comitato sos 275 in questi anni.
La separazione funzionale stabilita da Mit e Anas e avallata dal Cipe relativamente ai due lotti contraddice chi ritiene si debba decidere oggi sul secondo lotto e chi ora vorrebbe tra i sindaci ridiscutere il primo, dando torto nella logica ad entrambi.

La discussione sul secondo lotto non ha mai preso le mosse sulla riflessione della reale utilità. Reputo fondamentale non saltare un approfondimento di merito, sempre precluso in tutti i tavoli istituzionali cui ho partecipato che invece si sono concentrati esclusivamente, e troppo superficialmente, solo su due ipotesi di tracciato appiattendo anche il dibattito pubblico che, come mostrato all’incontro di Tricase, è molto più ampio e ricco. Se pertanto tecnicamente Anas durante la Valutazione di Impatto Ambientale deve analizzare tutti gli scenari, senza esclusione alcuna, includendo quindi quello che contempli la messa in sicurezza e la velocizzazione dell’asse viario esistente, perché la politica non ha mai ragionato su tale ipotesi, anche con l’ausilio dei tecnici, in nessuno degli incontri tenuti finora?

Forse qualcuno ha il timore di perdere il consenso?

Inoltre, ho anche esplicitato che nell’era dei big-data è inaccettabile per gli amministratori rinunciare a scelte consapevoli e ho ricordato che una legge dello Stato, il codice dell’amministrazione digitale, obbliga Anas a pubblicare tutti i dati di transito che raccoglie istantaneamente su ogni arteria d’Italia in sua gestione.
L’analisi dei flussi per ciascun asse viario attraverso multiple rilevazioni in più punti lungo l’infrastruttura, è fondamentale in qualunque processo tecnico e politico e decisionale, come ha plasticamente dimostrato la bocciatura del vecchio progetto, assolutamente inadeguato alle mutate esigenze del territorio: navigare a vista, sulla base di opinioni personali o di interessi particolari, non è auspicabile non solo perché si rischia di sprecare soldi dei cittadini ma perché, come dimostrano i decenni trascorsi, allunga i tempi di decisione, non supporta le scelte politiche in un confronto trasparente con l’opinione pubblica, privando la discussione di elementi inconfutabili per valutare ogni intervento. Tale analisi inoltre risulta imprescindibile nella pianificazione della mobilità della regione e degli altri di servizi di trasporto. Nell’ottica di una valutazione complessiva del sistema trasporti sicuro, rapido, economico ed efficiente, la scelta di realizzare il secondo lotto potrebbe essere disarmonica, se non addirittura totalmente incoerente, con la visione trasportistica del territorio che si sta costruendo con investimenti su trasporto ferroviario, interoperabilità e inter modalità.

E poi ci sono tanti interventi necessari e indifferibili forse maggiormente prioritari: elettrificazione delle ferrovie del sud est dell’area di Casarano-Gallipoli, soppressione di centinaia di passaggi a livello (ed eventuali opere infrastrutturali come sovrappassi e sottopassi), la riqualificazione delle stazioni delle Fse (almeno di quelle principali che dovrebbero essere da subito hub intermodali come Tricase, Nardò, Maglie e Casarano), raddoppio dei binari perché altrimenti non potranno mai esserci più di due treni ogni ora.

Infine, merita di essere affrontata con trasparenza la questione relativa ai costi. Il primo lotto assorbe quasi tutto il finanziamento: 244 milioni di euro su uno stanziamento effettivo di 288 milioni di euro (ripartito tra Regione al 40% e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) per un progetto che qualche anno fa era stimato costare 130 Milioni di euro. Ho ribadito quindi quello che tutti sanno: i ribassi d’asta sull’aggiudicazione della gara del primo lotto e i 44 milioni, probabilmente non basterebbero se si decidesse di proseguire con il secondo lotto e si dovranno stanziare ulteriori risorse senza che questo sia motivo ostativo alla scelta, ma rientrando in un ragionamento, finora assente, di efficacia degli investimenti pubblici.

Fuori dalle polemiche strumentali e dalle interpretazioni errate, un’opera così importante merita un dibattito serio e approfondito su questi aspetti. È il compito della politica. La storia della 275 ci ha dimostrato, finora, dove porta certa faciloneria. A ritardi imperdonabili ed errori gravissimi. Ed è proprio quello che vogliamo evitare.

Alcune precisazioni sulla SS 275

  1. il primo lotto (maglie-tricase) è funzionalmente separato dal secondo (tricase-gagliano), pertanto si può realizzare l’uno in attesa di verificare l’effettiva utilità del secondo;
  2. non sono resi pubblici i dati aggiornati e le altre evidenze (che pure anas e ferrovie del sud est detengono) sull’uso delle infrastrutture viarie per scegliere se il secondo lotto sia da realizzare o meno. Perché Anas non li rende disponibili online sul sito web come prevede la legge dello Stato Italiano “codice dell’amministrazione digitale”?;
  3. tra le opzioni c’è (come ha confermato Anas a Roma) e deve esserci anche quella di mantenere l’esistente senza ulteriori tracciati ma che contempli la messa in sicurezza e la velocizzazione dell’asse viario esistente;
  4. la scelta di realizzare il secondo lotto potrebbe essere incoerente con la visione trasportistica a breve-medio termine della Regione e dello Stato relativamente agli investimenti su trasporto ferroviario, interoperabilità ferroviaria, intermodalità,…oltre a quelli di altri soggetti come Ferrovie del Sud Est;
  5. il primo lotto assorbe già ora praticamente tutto il finanziamento perché è stimato essere di 244 milioni di euro su uno stanziamento effettivo di 288 milioni di euro (equiripartito tra regione e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), ergo per il secondo lotto non sono previsti attualmente stanziamenti;
  6. mancano risorse (centinaia di milioni di euro) per tanti interventi necessari e indifferibili: elettrificazione dell’area di Casarano-Gallipoli, soppressione dei passaggi a livello (ed eventuali opere infrastrutturali come sovrappassi e sottopassi), la riqualificazione delle stazioni delle fse (almeno di quelle principali che dovrebbero essere da subito hub intermodali come Tricase, Maglie, Casarano,…);
  7. le bonifiche delle discariche accertate devono essere realizzate a prescindere dalla eventuale realizzazione del nuovo asse viario.

Rivedi il video

Collegatevi e condividete! Ho qualcosa da dirvi sulla strada statale 275….1-il primo lotto (maglie-tricase) è funzionalmente separato dal secondo (tricase-gagliano), pertanto si può realizzare l’uno in attesa di verificare l’effettiva utilità del secondo.2-non sono resi pubblici i dati aggiornati e le altre evidenze (che pure anas e ferrovie del sud est detengono) sull’uso delle infrastrutture viarie per scegliere se il secondo lotto sia da realizzare o meno. Perché Anas non li rende disponibili online sul sito web come prevede la legge dello Stato Italiano “codice dell’amministrazione digitale”?3-tra le opzioni c’è (come ha confermato Anas a Roma) e deve esserci anche quella di mantenere l’esistente senza ulteriori tracciati ma che contempli la messa in sicurezza e la velocizzazione dell’asse viario esistente4-la scelta di realizzare il secondo lotto potrebbe essere incoerente con la visione trasportistica a breve-medio termine della Regione e dello Stato relativamente agli investimenti su trasporto ferroviario, interoperabilità ferroviaria, intermodalità,…oltre a quelli di altri soggetti come Ferrovie del Sud Est5-il primo lotto assorbe già ora praticamente tutto il finanziamento perché è stimato essere di 244 milioni di euro su uno stanziamento effettivo di 288 milioni di euro (equiripartito tra regione e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), ergo per il secondo lotto non sono previsti attualmente stanziamenti 6-mancano risorse (centinaia di milioni di euro) per tanti interventi necessari e indifferibili: elettrificazione dell’area di Casarano-Gallipoli, soppressione dei passaggi a livello (ed eventuali opere infrastrutturali come sovrappassi e sottopassi), la riqualificazione delle stazioni delle fse (almeno di quelle principali che dovrebbero essere da subito hub intermodali come Tricase, Maglie, Casarano,…)7-le bonifiche delle discariche accertate devono essere realizzate a prescindere dalla eventuale realizzazione del nuovo asse viario

Publiée par Diego De Lorenzis sur Jeudi 11 octobre 2018

SS 275, per i Giudici legittimo l’annullamento di Anas. Ora realizzazione dell’opera secondo legalità e partecipazione.

Nessuna descrizione della foto disponibile.L’ennesima sentenza che certifica le macroscopiche illegittimità commesse nella realizzazione dell’opera così come progettata in origine, certifica ancora una volta il fallimento dei politicanti che nel corso degli anni hanno preso in giro i cittadini e resta l’inattuabilità dell’approvazione di un progetto esecutivo di un’opera non più fattibile.

Nessuna descrizione della foto disponibile.Avevamo ragione noi quando abbiamo chiesto ed ottenuto da Anas, in conformità alle precedenti sentenze del Consiglio di Stato e alle determinazioni dell’Autorità nazionale anti-corruzione, che andava revocato tutto per garantire il migliore utilizzo delle risorse pubbliche, il massimo livello di trasparenza e il più ampio livello di partecipazione, abbiamo sempre sostenuto che occorreva rispondere a mutate esigenze progettuali emerse sotto il profilo della sostenibilità tecnico/economica/ambientale, garantire il più celere avvio dei lavori e il contenimento della spesa pubblica, oltre che ripristino della regolarità dell’appalto. Ed oggi anche la giustizia amministrativa ci da ragione.

Ora vietato ripercorrere la via dell’illegalità ma obbligatoria quella della messa in sicurezza della strada e la bonifica delle discariche rinvenute, ma soprattutto devono essere garantite maggiore trasparenza e partecipazione delle comunità locali nei procedimenti.

In questi anni dopo interrogazioni, denunce e risoluzioni per impegnare il Governo a spostare i fondi verso l’elettrificazione della tratta ferroviaria da Martina Franca a Gagliano, abbiamo sempre chiesto incontri per capire le modalità di proposta e interlocuzione di Anas e Regione per evitare progetti calati dall’alto. Contrariamente a quanto sta avvenendo nuovamente purtroppo, l’opera deve esser adeguata alle reali esigenze del territorio e condivisa attraverso il coinvolgimento delle popolazioni locali, altrimenti si commetteranno ennesimi sprechi di risorse pubbliche.

Comunicato stampa in risposta alle dichiarazioni del Prefetto

 Le riflessioni sul benessere socioeconomico del territorio esposte ieri dal Prefetto Palomba in occasione del convegno organizzato dalla UIL sono decisamente difficili da accettare proprio per la funzione di grande responsabilità nel sistema istituzionale e per la grande esperienza nel ricoprire tale ruolo.
Certamente, è indubbio e ampiamente condivisibile che ciascun cittadino rivesta un ruolo fondamentale e imprescindibile per tutelare e diffondere la legalità e che tutti i soggetti debbano essere uniti per combattere le illegalità e difendere il territorio. Ma è proprio in questa ottica che la storia ha dimostrato che i “treni si perdono” proprio quando le infrastrutture si realizzano in condizioni di rischio di illegalità. La tesi secondo cui vengono perse preziose occasioni quando i cantieri di certe opere restano ferme non è accettabile, semmai è esattamente il contrario: centinaia di miliardi spesi in corruzione e malaffare sono soldi delle tasse degli italiani sottratti per l’arricchimento di pochi che viziano la leale concorrenza, la sicurezza dei lavoratori, la serenità degli utenti, le casse pubbliche.

Rifarsi poi all’alta velocità, che in realtà è altra velocità, rispolverando l’idea del frecciarossa come idea di modernità e di efficienza, vuol dire ignorare, non solo che sia un servizio a mercato, ma dimenticare il disastroso servizio pubblico regionale e intercity che finanziamo con quattrini pubblici, e soprattutto trascurare le priorità dei cittadini che usano quotidianamente linee ferroviarie obsolete e poco sicure col paradosso di dover pure mantenere 2-3 auto a famiglia.

La situazione drammatica di estrema difficoltà di tante, troppe, famiglie pugliesi è l’effetto di una politica spesso incapace, quando non addirittura collusa, che ha usato talvolta proprio questa leva per giustificare ogni nefandezza di certa imprenditoria. La vicenda della ss 275 ha dimostrato, e continua a dimostrare tuttora, da una parte la poca lungimiranza della classe politica per cui la parola “sviluppo” passa soltanto per cementificazione selvaggia che travolge qualsiasi regola e controllo e dall’altra il ruolo della cittadinanza attiva come presidio di legalità: proprio questa esperienza di sentinelle per la salvaguardia dei beni comuni rappresenta una esperienza dalla quale trarre profondo insegnamento e cui ispirarsi. Invece, continuiamo ad assistere ad opere inutili, se non addirittura dannose, come TAP, imposte dall’alto, decise in qualche segreta stanza, la cui strategicità non è mai spiegata pubblicamente semplicemente perché inesistente.
Il benessere socioeconomico può essere duraturo solo se è il frutto di scelte condivise, investimenti capillari in opere utili e diffuse, che diano ai cittadini servizi essenziali e accessibili e quando la politica crea condizioni lungimiranti di programmazione dell’assetto del territorio consentendo a ciascun cittadino di essere informato, libero da condizionamenti e pertanto non ricattabile.
La politica ha pertanto il compito urgente di ridefinire un quadro normativo certo e durevole dove il rischio di illegalità sia minimizzato e le energie imprenditoriali liberate da eccessivi e insensati controlli burocratici, ma allo stesso tempo che in presenza di condotte scorrette, puniscano severamente e celermente coloro che hanno danneggiato la società.
Le istituzioni tutte oggi più che mai, ispirandosi alla nostra carta costituzionale, hanno il dovere ineludibile e improcrastinabile di dare concretezza a quei principi e a quei valori che sono il fondamento del nostro vivere insieme.

Da TAP a SS 275, solo il M5S ha posizioni coerenti

La mia intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi!

Onorevole De Lorenzis, con tutti questi scandali (candidati massoni e addirittura condannati, rimborsopoli), cosa sta succedendo attorno al Movimento 5 Stelle, in quest’ultimo periodo?

La parola scandalo mi sembra eccessiva, semplicemente alcuni candidati non avevano compreso l’importanza delle nostre regole di trasparenza nei confronti dei cittadini italiani, regole che ci distinguono da tutte le altre forze politiche e di cui siamo estremamente orgogliosi. Abbiamo dimostrato che si può adempiere bene al proprio ruolo istituzionale senza l’eccesso di soldi e il carrierismo politico che caratterizza invece tutte le forze politiche. Inoltre, abbiamo evidenziato l’esistenza di regole ferree. Da noi chi sbaglia paga ed è fuori, al contrario di altri partiti dove fioccano candidati indagati e condannati anche per reati gravi.

Lei non è stato neppure sfiorato dalla vicenda dei mancati versamenti al Fondo per il microcredito alle imprese. Ma cosa pensa dei suoi colleghi, compreso il senatore Buccarella, coinvolti a pieno titolo?

Personalmente le mie donazioni, pari a oltre 160.000 euro, sono state fatte con bonifici online della cui corretta esecuzione sono sempre stato certo. Questo contributo, insieme a quello di altri 120 colleghi parlamentari, è confluito nei 23 milioni di euro ottenuti dal dimezzamento dello stipendio di parlamentare e dai rimborsi non usati per l’attività politica. Chi ha sbagliato ha manifestato la propria debolezza umana ma ha anche dimostrato che sono le nostre regole a renderci migliori come forza politica.

E crede che in qualche modo le polemiche, anche interne al Movimento 5 Stelle, si possano ripercuotere sull’esito del voto del 4 marzo?

Direi di no. I cittadini sono stati finalmente informati che c’è una forza politica, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, che coerentemente con quanto afferma da 10 anni non accumula denaro ma restituisce i soldi in eccesso, al fine di aiutare le piccole e medie imprese italiane. Questo sta creando un clima di fiducia, gli elettori vedono persone credibili che dimostrano con i fatti l’efficacia del progetto in cui credono.

Come giudica il cosiddetto “Modello Puglia” di Emiliano? E, secondo lei, il presidente della Regione dovrebbe essere “super partes” in questa campagna elettorale?

Il modello Puglia di Emiliano è quello per cui quando era Sindaco pensava alla poltrona in Regione e ora che è in Regione pensa a quella in Parlamento. Quello costellato da assessori che cambiano ogni sei mesi per problemi con la giustizia. Quello in cui si fa finta di essere sempre l’opposizione interna al partito per tenere il consenso dell’elettorato, come faceva anche Renzi con Bersani. Emiliano, in due anni di governo, ha solo messo in campo la brutta copia del reddito di cittadinanza che avevamo proposto. La sanità, le scuole, la formazione, l’agricoltura, i trasporti e l’acquedotto sono al collasso. Come se non bastasse il consiglio regionale è congelato da un mese, dato che cinque consiglieri di maggioranza e cinque di opposizione sono candidati alle elezioni politiche.

Il Consiglio di Stato dice che la gara sulla Maglie-Leuca è da rifare. Qual è la sua posizione sulla 275?

Il Consiglio di Stato ha accertato quanto per anni abbiamo denunciato insieme al Comitato SOS 275, che ringrazio. La politica, insieme a una parte di imprenditoria, era solo interessata a sprecare soldi delle nostre tasse con la “vergogna delle vergogne”. Siamo favorevoli al raddoppio a quattro corsie fino a Montesano, bisogna elettrificare la linea delle Ferrovie Sud Est con la chiusura dei passaggi a livello e la velocizzazione della linea, stanziare le risorse per bonificare tutte le discariche trovate sul tracciato, mettere in sicurezza il percorso attuale, fluidificare la percorrenza sostituendo semafori con rotatorie non sovradimensionate e bypass per evitare l’attraversamento di alcuni paesi. Dopo aver fatto questi interventi, occorre uno studio rigoroso per valutare la necessità ulteriori interventi.

Su Xylella quanto è stato fatto? E cosa si poteva fare di più per arginare l’emergenza?

Per il disseccamento dei nostri ulivi è stato fatto poco e male. Intanto non si è mai presa in considerazione l’ipotesi di dover convivere con il patogeno, come richiedevano le linee guida europee. Non c’è stata trasparenza nelle analisi e nella catena di gestione del problema (il commissario agisce con poteri straordinari derogando alle norme ordinarie) e non c’è stata continuità nella strategia, infatti con il passaggio delle responsabilità alla Regione i contributi a Comuni e agricoltori per le buone pratiche agricole sono state interrotti, vanificando gli interventi del commissario. In cinque anni è stato redatto un solo piano nazionale olivicolo che ancora non è in azione. La Spagna in dieci anni ne ha redatti e applicati quattro. Ora serve un regime transitorio speciale, anche di sostegno fiscale ed economico, che per qualche anno, per tutto il territorio colpito, permetta alle aziende agricole e quelle dell’indotto di assestarsi.

Su Tap c’è un appello per cambiare l’approdo a San Foca. Secondo lei, ci sono ancora i margini per farlo?

Qui entra in gioco un punto importante: la coerenza. Tutte le forze politiche hanno bocciato la nostra proposta al parlamento europeo di non finanziare Tap con 1,5 miliardi di euro della Banca Europea degli Investimenti. Molti di quelli che oggi si dicono contrari e firmano l’appello hanno votato l’accordo di ratifica internazionale in cui era già presente l’approdo di San Foca e hanno votato il decreto Sblocca Italia, che rende strategico il gasdotto nonostante sia inutile e dannoso per gli italiani. Noi siamo stati gli unici a essere presenti sempre con una posizione univoca a ogni livello istituzionale: non abbiamo bisogno di Tap in nessun luogo, perché già oggi abbiamo il doppio del gas necessario al nostro Paese. Se saremo al Governo chiuderemo tutte le centrali a carbone nel giro di due anni senza alcun gasdotto ulteriore, rilanceremo il settore delle rinnovabili, lo stoccaggio dell’energia e la ricerca di base e applicata su reti intelligenti di distribuzione dell’energia (smartgrid), l’idrogeno e batterie con un rilancio dell’occupazione trenta volte superiore agli occupati nel settore dell’energia fossile.

Ss 275 – La storia infinita

Oggi dalle 15.00 alle 17.00 a palazzo Adorno, sede della giunta provinciale leccese (ma il PD non aveva detto di aver abolito le Province?), ho partecipato, in qualità di uditore, all’incontro convocato dalla Regione (era presente l’assessore ai Trasporti) con tutti i sindaci dei Comuni interessati dal secondo lotto (quello più a sud) alla presenza dei tecnici Anas, della Regione e della Provincia.

Anas ha illustrato 2 soluzioni: il nuovo, scusate nuovissimo, tracciato e la soluzione alternativa (richiesta dal Comune di Tricase) tramite l’adeguamento della “Cosimina”.

Entrambe prevedono solo 2 corsie.

La prima soluzione, quella a ovest, che passa tra Tricase e Lucugnano è un tracciato ex novo, l’ennesima rivisitazione del vecchio ben conosciuto progetto di Anas a 4 corsie. Prevede in termini quantitativi di consumo di suolo, diretto e immediato, un minor numero di km2 da espropriare, un tracciato più lineare (soluzione più corta di 1 km e più economica di circa 20 milioni di euro) con un ingombro totale di 18-19 metri (incluso i canali di raccolta delle acque meteoriche a valle dei margini con pendenza nei tratti sopraelevati) a fronte di oltre 30 metri (se non erro) previsti con la “vergogna delle vergogne” (il vecchio tracciato a 4 corsie).
Questa prima ipotesi raccoglie la richiesta (formulata negli incontri precedenti) di avere una infrastruttura già predisposta ad un eventuale raddoppio a 4 corsie (qualora in futuro ne ricorrano le condizioni, secondo taluni sindaci!). E infatti mantiene una fascia di salvaguardia da abitazioni e altri siti per un vincolo totale di 30 metri (trasversale al senso di percorrenza)…

La soluzione che riutilizza la strada esistente, c.d. Cosimina, che passa a est di Tricase (verso mare), è leggermente più lunga (1 km) e paradossalmente impegna un maggior consumo di suolo, dato il maggior numero di svincoli coinvolti, già esistenti. Essi verranno convogliati in complanari per non avere accessi diretti e a raso; da questo deriva, immagino, anche il maggior costo. Quindi di fatto raddoppia la “Cosimina” (per il Comune di Tricase il vantaggio è non rimanere “chiuso” tra due arterie a scorrimento nel caso si adottasse la prima soluzione).

È evidente che entrambe le soluzioni, mantenendo l’attuale asse viario della ss 275, sono già un raddoppio dell’esistente, solo di fatto dislocato in maniera non adiacente.

L’assessore regionale ha insistito nel ribadire il proprio impegno a trovare le risorse necessarie per realizzare il tracciato su cui ci sia piena condivisione dagli enti locali: ha invitato, pertanto, a non preoccuparsi del “costo” dell’opera, ma a concentrarsi sulla “utilità” della stessa. Insomma, ha voluto sottolineare che per avere “presto” l’infrastruttura è necessario non avversarla, con ricorsi nelle sedi giudiziarie, paventando la possibilità di perdere i fondi finora stanziati (288 milioni di euro di cui però 244 sarebbero necessari solo per il primo lotto secondo quanto appreso dalla stampa!)

Tutti i sindaci hanno appoggiato la nuova ipotesi progettuale vicina al vecchio tracciato a 4 corsie, quella più a ovest, ad esclusione del sindaco di Tricase.

L’incontro si è concluso con la proposta di tenere un dibattito pubblico a Tricase per confrontarsi apertamente con i cittadini alla presenza di Anas e della Regione (con l’evidente intento di vincere le ritrosie e convergere sulla prima opzione).

In attesa che i progetti vengano resi pubblici (ovviamente verrà pubblicata solo la soluzione concordata e non quella alternativa), ci sono alcune questioni totalmente abbandonate…

La bonifica delle discariche rinvenute sulla proposta del vecchio tracciato quando verrà eseguita? Non è dato saperlo, il nuovo tracciato se ne allontana volutamente per non incappare nel vincolo di sequestro della magistratura, esistente sulle medesime.

La messa in sicurezza del tracciato attuale della ss 275 quando avverrà? Nessun accenno di questo da Anas, dalla Regione e dagli altri presenti, nonostante sia una questione dirimente per centinaia di cittadini ogni giorno.

La fluidificazione della mobilità veicolare sul tracciato esistente è una priorità? Nessuna parola da alcuno dei presenti, nonostante la questione sia nota e Anas stia intervenendo su tante strade statali con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria: neanche un centesimo per eliminare incroci, addirittura semaforici, come quello di Surano.

Le opere di compensazione (percorsi ciclabili intercomunali, barriere antirumore, piantumazione di alberi e aree a verde, riqualificazione della viabilità urbana vicino al tracciato attuale, chiusura di passaggi a livello con sovrappassi e sottopassi della viabilità esistente,…) di cui si è discusso in questi anni (previste e richieste formalmente non è dato sapere)? Neanche a parlarne: essendo un progetto ex novo, la mitigazione degli impatti (di questa nuova opera) sarà discussa a progetto definito.

Essendo un incontro per discutere soluzioni progettuali tecniche, nessuna parola anche sul potenziamento delle modalità di trasporto alternative all’auto!

Ognuno ne tragga le proprie riflessioni!

SS 275: ritardi dovuti alle illegittimità

Il ritardo nella costruzione della strada è dovuto solo alle plurime illegittimità e alla smisurata “fame” di imprenditori e politici che volevano un appalto sovradimensionato. Se tutto si fosse svolto in maniera trasparente, ascoltando i cittadini che per anni hanno informato su tutte le macroscopiche irregolarità, la strada, opportunamente rivista, oggi sarebbe realizzata.

Sono ridicoli coloro che hanno incessantemente sponsorizzato il vecchio progetto, incuranti delle evidenti illegittimità e delle esigenze del territorio: ora pretendono di rifilare un’altra amara ricetta, quando hanno già la paternità politica della “vergogna delle vergogne” e per questo dovrebbero mettersi da parte.

Noi non arretreremo di un centimetro sulle necessità che da tempo sono diventate urgenze: garantire la trasparenza e la legalità nei procedimenti, limitare il consumo inutile di suolo, promuovere la partecipazione delle comunità locali, procedere con la bonifica delle discariche e la messa in sicurezza del tracciato stradale esistente.

SS 275: cittadini nuovamente esclusi!

Inaccettabile assistere ancora una volta alla totale assenza di partecipazione e trasparenza: Regione ed Anas devono incontrare i cittadini dei territori interessati, esporre pubblicamente le idee progettuali, valutare insieme le proposte in modo da renderle condivise. La mancanza di trasparenza è stata complice della vergogna del primo progetto bocciato dai magistrati e dall’Anticorruzione, non è possibile ancora chiudersi in una stanza e non prevedere la partecipazione attiva e l’informazione dei cittadini.

Non è possibile perdere altro tempo: paradossalmente rispetto a quanto si può supporre, è dimostrato che il modo per accelerare la realizzazione di una infrastruttura utile e commisurata alle esigenze del territorio, è proprio il coinvolgimento di tutti gli attori in modo da prevenirne in futuro qualunque obiezione. Chi ha quindi paura della trasparenza? E per quali ragioni decidere in gran segreto se questo provocherà pure ulteriori ritardi?


Infine, ancora nessuna certezza per la messa in sicurezza del tracciato esistente, l’elettrificazione della rete ferrata con la contestuale velocizzazione e la messa in sicurezza come nulla si sa sulle bonifiche delle discariche rinvenute: queste dovrebbero essere le priorità per anas e regione!

Trasporti Salento: sindaci in Provincia. Ennesima passerella inutile!

Martedì 25 luglio, alle ore 11:00, nell’aula consiliare di Palazzo dei Celestini, a Lecce. è stata convocata dal presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone l’assemblea dei Sindaci per discutere sul tema dei trasporti.  E’ un incontro che sa di farsa. E’ certamente positivo che i sindaci s’incontrino per parlare di trasporti, tuttavia non posso rilevare l’assoluta inutilità di tale discussione in assenza degli interlocutori che possono incidere. Discutere delle criticità dei trasporti in assenza degli enti e le società pubblici e privati, come l’assessore regionale ai trasporti e l’Agenzia Regionale per la Mobilità, le aziende Trenitalia, FSE, RFI, Aeroporti di Puglia, Anas è solo una perdita di tempo. Per un tema con competenze così trasversali si sarebbero dovuti convocare anche i consiglieri regionali, i parlamentari del territorio e i cittadini.

I servizi di trasporto in Salento sono un disastro perché i partiti i cui esponenti politici si incontrano non hanno mai lamentato nelle sedi competenti il rispetto del contratto di servizio: non hanno mai richiesto maggiore frequenza dei treni nei giorni festivi incluse le domeniche, non hanno mai denunciato ritardi e corse cancellate e neanche sporcizia e condizionatori rotti, forse troppo impegnati a non calpestare gli affari delle società di trasporto privato, dei tassisti o forse per incapacità. Insomma se raggiungere l’aeroporto di Brindisi, le scuole o le località turistiche è un’odissea, sono i partiti tradizionali a dover fare un esame di coscienza! I cittadini pretendono  un servizio regionale efficiente, capillare, economico e frequente, con integrazione tariffaria e intermodalità, ma il Presidente Emiliano riesce solo a fare passerelle con Ferrovie dello Stato, nonostante i disagi quotidiani di pendolari e turisti: gli amministratori locali dovrebbero denunciare la mancanza di visione e di risorse e le inaccettabili discriminazioni sulla sicurezza per cui sulle tratte ferroviarie salentine viene posticipata rispetto al resto della rete!

E’ paradossale che i partiti prima si battano per sprecare 250 milioni dei contribuenti per un’opera inutile e dannosa per il territorio come il vecchio progetto della S.S. 275, e poi si lamentino dell’isolamento del territorio, quando hanno la colpa di non aver acquistato nuovi treni, con sistema di sicurezza, linee elettrificate e riattivazione delle stazioni quasi abbandonate. Questo ennesimo incontro, senza potere decisionale, non avrà alcun effetto pratico ma servirà solo da alibi mediatico. L’unità degli intenti che in queste sedi emerge non è mai seguita da azioni concrete con gli interlocutori giusti! Gabellone e tanti altri politici che sprecano risorse pubbliche, non pianificano, tagliano i fondi ai servizi ai cittadini, dovrebbero dimettersi e restituire le indennità che percepiscono da troppi anni come politici di professione giacché non li paghiamo per far finta di risolvere i problemi che hanno causato!