Basta disinformazione sulla Ss 275

L'immagine può contenere: 1 personaLa materia del dibattito in questi giorni riguardante la Strada Statale 275 è emersa prima della sospensione dei lavori parlamentari, proprio grazie all’interessamento del sottoscritto e agli incontri periodici presso i Ministeri che costantemente richiedo per avere aggiornamenti dell’iter amministrativo.

Da 7 anni ormai, puntualmente, rendo pubblicamente conto degli sviluppi del procedimento, avendo a cuore sia la realizzazione nel più breve tempo possibile del primo lotto dell’importante infrastruttura viaria, sia una precisa informazione alla cittadinanza.

E proprio con riguardo a questo ultimo interesse, devo intervenire per sottolineare quanto siano infondati alcuni ragionamenti evidenziati pubblicamente da amministratori locali e da altri esponenti politici.

Nessuna descrizione della foto disponibile.Al fine di ristabilire la verità, occorre ricordare che la controversa richiesta del Ministro dell’Ambiente in merito alla liquidazione di alcuni oneri, riguarda provvedimenti di carattere normativo tra ministeri (quello della tutela ambientale ed quello dell’economia e delle finanze) di recente approvazione. Norme di rango secondario, non derivate quindi da interventi del parlamento o da decreti governativi.

In tal senso, è evidente che non c’è alcun intervento dilatorio volontario da parte di alcun soggetto o amministrazione, ma semplicemente una normale interlocuzione tra soggetti istituzionali sulla interpretazione di alcune misure normative.
A conferma di questo, ricordo che tale compensazione economica è stata richiesta anche per altre opere infrastrutturali situate al nord Italia che si trovano nella medesima condizione della SS 275 sotto il profilo del procedimento autorizzatorio.L'immagine può contenere: testo e spazio all'aperto
Inoltre, ne emerge come corollario, che tale questione non abbia alcuna responsabilità politica, anzi semmai proprio la fortissima attenzione che i sottosegretari e il sottoscritto hanno sulla vicenda, consente di accellerare al massimo i tempi per dirimere tali questioni burocratiche.

In secondo luogo, per consentire un confronto nel merito delle scelte, senza che esse siano viziate da errati presupposti, occorre sgombrare il campo del ragionamento sui poteri che un commissario avrebbe per pervenire alla cantierizzazione dell’opera.

Nessuna descrizione della foto disponibile.E’ bene ricordare che la sua eventuale nomina non avrebbe accorciato di un giorno l’iter fin qui seguito, poiché l’efficacia della sua azione interverrebbe solo in fase di conferenza dei servizi fino all’aggiudicazione dei lavori. Invocarlo come panacea per ogni passaggio dell’iter procedurale, induce false aspettative e tanto più sorprende che tale richiesta provenga come un disco rotto da un ex parlamentare di lunga esperienza.

Infine, mi preme ribadire che ho già chiesto dei nuovi incontri al ministero dell’ambiente e a quello delle infrastrutture e dei trasporti alla presenza dei sottosegretari, che si terranno nelle prossime settimane.

Statale 275: c’è bisogno di trasparenza e non di decisioni calate dall’alto.

Ne “La Gazzetta del Mezzogiorno” di oggi, è stato pubblicato un editoriale a mia firma nel quale ho cercato di fare chiarezza sulle vicende relative alla progettazione della SS 275 dal 2016 ad oggi. Il M5S chiede trasparenza e la massima attenzione nell’ottica della sostenibilità ambientale e del rispetto del territorio e della sua vocazione agricola.

Di seguito, potete leggere l’editoriale completo.

“𝐒𝐓𝐀𝐓𝐀𝐋𝐄 𝟐𝟕𝟓: 𝐂’𝐄̀ 𝐁𝐈𝐒𝐎𝐆𝐍𝐎 𝐃𝐈 𝐓𝐑𝐀𝐒𝐏𝐀𝐑𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐃𝐈 𝐃𝐄𝐂𝐈𝐒𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐂𝐀𝐋𝐀𝐓𝐄 𝐃𝐀𝐋𝐋’𝐀𝐋𝐓𝐎.

Sul caso della strada statale 275 in primis è opportuno raccontare quel che è accaduto al di là di ogni rivendicazione di parte.
Tre anni fa, il 25 ottobre 2016, Anas pubblica un comunicato in cui così si esprime: “nella doverosa osservanza della sentenza del Consiglio di Stato n. 1798 del 5.5.2016 e delle risultanze del procedimento avviato dall’Anac (delibera del 31 agosto 2016), ha valutato che, per “garantire il migliore utilizzo delle risorse pubbliche, il massimo livello di trasparenza e il più ampio livello di partecipazione, si debba procedere alla revoca, in via di autotutela, di tutti gli atti del procedimento concorsuale per l’affidamento dei lavori di ammodernamento e adeguamento della SS 275 Maglie-S. Maria di Leuca.” E ancora, cosi dichiarava l’allora Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani: “L’azienda ha orientato le proprie scelte non solo al fine di perseguire il ripristino della regolarità dell`appalto, nel rispetto delle pronunce giurisprudenziali susseguitesi nel corso degli anni, ma attraverso un’oculata project review dell’intervento anche al fine di rispondere alle mutate esigenze progettuali nel frattempo emerse sotto il profilo della sostenibilità tecnico/economica/ambientale, cercando di garantire, nel contempo, il più celere avvio dei lavori e il contenimento della spesa pubblica”. Se ne deduce che il vecchio progetto è stato viziato, come riconosciuto dall’Autorità nazionale anti corruzione, sia nelle modalità di affidamento della progettazione, sia nell’esito di tale lavoro, cioè negli elaborati tecnici prodotti, che evidentemente non risultavano il miglior utilizzo di risorse pubbliche in quanto non rispondevano a criteri di legittimità in termini di affidamento dell’appalto e tanto meno a quello delle esigenze del territorio. In sostanza, il comitato Sos275 aveva ragione e per contro tutti i partiti politici, ad eccezione del M5S, a tutti i livelli istituzionali insieme al mondo delle imprese e il comitato Pro275, sbagliavano, nonostante le loro esultanze e le ripetute promesse di avvio del cantiere ogni 6 mesi. Sbaglia ancora chi parla di eterna incompiuta essendo la progettazione del secondo lotto appena partita, ancor di più chi dopo essere stato al Governo e alla guida della Regione, dichiara la necessità di un commissario. Abbiamo invece bisogno di procedure ordinarie e di uscire dalla gestione delle emergenze, abbiamo bisogno di opere utili e non di infrastrutture sovradimensionate, abbiamo bisogno di trasparenza e dibattito pubblico in luogo di decisioni calate dall’alto e viziate da interessi particolari. Smentiti gli alibi che si debba fare una strada per assicurare reddito a qualche decina di operai per un paio d’anni, che serva a recuperare 5 minuti nel tragitto fino a Lecce e anche quello che dai dati di traffico puntuali e tendenziali, una lingua d’asfalto a 2 corsie dopo Tricase sia ampiamente sufficiente anche per garantire la sicurezza stradale, cosa è accaduto negli ultimi 2 anni?

Mentre sul 1° lotto, con l’accordo di tutti i sindaci e di tutte le forze politiche, si è approvato il progetto definitivo fino a Tricase, prevedendo una variante rispetto al progetto originario che attestava le 4 corsie fino a Montesano, per il 2° lotto è ripresa una discussione a volte ideologica e a volte, dispiace dirlo, addirittura ipocrita. Ideologica perché in talune occasioni si è ripetuto che questa arteria viaria fosse indispensabile per la crescita del turismo e lo sviluppo del tessuto economico, quasi a confondere la funzione di ausilio con quella di necessità o addirittura di condizione di sufficienza. E troppe volte molti rappresentanti dei Comuni al tavolo, pure presi dalla sindrome di nimby, incoerentemente ragionavano già sulle compensazioni e si pronunciavano su aspetti invarianti rispetto al territorio amministrato mentre tal altri dichiaravano la loro preoccupazione tanto per la tutela dell’ambiente e del paesaggio quanto per la sicurezza stradale, dimenticando di non aver approvato alcuno strumento di programmazione urbanistica o provvedimento atto a contenere il consumo di suolo e tanto meno aver messo in opera alcun intervento per la messa in sicurezza delle strade di propria competenza.

Ancor meno lineare è stato il ruolo della Regione che, in una trattativa certamente complicata, ha dovuto smentire se stessa più volte. Infatti, in prima battuta ha sconfessato tutti coloro che dicevano che l’unica soluzione era un tracciato completamente nuovo, dribblando le due discariche abusive sotto sequestro che nel vecchio progetto sarebbero state “tombate”, avendo dovuto considerare l’ipotesi di recuperare la strada provinciale “Cosimina”. Poi gli enti locali sono stati indotto a pronunciarsi soltanto su queste 2 ipotesi, tra l’altro non molto dissimili per costi e consumo di suolo, mentre il sottoscritto rappresentava l’esistenza di una ipotesi che mettesse in sicurezza e valorizzasse l’esistente per quanto possibile con le norme tecniche.

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E mentre sottolineavo la mancanza di raccordo con gli strumenti programmatori della Regione in termini di sviluppo integrato con la modalità ferroviaria e le politiche di sviluppo delle aree interne, continuavo e continuo tuttora a sollecitare il Governo sulla realizzazione del primo lotto, funzionalmente separato dal secondo, mentre una certa narrazione, dichiarando il contrario, continua a confondere la cittadinanza. In questo periodo, viene avanzata la terza ipotesi di tracciato: quella che recupera nella massima parte il tracciato esistente, che però non ha trovato nuovamente un’accordo unanime degli enti locali. L’assessore Giannini quindi ha rimesso la palla al Ministero, che ha ricordato però che, per la “legge Obiettivo”, è responsabilità della Regione Puglia proporre una ipotesi di tracciato.
Il resto é storia degli ultimi giorni.

𝐈𝐥 n𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨, 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝟓𝐒, 𝐢𝐧 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐧 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢, 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐥𝐞𝐜𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐞 𝐯𝐢𝐠𝐢𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐨𝐫𝐚 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐮𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐢𝐧𝐨 𝐮𝐧’𝐚𝐧𝐭𝐫𝐨𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐭𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨, 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐞𝐫𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐢 𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞𝐦𝐢, 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚, 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐦𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥𝐞, 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐝𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐩𝐞𝐜𝐮𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚̀”.

Strada Statale 275: la posizione del M5S sugli ultimi sviluppi

 

Per decenni la politica ha discusso di un’opera che non aveva ragione di esistere perché sovradimensionata e probabilmente figlia di interessi particolari con la ovvia duplice conseguenza di aver stimolato appetiti discutibili e di aver condotto ad una situazione di stallo.

Da subito, il M5S ha rilevato le discrasie emergenti da progetti anacronistici e non funzionali alla valorizzazione del territorio, appoggiando il comitato SOS 275 e le migliaia di cittadini che chiedevano trasparenza nelle scelte progettuali. Abbiamo avuto il merito di mettere in luce le ridondanze delle ipotesi avanzate e il notevole impatto ambientale.

E anche quando tutte le amministrazioni locali hanno espresso il loro parere favorevole a questa opera, seppur ridimensionata e con vedute diverse su due tracciati differenti, in modo propositivo e concreto ho sottolineato come portavoce del M5S, grazie al contributo di tanti, la necessità di ridurre ulteriormente il consumo di suolo diretto e indotto, chiedendo ad Anas informalmente di valutare altre ipotesi progettuali che valorizzassero il tracciato esistente. Con questa scelta, la Regione conferma la bontà del nostro operato dopo mesi di annunci e pressioni per scegliere tra 2 tracciati che decisamente non rispondevano al criterio di recupero della infrastruttura già presente. A questo punto, crediamo che Anas possa lavorare al fine di ridurre ulteriormente l’impatto anche del primo lotto con altre modifiche non sostanziali nella progettazione definitiva.

Crediamo che la Regione Puglia e gli enti locali debbano puntare fortemente anche alla messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti, evitando sprechi di denaro pubblico e non dimenticando che il diritto ad una mobilità puntuale, frequente, economica, rapida e comoda passa anche dal potenziamento delle Ferrovie Del Sud-Est in un quadro di spostamenti intermodali e integrazione tariffaria.

Statale 275 all’attenzione del governo nazionale

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridonoIl tema della strada statale è all’attenzione del Ministero è ho chiesto al sottosegretario Dell’Orco di incontrare nelle prossime settimane a Lecce tutti gli attori coinvolti per rassicurare l’opinione pubblica della volontà di questo Governo di sciogliere ogni nodo.

Inoltre, credo sia il caso di evidenziare che la terza ipotesi di tracciato renda palese la mistificazione su due punti che abbiamo sempre posto nella discussione affrontata in questi mesi sul secondo lotto: in primis che era possibile ragionare su soluzioni diverse dalle due ipotesi dibattute finora e in secondo luogo che è possibile valorizzare e riutilizzare in parte l’esistente adeguandolo a standard di sicurezza più elevati.

Infine, ho letto della contrarietà del Comune di Specchia che però appare condizionata e non assoluta e totale. Non si comprende quindi se sia solo una legittima preoccupazione sull’impatto ambientale che condividiamo ma che andrà affrontata e chiarita in altra fase, tanto che la progettazione definitiva è sottoposta a Valutazione di Impatto Ambientale, oppure se sia una opposizione strumentale atteso che spesso i Comuni hanno dato l’avallo al tracciato solo quando

SS 275 – Incontro con ANCE – Risposta alla lettera appello alla Politica

Egregio Presidente,

facendo seguito all’invito rivoltomi per l’incontro indetto presso la CCIAA di Lecce relativo all’ammodernamento della strada statale 275 Maglie-Leuca, sono a comunicare la mia impossibilità a prendervi parte in ragione dei lavori parlamentari che mi impegnano a Roma nella medesima giornata.
Purtroppo, il breve preavviso ha impedito ogni diversa organizzazione, per questo era stato cortesemente chiesto un rinvio dell’incontro – tuttavia disatteso – nell’intendimento di offrire una attiva partecipazione della politica, come l’Associazione stessa aveva auspicato.

Si è infatti ben consapevoli della urgente esigenza di addivenire ad una rapida risoluzione delle problematiche che attengono all’opera in parola: invero, non certo ritardi sono imputabili all’attuale compagine governativa che ha finora offerto elementi fattuali per fare chiarezza sulla soluzione migliore. A confermare la tesi del MoVimento militano le determinazioni sia dell’Autorità nazionale anticorruzione che ha accertato comportamenti non conformi alla normativa e qualificato il progetto definitivo posto a base di gara non più attuale, oltre che sovradimensionato, sia quelle dell’Anas che ha disposto l’annullamento del provvedimento di aggiudicazione già adottato.

Il MoVimento, invero, fin dal più risalente impegno relativo a quest’opera, si è reso sempre partecipe e motore nelle azioni di sollecito.

Finora tuttavia scelte lontane dai bisogni dei cittadini e dalle esigenze dei territori hanno impedito un esito positivo e rapido. Unitamente a ciò anche i contenziosi promossi dalle imprese hanno contribuito ad un allungamento dei tempi.

Tempi che attualmente, sul primo lotto, risultano allineati alle previsioni. Sul secondo lotto, invece, insiste sia l’assenza di positiva sintesi fra le posizioni degli enti locali coinvolti e sia la mancanza di una progettazione definitiva. Il terzo, proposto da Anas, invece, costituisce una ipotesi nuova che smentisce la validità della sola alternativa fra due uniche soluzioni, confermando la possibilità del recupero di parte del tracciato esistente.

Su quest’ultima proposta, sia personalmente sia il MoVimento, si garantisce piena e concreta disponibilità a ragionare e lavorare, scevri da pregiudizi di sorta, ascoltando gli enti coinvolti, i cittadini e i territori, assicurando ogni necessario contributo del fare, con assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti. Individuata la soluzione migliore, ci si adopererà per il reperimento delle necessarie risorse.

Rinnovando ogni più completa disponibilità, si porgono
Distinti saluti

Roma-Lecce, 7 giugno 2019
Diego De Lorenzis

Vice Presidente
Commissione IX “Trasporti, Poste e Telecomunicazioni”
Camera dei deputati

Alcune riflessioni sul decreto sblocca cantieri

Le dichiarazioni di noti e stimabili professionisti, dell’ANAC e delle associazioni di categoria sul decreto sblocca cantieri inducono ad una serie di riflessioni. Intanto, va dato atto a ciascun intervento nel merito, di aver messo in luce aspetti positivi e criticità che certamente possono essere da stimolo nella discussione parlamentare del provvedimento durante le prossime settimane quando le camere affronteranno la conversione in legge del decreto.

In secondo luogo, è altrettanto evidente che il timore di possibili aspetti relativi alla corruzione e ad altri fenomeno distorsivi della concorrenza, non tiene in debita considerazione il nuovo impianto regolatorio che ha introdotto due aspetti assolutamente innovativi volti a limitare la corruzione: se per un verso, si punisce maggiormente corrotti e corruttori della PA, arrivando ad escludere ogni futura possibilità di collaborazione per chi sia riconosciuto colpevole di tali reati, dall’altro si vuole fornire ulteriori e più efficaci strumenti di indagine agli organi di polizia attraverso l’estensione della figura dell’agente sotto copertura, già previsto per altre fattispecie.

Grazie a queste novità, è stato possibile introdurre quei meccanismi di snellimento burocratico tanto attesi dagli operatori economici: tali semplificazioni porteranno inoltre l’ulteriore vantaggio di dare maggiori certezze con minori contenziosi, cioè alleggerire la giustizia amministrativa rendendo più celere la cantierizzazione delle opere.
L’intento di questo Governo è quello di semplificare realmente i procedimenti della PA e delle imprese di cui gli appalti sono parte consistente e fondamentale, riducendo molto gli adempimenti su carta ex ante, con la volontà di concentrarsi sul reale adempimento degli obblighi di legge e sulla correttezza delle procedure, con severe verifiche ex post come avviene in tanti altri Paesi. Siamo certi che gli effetti di questa rivoluzione daranno a brevissimo un impulso enorme all’economia e all’occupazione perché accelereranno i cantieri delle opere davvero utili per i cittadini.

A tale riguardo, per quanto riguarda le infrastrutture locali, occorre sottolineare che le semplificazioni introdotte produrranno grande slancio anche nella aggiudicazione e alla realizzazione del primo lotto della SS 275, che contrariamente alla narrazione di molti non è affatto bloccata: nel giro di pochi anni il Salento potrà avere un arteria sicura e scorrevole a 4 corsie fino a Tricase come da progetto unanimemente approvato.

Il futuro della 275 impone riflessioni, non slogan politici

L'immagine può contenere: 1 persona, testoLa recente collisione tra 2 autovetture sulla ss275, certamente ci impone di riflettere sulla sicurezza stradale, come d’altronde richiedono anche le oltre 3.300 vittime del 2017 in tutta Italia. Per questo trovo sconcertante e di cattivo gusto usare tale episodio per speculazione politica: è giusto che le indagini accertino la dinamica esatta, che potrebbe non essere correlata in alcun modo alla infrastruttura stradale. Oggi è doveroso il un pensiero alle vittime, ai feriti e ai loro familiari.

Ad ogni modo, voglio rassicurare la vecchia politica che ancora sproloquia dopo averci regalato 20 anni di paralisi, che la vicenda dell’ammodernamento della strada statale è al vaglio degli organi competenti e della maggioranza di Governo: avevo già fissato un incontro con i responsabili dell’Anas per la prossima settimana, dimostrando ancora una volta che l’attenzione al territorio non è una questione di comunicati intrisi di slogan e di annunci, ma si persegue con una seria attività quotidiana spesso lontana dai riflettori.

Tra poco verranno emanato il bando per i lavori sul primo lotto, mentre continueremo a pretendere da Anas, come negli ultimi 6 anni, di procedere alla messa in sicurezza della strada statale a prescindere dal futuro di questa arteria: se in passato questa posizione fosse stata unanime, oggi i cittadini avrebbero una strada più sicura ma evidentemente anche allora era più comodo per qualcuno avere un pretesto per appoggiare un progetto sovradimensionato per la comunità solo ai fini del consenso elettorale.

Il decreto “spazza-corrotti” premia gli imprenditori onesti

La lettera del presidente di Confindustria, Giancarlo Negro, offre ampi spunti di riflessione che è giusto cogliere proprio nell’ottica auspicata di un maggior dialogo tra politica, imprese e società civile.

Nella sua replica il presidente Negro coglie certamente la distanza finora esistita tra cittadinanza e istituzioni. Non posso che condividere questa sua analisi, posto che la crisi dei partiti tradizionali e dei corpi intermedi in generale, è evidente tanto da aver reso possibile l’affermazione del movimento cui aderisco, nato esclusivamente con l’intento di recuperare il legame fondativo della democrazia. Tuttavia, ritengo che nella sua analisi, alcuni elementi non siano adeguatamente evidenziati.

Il decreto dignità va inserito in un insieme di misure più ampio e il recente decreto “semplificazioni” e quello “spazzacorrotti” appena approvato, vanno proprio nella direzione auspicata di eliminare vincoli burocratici per gli attori economici e dall’altra riportare la legalità come valore fondante della cittadinanza e della corretta concorrenza economica. Proprio l’abolizione dello splitpayment nel decreto dignità, indica che la politica finalmente si è aperta alle istanze degli imprenditori onesti.

In generale Confidustria attribuisce la situazione attuale all’immobilismo decisionale mentre credo che sia inconfutabile la responsabilità delle decisioni assunte dalla politica e dal mondo economico.

Sulle aree industriali spesso le nomine hanno individuato persone incapaci di colmare il gap di competitività attribuendo la colpa alle mancanza di risorse mentre nelle stesse condizioni in altre regioni scelte coraggiose avviavano circoli virtuosi. La scarsa propensione all’uso del trasporto pubblico, per i passeggeri e le merci, e la disastrosa situazione di talune aziende di trasporto, private come Alitalia o pubbliche come Ferrovie del Sud Est, sono proprio il frutto di scellerate decisioni del passato di favorire l’auto privata e lasciare che certe gestioni con i soldi pubblici fossero consentite. Si può dire ugualmente della scarsa propensione all’utilizzo dei servizi digitali che ci pongono fanalini di coda in Europa, atteso che la differenza di infrastruttura fisica verrà colmata nel giro di pochi anni.

Per fortuna, nel volgere di poco tempo, ci saranno cambiamenti importanti, che conviene ricordare proprio per superare quell’atteggiamento di rassegnazione che pervade alcuni imprenditori e tanti italiani. Per il trasporto ferroviario, entro il 2022 i tempi di percorrenza saranno ridotti e occorrerà che la Regione aumenti le risorse per potenziare il servizio universale, il trasporto regionale, che possa integrarsi con quelli a mercato, come quelli dei freccia e dei vettori aerei, che evidentemente possono prosperare solo in presenza di adeguata “domanda”.

La necessità della ripresa economica insieme alla necessità degli enti locali di provvedere all’ordinario e agli investimenti, ha indotto anche a introdurre a breve dei correttivi al codice degli appalti, uscendo dalla paralisi ancora una volta determinata da decisioni precise, atteso che lo scandalo della SS 275 come di altre tante opere è da ricondurre a leggi “criminogene” e alla scelta di favorire grandi opere dalla utilità dubbia invece di moltissimi piccoli interventi necessari a beneficio dei territori, determinando la perdita di occasioni di sviluppo per soddisfare appetiti particolari.

Ovviamente è evidente altresì che le misure messe in campo non sono risolutive a tempo indeterminato ma hanno bisogno di trovare coesione e visione comune in tutte le parti coinvolte.

Si a Infrastrutture utili al Paese

Dopo gli scandali degli ultimi anni sulle grandi opere, Mose ed Expo per citare quelli più noti, le tragedie di Rigopiano, i terremoti di Ischia, L’Aquila, centro Italia, Emilia, il crollo del ponte a Genova, le alluvioni in Liguria, Puglia, Sicilia e Calabria è indispensabile una riflessione sull’impiego prioritario delle risorse in interventi di manutenzione del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico che sono anche quelli ad alta intensità di occupazione.

ANCE ricorderà che il vecchio codice degli appalti è stato definito dall’autorità anticorruzione uno strumento “criminogeno”, e nonostante le recenti modifiche, ribadisco che anche una sua necessaria ulteriore revisione è nell’agenda del governo.
Inoltre si dovrebbe avere un poco di memoria nel riconoscere le responsabilità delle aziende del settore nelle lungaggini, atteso che all’aggiudicazione delle gare sono le aziende associate che sempre presentano ricorso, generando contenziosi spesso inutili.

Quindi trovo davvero singolare che si continui con il solito ritornello che è tutto bloccato e che le richieste del M5S e dei cittadini di chiarimenti sull’utilità e sull’impatto di alcune opere abbiano intento dilatorio nello sviluppo del Paese.
A testimonianza di questo, faccio notare che il raddoppio della linea adriatica tra Termoli e Lesina è in fase di gara, lo stesso dicasi per il primo lotto della ss 275 tra Maglie e Otranto, ugualmente accadrà a breve per i tracciati delle Ferrovie del Sud Est che verranno modernizzati ed elettrificati, a cominciare dalle prossime settimane e per i prossimi anni. Sui porti di Brindisi e Bari sono previsti investimenti importanti nel contratto di programma tra MIT e RFI, appena approvato dal Parlamento, che prevede 13 miliardi di euro aggiuntivi. Sugli impianti di depurazione e quelli di smaltimento dei rifiuti le responsabilità sono della Regione che impone dall’alto senza concertazione impianti sovradimensionati, in una situazione di comodo per gestori di discariche e di inceneritori.
Per anni i partiti hanno illuso l’opinione pubblica con il mito dell’alta velocità, facendo immaginare treni oltre 250 km/h, mitizzando l’indispensabile velocizzazione delle linee, adriatica e Napoli/Bari, mentre tacevano degli sperperi sui trasporti regionali e si continua a parlare di “Metropolitana di superficie” nel Salento nascondendo che non ci saranno più di due treni ogni ora senza un raddoppio dei binari che va pianificato da ora per i prossimi decenni.

Questo evidenzia, oltre alla sistematica mistificazione della realtà, che la politica finora non ha avuto una visione strategica per il futuro che non passi esclusivamente da luoghi comuni: credere che la ricchezza arriverà costruendo solo autostrade e centri commerciali, quando le zone industriali non hanno la fibra ottica e siamo ancora penultimi in Europa sia nella diffusione di servizi digitali sia nella copertura di Internet ad alta velocità è miopia gravissima. E’ vero che parte della competitività del nostro Paese si fonda sui flussi di merci intercettati lungo “la via della Seta”, ma non ci sarà alcuna svolta se dietro le ZES c’è una guerra continua di campanili invece di uno scenario di obiettivi comuni e se i consorzi industriali continuano ad essere in buona parte carrozzoni inefficienti.

Per questo stiamo accelerando il programma di banda ultralarga e l’attenzione del governo sulle innovazioni come Intelligenza Artificiale, 5G, IoT, Blockchain, Industria 4.0, è massima: questi sono i settori che nei prossimi decenni genereranno ricchezza e posti di lavoro e determineranno se il nostro Paese sarà leader del mercato globale.