Acqua nel Salento, riduzione pressione: inerzia dei sindaci.

E’ incredibile che i sindaci salentini siano impreparati sui problemi del servizio idrico annunciati con diversi mesi di anticipo: se ne sono disinteressati fino a quando i disagi dei cittadini sono diventati insopportabili e ora si lamentano per scaricare le proprie responsabilità.

La scarsità di acqua è una costante in Puglia, e in questi anni i sindaci non hanno intrapreso alcuna iniziativa nei propri Comuni per scongiurare i disagi per il mancato approvvigionamento idrico: favorire l’installazione di autoclavi e cisterne di accumulo negli edifici, soprattutto nelle case popolari; informazione ai cittadini per evitare gli sprechi di acqua; il riutilizzo reflui dei depuratori, solo per fare alcuni esempi.

L’impreparazione di questi sindaci è evidente quanto la ridotta disponibilità finanziaria dei Comuni e nonostante questo, in Regione, centrodestra e centrosinistra vogliono trasferire le quote di AqP agli enti locali con il rischio che per fare cassa i Comuni possano regalare ai privati su AqP. La nostra proposta invece ha l’obiettivo di trasformare AqP in un’azienda consortile con partecipazione dei Comuni, in modo da garantire la gestione pubblica, l’impossibilità di cedere le quote e esonerare i Comuni da realizzare investimenti insostenibili.

TAP, sindaci in Provincia: nessun compromesso possibile.

Cercare compensazioni o compromessi è inaccettabile e fa capire l’intento di questi amministratori: svendersi per un piatto di lenticchie. Questi sindaci che auspicano un cambio di strategia, tradiscono il Salento.

Essere buoni amministratori significa “dare voce ai cittadini”, cioè agire nell’interesse del territorio ma la loro richiesta è trattare con una multinazionale dei combustibili fossile, forse per un posto nelle liste delle prossime elezioni politiche. Non c’è alcun vantaggio per i pugliesi e gli italiani da questa opera: un concetto troppo complicato per chi pensa solo alla carriera politica.

Al contrario dei rappresentanti dei partiti, il M5S non cambia posizione sul TAP e rimarrà al fianco dei cittadini che si oppongono alla infrastruttura inutile: non arretriamo di un millimetro, no TAP né qui né altrove.

Vertice Ambiente in Provincia: la farsa continua!

Una farsa inaccettabile sull’ambiente, come quella sui trasporti di poche settimane fa! La maggior parte di questi sindaci e lo stesso presidente di Provincia, sono complici della distruzione dell’ambiente visto che sostengono partiti che legiferano e agiscono nelle istituzioni nazionali e regionali contro la salute pubblica e la tutela dell’ambiente: dal gasdotto TAP, ai provvedimenti pro Ilva, dal consumo di suolo inutile per nuove strade deserte a inceneritori e discariche. Un vero gesto di discontinuità e coerenza sarebbe strappare tessera e non presentarsi alle prossime elezioni.

Come possono parlare di tutela ambientale se le percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti negli ambiti dei Comuni leccesi è al massimo al 33% quando avrebbero dovuto arrivare come minimo al 65% entro dicembre 2012? Come possono non avere vergogna sapendo che mandano gran parte dei rifiuti in discarica o all’incenerimento? Non hanno messo in campo politiche di riduzione degli imballaggi o di promozione al riciclo e al recupero della materia.

Ribadiamo che una legge regionale contro trivelle in mare è inutile perché incostituzionale: è solo un alibi davanti ai cittadini disinformati per scaricare le colpe su enti guidati da loro colleghi di partito. Questi incontri sono riunioni utili solo per lanciare slogan e promesse elettorali.

 

Melucci, neo sindaco di Taranto: possibile conflitto di interesse.

Senza rassegnare alcun giudizio sulla persona, abbiamo tuttavia appreso che il neo indaco Melucci ha ricoperto ruoli che renderebbero inconferibile la carica di primo cittadino del Comune tarantino. Già il Testo unico degli enti locali prevede numerose ipotesi di ineleggibilità, inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni ma qui pare violata direttamente la previsione della Legge Severino secondo cui non è conferibile l’incarico a chi, nei due anni precedenti, abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dall’amministrazione o dall’ente pubblico che conferisce l’incarico, come accaduto nel caso di specie dato che Melucci è (stato) raccomandatario marittimo operante all’interno del porto di Taranto e anche Presidente di un Consorzio di agenzie marittime  sempre operante all’interno del medesimo Porto.

Se queste circostanze fossero confermate, nessuna rilevanza – nè giuridica nè tantomeno politica – avrebbero le dimissioni di Melucci da dette precedenti cariche in quanto la legge impone un preciso lasso di termine pari a ben due anni e non certo di qualche giorno. Vi sarebbe infatti un pieno conflitto di interessi anche considerato che il Comune fa parte del Comitato di gestione del porto nel quale abbia avuto – o abbia tuttora non importa – interessi il medesimo generando una inaccettabile promiscuità fra controllori e controllati.

Per questo abbiamo presentato un’interrogazione in modo che il Governo chiarisca se intenda rivolgersi all’Autorità nazionale anticorruzione in ordine al conferimento dell’incarico di Melucci. Ma soprattutto vorremmo capire se il Governo intenda davvero modificare la normativa che regola ineleggibilità, inconferibilità, incompatibilità e incandidabilità, in modo da evitare che possano ripetersi situazioni di questo tipo che finiscono per frustrare e negare l’esercizio democratico del diritto di voto ed impedire la formazione di una classe politica scevra da conflitti di interesse.

Chiusura ILVA: Lorenzin risponde in Parlamento.

Venerdì mattina 24 febbraio 2017 il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, risponderà ad una mia interpellanza urgente sull’ordinanza di chiusura dell’Ilva.

Il 27 settembre 2016 il sindaco di Taranto ha inviato una lettera al Ministro della Salute, chiedendo di sapere se, attraverso i propri organismi scientifici di controllo, l’Ilva allo stato attuale possa continuare a produrre e se questa produzione – in mancanza delle prescrizioni relative alla autorizzazione integrata ambientale – sia dannosa per la salute dei cittadini e, conseguentemente, quali iniziative possano/debbano essere assunte in sede locale.

Da allora non si è saputo più nulla, per questo il M5S ha presentato una interpellanza urgente al Ministro Lorenzin che risponderà se abbia risposto alla lettera del sindaco di Taranto e in caso affermativo, in che modo ed inoltre il M5S chiede alla Lorenzin se intenda chiarire in quale caso il sindaco di Taranto possa emanare un’ordinanza per la chiusura dello stabilimento dell’Ilva a tutela della salute pubblica.

12 Decreti Salva Ilva dimostrano che il Governo ha tenuto più alla produzione di acciaio che alla salute dei cittadini e dei lavoratori. La scusa adottata dal Governo per questo disumano comportamento è il ricatto occupazionale. Adesso Ilva ha chiesto la cassa integrazione per 5 mila lavoratori a dimostrazione che la strada intrapresa da tutti i partiti e da tutti i Governi è sbagliata e che a Taranto non è stato mai garantito il diritto alla salute tantomeno quello al lavoro. Taranto ha bisogno di una riconversione economica per creare posti di lavoro nel rispetto di ambiente e salute.

Il silenzio del Ministro della salute è un gesto insopportabile. La salute dei cittadini è gravemente compromessa: il Ministro si mostrerà all’altezza di tutelare la vita umana o come gli struzzi continuerà a far finta di nulla davanti alle tante malattie e alla morte di tanti cittadini?

Lecce: la giunta ignora i cittadini. Perrone esamini le proposte degli attivisti del M5S!

5-paolo-perrone-sindaco-lecceÈ il nostro coro unanime verso il primo cittadino Paolo Perrone e verso la giunta del Comune di Lecce al fine di valutare le numerose proposte della cittadinanza.
Insieme a me, altri portavoce nazionali del M5S: i senatori Daniela Donno, Barbara Lezzi, Maurizio Buccarella, oltre agli attivisti del MoVimento 5 Stelle di Lecce che attraverso l’azione dei due gruppi locali, i Meet Up, nel corso degli anni hanno proposto e continuano a proporre molte interessanti iniziative per rendere Lecce un Comune Virtuoso.

Tuttavia l’Amministrazione ha puntualmente ignorato ogni proposta proveniente dal basso.

Poco incline al dibattito o, più frequentemente, miope nelle scelte politiche e sorda alle richieste della cittadinanza, l’amministrazione guidata da Paolo Perrone è ingiustificabile.

Bandire il pericoloso glifosato, dichiarare la presa di posizione del consiglio comunale in merito alla riforma costituzionale, al gasdotto Tap, oppure partecipare all’avviso pubblico “Piano regionale triennale di edilizia scolastica 2015/2017”, perché il Comune non si confronta per queste importanti iniziative proposte dai due Meet Up di Lecce?

La lunga lista delle istanze degli attivisti leccesi dei due Meet Up comprende solo proposte di puro buon senso, come ad esempio quella di sorteggiare gli scrutatori in ossequio al principio della trasparenza (1/3 dal totale degli iscritti all’apposito albo e per i restanti 2/3 esclusivamente tra disoccupati, inoccupati e studenti) o quella relative a misure per arginare la ludopatia e tante altre ancora.
Istanze rimaste inascoltate e le pochissime volte in cui c’è stata una risposta, la stessa è stata evasiva e priva di effetti concreti. Ci spiace che il primo cittadino non ascolti e non si confronti con i cittadini del suo stesso Comune.

La proposta di Decoro Urbano, di cui il nostro Comune avrebbe realmente bisogno attraverso le segnalazioni dei cittadini e perfino la petizione corredata di numerose firme, per l’introduzione nello Statuto comunale di strumenti di democrazia diretta, sono state respinte negando qualsiasi forma di partecipazione concreta dellavia-romagna-falo cittadinanza. Un’inspiegabile chiusura e silenzio da parte del Sindaco e dai suoi Assessori che rivela un’assordante verità: la volontà di continuare a gestire Lecce come una proprietà privata, escludendo i cittadini che cercano di tutelare gli interessi dei leccesi e il benessere della città stessa. Perciò, in questi pochi mesi che mancano alla conclusione del mandato del Sindaco Paolo Perrone, noi tutti esortiamo l’Amministrazione Comunale a dare un riscontro alle numerose istanze protocollate, per rispetto a tutti i cittadini di Lecce che meritano una città con diritti maggiormente garantiti e una vera tutela dei beni comuni.
Perrone ascolti la cittadinanza e instauri subito un confronto con i cittadini leccesi!

Liberi e pensanti: Taranto svegliati, Sindaco dimettiti!

ILVA1-700x360Mentre la nostra portavoce al Parlamento Europeo, Rosa D’Amato, presenta formale interrogazione sull’ennesimo (il settimo) decreto salva ilva  , mi sembra doveroso rilanciare il comunicato di coloro che vivono e lavorano a Taranto con il coraggio di alzare la testa contro i soprusi e gli abusi, di chi non vende la propria dignità e i propri diritti per un piatto di lenticchie, di chi è cosciente, si informa e non si rassegna

TARANTO SVEGLIATI, SINDACO DIMETTITI

Qualcuno sta facendo un brutto gioco. Siamo solidali con i lavoratori, che da mesi non percepiscono stipendio ma non possiamo permettere che vengano bloccate le arterie principali della città. Chiediamo le dimissioni del sindaco per incompetenza amministrativa. È gravissimo che abbia consegnato le chiavi della città a pseudo lavoratori (di cui invitiamo a verificare la reale operatività aziendale) che poi, guidati da sindacalisti pensionati, hanno bloccato la città. Sono incredibili i parallelismi con quanto accadde nell’estate del 2012 per ricattare la magistratura. Come allora, non è stato proclamato lo sciopero ma i lavoratori sono stati messi in libertà. Contemporaneamente, le aziende indispensabili all’attività dell’Ilva non si sono fermate un giorno, dai trasporti al servizio mensa. È lo stesso ricatto di tre anni fa con la città presa in ostaggio.

Cosa fare allora? Noi invitiamo tutti i lavoratori dell’indotto a proclamare uno sciopero e ad andare ad occupare la fabbrica. Saremo al loro fianco. Non si facciano più strumentalizzare dai sindacati, dai politici e dagli imprenditori che vogliono solo manipolarli affinché l’Ilva continui a produrre senza alcuna solida prospettiva economica (e sostenibilità ambientale).

Ricordiamo che dall’ultimo decreto sono spariti la copertura parchi e il rifacimento dell’Afo 5. È un segnale eclatante di cosa si voglia che accada in quello stabilimento. Perché allora continuare a farsi strumentalizzare da chi gioca continuamente al ribasso? Perché i vostri attuali capi sindacali non vi permettono di spostare nella fabbrica la vostra protesta visto che le aziende è da essa che avanzano soldi e non dalla città?

Date una risposta a queste domande e capirete molte cose di ciò che sta accadendo a Taranto, facendovi pagare un prezzo altissimo. Osservate i movimenti di certi partiti e personaggi della politica che aspirano avidamente a un risultato pieno alle prossime elezioni regionali. 

Cosa fare allora? Noi invitiamo tutti i lavoratori dell’indotto a proclamare uno sciopero e ad andare ad occupare la fabbrica. Saremo al loro fianco per pretendere l’unico decreto utile per salvare davvero le sorti della città e degli operai: un decreto salva lavoratori e quindi salva Taranto. L’unica soluzione è il fermo di tutte le fonti inquinanti, il finanziamento delle bonifiche con l’impiego di tutti gli operai dell’Ilva e dell’indotto. Non si facciano più strumentalizzare dai sindacati, dai politici e dagli imprenditori che vogliono solo manipolarli affinché l’Ilva continui a produrre senza alcuna solida prospettiva economica (e sostenibilità ambientale).

Il Comitato nei prossimi giorni consegnerà provocatoriamente al primo cittadino un mazzo di chiavi, simbolicamente di un monastero, un pacco di buste per lettere e una penna. Il nostro sarà un esplicito invito al Sindaco a dimettersi immediatamente e andarsi a chiudere laddove non possa più nuocere a nessuno.

Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti