Emiliano e De Vincenti su TAP e Acquedotto: ridicoli per giustificare il TAP.

Non c’è limite delle bugie di Emiliano per giustificare TAP. Dopo quelle sulla “decarbonizzazione” di Ilva e Cerano, smentite ripetutamente dalle aziende e dallo stesso Governo PD, ora lancia un’assurdità ancora più vergognosa: tratta l’acqua, un diritto umano universale, come una merce di scambio.

La finalità di quest’ultima colossale castroneria, rivela il doppio obiettivo di Emiliano: appoggiare TAP e favorire l’ingresso di privati nel capitale dell’Acquedotto Pugliese. Pensavamo non si potesse amministrare peggio di Vendola e Fitto, ma ci sbagliavamo: sull’Italia pendono ancora procedure d’infrazione per gli impianti di depurazione che certificano l’incapacità di gestire un bene comune fondamentale e preziosissimo.

Non abbiamo bisogno del gas di TAP tanto meno di acqua da altri Paesi. Inoltre è sconsiderato renderci dipendenti da nazioni straniere come l’Albania, l’Azerbaijan e la Turchia. Abbiamo avanzato proposte per risolvere i problemi con il servizio idrico e l’approvvigionamento energetico ma sono rimaste inascoltate e a farne le spese sono sempre gli italiani.

TAP, contestazione al rettorato: ipocrita chi accusa i NO TAP.

E’ ipocrita chi accusa i NO TAP i cittadini stanno reagendo in maniera pacifica e non violenta alle imposizioni del Governo e alla militarizzazione del territorio. Abbiamo sempre insistito per un confronto nel merito nelle sedi opportune e questo non è mai avvenuto in maniera seria. La responsabilità di questa situazione è quindi del Governo e di chi impone una severa repressione, condizione inaccettabile per un Paese civile.

Le esternazioni dei presenti sono falsità: l’ing. Laforgia gli accusa di aver interrotto un confronto nel quale però intervengono solo ospiti con pari curriculum e preparazione favorevoli al gasdotto, un’idea distorta di democrazia. L’onorevole Massa dovrebbe tacere sapendo che una maggioranza incostituzionale ha ratificato l’accordo con la forza e le bugie e il Governo ha imposto queste opere con decreti e ha aggirato le norme sulla sicurezza per la centrale a Melendugno. L’ing. Elia “dimentica” che l’unica sicurezza sono i profitti privati di un’opera costruita con soldi pubblici, inutile per l’Italia che già possiede già il doppio della capacità di importazione di gas rispetto al proprio fabbisogno. I cittadini hanno tutte le ragioni per esprimere il proprio indignato dissenso quando vengono trattati come criminali, depredati di salute, di libertà, del proprio territorio e degli altri diritti costituzionali come quello di manifestare il proprio pensiero.

Acqua nel Salento, riduzione pressione: inerzia dei sindaci.

E’ incredibile che i sindaci salentini siano impreparati sui problemi del servizio idrico annunciati con diversi mesi di anticipo: se ne sono disinteressati fino a quando i disagi dei cittadini sono diventati insopportabili e ora si lamentano per scaricare le proprie responsabilità.

La scarsità di acqua è una costante in Puglia, e in questi anni i sindaci non hanno intrapreso alcuna iniziativa nei propri Comuni per scongiurare i disagi per il mancato approvvigionamento idrico: favorire l’installazione di autoclavi e cisterne di accumulo negli edifici, soprattutto nelle case popolari; informazione ai cittadini per evitare gli sprechi di acqua; il riutilizzo reflui dei depuratori, solo per fare alcuni esempi.

L’impreparazione di questi sindaci è evidente quanto la ridotta disponibilità finanziaria dei Comuni e nonostante questo, in Regione, centrodestra e centrosinistra vogliono trasferire le quote di AqP agli enti locali con il rischio che per fare cassa i Comuni possano regalare ai privati su AqP. La nostra proposta invece ha l’obiettivo di trasformare AqP in un’azienda consortile con partecipazione dei Comuni, in modo da garantire la gestione pubblica, l’impossibilità di cedere le quote e esonerare i Comuni da realizzare investimenti insostenibili.

TAP: slogan per comprare il consenso.

Non si baratta salute, ambiente, futuro energetico per qualche discutibile intervento che non affronta seriamente questi temi. I problemi del Salento hanno bisogno di una pianificazione di investimenti e di azioni che vedano l’innovazione, la sostenibilità e la tutela ambientale come punti cardine di una strategia realizzata dallo Stato e dagli Enti locali; il resto sono slogan del Governo e di multinazionali dei combustibili fossili che vogliono comprarsi il consenso.

SNAM realizzerà l’interconnessione con 270 milioni di euro dei cittadini, TAP costruirà il gasdotto con 2 miliardi di euro della Banca Europea d’Investimento.

Deve essere chiaro a tutti che alcuni amministratori e il Governo si comprano il silenzio e il consenso. Uccidono il dissenso democratico con 55 milioni di euro, quando il gasdotto viene finanziato con oltre 2 miliardi di euro di soldi pubblici! Le tasse degli italiani usate per raggirarli e costruire un’opera dannosa.

Anche questa volta, gli amministratori locali e il Ministro dello Sviluppo Economico hanno perso l’occasione di discutere di risparmio energetico attraverso la riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica e privata, la produzione distribuita da rinnovabili diffuse in cui i proprietari degli impianti siano cittadini, amministrazioni e imprese, una tassazione su industrie inquinanti ed energivore che metta subito fuori mercato le centrali a carbone: solo queste sono proposte credibili per avere un risparmio sulla bolletta, un rilancio dell’occupazione e della ricerca, evitando danni alla salute e all’ambiente e diminuirebbe la dipendenza energetica da altri Paesi.

SNAM punta ad aumentare la capacità di gas in arrivo dalla Puglia.

È follia incrementare la capacità di import del gas raddoppiando il quantitativo di gas del TAP e del Poseidon o costruendo un nuovo gasdotto. La Puglia e l’Italia non sono terra di conquista delle lobbies petrolifere!

La logica perversa alla base di queste iniziative è la Strategia Energetica Nazionale, dei Governi di centrodestra e di centrosinistra, secondo cui l’Italia diviene un megahub europeo del gas. E’ illogico, per il nostro Paese, che ha enorme capacità di usare l’eolico e il solare, continuare con l’importazione di gas: aggraviamo la nostra dipendenza energetica da Paesi esteri in contesti geopolitici complicati e instabili per approvvigionarci da fonti fossili che sono limitate, dannose per la salute, inquinanti e insostenibili. Abbiamo tutto per risparmiare energia, ampliare la produzione da rinnovabili distribuite in cui i proprietari degli impianti siano cittadini e imprese: si avrebbe un risparmio sulla bolletta, un rilancio dell’occupazione e della ricerca, evitando danni alla salute e all’ambiente e diminuirebbe la dipendenza energetica da altri Paesi.

Inoltre si è acceso il dibattito sulle opere di compensazione per il già previsto raccordo tra SNAM e TAP, come la costruzione di una rete di distributori di metano in Puglia e la diminuzioni del costo delle bollette. Premesso che chi è davvero contro il TAP, non può accettare alcuna compensazione, occorre smascherare la grande mistificazione di questi giorni: non ha alcun senso realizzare distributori di metano per auto dato che la mobilità è già oggi l’elettrico e le presunte diminuzioni del costo del gas in bolletta assomigliano ai buoni carburante in Basilicata, la regione più povera d’Italia. I cittadini potrebbero azzerare davvero le bollette con l’autoproduzione energetica da rinnovabili ma evidentemente questo non conviene alle multinazionali e ai politici che propongono soluzioni antistoriche.

Brindisi: situazione ambientale gravissima!

La situazione di Brindisi è gravissima, è inaccettabile sminuire una autentica tragedia! Le attività industriali hanno reso Brindisi un Sito d’Interesse Nazionale da bonificare: questo è in evidente contrasto con le inopportune dichiarazioni del direttore di Confindustria Brindisi, Angelo Guarini. La centrale a carbone a Cerano è la più grande d’Italia ed è la più grande fonte di produzione di anidride carbonica – un micidiale gas serra, responsabile dei cambiamenti climatici.

Inoltre i dati delle patologie non lasciano scampo ad interpretazioni: l’area è fortemente inquinata e i cittadini pagano con la propria salute e con la vita un impatto industriale intollerabile. Non si possono sminuire queste evidenze.

La decarbonizzazione di Cerano è impossibile: l’unica alternativa possibile e davvero sostenibile è la chiusura di tutte le centrali a carbone in Italia e la diffusione delle fonti rinnovabili cioè il modello che il M5S ha messo nel proprio programma politico.

Passaggi a livello FSE rimasto aperto a Copertino.

Non è degno di un Paese civile che i passaggi a livello ferroviari di FSE rimangano aperti al passaggio del treno, come evidenziano le centinaia di segnalazioni che ho denunciato in Parlamento con interrogazioni, rimaste tuttora senza  alcuna risposta.

E’ gravissimo che questa situazione perduri ancora. I cittadini ricevono già un servizio pessimo a causa del limite di velocità a 50 km/h ed è intollerabile avere anche i passaggi a livello malfunzionanti ovunque! Il Governo e la Regione cercano di rassicurare l’opinione pubblica con continue dichiarazioni ma, nonostante le loro chiacchiere, nessuno interviene per risolvere questo problema. È inaccettabile non avere un piano e delle azioni concrete per porre rimedio definitivamente e immediatamente: sulla rete di Ferrovie del Sud Est, 470 km, ci sono poco più di 500 passaggi a livello, praticamente in media uno ogni 900 metri, bisogna pianificarne la chiusura ora!

Ogni giorno vedo in Parlamento sperperati miliardi per grandi opere inutili che pesano sulle tasche degli italiani: i politici di professione in perenne campagna elettorale promettono interventi con slogan vuoti, mentre i cittadini attendono invano la soluzione ai loro problemi quotidiani!

SS 275: cittadini nuovamente esclusi!

Inaccettabile assistere ancora una volta alla totale assenza di partecipazione e trasparenza: Regione ed Anas devono incontrare i cittadini dei territori interessati, esporre pubblicamente le idee progettuali, valutare insieme le proposte in modo da renderle condivise. La mancanza di trasparenza è stata complice della vergogna del primo progetto bocciato dai magistrati e dall’Anticorruzione, non è possibile ancora chiudersi in una stanza e non prevedere la partecipazione attiva e l’informazione dei cittadini.

Non è possibile perdere altro tempo: paradossalmente rispetto a quanto si può supporre, è dimostrato che il modo per accelerare la realizzazione di una infrastruttura utile e commisurata alle esigenze del territorio, è proprio il coinvolgimento di tutti gli attori in modo da prevenirne in futuro qualunque obiezione. Chi ha quindi paura della trasparenza? E per quali ragioni decidere in gran segreto se questo provocherà pure ulteriori ritardi?


Infine, ancora nessuna certezza per la messa in sicurezza del tracciato esistente, l’elettrificazione della rete ferrata con la contestuale velocizzazione e la messa in sicurezza come nulla si sa sulle bonifiche delle discariche rinvenute: queste dovrebbero essere le priorità per anas e regione!

TAP, sindaci in Provincia: nessun compromesso possibile.

Cercare compensazioni o compromessi è inaccettabile e fa capire l’intento di questi amministratori: svendersi per un piatto di lenticchie. Questi sindaci che auspicano un cambio di strategia, tradiscono il Salento.

Essere buoni amministratori significa “dare voce ai cittadini”, cioè agire nell’interesse del territorio ma la loro richiesta è trattare con una multinazionale dei combustibili fossile, forse per un posto nelle liste delle prossime elezioni politiche. Non c’è alcun vantaggio per i pugliesi e gli italiani da questa opera: un concetto troppo complicato per chi pensa solo alla carriera politica.

Al contrario dei rappresentanti dei partiti, il M5S non cambia posizione sul TAP e rimarrà al fianco dei cittadini che si oppongono alla infrastruttura inutile: non arretriamo di un millimetro, no TAP né qui né altrove.

Passaggi a livello FSE: rischio strage ogni giorno.

Ennesimo malfunzionamento del sistema di apertura e chiusura dei passaggi a livello a Galatone. E’ assurdo che perduri questa situazione gravissima. I cittadini non sono al sicuro: continuiamo a ricevere segnalazioni ogni giorno di passaggi a livello aperti al passaggio delle auto durante l’arrivo dei treni delle FSE! Il Governo e la Regione hanno cercato di rassicurare con mille dichiarazioni: si sono succeduti ad amministratori e commissari, è cambiata la compagine societaria, si è irrobustita la normativa sulla sicurezza con il controllo diretto dell’ANSF, ma nonostante questo, la sicurezza non è garantita.  Credo sia inaccettabile non avere delle risposte serie e delle azioni concrete che risolvano definitivamente e immediatamente questo problema!

Non è la prima volta che i passaggi a livello ferroviari su cui transitano i treni di FSE, riscontrano tali problematiche, come denunciano le tante segnalazioni sui mezzi d’informazione a cui si è dato voce in Commissione trasporti alla Camera mediante interrogazioni rimaste tuttora senza risposta alcuna.

Occorre essere realisti su quella che è la situazione italiana. Ogni giorno vengono sperperati miliardi per nuove grandi opere inutili che pesano sulle tasche dei cittadini: i politici di professione in perenne campagna elettorale promettono interventi con slogan vuoti mentre i cittadini attendono invano la soluzione ai loro problemi quotidiani.

Ho depositato l’ennesima interrogazione al Ministro dei Trasporti, ma temo che anche questa volta, Delrio non risponda. E’ evidente che non ci sia la volontà politica di affrontare i problemi cruciali dei cittadini perché è più importante per i partiti soddisfare gli appetiti di chi poi finanzierà le campagne elettorali: ecco perché “la cura del ferro” di Delrio è solo l’ennesimo slogan che non ha avuto alcun effetto pratico per gli italiani.