Autobus FSE: situazione critica a Lecce.

Nessun rilancio dell’azienda, solo slogan e false promesse! Da segnalazioni dei lavoratori vengo a sapere che continuano le pessime condizioni degli autobus presso la sezione di Lecce di FSE. Questa è l’ennesima dimostrazione che dopo lo scandalo di Fiorillo, il miglioramento è stato passeggero e non radicale e anzi ora la situazione sta peggiorando. Fornitori non pagati, mancanza di pezzi di ricambio e di manutenzione: in questo modo gli autobus diventano inutilizzabili!

Il servizio di trasporto pubblico è a rischio, Emiliano e Delrio dovrebbero vergognarsi! I cittadini continuano, in maniera sempre maggiore, a non usare più il trasporto pubblico perché i continui cambi di orario non danno più certezza delle corse. Questo si traduce anche in un rischio per il futuro dei lavoratori: la soppressione dei turni che si traduce in incertezza lavorativa! Chi ci guadagna? E’ una ghiotta occasione per le società private!

Il Governo del PD ha preso in giro tutta la Puglia! Il servizio sta peggiorando ma non ci si può attendere risultato diverso se si cambiano i vertici dopo un anno e si nominano persone che non hanno alcuna competenza in materia di trasporto ferroviario e automobilistico! La Regione Puglia con un colpevole silenzio durato decenni e che perdura tuttora, è corresponsabile della distruzione di FSE. Il M5S pone come centrale la tematica del trasporto pubblico e del diritto alla mobilità. I nostri atti parlamentari lo dimostrano ampiamente come lo dimostrano anche le straordinarie soluzioni trovate dai nostri sindaci! Per garantire il diritto alla mobilità ai cittadini e la sicurezza ai lavoratori servono persone libere, oneste, competenti e trasparenti!

La Corte costituzionale boccia la Riforma Madia anche sul divieto di assunzione a tempo indeterminato: dimissioni del Ministro e tutela dei lavoratori!

ferrovie-sud-est-696x547Le schiforme fatte e volute dal Governo continuano non solo ad ignorare i bisogni dei cittadini ma anche a complicare la loro affannosa ricerca di un lavoro stabile e dignitoso considerata vicenda che ha visto necessaria una modifica della selezione pubblica indetta da Ferrovie Sud Est da assunzioni a tempo indeterminato in assunzioni a tempo determinato per adeguarsi al divieto introdotto dalla riforma Madia in base alla quale non è possibile al momento per le società a controllo pubblico procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato.

logo-corte-costituzionaleSi tratta di una riforma aberrante e per questo su molti aspetti bocciata dalla Corte Costituzionale perché l’arroganza dei Governi PD induce ad errori gravissimi quanto grossolani, come quello di prevedere solamente un mero parere della Conferenza Stato-Regioni escludendo quindi la partecipazione degli altri enti istituzionali quando invece deve esser raggiunta una vera e propria intesa a garanzia di condivisione, collaborazione e lealtà istituzionale.

La Corte costituzionale conferma l’incapacità dei Governi a guida PD: Renzi o Gentiloni, che ne è la fotocopia nulla cambia, come è anche evidente dalla nomina dell’On. Madia a Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione quasi che collezionare il maggior numero di dichiarazioni di incostituzionalità per le sue riforme sia un vanto! 

In un Paese normale dopo la sentenza ci sarebbero state le doverose dimissioni della Madia! 

Noi, in attesa di andare al Governo di questo Paese per tutelare gli interessi dei cittadini, intanto ci assumiamo la responsabilità di garantire i lavoratori e la loro stabilità. Per questo abbiamo interrogato il Governo: pretendiamo di sapere quali iniziative il Governo assumerà in merito alla selezione delle Ferrovie del Sud Est e dalle altre società a controllo pubblico nelle medesime condizioni!

Il nuovo Governo Renzi-bis

Alla luce della nomina dei ministri del “nuovo” Governo, condivido con voi alcune riflessioni che non ho trovato nelle valutazioni dei colleghi e nelle considerazioni dei tanti commentatori politici.

Una premessa: è vero che il referendum tecnicamente non verteva sull’operato del referendum-costituzionale-ottobre-2016Governo Renzi e che solo una parte degli italiani hanno bocciato nel merito il quesito (dubito che la maggior parte sia sfavorevole all’abolizione del cnel, delle province e al contenimento dei costi delle istituzioni) ma è pur vero che il significato politico di questo referendum è dovuto non tanto alla personalizzazione fatta da Renzi, quanto alla presentazione della riforma da parte del Governo invece che, come logica costituzionale vorrebbe, da una forza politica in parlamento.
Una questione di metodo non banale che ha permesso di gettare nel caos istituzionale il nostro Paese (con una legge elettorale ritagliata per un assetto costituzionale che entra in vigore prima della conferma degli italiani).

renzi-boschi-referendum-costituzionaleDa questo si desume facilmente che paradossalmente le riforme costituzionali non sono la proposta politica di una soggetto politico che voglia discutere ma una imposizione di poteri extraparlamentari: ne è la riprova il comitato di 40 saggi extraparlamentare che si voleva insediare per le riforme nella primavera del 2013 e il tentativo di modificare la “serratura” della nostra Costituzione, l’art. 138!

Qual è il nesso con le vicende di questo fine settimana?

Questo parlamento risulta ancora moralmente illegittimo per qualunque provvedimento ordinario (figuriamoci per una legge elettorale o una riforma costituzionale) e tuttavia la priorità dei partiti (anche di quelli che dicono il contrario) non è quella di andare al voto!
Il giochino è sempre lo stesso: i media spingono nelle teste degli italiani che le urgenze dei cittadini (occupazione, economia, emergenze per dissesto idrogeologico,…), le scadenze e gli appuntamenti europei, le ripercussioni internazionali sui mercati impongono la necessità dell’esistenza di un governo, qualunque esso sia.

In realtà per risolvere i problemi degli italiani, per avere credibilità politica in UE e referendum-costituzionale-2016avere la solidità in ambito internazionale la necessità è esattamente l’opposto: avere un parlamento perfettamente legittimato dal punto di vista morale e costituzionale che possa poi dare origine alla formazione di un Governo su priorità condivise che corrispondono agli interessi degli italiani.

In questo contesto di facciata, si consuma il finto rinnovamento di un Governo “Renzi II” sotto il prestanome Gentiloni!

L’incarico dato dal Presidente della Repubblica all’on. Gentiloni di formare un nuovo governo, come previsto dalla Costituzione, è l’ennesima farsa cui siamo costretti dai partiti! Tanto è vero che il “nuovo” Governo appena formato non è altro che una fotocopia di quello appena sconfessato al referendum! Persino Maria Elena Boschi, che aveva promesso le dimissioni in caso di vittoria del No, fa ancora parte della squadra di Governo!

È il solito teatrino delle segreterie partitocratiche cui già abbiamo assistito con Bersani, Letta e con Rmattarella-e-gentiloni-755x515enzi: a questi tavoli si dovrebbe parlare dei punti condivisi/condivisibili del programma di Governo mentre si riduce come sempre tutto al solito balletto del toto-ministri. In questo caso con l’aggravante che questo governo ha solo il mandato morale di una nuova legge elettorale (come doveva avere esclusivamente questo obiettivo, quello in carica al momento in cui la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale Calderoli, chiamata Porcellum).

È una farsa alla quale non ci prestiamo e per questa ragione abbiamo disertato la consultazione con l’on. Gentiloni che avrà la fiducia dalla stessa maggioranza che appoggiava Renzi. E avrà anche gli stessi obiettivi:
– il salvataggio delle banche a dispetto dei risparmiatori
– tutelare gli interessi dei mercati finanziari e degli speculatori che vogliono mettere le mani sulle grandi aziende e risorse statali
– le multinazionali che desiderano più precarietà e meno diritti per i lavoratori.

FSE: continuano i gravi disservizi. Delrio e il PD sono i responsabili!

pullman-galatonePensavamo di aver visto tutto con la gestione delle Ferrovie Sud Est, ma evidentemente non era abbastanza! Turisti, studenti e lavoratori pendolari e gli altri cittadini vedono, di fatto, il loro diritto alla mobilità  sospeso per incapacità  del PD!

Il PD che governa a Roma e la Regione Puglia è incompetente! Renzi continua ad annunciare fantomatici grandi opere inutili, riesumando addirittura il ponte sullo Stretto di Messinauno spreco di oltre 8 miliardi graditissimo alle lobby del cemento e alla malavita, mentre ignora i reali problemi dei cittadini rappresentati dalla mancanza dei servizi essenziali come il trasporto pubblico!

1976244_fse9Delrio ovviamente è corresponsabile di questo disastro, anche lui preso dai soliti annunci slogan, con i quali ha anche speculato su disastri ferroviari e i morti della tragedia sulla tratta di Andria-Coratoi cittadini aspettano ancora i 2 miliardi annunciati per le ferrovie secondarie regionali che oggi sono al collasso!

E la Centrale Unica di Acquisto per i mezzi pubblici del trasporto locale? Altro annuncio come tutte le parole relative alla “cura del ferro” e le altre dichiarazioni sulla “mobilità  sostenibile”.

studenti-pendolari-brindisiniSiamo il Paese con i mezzi del trasporto pubblico più vecchi e inquinanti: una vergogna senza precedenti causata da anni di Governi di dilettanti rivolti solo allo sperpero e alle clientele! I cittadini sono stanchi di essere ingannati: hanno diritto ad un paese civile dove sia semplice, veloce ed economico spostarsi con il trasporto pubblico soprattutto per recarsi a scuola e al proprio posto di lavoro. Evidentemente gli interessi del PD regionale e di questo Governo non coincidono con quelli dei cittadini: per fortuna presto le elezioni daranno a questo paese un Governo a 5 Stelle!

Assenza di trasparenza e distorsione del mercato!

Renzi-ryanairIl twittatore seriale si risveglia dal torpore e ci racconta un’altra favoletta sull’abbassamento delle tasse. Nello specifico, l’argomento usato e’ stata la notizia che Ryanair avrebbe l’intenzione di investire un miliardo di euro per l’apertura di nuove rotte nel nostro Paese nel 2017. Come gli avvoltoi, Renzi si è tuffato immediatamente per prendersi meriti che, come sempre, non ha. E come sempre ha scaricato su “fantomatici” altri, responsabilità che attengono anche alla sua azione di Governo.

Andiamo per ordine.
Nel dicembre 2015 all’interno della legge di stabilità viene inserito dal Governo un emendamento che aumenta sui biglietti aereo la tassa relativa ai “diritti aeroportuali” di 2,50 euro per un importo di 184 milioni di euro all’anno fino al 2018 che contribuirà anche al finanziamento del Fondo Speciale Trasporto Aereo.

Su questo specifico aspetto, Renzi mentendo afferma che il suo Governo paga per scelte fatte da altri. Dimentica, però, di dire che tale decisione fu assunta dal Governo del Pd a guida “Enrico Letta” con l’approvazione del decreto “Destinazione Italia” del febbraio 2014, e che tale legge fu approvata dalla stessa maggioranza che ora lo sostiene e che, in questi 2 anni ed oltre, avrebbe potuto intervenire scongiurandone l’aumento.ryanair675

In seguito a tale decisione, forti malumori si levarono all’interno del mondo del trasporto aereo, ed in particolare, Ryanair minacciò strumentalmente la chiusura di Pescara, Alghero e la riduzione di altre tratte (le indagini di diverse Procure e della Guardia di Finanza su illeciti finanziamenti pubblici hanno certamente più peso nelle strategie dell’azienda) ed in seguito a queste forti prese di posizione, e nonostante il Governo avesse più volte dichiarato che non ci fossero i margini per l’abbassamento dei diritti aeroportuali, il Governo italiano smentisce se stesso perché, a seguito di un incontro privato del ministro Delrio con i vertici di Ryanair, nel Decreto Enti Locali approvato a fine luglio, sospende l’aumento dell’addizionale per soli 4 mesi, dal 1 settembre al 31 dicembre 2016 invece di annullarlo definitivamente come racconta di aver fatto oggi.

Nulla sappiamo di come il Governo voglia recuperare i fondi per il 2017-18, ne’ a chi potenzialmente ha tolto i 60 milioni per i 4 mesi in cui l’aumento di 2,5 euro della tassa è stata “congelato” per il 2016.

Quindi, ricapitoliamo: prima aumenta le tasse, poi le “sospende temporaneamente per 4 mesi” dicendo che le ha annullate, e nulla dice su come coprire le restanti somme necessarie al Fondo trasporto aereo.

Intanto i lavoratori del comparto esultano. Governatori regionali e gestori aeroportuali plaudono all’iniziativa, dimenticando che un trasporto aereo inefficiente sono costi che gli italiani pagano ingiustamente e in maniera occulta!

Infatti, per riuscire ad ottenere questa mossa di marketing pubblicitario per il Governo e per una specifica compagnia aerea, il Nostro smemorato Presidente del Consiglio omette, come sempre, di dire che Ryanair ha preteso ed ottenuto la modifica delle linee guida aeroportuali sugli incentivi pubblici in modo da calpestare le norme di trasparenza e corretta concorrenza in conformità alle disposizioni contenute sia nella normativa italiana che in quella comunitaria.

Le stesse linee guide erano state approvate ad ottobre 2014 dal Ministro Lupi e quindi, dal suo Governo, e a distanza di meno di due anni vengono stravolte, su specifica richiesta proprio di Ryanair che non ha mai fatto mistero della sua contrarietà alle precedenti disposizione!

Ora che il Governo, accorgendosi di avere scritto male un provvedimento, intervenga per correggerlo sarebbe un atto dovuto e necessario, ma che le regole scritte per favorire lo sviluppo di tutto il sistema aeroportuale italiano vengano aggiornate per favorire lo sviluppo commerciale dell’azienda privata che più di altri ha usufruito di sostanziosi incentivi economici, in particolare modo in Italia, determinando di fatto la nascita e crescita di un mercato poco efficace ed a discapito della collettività, probabilmente aggirando le norme europee e mandando l’Italia in procedura di infrazione (con sanzioni che pagheranno tutti i cittadini italiani), ci lascia assolutamente interdetti.

Per queste ragioni, oltre a rispedire al mittente le bugie seriali di Renzi, ci attiveremo nelle sedi preposte (Ente Nazionale Aviazione Civile, Autorità Regolazione Trasporti, Commissione Europea) per controllare e valutare ogni passaggio dovuto alle scelte del Governo che agisce, come sempre, su pressione di lobby e diventando lo zerbino di aziende private i cui interessi evidentemente non coincidono necessariamente con quelli degli italiani!

Ilva, salvataggio a perdere con bollette degli italiani

 

diego in aulaIl giorno della discussione in aula del nuovo decreto Salva Ilva, tuona il M5S contro l’undicesimo provvedimento “Ammazza Taranto”. Con perdite economiche continue si da la possibilità al siderurgico di contrarre nuovi debiti ma quelli passati, l’Ilva ancora non li ha ripagati. Questo è il mio intervento in aula alla Camera.

Dove sono i soldi già prestati all’Ilva che sarebbero dovuti già esser restituiti? L’Ilva ha perso 918 milioni nel 2015, 641 nel 2014, 911 nel 2013, 620 milioni nel 2012 e continua a perdere ogni giorno 2,5 milioni di euro. Cosa sarebbe potuto succedere se questi soldi invece di buttarli in Ilva, fossero stati impiegati nella città di Taranto e nelle bonifiche, oppure nel garantire un prepensionamento ai lavoratori per aver lavorato in siti dove è presente l’amianto? Probabilmente una rinascita di Taranto, ma come ormai è lampante, al Governo Renzi e al PD non interessa la salute e l’ambiente dei tarantini.

Vogliono consegnare nelle mani dei privati uno stabilimento che produce malattia e morte, garantendogli l’immunità, come già succedetromba-daria-taranto-300x248 con i commissari, nonostante l’Ilva sia un soggetto con nessuna prospettiva di rilancio imprenditoriale. Senza contare che questo decreto stabilisce un cambio di regole per la gara in corso d’opera il che potrebbe portare a una pioggia di ricorsi e occorre sempre ricordare che i reali proprietari non hanno mai concordato una vendita. Si prospetta una inquietante ipotesi che alla fine, lo Stato italiano dovrà rimborsare anche i Riva!

E’ necessario smontare il giochino di parole del Governo distinguendo gli interventi di decontaminazione ambientale dagli interventi di ristrutturazione degli impianti. La Commissione Europea non si opporrebbe all’eventuale sovvenzionamento pubblico delle spese per gli interventi di decontaminazione del sito dell’Ilva e delle aree circostanti, nella misura in cui tali interventi siano urgenti e necessari per porre rimedio all’inquinamento esistente e per garantire la salute pubblica nella città di Taranto. Ma Renzi e il PD vanno in direzione opposta, finanziando gli impianti e facendo precipitare anche la situazione in merito agli Aiuti di Stato.

Renzi-buffoselezione2Ma poichè al peggio non c’è mai fine, come l’autorità per l’energia elettrica e il gas ha confermato, per favorire il prestito all’Ilva attraverso la Cassa servizi energetici, ci sarà anche un prelievo forzoso nelle bollette energetiche. In sostanza l’ennesimo regalo all’Ilva lo pagheranno ancora una volta tutti gli italiani, mentre i tarantini e i lavoratori muoiono, mentre vengono avvelenati mari, falde e terreni.

Si sta consumando l’ennesimo crimine da parte del Governo italiano verso Taranto. Renzi rimanga lontano dalla città e non si faccia mai più vedere!

 

Scandalo Tempa Rossa e dimissioni Guidi: avevamo denunciato tutto!

 tempa-rossa1Il M5S si conferma l’unica vera opposizione! La vergognosa vicenda che vede coinvolta la ministra Guidi nelle intercettazioni con il suo compagno Gemelli, con interessi nel progetto Tempa Rossa e lo stretto legame del Governo con i petrolieri, non è assolutamente una notizia di questi giorni. E’ triste ricordarlo ma noi lo avevamo detto a gran voce in tempi non sospetti.

depliant-coloriIn ben due distinte occasioni denunciammo questo emendamento vergogna. La prima ad ottobre 2014 durante la discussione del decreto Sblocca Italia dove in Commissione Ambiente alla Camera, una manina a tarda notte aveva inserito questo emendamento vergognoso che fu respinto solo grazie alla pronta reazione del M5S. Successivamente, in Legge di Stabilità a Dicembre 2014 denunciammo subito l’emendamento riproposto che coinvolge direttamente la Basilicata e soprattutto Taranto con le sue infrastrutture portuali a ridosso della raffineria ENI, l’ennesimo schiaffo al territorio già martoriato dall’inquinamento e schiacciato dagli interessi delle lobby. Renzi ci ignorò e la legge passò con il voto di fiducia al Senato!

Le dimissioni della Guidi sono insufficienti perché rappresentano un’ammissione di colpa per tutto il Governo a cominciare dalla Ministra Boschi, nominata proprio dalla Guidi in merito all’approvazione dell’emendamento, e soprattutto per il Presidente del Consiglio Renzi che ogni giorno dimostra di essere legato alle lobby del petrolio attraverso continui provvedimenti a favore dei combustibili fossili e delle energie non rinnovabili!

stop-tempa-rossa-rosso (1)Giova ricordare che su Tempa Rossa a Taranto, grava ancora la delicatissima questione legata al rischio di incidenti rilevanti, che il M5S ha più volte portato all’attenzione dei Ministri Galletti e Guidi, un rischio con effetto devastante in un’area che coinvolge più di 200 mila abitanti. Probabilmente la Guidi non ha mai risposto, perché occupata al telefono con il fidanzato! Abbiamo chiesto di ritirare la Valutazione di Impatto Ambientale, e di ripeterla includendo gli altri impianti per una valutazione complessiva come prescritto per legge, e viene da chiedersi se anche Galletti sia momentaneamente occupato al telefono con qualche amico in attesa di favori.

E’ evidente che il PD e il centro sinistra siano solo etichette finte, in quanto non c’è nulla di democratico in quello che impone al Paese e tanto meno c’è alcuna differenza con il PDL e i partiti di centro destra che hanno governato con Berlusconi. Tutti in questi 20 anni si sono spartiti poltrone e potere facendo regali a familiari, finanziatori e amici!

Il M5S dimostra di essere libero dai legami lobbistici, da finanziamenti occulti e da interessi particolari, per questo ha la possibilità di denunciare tutte queste nefandezze e di portare nelle istituzioni esclusivamente gli interessi dei cittadini italiani!

Qui riporto il comunicato stampa inviato il 17 Dicembre 2015 quando il Governo, per la seconda volta, ha provato (in questa occasione riuscendoci) a far passare il progetto Tempa Rossa come strategico (estrazione del petrolio in Basilicata da parte di ENI e Total e sua esportazione dal porto di Taranto): in questo modo hanno aggirato le necessarie autorizzazioni degli enti locali.

Stabilità: Renzi impone Tempa Rossa a Taranto, ulteriore regalo alle lobby del petrolio!

tempa-rossa1L’emendamento del Governo, presentato il 13 dicembre alla Legge di Stabilità 2015, manifesta la volontà del premier Renzi e della partitocrazia di procedere, senza intoppi, alla realizzazione del progetto Tempa Rossa. Aspra denuncia del M5S

Con l’emendamento presentato sabato scorso, il Governo vuole che il regime di “autorizzazione unica” di competenza del Ministero dello Sviluppo Economico varrà anche per “le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi in raffineria, alle opere accessorie, ai terminali costieri e alle infrastrutture portuali strumentali allo sfruttamento di titoli concessori esistenti, comprese quelle localizzate al di fuori del perimetro delle concessioni di coltivazione di idrocarburi”. In sostanza, si tratta del progetto Tempa Rossa per Taranto. L’autorizzazione alla costruzione ed all’esercizio, rilasciata dalla stessa amministrazione, comprende la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio dei beni in essa compresi nonché la variazione degli strumenti urbanistici e dei piani di gestione e tutela del territorio comunque denominati.

L’autorizzazione, inoltre, sostituisce, anche ai fini urbanistici ed edilizi nonché paesaggistici, ogni altra autorizzazione, concessione, approvazione, parere, atto di assenso e nulla osta comunque denominati, previsti dalle norme vigenti, costituendo titolo a costruire e ad esercire tutte le opere e tutte le attività previste nel progetto approvato, fatti salvi gli adempimenti previsti dalle norme di sicurezza vigenti. Infine, l’autorizzazione produrrà gli stessi effetti previsti per le concessioni di coltivazione e ricerca di idrocarburi previsti dal decreto Sblocca Italia, rivestendo carattere di interesse strategico e di pubblica utilità, urgenti ed indifferibili. Le disposizioni si applicano, su istanza del proponente, solo alle opere rispetto alle quali sia già stato adottato un decreto di compatibilità ambientale. Quindi, per Tempa Rossa a Taranto, si tratta della VIA già rilasciata ad ottobre 2011 con Decreto del Ministero dell’Ambiente dov’era assente il parere della Regione Puglia guidata da Nichi Vendola (SEL). Un parere favorevole giunto un mese dopo, assieme ai pareri sempre favorevoli di Provincia e Comune di Taranto, tutti a guida PD.

Sarà, poi, il Presidente del Consiglio, in caso di mancata ‘intesa’ con le regioni e gli enti territoriali, l’unico a poter decidere, concentrando una serie di prerogative autoritarie che ricordano tempi bui, che speravamo ormai passati. Con un altro emendamento, si tappa la bocca agli enti locali che vogliono fermare questa deriva autocratica perché ci sarà anche la possibilità che le Regioni possano raggiungere il pareggio di bilancio con le royalties, anziché usarle per le opere di compensazione. Un regalo che consentirà di recuperare una parte dei tagli a scapito del territorio. Con questa disciplina contabile, saranno scoraggiate quelle Regioni che avevano intenzione di impugnare il decreto Sblocca Italia. Renzi pensa ancora ad avvelenare Taranto, l’Italia e l’ambiente. Infatti, nel testo dell’emendamento manca solamente la dicitura ‘Tempa Rossa’ per formalizzare esplicitamente la volontà dei partiti e delle multinazionali che sfruttano i combustibili fossili di penalizzare ancora il sud Italia. Un emendamento ‘ad aziendam’ disumano, viste le criticità ambientali in cui versa Taranto a causa delle industrie presenti, ed allo stesso tempo incomprensibile, visto che il greggio Tempa Rossa, estratto in Basilicata, è di pessima qualità, tanto che dovrà esser portato altrove per la sua lavorazione. Il Governo, per giunta, accelera le autorizzazioni, nonostante manchi ancora il ‘Rapporto definitivo di Sicurezza’ su Tempa Rossa. L’emendamento non sembra scritto da tecnici dello Stato Italiano ma da tecnici di Eni, Total e Shell in quanto, anche nella relazione illustrativa, l’approccio è il medesimo che si legge nella propaganda di queste multinazionali del petrolio che tentano di convincere le popolazioni meridionali che questa nefandezza porti dei vantaggi.

Ancora una volta Renzi viene utilizzato come un burattino nelle mani delle multinazionali che cercano un modo per una veloce realizzazione del progetto Tempa Rossa sorvolando sulla sempre maggiore opposizione delle popolazioni locali. Un progetto che umilia i cittadini di Puglia e Basilicata, uniti nella sventura di aver eletto amministrazioni a guida PD incapaci di proteggere i beni comuni e colpevoli della svendita del territorio al miglior offerente. Il M5S si pone accanto a chi combatte da anni la realizzazione di questi progetti che ancorano l’Italia al Medioevo, mentre il Governo ignora ogni proposta di reale innovazione con il miglioramento dell’attuale modello economico. Per questi motivi voteremo contrariamente all’emendamento del Governo e non daremo mai la fiducia ai partiti.

Per denunciare queste manovre invitiamo tutti i simpatizzanti, gli attivisti del M5S a partecipare senza simboli e bandiere, alla manifestazione a Taranto convocata dagli studenti venerdì 19 dicembre.

Porti: l’autoritarismo di Renzi bocciato dalla Corte Costituzionale!

IMG_1350La sentenza della Corte Costituzionale n.261 del 17 novembre 2015 dichiara l’illegittimità costituzionale parziale dell’art. 29, c. 1°, dello “Sblocca Italia” nella parte in cui non prevede che il piano strategico nazionale della portualità e della logistica sia adottato in sede di Conferenza Stato-Regioni. La sentenza trova impreparati il Ministero e il Governo Renzi che a fronte di questa non hanno ancora dichiarato come intendono proseguire con la riforma portuale che ora rischia un blocco. Question Time del M5S mercoledì alla Camera dei Deputati. 

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Lo avevamo detto e ribadito in più occasioni. La nuova riforma portuale di Renzi rappresenta l’autoritarismo di un Governo che non è disposto a confrontarsi con i territori per comprendere quale siano le scelte opportune da compiere. La Corte Costituzionale, bocciando le modalità di adozione del piano strategico nazionale della portualità e della logistica, riconosce che non è prevista alcuna forma di coinvolgimento delle Regioni nella procedura di predisposizione del piano, in contrasto con le chiare indicazioni della giurisprudenza costituzionale. Non basta quindi che alle Regioni vengano relegati solo le funzioni di esprimere un parere sullo schema di decreto ministeriale relativo alla classificazione dei porti, l’intesa relativa alla nomina del presidente dell’autorità portuale o la partecipazione del Presidente della Giunta Regionale interessata o di un suo delegato al comitato portuale. Queste funzioni non possono essere considerate in alcun modo equivalenti al coinvolgimento, nella forma dell’intesa, nella predisposizione del piano strategico nazionale. piano nazionale porti

Il M5S farà un question time in commissione mercoledì, chiedendo al Governo come intende risolvere la situazione e che rischia di bloccare una riforma portuale pensata male e scritta in forma addirittura peggiore! Ancora una volta si “naviga” a vista, non c’è una visione complessiva e soprattutto mancano chiari criteri per definire le funzioni delle nuove Autorità portuali. La definizione delle sedi delle nuove Autorità di sistema, situazione, quest’ultima, che ha come diretta conseguenza una guerra campanilistica da parte dei territori interessati, preoccupati che queste nuove autorità siano, al pari di quelle passate, solo dei centri di potere per spartire risorse e appalti in maniera opaca e a porte chiuse, magari secondo logiche legate alle correnti politiche e non centri di coordinamento, programmazione, pianificazione e razionalizzazione per migliorare la competitività del nostro Paese, dei territori, per garantire anche maggiore rispetto dell’ambiente.

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Sono scandalose le dichiarazioni del Ministro Delrio quando fanno riferimento a mettere nei luoghi più “deboli” le Autorità di sistema dando seguito ad una sorta di elemosina, ma soprattutto confermando indirettamente le preoccupazioni che queste saranno centri di potere nella tipica logica partitica della prima Repubblica.

Questo Governo manca di partecipazione sulla riforma portuale, è evidente, visto che le istanze di tutti i portatori di interesse, dagli armatori alle imprese di logistica internazionale, sono stata relegate ad un convegno governativo, gli Stati Generali della Portualità e della Logistica, organizzato a suo tempo dall’ex Ministro Lupi.

Questo metodo senza trasparenza e partecipazione delle Regioni e degli stakeholder, la mancanza di chiari criteri con cui si definiscono criteri e funzioni dell’Autorità di Sistema, l’assenza di selezione pubblica per le figure apicali delle autorità portuali, anche nella nuova concezione, e la perpetua mancanza di visione porterà anche questa riforma, al pari delle altre targate PD, come la finta abolizione delle province, delle sedi degli organi della giustizia e quella aberrante della Costituzione è destinata a fallire!

Aeroporto di Firenze: anche l’Università smonta il progetto!

Anche l‘Università degli Studi di Firenze (UNIFI) ha analizzato il progetto del nuovo aeroporto fiorentino e ha conseguentemente presentato osservazioni in procedura di VIA. UNIFI  in maniera precisa e approfondita, smonta un progetto illogico e  rileva tutti i limiti con annessi rischi per la salute pubblica, confermando le nostre preoccupazioni. Da portavoce dei cittadini, ho riportato in parlamento il lodevole lavoro di UNIFI con una nuova interrogazione  rivolta al Ministro Delrio.

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Dalla lettura delle ottime e numerose osservazioni presentate da UNIFI sul progetto del nuovo Aeroporto. ci si accorge sempre più dell’inutilità dello stesso. Il coefficiente di utilizzazione della pista sia vecchia che nuova, è stato calcolato da Enac mediante un metodo non specificato e certamente non riconosciuto a livello internazionale. Questo aspetto è fondamentale perché tale parametro è uno degli elementi che hanno indotto, in modo artificioso, alla proposta di costruire un nuovo aeroporto. Questo di conseguenza comporta problemi legati al nuovo orientamento della pista, che non è orientata nella direzione migliore e poi c’è la finta monodirezionalità della pista, la quale secondo le normative europee ed internazionali sarà bidirezionale, comportando perciò il sorvolo da parte degli aerei della città di Firenze. Lo studio egregio dell’Università di Firenze mette in luce anche l’errata valutazione dei reali impatti dell’inquinamento atmosferico in quanto quasi la metà degli impatti atmosferici dovuti alle emissioni non tengono conto della direzione dei venti. Infine ci sono i problemi che il funzionamento di questa struttura recherà al sito Unesco e i dubbi sulle caratteristiche della viabilità di accesso all’area cargo.

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L’interrogazione sarà anche riproposta dai nostri colleghi al Parlamento Europeo al fine di allertare le autorità europee di questi abusi. Le osservazioni dell’Università, disponibili sul sito web del Ministero dell’Ambiente, non si limitano solo a questi aspetti e stiamo sottoponendo tali questioni anche alla Regione e a livello Comunale facendo rete con gli altri portavoce del M5S in tutte le istituzioni. Non si può che esprimere un plauso all’Università degli Studi di Firenze che, assieme ai cittadini e ai comitati, sta partecipando alla discussione su questo nuovo aeroporto, apportando informazioni fondate e preziose. Questo atteggiamento dovrebbe esser preso ad esempio dagli altri poli universitari in Italia, dimostrando con le proprie competenze che la società civile può e deve difendere e valorizzare il territorio. Renzi la smetta di fare propaganda politica con questi progetti dannosi ed esosi per le casse pubbliche oltre che rischiosi per un territorio unico al mondo come quello di Firenze.