Ferrovie: Continuano i lavori sulla Napoli-Bari.

La linea ferroviaria Napoli-Bari è una nuova opera che nel complesso abbiamo giudicato positiva, benché non sia una linea ad alta velocità come erroneamente continuano a ripetere alcuni media e rappresentanti istituzionali. Quello che desta maggiore perplessità è la variante di Apice-Orsara, un nuovo tracciato lontano dall’attuale linea ferroviaria, non ha alcuna logica se non quella di accontentare alcuni Comuni campani con un allungamento del tracciato, dei tempi di esecuzione e dell’inaccettabile aumento della spesa pubblica.

La sola variante Apice-Orsara costerà oltre i 2.6 miliardi di euro. La linea Adriatica che rimane un binario unico tra termoli e lesina. A luglio 2017, dopo un’interminabile discussione tra le istituzioni sul percorso del tracciato che bloccava il raddoppio, finalmente è stato concordata una variante che sposta il tracciato verso l’interno.

È inspiegabile spendere tanti soldi per una scelta i cui giovamenti sono assolutamente dubbi e non dimostrati senza alcuna analisi costi/benefici. A questo si aggiunge la beffa del mancato raddoppio finora della linea adriatica, fondamentale per il trasporto di passeggeri e beni, dopo anni di promesse: dopo l’annuncio del recente compromesso, speriamo di vedere presto i cantieri in opera!

Discarica Grottaglie: Controllato è controllore!

Il 13 luglio 2017 l’Enac, cambiando radicalmente il parere negativo espresso in conferenza dei servizi il 26 luglio 2016, ha rilasciato il nulla osta con prescrizioni al raddoppio. Le prescrizioni sono la rinuncia a 35 tipologie di rifiuti da smaltire identificate con Codice Cer 02 (su un totale di 379 tipologie di rifiuto richieste) e una serie di controlli e verifiche ad opera del gestore.

E’ inaccettabile che il controllore sia lo stesso controllato! Come è possibile affidare il controllo sulla presenza di avifauna al gestore quando gli esiti potrebbero risultare sfavorevoli all’attività dello stesso gestore? Essendo la discarica nei pressi dell’aeroporto, l’avifauna che viene attirata dalla stessa, potrebbe impattare con gli aerei e gli elicotteri creando un “wildlife strike”. Proprio Enac in un sopralluogo del 2016 aveva rivelato la presenza di avifauna. Con l’autorizzazione al raddoppio si mette a rischio la navigazione aerea.

Già nel 2008 Enac si era occupata della discarica in occasione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e aveva rilevato che la Regione Puglia aveva autorizzato una discarica nel 2005 illegittimamente perchè senza il dovuto parere vincolante dello stesso Ente per l’aviazione civile. Inoltre Enac aveva raccomandato di non consentire l’utilizzo delle discariche per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani, tuttavia nel corso di questi anni sono stati conferiti, tra gli altri, rifiuti provenienti dal leccese (classificati 19.05.01) “parte di rifiuti urbani e simili non destinata al compost”.

I rifiuti urbani arrivano a Taranto perchè la Provincia, a guida centrodestra, continua a rilasciare autorizzazioni impianti con capacità di gran lunga superiori al fabbisogno provinciale e la  Regione Puglia, a guida PD, continua ad autorizzare l’invio dei rifiuti dalle altre province a quella di Taranto. La discarica di Grottaglie, al pari degli altri impianti di smaltimento del tarantino, fanno comodo ai partiti che sono colpevoli di gestire il ciclo dei rifiuti in maniera pessima. Stanno attuando una strategia perversa e clientelare: il business dei rifiuti frutta decine di milioni di euro sempre agli stessi gestori in danno del territorio.

Occorre cambiare subito la logica dello smaltimento dei rifiuti. Il M5S infatti incentiva l’economia circolare che può essere realizzata adottando la strategia rifiuti zero come da tempo proponiamo a tutti i livelli amministrativi: riduzione dei rifiuti, riciclo, recupero e sostegno per una produzione di prodotti riciclabili, in modo da generare posti di lavoro e salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini. Purtroppo fino a quando i partiti di centro destra e centro sinistra continueranno a governare, l’economia circolare non potrà mai essere attuata!

Linea Adriatica: il binario unico, divide l’Italia!

La circolazione ferroviaria tra Campomarino e Ripalta, lungo la linea ferroviaria Termoli-Foggia, a causa di una rotaia rotta tra Campomarino (Campobasso) e Chieuti (Foggia), è rimasta sospesa dalle 13,45 fino alle 19 circa del primo maggio 2017. La tratta ferroviaria è ancora a binario unico.

Il CIPE nel 2001, ai sensi della Legge Obiettivo, ha approvato il 1o «Programma delle opere strategiche» che, tra l’altro, prevede il raddoppio ferroviario tra Lesina e Termoli. Dalla rilevazione dell’ANAC sullo stato di attuazione delle opere comprese nel Piano Infrastrutture Strategiche (PIS) al 31 dicembre 2016, risulta avviata a novembre 2016 la progettazione definitiva dei lotti 2 e 3. Per il 1° lotto risulta invece disponibile la progettazione definitiva ed è in corso l’iter di approvazione da parte del CIPE. Il termine dei lavori è previsto per il 2026.

Il Governo “sblocca” un gasdotto inutile come il TAP ma non riesce a fare un raddoppio di binario per poche decine di chilometri che dovrebbe essere terminato da anni. Questa è l’attenzione alle opere di interesse nazionale del PD e la “cura del ferro” del Governo Renzi. Un danno assurdo per gli italiani.

Su queste che sono le vere priorità per il Paese, si fanno solo promesse: il Governo vuole spendere 7 miliardi di euro per l’Alta Capacità Napoli-Bari di cui 2 miliardi per una variante senza logica ma l’Italia rimane divisa in due per mancanza di un raddoppio sulla linea adriatica e di treni regionali lenti e sovraffollati privi di sistemi di sicurezza.

In un Paese in cui oltre 100.000 persone scappano all’estero ogni anno in cerca di lavoro, il Sud rimane senza le infrastrutture minime necessarie per poter offrire benessere e alternative professionali, perché per questo Governo la priorità sono grandi opere inutili pensate per spartirsi soldi, potere e poltrone. Il benessere e i diritti per i cittadini sono costantemente calpestati da politicanti incapaci. Speriamo che alle prossime elezioni nazionali i cittadini si ricordino di questi problemi e diano la possibilità al M5S di migliorare davvero questo Paese.

Raddoppio linea Adriatica Termoli-Lesina: Delrio si impegni!

trasporti-il-cipe-approva-raddoppio-termoli-lesina--1422451234-mediaIl tratto ferroviario Termoli – Lesina della linea Pescara – Bari è l’unico tratto a semplice binario della direttrice ferroviaria adriatica Bologna-Lecce. Il CIPE nel  2001, ai sensi della Legge Obbiettivo, ha approvato il 1o «Programma delle opere strategiche», nonché il relativo allegato 1, che include nell’ambito dei sistemi ferroviari l’Asse ferroviario Bologna – Bari – Lecce – Taranto. Il progetto è stato suddiviso in tre lotti: lotto 1 «Ripalta-Lesina» del costo di 106 milioni di euro, il Lotto 2 «Termoli – Campomarino» dal costo di 135 milioni di euro e infine il Lotto 3 «Campomarino – Ripalta», dal costo di 308 milioni di euro. Il soggetto aggiudicatore è RFI S.p.A. e il cronoprogramma di progetto prevede la redazione e approvazione del progetto definitivo mentre l’esecuzione dei lavori e il collaudo del lotto 1 è previsto in 2707 giorni, mentre del lotto 2 e del lotto 3 ciascuno in 2739 giorni. Attualmente per il solo lotto 1 Ripalta – Lesina risulta individuata una copertura finanziaria per 106 milioni di euro a valere sulle risorse del contratto di programma R.F.I. 2012-2016  di cui 98 milioni di euro disponibili e 8 milioni di euro da fondi comunitari. Il 28 gennaio 2015 il CIPE,  ha approvato, con prescrizioni e raccomandazioni, il progetto preliminare specificando però che in riferimento al Lotto 2 e al Lotto 3 l’approvazione del CIPE è da intendersi in linea tecnica. La stessa delibera è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale serie generale n. 152 del 3 luglio 2015, bel oltre 5 mesi dopo.

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Dall’approvazione del “Programma delle opere strategiche” ad oggi sono passati quasi 14 anni, ma la Termoli-Lesina rimane sempre a binario unico e guardando i tempi tecnici di approvazione e realizzazione dell’opera si evince che ci vorranno ancora molti anni per raddoppiare la tratta ferroviaria ma non sappiamo ancora quando, infatti la delibera CIPE del 28 gennaio 2015 sanciva tra l’altro che entro 30 giorni dalla pubblicazione della delibera, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) dovrà concordare con RFI S.p.A. un termine, non superiore a 2 anni, per la presentazione del progetto definitivo del raddoppio nel suo complesso. La deliberà è stata pubblicata a luglio di quest’anno e quindi sono già passati i 30 giorni ma non si conoscono ancora i tempi per per la presentazione del progetto definitivo! Inoltre il CIPE sancisce che su indicazione del MIT, RFI dovrà rimodulare il crono programma del progetto, riducendo il più possibile i tempi per la messa in esercizio del Lotto 1 mentre la prescrizione numero 50 della delibera prevede che si debbano valutare gli impatti economici sul progetto, derivanti dalla soluzione proposta dalla regione Molise per l’ottimizzazione urbanistica e territoriale del tracciato tra il 2° e il 3° lotto.

E’ dunque evidente che ci vorrà ancora molto tempo per completare l’opera che ha visto tempi lunghissimi fino ad ora per la sua realizzazione: dodici anni per giungere alla approvazione del progetto preliminare da parte del Cipe, oltre cinque mesi per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e la mancanza di copertura economica per i lotti 2 e 3. Ci vorranno ancora altri due anni per la presentazione da parte di Rete ferroviaria italiana del progetto che dovrà essere concordato con gli enti locali e quindi anche con la regione Molise che finora ha rallentato i tempi prevedendo alternative  La tratta a singolo binario Termoli – Lesina rappresenta il vero «collo di bottiglia» dell’intera «direttrice adriatica» della rete ferroviaria, che impedisce incrementi di traffico e comporta limitazioni alla circolazione ferroviaria, incidendo sugli effettivi tempi di percorrenza.

Il raddoppio è necessario per il potenziamento della «Direttrice Adriatica», che ha un ruolo strategico sia per il trasporto passeggeri sia per il trasporto merci. Per questo, con l’interrogazione si chiede quali siano i motivi per cui la delibera CIPE del 28 gennaio 2015 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 luglio 2015 e quindi oltre 5 mesi dopo la sua approvazione e se il Ministro Delrio abbia già concordato con RFI s.p.a. il termine per la presentazione del progetto definitivo. Inoltre si chiede se il Delrio intenda chiarire quali risorse verranno impiegate per le coperture economiche dei lotti 2 e 3 e se il MIT e RFI s.p.a. abbiano già rimodulato il cronoprogramma del progetto, riducendo il più possibile i tempi per la messa in esercizio del lotto 1 e, in tal caso, quale sia il nuovo cronoprogramma per ciascun lotto.