Sicurezza stradale: è urgente garantire sicurezza per bambini e utenti vulnerabili con “strade scolastiche”

L’ennesimo inaccettabile fatto di cronaca dove quattro bambini sono stati investiti nei pressi dell’asilo rende evidente la necessità di garantire a tutti i cittadini di spostarsi in piena sicurezza a partire dai luoghi dove crescono le nuove generazioni!

Le soluzioni esistono, funzionano e costano poco o nulla!

Dobbiamo garantire ai nostri cittadini una città a misura di bambino: in questo modo, sarà garantita accessibilità e rischi notevolmente ridotti anche per disabili, anziani, ciclisti, motociclisti e automobilisti.

I Comuni non devono attendere una legge: possono urgentemente prendere provvedimenti in questa direzione, con interventi di pedonalizzazione e riduzione della velocità, per garantire alle famiglie e ai bambini di poter affrontare il percorso quotidiano casa-scuola in autonomia, tranquillità e piena sicurezza. Tra le modifiche che stiamo apportando al Codice della strada, abbiamo inserito proprio l’obbligo per tutti i Comuni di istituire le “strade scolastiche”, per impedire, o almeno drasticamente ridurre, la presenza di veicoli motorizzati nei pressi delle strade vicine alle scuole.

Per città più vivibili, sostenibili e sicure.

Dati sugli incidenti stradali in Italia

Nel 2018 sono stati 172.344 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in calo rispetto al 2017 (-1,5%), con 3.325 vittime (morti entro 30 giorni dall’evento) e 242.621 feriti (-1,7%).

Il numero dei morti torna a diminuire rispetto al 2017 (-53 unità, pari a -1,6%) dopo l’aumento registrato lo scorso anno.

Tra le vittime risultano in aumento i pedoni (609, +1,5%), i ciclomotoristi (108, +17,4%) e gli occupanti di autocarri (188, +15,3%). Sono in diminuzione, invece, i motociclisti (685, -6,8%), i ciclisti (219, -13,8%) e gli automobilisti (1.420, -3,0%).

Il numero degli incidenti con esito mortale sulle autostrade rimane sostanzialmente invariato – da 253 a 255 tra il 2017 e il 2018. Sulle strade extraurbane e urbane le vittime diminuiscono (rispettivamente 1.596, -1,2% e 1.402, -4,4%).

Nel confronto tra il 2018 e il 2010 (anno di benchmark per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 21% in Europa e del 19,2% in Italia. Ogni milione di abitanti, nel 2018 si contano 49,1 morti per incidente stradale nella Ue28 e 55,0 nel nostro Paese, che sale dal 18° al 16° posto della graduatoria europea.

Gli incidenti derivano soprattutto da comportamenti errati. Tra i più frequenti si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,8% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada risultano in diminuzione rispetto al 2017; le più sanzionate sono l’inosservanza della segnaletica, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza a bordo e l’uso del telefono cellulare alla guida; in diminuzione le contravvenzioni per eccesso di velocità.

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Intervista ad Affari Italiani sul Codice della Strada

La mia intervista su Affari Italiani relativamente al codice della strada.

Per chi è stata pensata questa riforma?

“La riforma del Codice della Strada mira a garantire maggiore sicurezza agli utenti della strada, in particolare gli utenti vulnerabili – ossia persone con disabilità, ciclisti e pedoni -, a incentivare modelli di mobilità sostenibile e snellire le procedure burocratiche. Ad esempio, a favore delle persone con disabilità prevediamo il parcheggio gratis sulle strisce blu quando gli stalli riservati sono occupati e l’inasprimento delle sanzioni per chi parcheggia davanti agli scivoli o nel posto dei disabili. Inserita poi la possibilità, per i Comuni, di predisporre “parcheggi rosa” riservati alle donne in gravidanza o con figli fino a 2 anni. Massima tutela anche per i pedoni, con una nuova segnaletica stradale e, soprattutto, con l’obbligo per gli automobilisti di dare loro la precedenza anche se si trovano in prossimità dell’attraversamento pedonale. La sicurezza stradale parte, in primis, dalle nostre azioni: tutti siamo chiamati ad una maggiore responsabilità, sia che ci troviamo alla guida di un’automobile, sia che circoliamo in bici o a piedi”. 

Altre misure importanti?

“Ci sono diverse norme che, finalmente, ci consentono di metterci al paro con gli altri Paesi europei. Sempre in tema di sicurezza stradale, ad esempio, assume una grande importanza l’introduzione nel codice delle zone scolastiche, con obbligo per i Comuni di istituire limitazioni del traffico nelle strade di fronte agli edifici scolastici, negli orari di entrata e uscita da scuola. Abbiamo poi previsto sanzioni molto pesanti, che arrivano alla sospensione della patente fino a 3 mesi, per chi usa lo smartphone o altri dispositivi elettronici alla guida per funzionalità diverse dalle chiamate in vivavoce o con auricolari. Molto diffuso infatti è l’utilizzo del cellulare per chattare, scattare o postare foto sui social network, e già tra le maggiori cause di incidentalità. Inoltre, abbiamo previsto misure per garantire la massima trasparenza sui proventi delle multe e, in termini di semplificazione burocratica, procedure più snelle per gli utenti e per le forze dell’ordine in caso di controllo della documentazione di guida, che potrà avvenire per via telematica. Come anche la verifica dei punti della patente o il ricorso al prefetto. Tra le misure inserite, anche quella che vieta il servizio di piazza alle carrozze trainate da cavalli, con la possibilità di riconvertire le licenze in altri titoli autorizzativi. Si tutela così, al contempo, la sicurezza stradale, la salute degli animali e l’occupazione”.

Cosa è stato fatto per la mobilità sostenibile?

“Una delle stelle del Movimento simboleggia i trasporti e tra le nostre battaglie storiche c’è proprio quella a favore della mobilità sostenibile. Ecco perché il nuovo Codice della strada per noi si fonda su due principi fondamentali: più sicurezza e mobilità sostenibile in città. Ad esempio, per incentivare l’uso delle bici diamo la possibilità ai Comuni di istituire, agli incroci semaforici, delle linee di arresto avanzate per i ciclisti rispetto agli altri veicoli. In questo modo risulteranno più visibili a tutti e quindi più sicuri. Inoltre le amministrazioni adesso potranno consentire la circolazione delle bici anche nelle corsie preferenziali riservate al trasporto pubblico locale e viene introdotto l’obbligo per tutti i veicoli di mantenere una distanza di sicurezza laterale durante il sorpasso delle biciclette in ambito extraurbano. Tutto questo, ovviamente, fa parte di un lavoro più ampio che stiamo portando avanti di pari passo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in favore di una mobilità sostenibile, moderna e in linea con molti Paesi europei, nel quale rientra l’ecobonus, che attraverso gli incentivi, promuove l’acquisto di autovetture, motocicli e ciclomotori, e ha favorito la crescita delle immatricolazioni di vetture elettriche, arrivate a segnare nel primo semestre dell’anno un +120% rispetto allo stesso periodo del 2018. In questo solco si inserisce anche il progetto sperimentale avviato dal Mit sui dispositivi di mobilità elettrica e a propulsione elettrica, monopattini, segway e hoverboard”.

Nuovo Codice della strada: licenziato il testo

Sono stati mesi intensi di lavoro, di confronto serrato con stakeholder e i gruppi parlamentari e finalmente oggi abbiamo licenziato il testo delle modifiche al codice della strada.

Riporto di seguito alcune delle proposte contenute nel testo che a breve arriverà in aula (appena dopo il parere delle altre commissioni); probabilmente ho dimenticato qualcosa e certamente molti di voi avranno ulteriori suggerimenti, ma non mi sembra affatto poco:

  1. sono istituite le strade scolastiche, cioè l’istituzione di zone a traffico o velocità limitato o aree pedonali nei pressi degli edifici scolastici, almeno negli orari di ingresso e di uscita degli alunni;
  2. sono raddoppiate le sanzioni per chi occupa abusivamente lo stallo di sosta riservato ai disabili;
  3. si obbliga l’adozione delle cinture di sicurezza sugli scuolabus;
  4. sono inasprite le sanzioni per chi non si ferma ai passaggi a livello;
  5. è consentita la circolazione in autostrada e in strade extraurbane principale delle moto elettriche;
  6. è consentita la circolazione in autostrada e in strade extraurbane principale dei motocicli 125 cc purché il conducente sia maggiorenne e in possesso di patente “superiore”;
  7. per la biciclette viene inserita la possibilità di prevedere la “casa avanzata” in prossimità dei semafori e l’obbligo del rispetto di distanza laterale di 1,5 metri dalle bici in fase di sorpasso;
  8. sarà possibile chiedere il duplicato di targhe deteriorate, senza essere costretti a re-immatricolare il veicolo;
  9. viene estesa da 6 mesi ad 1 anno la validità del foglio rosa, così da poter sostenere fino a tre prove di esame per la patente;
  10. viene eliminato il divieto per i neopatentati di guidare veicoli con rapporto tara/potenza basso purché accompagnati da altro conducente “esperto”;
  11. viene consentita, su autorizzazione del Comune, la circolazione delle bici nelle corsie del trasporto pubblico e in doppio senso ciclabile in alcune strade;
  12. sono chiariti i poteri di verifica e accertamento della sosta, previa nomina personale e corso di formazione, attribuiti agli ausiliari della sosta e ai dipendenti delle società di trasporto pubblico, nelle aree di affidamento;
  13. è effettuato entro 20 gg il collaudo dei veicoli adibiti per la guida dei disabili
  14. si modifica la norma sulle revisioni semplificando le procedure (per veicoli merci, per taxi/ncc, per gancio traino e bombole gpl…);
  15. sono consentiti i rimorchi anche per i motoveicoli;
  16. si semplifica l’uso degli stalli di sosta per i veicoli in condivisione pubblica;
  17. viene eliminato l’uso del traino delle carrozze con cavalli per i servizi di piazza;
  18. vengono normati messaggi di sensibilizzazione sociale per il corretto uso degli stalli di sosta riservati a disabili e alle donne in dolce attesa e neomamme;
  19. si attribuisce responsabilità ai conducenti delle auto e di moto e ciclomotori per i trasportati relativamente all’uso delle cinture e del casco, rispettivamente;
  20. è consentito l’uso di targhe speciali per le competizioni sportive;
  21. si regolamenta l’uso della pubblicità nelle rotatorie;
  22. si limita l’ingresso delle auto elettriche nelle ztl limitatamente a quelle istituite per finalità ambientali;
  23. sono inserite le definizioni delle strade a basso traffico;
  24. si elimina il divieto di usare bici elettriche azionate fino a 6km/h da un pulsante;
  25. si definisce meglio la responsabilità per la sistemazione delle bici sul portabici anteriore a sbalzo degli autobus;
  26. viene diminuita la sanzione minima in caso di perdita del ricorso al prefetto (dal doppio ad una volta e mezzo il valore inferiore della multa);
  27. viene favorita la compravendita dei piccoli veicoli agricoli anche per chi è privo di partita iva;
  28. è eliminato l’obbligo di esibire patente e libretto e altra documentazione verificabile in via telematica;
  29. viene semplificato l’obbligo di fornire i dati del conducente in caso in cui la violazione sia commessa dal proprietario
  30. vengono rese più stringenti le norme per il trasporto eccezionale.

Ovviamente ci sono un paio di misure che personalmente non condivido (l’obbligo dell’uso del casco per i minori di 12 anni e la necessità del preavviso di notifica per le violazioni della sosta) però tutto sommato mi sembra un bel cambiamento!

Ringrazio tutti i colleghi M5S della mia commissione e le tante persone incontrate in questi mesi per i suggerimenti e le critiche anche feroci ma serie e motivate sul provvedimento.

Codice della Strada: continuiamo a lavorarci

Dopo mesi di lavoro sul Codice Della Strada oggi sono stati presentati dai relatori i pareri anche sugli articoli rimanenti da 4 al 9 e le contestuali riformulazioni per quegli emendamenti delle opposizioni che riteniamo di poter accogliere, sebbene con un testo diverso. Tra questi è stato riformulato anche l’emendamento del collega del Pd, on. Gariglio, che riprende in sostanza quanto acquisito nelle audizioni dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Crediamo che l’epoca della sosta selvaggia debba finire e che sulla strada ci voglia rispetto reciproco tra le persone: gli enti locali devono poter agire con trasparenza contro coloro che non rispettano le regole, come confermato anche da una giurisprudenza sedimentata sebbene non sempre univoca. Come ribadito anche in altre occasioni, è unanime per tutti i gruppi parlamentari la necessità di stabilire con chiarezza le funzioni da attribuire agli ausiliari della sosta e al personale delle aziende del trasporto pubblico, nel quadro di una mobilità urbana profondamente rinnovata negli ultimi decenni, certamente diversa da quando la legge Bassanini è stata approvata.

Atteso che tali funzioni verranno conferite in maniera nominale dal Sindaco come peraltro già avviene per dipendenti del Comune e personale di società private come Anas e Trenitalia, e considerato che i vigili urbani oggi sono impegnati in altri compiti certamente più gravosi (manifestazioni, incidenti stradali, verifica residenze, verifiche attività commerciali,…), abbiamo ritenuto assurdo che essi non possano essere coadiuvati nelle funzioni di verifica e accertamento delle violazioni relative alla sosta dagli ausiliari prevedendo in maniera esplicita l’intervento di questi ultimi anche al di fuori delle aree a pagamento. Può un’auto in sosta sulle strisce pedonali, su un marciapiede, su uno scivolo disabili, su una pista ciclabile, al centro della carreggiata, in prossimità di una intersezione non creare danno ad altri cittadini pur “rubando” spazio pubblico riservato ad altri? Ovviamente no, altrimenti non esisterebbero le regole che consentono una civile convivenza. Un veicolo parcheggiato in maniera non corretta crea intralcio o pericolo per altri utenti della strada: poco importa che siano veicoli della medesima categoria o peggio siano utenti più deboli come ciclisti e pedoni (inclusi anziani, disabili e bambini!).

Tutto il provvedimento rispecchia la volontà del Governo e della maggioranza di dare segnali tangibili per il miglioramento della sicurezza stradale e va valutato nel suo complesso, considerato che abbiamo riflettuto con la massima attenzione su ogni contributo che i parlamentari e tutti gli attori coinvolti hanno fornito, accogliendo ove possibile tutte le sollecitazioni pervenute in un clima di massima collaborazione e disponibilità al dialogo.

Vogliamo rendere le nostre città più vivibili e dare alternative comode ed economiche agli spostamenti urbani, perseguendo al contempo l’obiettivo di pretendere il rispetto delle regole condivise da parte di tutti i cittadini, indipendentemente dal veicolo che usano. Su questi temi, come testimonia la richiesta dei sindaci di ogni colore politico non si può fare una battaglia ideologica, adducendo strumentalmente l’alibi della multa selvaggia per giustificare ancora la #SostaSelvaggia.

Dl Crescita: estendiamo Ecobonus a microcar e moto di cilindrata maggiore

L’obiettivo di questo maggioranza è quello di ridurre il numero di veicoli inquinanti in circolazione. Abbiamo già ottenuto un primo importante risultato con la Legge di Bilancio, introducendo l’ecobonus per l’acquisto di auto a bassissime emissioni che, anche grazie alla riconversione produttiva in atto nel settore dell’automotive, ha portato alla crescita del +162% in un soli 3 mesi delle immatricolazioni di auto elettriche nel nostro Paese. Ora grazie a un emendamento al Dl Crescita, del quale sono primo firmatario, l’ecobonus viene esteso anche a moto di cilindrata maggiore di 11 kw e ai quadricicli leggeri finora esclusi. Avrà diritto all’ecobonus, fino a un massimo di 3000 euro, chi rottama un qualunque veicolo inquinante fino alla classe euro 3 per acquistarne uno elettrico della stessa categoria L – quindi dai ciclomotori alle moto, i tricicli, quadricicli leggeri e quadricicli pesanti. Il veicolo da rottamare deve essere intestato da almeno 12 mesi da chi acquista il nuovo o anche ad un familiare convivente.

DL CRESCITA: VECCHI MOTORINI RITARGATI ORA SI POTRANNO ROTTAMARE PER ACCEDERE A ECOBONUS

Con mio emendamento al decreto Crescita che estende l’ecobonus a moto di cilindrata maggiore di 11 kw e ai quadricicli leggeri finora esclusi, approvato oggi dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, si potranno rottamare anche i motorini immatricolati prima del 2006, privi di classe di inquinamento.
Per questi veicoli inquinanti, obbligatoriamente ritargati dopo il 2006, si risolve così il problema del mancato riconoscimento da parte del sistema informatico tramite il quale i concessionari accedono ai fondi pubblici previsti dall’incentivo. La nuova norma prevede espressamente che possano essere rottamati i veicoli ‘oggetto di ritargatura obbligatoria’ superando così l’ostacolo di natura tecnica che si era riscontrato in fase applicativa, perché questi mezzi non avendo una classe inquinante di riferimento non potevano essere riconosciuti dal sistema.

Continuiamo a lavorare per far sì che tutti i cittadini siano incentivati a passare a forme di mobilità più sostenibili attraverso misure come questa, che ci aiutano a ridurre il gap che ci separa dagli altri Paesi europei.

Modifiche al Codice Della Strada

Nel testo unificato approvato martedì all’unanimità dalla Commissione IX Trasporti della Camera dei Deputati ci sono tante proposte sulla mobilità attiva. Tra queste meritano di essere ricordate le 4 che cambieranno gli spostamenti urbani, contribuendo a spostare quote modali dalle auto private alla bicicletta.

1 – Casa avanzata: è una assoluta innovazione nel nostro ordinamento; uno spazio riservato davanti al flusso automobilistico negli incroci semaforizzati.
Presenta due indubbi vantaggi: evita che i ciclisti respirino gas di scarico e soprattutto li rende visibili, consentendo loro di attraversare o svoltare (a sx e a dx) in piena sicurezza.
Ovviamente, è discrezione delle amministrazioni adottare questa misura e scegliere in quali intersezioni con semaforo sia utile avere questa zona di salvaguardia (dipende dal flusso veicolare, dal numero di ciclisti, dalla complessità dell’intersezione,…).

2 – Uso promiscuo delle corsie/strade riservate al trasporto pubblico: con questa norma si riconosce la correttezza di una misura già adottata da tante amministrazioni locali (da Palermo a Bolzano) e si vincono le resistenze di assessori e dirigenti comunali che ancora sono ritrosi a introdurre questa soluzione, per rendere più sicura la circolazione dei ciclisti.
Risponde a due esigenze: evitare che in talune situazioni (corsia riservata del tpl sulla destra della carreggiata), il ciclista sia in mezzo a due correnti di traffico motorizzato (auto a sx e bus a dx) e, in secondo luogo, permettere di sfruttare il percorso del tpl per completare itinerari ciclabili più diretti e veloci.
Anch’essa è una misura a discrezione dell’ente locale che valuterà se adottarla, di concerto con l’azienda di trasporto pubblico locale, in funzione delle frequenze dei mezzi pubblici, del numero di ciclisti, della posizione e ampiezza della corsia nella carreggiata, la presenza di taxi/ncc e più in generale delle condizioni di sicurezza.

3 – Moderazione traffico nelle “strade scolastiche”: i sindaci sono obbligati entro un anno, in prossimità degli edifici scolastici, ad adottare una misura di “traffic calming” (pedonalizzazione, zone 30 o ztl) almeno negli orari di ingresso e uscita degli alunni/studenti. Anche questa è una misura “europea” di buon senso che cerca di ripristinare condizioni di normalità in cui viene privilegiata la mobilità attiva (a piedi e in bicicletta) e attraverso quest’ultima promuove l’autonomia degli alunni e la tranquillità dei genitori, aumentando vivibilità del contesto urbano, liberandolo da congestione, smog e rischio di incidentalità.

4 – Distanza laterale di sicurezza di almeno 1,5 metri durante il sorpasso delle biciclette in ambito extraurbano: anche tale intervento è una assoluta innovazione e ci allinea ai Paesi europei (Francia, Spagna, Germania,…) e del mondo che riconoscono uno spazio vitale di rispetto del ciclista, non più percepito come intralcio, ma come legittimo fruitore della strada con pari dignità di quella dell’utenza motorizzata. È un intervento con risvolti pratici nella misura in cui si modificano culturalmente atteggiamenti e comportamenti che diano maggiore attenzione verso l’utenza più vulnerabile, cui pertanto deve essere assicurata l’incolumità con l’assunzione di responsabilità della componente motorizzata del traffico stradale.

Conferenza stampa sulle modifiche al Codice della strada

Sempre più Sicuri In Città!

Le proposte di modifica al Codice della strada targate MoVimento 5 Stelle.
Rivedi la Camera la conferenza stampa dei deputati della commissione Trasporti.

Sempre più #SicuriInCittà! Le proposte di modifica al Codice della strada targate MoVimento 5 Stelle.In diretta dalla Camera la conferenza stampa dei deputati della commissione Trasporti. Collegatevi!

Publiée par MoVimento 5 Stelle Camera sur Mercredi 15 mai 2019

TPL, M5S: nessun taglio come avevamo promesso, ora basta allarmismi

Nessun taglio al fondo nazionale del Trasporto pubblico locale è stato fatto, né si farà. A conferma di quanto ripetiamo da mesi, contro chi alimenta polemiche infondate e strumentali, oggi in Conferenza Stato-Regioni è stato raggiunto un accordo che conferma e certifica che non ci sarà alcuna decurtazione di 300 milioni di euro al comparto Tpl per il 2019.

La legge prevede l’anticipazione dell’80% del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario. E infatti, già a febbraio, il Ministro Toninelli ha firmato il decreto interministeriale per ripartire 3,9 miliardi alle Regioni. Nessun taglio dunque, visto che la cifra anticipata è stata calcolata sul 100% della dotazione del fondo stesso, come chiesto dal Ministero delle Infrastrutture e dal ministero dell’Economia. Inoltre, in Conferenza Stato-Regioni il Mef ha confermato che non ci sarà alcuna decurtazione di 300 milioni di euro per il 2019 al Fondo Tpl, nemmeno a fine anno. Chiediamo quindi a chi diffonde notizie allarmistiche e inesatte di smetterla, e di lavorare come noi, con il solo intento di fare il bene del Paese.

Sicurezza stradale, M5S: con nostre modifiche al codice, tuteliamo utengi più a rischio

Parte oggi la settimana Onu della sicurezza stradale. Nel nostro Paese ogni anno si registrano oltre 3.000 morti per incidenti stradali: ecco perché con le nostre modifiche al Codice della Strada stiamo mettendo al centro la sicurezza delle persone, dando priorità agli utenti della strada più a rischio.

Prevediamo sanzioni più severe per chi si mette alla guida dopo aver assunto alcol o droghe, e anche per chi usa lo smartphone alla guida, senza vivavoce e auricolari. La distrazione alla guida infatti, è tra le prime tre cause di incidentalità nel nostro Paese e l’uso dello smartphone è tra i comportamenti, purtroppo, in maggiore crescita. Nuove regole poi prevedono l’adeguamento con strumenti di guida assistita per i veicoli del trasporto merci.

Particolare attenzione sarà rivolta agli utenti più vulnerabili, come pedoni e ciclisti: in particolare per questi ultimi i sindaci potranno introdurre le cosiddette linee di arresto avanzate agli incroci, in modo che i ciclisti urbani possano fermarsi in posizione avanzata davanti a tutti gli veicoli, permettendo loro di essere più visibili e attraversare l’intersezione semaforica in sicurezza. Una buona pratica europea che finalmente entra nel nostro codice.