Ciclovia Acquedotto Pugliese: Regione Puglia e Aqp recitano una farsa!

Sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese interviene il deputato pugliese del M5S Diego De Lorenzis, vicepresidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazione alla Camera.

La ciclovia dell’acquedotto Pugliese è stata finanziata a dicembre 2015 grazie alle pressioni del Coordinamento dal Basso per la ciclovia dell’acquedotto pugliese, che ne ha promosso l’inserimento in legge di Bilancio e poter quindi beneficiare dei 91 milioni di euro stanziati per finanziare inizialmente solo le ciclovie Venezia Torino, Verona-Firenze, Grande raccordo delle biciclette a Roma

Gli annunci e i proclami di Acquedotto Pugliese e della Regione Puglia si scontrano nei fatti con la loro inerzia sul tema che dura da 2 anni: tali dichiarazioni hanno il sapore di slogan vuoti per il turismo e per la mobilità sostenibile perché privi di reale volontà politica e della visione di dare a questo progetto l’attenzione che merita”

Infatti, recentemente con una nota la società, ha negato il permesso per lo svolgimento della cicloesplorazione promossa dal Coordinamento dal Basso per la Ciclovia, un insieme di 66 associazioni e 26 imprese e migliaia di cittadini che promuovono il progetto, prevista per Settembre: un tour di alcuni giorni organizzato per percorrere la ciclovia nella sua interezza dalla fonte a Caposele in provincia di Avellino fino al capo di Santa Maria di Leuca, con lo scopo di documentare gli interventi per renderla fruibile e promuoverne la diffusione tra turisti e cicloamatori.
Anzi all’inerzia si aggiunge l’assurda ed evidente manifestazione della Società Acquedotto pugliese e della Regione Puglia di voler ostacolare nei fatti questo progetto: citare un regio decreto del 1904 per impedire l’unica iniziativa di promozione, tra l’altro a costo zero per le casse pubbliche, svolta da soggetti non istituzionali è un grave errore di miopia politica. Gli assessori Giannini e Capone non hanno compreso il valore di questa arteria che non è un percorso di 5 km per le domeniche fuori porta, ma un volano economico straordinario sinergico a tutte le iniziative di promozione turistica e alla reale destagionalizzazione del turismo del Sud Italia.

E mentre qualcuno si adopera per mettere i <<bastoni tra le ruote>> al progetto dopo aver siglato con il Ministero un accordo per la ripartizione di quelle risorse, le altre Regioni che credono davvero in queste iniziative e vogliono investire anche proprie risorse nel turismo sostenibile perché ne riconoscono l’enorme potenziale, si sono adoperate per accedere a quei fondi, ottenendo di ripartire quelle risorse anche per altre ciclovie di interesse nazionale.

Perdere due anni di vantaggio rispetto ad altre Regioni é demotivante ma é ancor più assurdo dover spiegare a questa giunta e ai vertici di Aqp che c’è una legge dello Stato che non chiede di realizzare una nuova infrastruttura, tantomeno di lastricare o cementificare una lingua di terra, ma finanzia la messa in sicurezza e la fruibilità di un’opera che esiste già, immersa nella natura, che attraversa località meravigliose, paesaggi naturali incontaminati, e attraversa perle turistiche piene di storia e di cultura.

Valorizzare e dare impulso al meritorio impegno al Coordinamento dal Basso delle associazioni per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese non solo è un obbligo di responsabilità sociale dell’azienda ma un atto doveroso dato che la Cicloesplorazione del 2016, la pubblicazione recente del libro e delle tracce gps, stanno incrementando esponenzialmente l’uso di questa ciclovia.

L’Acquedotto pugliese ha negato la propria collaborazione, contrariamente a quanto avvenuto nel 2016, fornendo la disponibilità al passaggio solo per qualche chilometro e per una sola giornata.
Già un anno fa sotto il coordinamento degli uffici tecnici di AQP ed a seguito di sopralluoghi congiunti, il percorso autorizzato comprendeva lunghi tratti accessibili e percorribili in sicurezza.

Alla nuova richiesta di eventi come la Cicloesporazione, distintasi per successo di pubblico ed operatori, c’è stato un diniego assurdo. Non vi è alcuna motivazione reale in ordine alla sicurezza della integrità della infrastruttura e dei ciclisti, atteso che la ciclovia è percorsa quotidianamente da un numero crescente di persone per turismo, a piedi, in bici e a cavallo che non possono arrecare pregiudizio di alcun tipo ai luoghi interessati. Nè sussistono situazioni di pericolo ed al massimo sarà sufficiente segnalare il pericolo o adoperarsi per porre in sicurezza quei pochi punti di intersezione con le strade ad alto flusso veicolare.
Invece, di porre assurdi divieti di transito e veti pretestuosi, Regione e Acquedotto dovrebbero adoperarsi per rimuovere gli ostacoli alla fruizione dell’intero percorso!

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese può divenire una incantevole “via verde” con i suoi straordinari paesaggi naturali che non hanno bisogno di alcun intervento. Esorto pertanto l’Acquedotto pugliese, la più grande azienda idrica d’Europa, custode di un patrimonio infrastrutturale, storico e culturale che appartiene all’Italia tutta ed al Mezzogiorno in particolare, a consentire la fruizione della Ciclovia anche grazie agli eventi promossi dal Coordinamento e dalle comunità locali, dando seguito alle richieste cariche di enormi aspettative che giungono da ogni parte d’Italia e dall’estero.” – conclude il deputato – “Questa è la via per garantire immediatamente un’economia sostenibile con ricadute economiche sui territori: abbiamo un tesoro ed è irragionevole tenerlo chiuso in un forziere!”.

La smart mobility passa dalla bicicletta!

Nel nostro Paese abbiamo una preziosa possibilità che ancora solo pochi hanno compreso e colto. Trasformare completamente il volto delle nostre città grazie a modi diversi, alcuni completamente nuovi, di spostarci.

Nel prossimo futuro le auto a guida autonoma saranno diffuse. Questo renderà certamente gli spostamenti più efficienti e nasceranno servizi nuovi completamente automatizzati che non soppianteranno subito e completamente quanto già esiste, ma si affiancheranno alle modalità attuali rendendole sempre più marginali in molti contesti. Ci sarà un periodo abbastanza lungo in cui l’auto automatizzata coesisterà con quella a guida umana e i gradi di automazione saranno di diverso tipo. Inoltre, tutti i mezzi di trasporto saranno presto anche spinti da sistemi di propulsione in cui non si useranno i derivati liquidi del petrolio. Elettricità, idrogeno saranno le fonti di energia prevalenti nel prossimo futuro. Tuttavia, l’auto a guida autonoma non risolverà tutti i problemi, neanche quella a zero emissioni.

L’Italia soffoca letteralmente a causa dello smog e quasi tutte le nostre città sono stritolate dalla congestione stradale (e rimarranno tali se credessimo di sostituire tutte le auto tradizionali con quelle elettriche). Una guerra silenziosa nelle strade causa oltre 3.000 persone perdono la vita in impatti tra veicoli e con i pedoni. Poi ci sono i costi sociali e sanitari per ferimenti, pessima qualità dell’aria che causa decine di migliaia di morti premature e tante patologie e gli effetti negativi del traffico sono stimati ogni anno in decine di miliardi di euro.

Questa situazione è stata favorita dall’idea che lo sviluppo economico sia basato sul consumo infinito di risorse. Non è necessario che ciascuno debba possedere una auto privata per gli spostamenti quotidiani. È vero il contrario: pensare ancora che ciascuna famiglia possa sostenere i costi di mantenimento di 2 o 3 automobili e non avere adeguati servizi di trasporto pubblico o condiviso è un freno al benessere anche economico del nostro Paese che ha distrutto interi settori (come la filiera e l’indotto dell’industria dei mezzi di trasporto pubblico), costringendo le famiglie italiane a sostenere costi che hanno drenato risorse a favore di altri Paesi.

La crisi economica di questi anni ha ridisegnato forzosamente le abitudini di tanti italiani che hanno riscoperto la saggezza dell’uso quotidiano della bici, degli spostamenti a piedi e del trasporto pubblico. Anche le nuove forme di mobilità condivisa, come il free floating bike sharing, le piattaforme di car pooling e di car sharing, hanno contribuito in tal senso. L’uso di mezzi condivisi e alternativi all’auto privata, siano autobus, auto o biciclette, ha acquisito una connotazione socialmente positiva e non discriminatoria in larga parte dell’opinione pubblica.
Le tecnologie oggi disponibili rendono semplice e capillare l’adozione di forme di mobilità come servizio e stanno nascendo anche in Italia nuovi servizi innovativi basati su modelli “peer to peer” e blockchain.

Bisogna accelerare questo processo, attuando una dieta del traffico riducendo le auto in circolazione in maniera graduale e decisa intervenendo in diversi ambiti per rendere radicato questo cambio di paradigma e favorire spostamenti in modo intelligente. L’adozione della bicicletta come mezzo quotidiano per gli spostamenti è una parte rilevante della soluzione. Occorre affermare una nuova visione strategica in cui la bicicletta è un mezzo quotidiano di spostamento e non una attività ludica domenicale.

Il cambiamento culturale e tecnologico in atto dovrà riflettersi in un sistema semplificato di nuove regole del codice della strada, orientato alla sicurezza di ciclisti e pedoni in una ottica di democrazia dello spazio e di condivisione dei luoghi. Sulle infrastrutture le maggiori città italiane scontano un differenza di investimenti in infrastrutture di trasporto pubblico (metro, tram, …) al confronto con le omologhe europee dovute ad assenza di visione strategica e di finanziamenti costanti. In quasi tutte le città manca una attenzione alla mobilità attiva, cioè in primis ai pedoni e ai ciclisti: spesso non sono neanche programmate pedonalizzazioni, ztl, zone 30, percorsi ciclabili e ciclopedonali, la redazione e l’adozione dei piani di mobilità sostenibile.

Inoltre, sono necessari tanti interventi infrastrutturali minori ma essenziali, soprattutto al centro e sud Italia, troppo spesso definanziati a favore di grandi opere dalla dubbia utilità pubblica. Sull’intermodalità e l’integrazione tariffaria siamo ancora molto indietro rispetto agli standard europei. Le biciclette devono essere ammesse al seguito nella stragrande maggioranza dei mezzi pubblici mentre la sua esclusione a bordo deve essere una eccezione, le stazioni devono essere ripensate e riprogettate per rendere immediato il cambio di modalità di trasporto; le politiche tariffarie dovrebbero essere realmente integrate comprendendo tutti i servizi a disposizione dei cittadini e l’implementazione diffusa di servizi ITS (intelligent transportation system) consentirà di avere realmente la smart mobility che meritiamo.

https://www.ilblogdellestelle.it/2018/05/la_smart_mobility_passa_dalla_bicicletta.html?fbclid=IwAR1fjZ8Dm6w85d6mFfJ6gITjpXn7b6RN24s_bXEaRbyDYt95hdItQgYXgLI

Copenaghen: tutti vanno in bicicletta perchè è il mezzo più veloce, economico, conveniente e salutare. Non sono geneticamente diversi dagli italiani.

Centro di Copenaghen, 8.30 di mattina di lunedì, temperatura prossima allo zero… centinaia di persone vanno a lavoro in bicicletta, eppure non sono masochisti o geneticamente diversi dagli italiani: lo ritengono e lo hanno reso il mezzo più veloce, economico, conveniente, salutare per gli spostamenti tra i 3-5 km e i 10 km (per spostamenti più brevi si preferisce andare a piedi, per quelli più lunghi si combina il treno o gli autobus): serve avere percorsi diretti e sicuri, magari dei bagni comodi in azienda, rastrelliere ovunque, accessi rapidi ai mezzi pubblici, priorità semaforica e stradale,…
Siamo convinti che queste ricette si possano adattare anche al nostro Paese ed è per questo che promuovere e incentivare le persone alla mobilità attiva (piedi e bici) come pilastro complementare al trasporto pubblico!

Centro di Copenaghen, 8.30 di mattina di lunedì, temperatura prossima allo zero… centinaia di persone vanno a lavoro in bicicletta, eppure non sono masochisti o geneticamente diversi dagli italiani: lo ritengono e lo hanno reso il mezzo più veloce, economico, conveniente, salutare per gli spostamenti tra i 3-5 km e i 10 km (per spostamenti più brevi si preferisce andare a piedi, per quelli più lunghi si combina il treno o gli autobus): serve avere percorsi diretti e sicuri, magari dei bagni comodi in azienda, rastrelliere ovunque, accessi rapidi ai mezzi pubblici, priorità semaforica e stradale,…Siamo convinti che queste ricette si possano adattare anche al nostro Paese ed è per questo che promuovere e incentivare le persone alla mobilità attiva (piedi e bici) come pilastro complementare al trasporto pubblico! MoVimento 5 Stelle Camera Mirella Liuzzi – Portavoce M5S Michele Dell'Orco M5S Commissione IX Camera – Trasporti Poste e Telecomunicazioni Mirko Busto Arianna Spessotto Cittadina Portavoce M5S Paola Carinelli – M5S Andrea Cioffi Marco Scibona Nicola Bianchi MoVimento 5 Stelle MoVimento 5 Stelle Piemonte Enrico Stefàno MoVimento 5 Stelle Lombardia MoVimento Cinque Stelle Torino FIAB Onlus Bikeitalia.it MoVimento 5 Stelle Senato Federico D'Incà MoVimento 5 Stelle Paolo Nicolò Romano Andrea Cioffi Giuseppe D'Ambrosio Giuseppe Brescia Movimento 5 Stelle Puglia Mirko Busto Federica Daga Roberta Lombardi MoVimento 5 Stelle Lazio Paola Nugnes Cittadina al Senato con il M5S Vilma Moronese Vilma Moronese Cittadina Senatrice M5S

Publiée par Diego De Lorenzis sur Mardi 5 décembre 2017

Visita a Copenaghen per approfondire le politiche più innovative dei trasporti sostenibili

Questa mattina abbiamo incontrato una responsabile delle politiche dei trasporti sostenibili di Copenaghen (600.000 abitanti): abbiamo avuto grandi sorprese e non una copia di quanto avevamo già appreso in Olanda. Qui in Danimarca abbiamo arricchito le nostre conoscenze sulle soluzioni della mobilità urbana: per esempio, la municipalità non riceve fondi statali per la realizzazione della metropolitana (al momento è presente solo una linea) e il codice della strada è abbastanza rigido come il nostro… ciò nonostante la volontà di perseguire una maggiore democrazia degli spazi pubblici urbani, per migliorare la vivibilità e l’accessibilità della metropoli, è evidente.

Il loro obiettivo è di continuare ad essere la città tra le più ciclabili del mondo, con impegni precisi per aumentare il numero di ciclisti, pedoni e utenti dei mezzi pubblici. Le auto sono disincentivate anche attraverso una pianificazione urbanistica che rende più accessibili e diretti i percorsi per mezzi alternativi (spazi riservati solo a bus, ponti ciclopedonali). È posta grande attenzione alla sicurezza, sia come safety dei ciclisti/pedoni (linea di arresto avanzata per le bici alle intersezioni semaforiche, priorità di attraversamento,…) e come misure di contrasto al furto, insieme a buone infrastrutture, intermodalita (bici+treni), integrazione tariffaria, uso flessibile degli spazi. Infine, l’educazione, la promozione e la comunicazione rivolta a tutte le fasce della popolazione con misurazione dei risultati in un miglioramento continuo.

Un altro aspetto curioso è che il Comune non riscuote gli incassi derivanti dalle tariffe del parcheggio di auto che vengono “girati” allo stato centrale. In tal modo, si rompe il circolo vizioso che induce le nostre amministrazioni spesso a disseminare parcheggi ovunque per poter fare cassa. Avere degli obiettivi precisi a breve termine (decarbonizzazione 2025) permette di avere iniziative concrete per rispondere alle sfide quotidiane, senza ovviamente tralasciare l’importanza di una programmazione di più ampio respiro.
Parte di questa visione e le conseguenti pianificazioni e azioni sono nel nostro programma politico e nelle proposte che abbiamo avanzato in questi ultimi 5 anni in Parlamento. Presto saranno a disposizione di tutti gli italiani che dovranno scegliere se sprecare ancora i loro soldi o poterli impiegare per avere più servizi e più benessere diffuso!

 

 

Via Francigena: occorre coordinamento regionale per la ciclovia.

La ciclovia Francigena è una delle ciclovie più importanti d’Italia perchè è inserita nel circuito “Eurovelo” in quanto la sua realizzazione permetterà ai cittadini di raggiungere il Salento  partendo da Londra.

Una straordinaria opportunità per migliorare la mobilità, sia promuovendo un turismo slow e responsabile con grande capacità di spesa sul territorio, sia attraverso una modalità di spostamento quotidiano alternativa tra Comuni limitrofi per tanti studenti e lavoratori pendolari. Offrire un’ampia rete cicloturistica capace di attrarre viaggiatori da tutta Europa è un’occasione per il Salento e l’intera Puglia perché permette di valorizzare le tante splendide località, dove oggi l’offerta turistica è solo balneare e si concentra prevalentemente tra giugno e settembre.

Bene il coordinamento dei 21 Comuni, ma manca ancora una vera regia che da una parte coinvolga tutti i Comuni pugliesi interessati dal percorso e dall’altra aiuti a costruire la rete con le altre ciclovie nazionali che passano dalla Puglia, in primis quella dell’acquedotto pugliese.

Occorre accelerare perché i fondi messi a disposizione dal Governo nelle «Greenways» sono scarsi, dimostrando una mentalità arretrata in tema di mobilità sostenibile: questi interventi devono avere a livello nazionale un ruolo primario visto che, tra l’altro, sono infrastrutture a basso impatto ambientale e basso impiego di risorse – a differenza delle grandi opere inutili – e danno un contributo enorme nella lotta al cambiamento climatico e soprattutto nella generazione di possibilità economiche per il territorio.

Ciclovie: nonostante il nostro lavoro, nessun risultato.

Da quando siamo entrati in Parlamento combattiamo la lunga e dura battaglia politica e burocratica che dopo tanto lavoro ha portato allo stanziamento generale di 12,5 milioni di euro tra le varie Regioni d’ItaliaL’obiettivo che vogliamo raggiungere come chiarito nel Programma Trasporti è l’efficienza e la sostenibilità, realizzando una mobilità nuova nelle nostre città scoraggiando l’uso dell’auto e fornendo valide alternative.

Io stesso ho presentato numerose proposte per sostenere e finanziare la mobilità ciclabile e le ciclovie da ultimo anche nel decreto di correzione della manovra fiscale scontrandomi contro l’indifferenza di un Governo che parla di sostenibilità solo come slogan. Con la Legge di Stabilità 2016 il Parlamento ha stanziato 91 milioni di euro per le Ciclovie turistiche e grazie ad un emendamento, proposto anche da me, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è stata inserita tra i soggetti beneficiari.

Dopo tutto questo lavoro ad oggi nessun fondo è stato ripartito per il 2016 e si sono aggiunte altre ciclovie nazionali negli ultimi decreti, con il rischio di spalmare le scarse risorse su troppi progetti senza realizzarne alcune anche per colpa di una erogazione finanziaria sbandierata ma non effettiva!

Basti pensare che in Puglia l'(allora) assessore ai Trasporti ha dichiarato di destinare i fondi statali per le ciclabili al progetto per la ciclovia turistica dell’Acquedotto puglieseMa ritengo assurdo che le risorse stanziate dal nostro emendamento nel decreto del fare destinate per la sicurezza stradale siano state destinate per la Puglia ad un progetto “turistico” già finanziato!

Tutto questo è segno di abnorme ed inaccettabile incapacità! La mobilità ciclabile deve esser una delle priorità ed è uno dei capisaldi della mobilità alternativa urbana del MoVimento 5 Stelle e quando andremo al Governo questi fondi verranno aumentati.

 

Ciclovia Acquedotto Pugliese: Risultati inesistenti, Delrio incapace!

Con la Legge di Stabilità 2016 il Parlamento ha stanziato 91 milioni di euro per le Ciclovie turistiche e grazie ad un emendamento, proposto anche da me,  la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è stata inserita tra i soggetti beneficiari. 

Delrio ha perso solo tempo ma non lo paghiamo per scaldare la poltrona! Dopo oltre un anno dallo stanziamento dei fondi in Parlamento, a Dicembre 2015, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese resta un miraggio per incapacità dei Ministri Delrio e Franceschini. I Ministri di questo Governo sono ridicoli: la loro incoerenza supera ogni limite! Si riempiono la bocca sull’importanza del turismo e della mobilità sostenibile, ma nella realtà non sono in grado di realizzare neanche le Ciclovia turistiche per il bene del Paese con 91 milioni di euro stanziati dal Parlamento. Quando invece gli argomenti sono Expo, Mose, Ilva, Tap, Tempa Rossa, TAV, eccoli pronti ad autorizzare e inaugurare immediatamente ogni cantiere con commissari e interventi straordinari, probabilmente perchè nelle grandi opere inutili c’è spazio per corruzione e malaffare e anche qualche favore agli amici degli amici.

Il Governo ostacola apertamente tante altre proposte di legge utili per rilanciare il turismo sostenibile e la mobilità dolce che vengono insabbiate in parlamento: penso alla legge quadro sulla mobilità ciclistica, a quella sulle “greenways” cioè alla rete nazionale della mobilità dolce, alla riforma del codice della strada e a quella sulle ferrovie turistiche. Proposte che spesso vengono pure dal Partito Democratico e che dopo 4 anni di legislatura sono ancora ferme in parlamento per carenza di reale volontà di dare al Paese strumenti indispensabili e urgenti per migliorare la qualità di vita e il benessere dei propri cittadini!

Ancora una volta il PD blocca la mobilità sostenibile che viene proposta dal basso: i cittadini esigono un cambiamento reale nelle priorità dell’agenda delle istituzioni potendo incidere e controllare direttamente. La mobilità dolce e il turismo sostenibile sono la chiave di volta per creare una nuova economia sostenibile per l’Italia, lontana dal modello ottocentesco di sviluppo economico e di potere baronale che tutti i partiti hanno interessi a mantenere. Abbiamo una grande occasione da non perdere: riconvertire l’economia creando nuova occupazione ma per farlo dobbiamo andare ad elezioni subito e liberarci di chi vuole scaldare solo una poltrona!

Eurovelo 5: da Londra alla Puglia.

L’Eurovelo 5 sviluppa l’itinerario ciclabile europeo della Via Romea Francigena da Londra fino a Brindisi.

L’Eurovelo 5 è una opportunità straordinaria per l’Italia e per il nostro territorio. Il tema dell’itinerario culturale europeo della Via Francigena incrementa l’attrattività culturale della Puglia, grazie alla mobilità sostenibile e al turismo ciclabile che secondo uno studio del Parlamento Europeo genera circa 40 miliardi di euro l’anno nei Paesi dell’Unione Europea. Non cogliere queste opportunità è follia!

Il progetto europeo EuroVelo 5-Via Romea Francigena è stato selezionato dall’Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (EASME) ed è cofinanziato dal Programma europeo COSME che punta alla diversificazione dei prodotti turistico culturali in Europa.

I timidi tentativi della Regione Puglia non sono sufficienti a realizzare  l’Eurovelo 5 in tempi adeguati. I Comuni devono necessariamente mettersi in rete tra di loro per realizzare al più presto l’itinerario ciclabile: progetti del genere non possono essere sviluppati dai singoli Comuni, occorre un coinvolgimento e un coordinamento più ampio e concreto. Anche gli operatori economici devono aiutare questo progetto: non a caso il Programma europeo COSME è un programma dedicato per le piccole e medie imprese.

Per il M5S la mobilità sostenibile, e in particolare quella ciclabile, è un punto cardine e per questo sosteniamo questo progetto. Come la ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, anche l’itinerario della Via Romea Francigena rappresenta una splendida e imperdibile occasione per far conoscere la Puglia oltre il confine nazionale e generare economia reale.

Mobilità sostenibile: ancora nessun bando di finanziamento.

ambienteAncora promesse tradite dal Governo! Perchè dopo aver sbandierato l’approvazione del c.d. Collegato Ambiente che prevede misure per la tutela della natura e dello sviluppo sostenibile, è seguito un sostanziale nulla di fatto!

Era prevista la realizzazione di un Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro con 35 milioni di euro di competenza del Ministero dell’ambiente per la riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta in prossimità di istituti scolastici, università e sedi di lavoro con servizi e infrastrutture di mobilità collettiva e anche di ‘bike to work’, ‘bicibus’, per questo a luglio il Ministro Galletti aveva firmato il decreto per l’assegnazione, attraverso un bando pubblico rivolto agli Enti Locali, dei 35 milioni di euro previsti”.

Ma ad oggi non c’è stata alcuna pubblicazione del bando nè alcun finanziamento. Anzi, mentre si susseguono numerose le iniziative, come la recente Settimana europea della mobilità…in bicicletta, grazie all’impegno di associazioni come la Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB), l’azione del Governo e del Ministro Galletti è totalmente assente. biciclette

Ora chiediamo che il Ministro ci dica quando intenda provvedere alla pubblicazione del bando di finanziamento promesso perchè ormai la richiesta della popolazione è pressante ma inascoltata e numerosi sono gli Enti impegnati in politiche per la mobilità sostenibile che da tempo attendono un sostegno possibile anche grazie alla concreta attuazione di quanto previsto nel Collegato Ambiente.

Firmato il protocollo per la Ciclovia dell’Acquedotto

ciclovia-dellacqua-1024x680Vi ricordate il mio emendamento approvato in Legge di Stabilità 2016 e che finanziata la Ciclovia dell’Acquedotto?

L’emendamento approvato ha l’obiettivo di realizzare una politica più concreta per una mobilità sostenibile, interconnessa e più sicura, che stanziava risorse per le ciclovie italiane (compresa quella dell’Acquedotto, detta anche “ciclovia dell’Acqua”)  pari a 91 milioni di euro in tre anni.

La novità sta nel fatto che recentemente – e possiamo dire anche finalmente – è stato firmato l’atteso protocollo d’intesa fra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e ben otto Regioni coinvolte per la progettazione e realizzazione, da Nord a Sud, delle prime ciclovie turistiche e urbane in Italia tra cui anche quella dell’Acqua.

73d7edd1405081e5433c41d9ad2ee18c_XLLa ciclovia dell’Acqua è un percorso di circa 500 chilometri. Il tracciato è stato già individuato all’interno del progetto di cooperazione internazionale  d’intesa con la Fiab, titolare del marchio Bicitalia ed è diventata variante pugliese dell’itinerario n. 11 (“Ciclovia degli Appennini”) della rete ciclabile Bicitalia. Attraversa 3 regioni, Campania, Basilicata e Puglia e numerosi comuni che vanno da Caposele, in provincia di Avellino, a Santa Maria di Leuca nel sud del salento e tacco d’italia.

Il protocollo prevede impegni da parte dello Stato e Regioni. Lo Stato deve attuare, attraverso i Ministeri, alcune procedure: Il MIT ha il compito del riconoscimento delle ciclovie nella pianificazione nazionale delle infrastrutture prioritarie, definire gli standard e i requisiti minimi, analizzare il progetto definitivo ed esecutivo. Il MIBACT deve verificare la valorizzazione territoriale e l’attrattività culturale e turistica dei percorsi, promuovere le ciclovie in ambito turistico e culturale. MIT E MIBACT provvedono all’assegnazione delle risorse necessarie alla predisposizione del progetto di fattibilità e alla ripartizione delle risorse per la realizzazione. Reperire eventuali ulteriori finanziamenti, anche in sede europea.

ciclovia acquaLe Regioni invece dovranno inserire il progetto nelle pianificazioni e programmazioni territoriali di competenza e integrati con altri percorsi regionali. La Regione Capofila deve coordinare tutte le attività volte alla progettazione unitaria della ciclovia e individuare il soggetto attuatore degli interventi, quindi trasmettere al MIT gli atti per finanziare la progettazione e la realizzazione.

Il Cronoprogramma che durerà 3 anni prevede nel 2016 la sottoscrizione dei protocolli e ilrici castel del monte finanziamento delle progettazioni. La seconda fase avverrà nel 2017 e prevede la progettazione dei tracciati, gli accordi di programma con gli enti locali interessati dai percorsi, le prime gare per la realizzazione delle ciclovie e l’apertura dei nuovi cantieri. La terza fase, nel 2018, prevede la chiusura dei primi cantieri, le restanti gare per la realizzazione delle ciclovie e l’apertura e chiusura degli ultimi cantieri.

euroveloGrazie al Movimento 5 Stelle il sud non è stato dimenticato come aveva fatto la prima e maldestra proposta del Governo Renzi che escludeva la ciclovia dell’Acqua e quindi ora la Campania, la Basilicata e la Puglia avranno la loro ciclovia di qualità ma per noi del M5S non basta. Tantissimo si può e si deve ancora fare, basta guardare la mappa di quante zone nel sud, soprattutto in Puglia, sono interessate dalla straordinaria proposta della FIAB di costituire una rete Bicitalia. La nostra bella regione Puglia è interessata dalla Ciclovia Francigena che fa parte della Euro Velo – la rete cicloturistica europea – e che unirebbe moltissimi territori in un percorso di ben 1800 km da Como fino Brindisi. Poi vi sono anche la Ciclovia dei Tre Mari che andrebbe da Otranto in Puglia a Sapri in Campania toccando i Mari Tirreno, Jonio e Adriatico in un percorso di 400 km circa, e la Ciclovia Adriatica, un percorso di 1300 km che da Trieste giungerebbe fino a Leuca. Una grande opportunità di promuovere una mobilità sostenibile e coniugare un turismo green e di qualità grazie allo splendore dei territori pugliesi. Una potenzialità ignorata fino ad ora da tutte le amministrazioni interessate ma che troverà finalmente la sua realizzazione con il M5S.