Trivelle, M5S: “prospezioni in Adriatico: questa follia va fermata.

Ribadiamo che siamo contrari tout court alle trivellazioni, sia a mare sia a terra, e non solo alla tecnica dell’airgun. Si tratta di un vero assalto ai mari per qualche sporco barile di petrolio o qualche metro cubo di gas del tutto ininfluente sul consumo del nostro Paese.

La nostra è una presa di posizione coerente, testimoniata da atti e voti in Parlamento e in Regione e dall’attività di informazione e sensibilizzazione che abbiamo svolto sui territori, che vogliamo tutelare da questa minaccia. A risentirne sarebbe l’intero tessuto economico delle località interessate, cominciando dal turismo per finire alla pesca. L’Adriatico è il mare che già vanta la più alta presenza di piattaforme petrolifere e, allo stesso tempo, è il mare che fornisce oltre la metà del pescato in Italia. Inoltre occorre urgentemente fermare tutte le richieste non ancora autorizzate di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi non solo per tutelare la pesca ma anche per preservare i nostri gioielli del turismo green: le cosiddette precauzioni adottate dal Ministero dell’Ambiente sanno di beffa per quanto sono ridicole.

Un accanimento, quello della ricerca ed estrazione di petrolio, che va nel senso contrario alle politiche europee e internazionali energetiche che prevedono una decarbonizzazione. Pensiamo vi sia la necessità di una politica energetica sostenibile che il M5S ha già proposto attraverso un Programma Energetico nazionale caratterizzato dal rispetto dell’ambiente, dal risparmio energetico e del benessere economico ad alta intensità occupazionale come è il comparto delle fonti rinnovabili diffuse sul territorio, unite a efficienza energetica e ricerca, creando per ogni miliardo di euro investito oltre 17.000 posti di lavoro, con risparmi enormi anche nella spesa sanitaria. Purtroppo, i cittadini pagano ancora una volta le scelte energetiche antistoriche e obsolete volute dai Governi tanto di centrodestra quanto di centrosinistra influenzati dalle lobby petrolifere che hanno pure potuto contare su una semplificazione estrema delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (Via). È davvero ora di cambiare!.

TAP: Posidonia e  Cymodocea non censite nell’area.

Ai fini della valutazione dell’estensione delle praterie di Posidonia, nell’ambito della fase istruttoria svolta dalla Commissione tecnica VIA per vagliare le diverse alternative di localizzazione del progetto, è stato preso in considerazione lo studio “Inventario e cartografia delle praterie di Posidonia nei compartimenti marittimi di Manfredonia, Molfetta, Bari, Brindisi, Gallipoli e Taranto – CRISMA 2006” redatto sulla base di indagini condotte nel 2004. Si evince dalle cartografie che la Posidonia presente dalle coste brindisine fino a quelle del sud Salento si interrompa in maniera innaturale proprio nel tratto dove è previsto l’approdo di TAP. A differenza delle altre località vagliate, l’approdo è stato scelto perché non vi era una zona protetta. Tuttavia sulla base degli studi condotti dalla società TAP in sede di ottemperanza alle prescrizioni individuate dal DM di compatibilità ambientale, si evince la presenza della Posidonia oceanica e di dense praterie di Cymodocea nodosa, entrambe non censite, nel fondale marino interessato dai lavori.

La compatibilità ambientale di TAP va ritirata! Le carte sulla presenza di Posidonia per l’approdo TAP sono lacunose e non attendibili. Lo ammette la stessa TAP. Ho presentato un’interrogazione al Ministro Galletti per chiedere di revocare le autorizzazioni e istituire la protezione anche del tratto di costa interessato.

Queste specie di piante marine svolgono una rilevante funzione contro l’erosione costiera. Rappresentano aree per la crescita della fauna ittica e quindi sono importanti per il ripopolamento dei mari. Funzioni fondamentali per la salute dei nostri mari e sono habitat e specie protette per Legge. E’ inaccettabile che il Ministero dell’Ambiente non sia in grado o non voglia difendere gli ecosistemi tanto fragili e utili e addirittura infranga le leggi di tutela di queste specie/habitat e le direttive europee e per questo dovrebbe dimettersi immediatamente

Occorre revocare le autorizzazioni per la realizzazione di TAP dato che sono state concesse sulla base di informazioni errate e istituire subito la protezione di questa porzione di costa per la rilevanza imprescindibile degli ecosistemi marini e la coerenza con quanto previsto dalle norme vigenti e dalle direttive comunitarie! L’economia basata sulla sostenibilità e sul turismo responsabile, può essere garantita solo attraverso l’attenta e diffusa tutela delle risorse naturali e il rispetto della legalità: è evidente che il Partito Democratico colluso con le lobby degli idrocarburi e delle banche non abbia a cuore il territorio ma solo le speculazioni finanziarie!

TAP: mercoledì 5 aprile Question Time.

Il 5 aprile 2017 il Ministro dello Sviluppo Economico risponderà ad una interrogazione a risposta immediata alla Camera dei Deputati sulla vicenda TAP. L’Autorizzazione Unica rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico il 20 maggio 2015 vincola la costruzione del gasdotto al rispetto delle prescrizioni del Ministero dell’Ambiente. La Regione Puglia è ente vigilante per l’ottemperanza della prescrizione A.44, in merito all’espianto degli ulivi, che la ritiene non rispettata. Nonostante ciò, il Ministero dell’Ambiente con due note distinte, afferma il contrario. 

E’ inqualificabile che il Governo non rispetti le leggi vigenti e la nostra Costituzione con un abuso di potere che sottrae le competenze della Regione in maniera arrogante e prepotente: l’espianto degli ulivi è irregolare! Per favorire il TAP, il Governo non rispetta le leggi. L’ennesima insopportabile dimostrazione della facilità con cui si calpestano diritti degli enti locali e dei cittadini, per tutelare lobby.

Attualmente l’Italia ha una capacità di importazione di circa 140 miliardi di metri cubi l’anno di gas, a fronte di un consumo di nel 2016 di 70,9 miliardi di metri cubi, pertanto non è chiaro il motivo per cui il Governo intenda realizzare nuove infrastrutture per l’importazione del gas;

L’Italia non ha bisogno di TAP: lo dicono i dati.Durante il QT metterò all’angolo il Governo: TAP non serve a diversificare gli approvvigionamenti e non ci rende indipendenti dal punto di vista energetico. Oltre al danno la beffa: il costo di 270 milioni di euro per il collegamento di TAP alla rete nazionale SNAM sarà scaricato sulle bollette degli italiani. Per questi motivi gli italiani devono essere contrari a questo gasdotto a prescindere dall’approdo.

Il Gasdotto TAP è stato dichiarato di pubblica utilità e ha carattere di indifferibilità ed urgenza.

L’espianto degli alberi va bloccato perché irregolare e perché un sacrificio inutile dato che il progetto esecutivo non ha tutte le autorizzazioni per avviare i lavori di cantiere.

TAP non è strategico: il decreto “sblocca italia” va cancellato, per decarbonizzare le centrali come Cerano occorre chiuderle e rivedere la politica energetica del Paese puntando decisamente all’efficientamento energetico, alle fonti rinnovabili diffuse e alla ricerca!

Aeroporto Firenze: menzogne sulla sicurezza per costruire la nuova pista!

Non sanno davvero cosa inventarsi ormai: ora provano a mettere in discussione la sicurezza e l’operatività dell’Aeroporto di Firenze, nella sua attuale struttura, pur di trovare qualche debolissima ragione per continuare a sostenere la necessità di una nuova pista che, quella sì, Comitati ed Associazioni di esperti, Accademici e tecnici hanno bollato come pericolosa a livello ambientale e paesaggistico

Fatto sta che l’Aeroporto “Amerigo Vespucci” di Firenze ha ogni certificazione occorrente che ne attesta la sicurezza in conformità al Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti ed è idoneo per le operazioni di traffico aereo commerciale senza avere alcuna limitazione né deroga. Anzi è un aeroporto che, nel suo stato attuale, continua a registrare un incremento dei voli,  avendo sporadici casi di dirottamenti per venti di coda pari all’1% del traffico secondo la normale gestione aeroportuale.

Allora se l’aeroporto è sicuro ed è ben performante perchè si vuole una nuova pista? Perché si tratta di una torta da milioni di euro in cui il Governo ha troppi interessi in ballo!

Non dimentichiamoci che tra le holding che hanno lanciato due offerte pubbliche di acquisto totalitarie sugli scali di Pisa e Firenze, poi riuniti, c’è Corporacion America che ha finanziato la Fondazione Open di Matteo Renzi per la somma di 25 mila euro e anche la Alha Airlines, con interessi sugli scali toscani, che ha versato alla stessa Fondazione Open la somma di 25 mila euro. E tutto questo con buona pace dei gravissimi danni ambientali e paesaggistici che si verificherebbero, oltre all’alterazione dei precari equilibri antropico e naturali e alla limitazione al godimento del Patrimonio Culturale Unesco, come tante volte abbiamo denunciato.

Veniamo a sapere solo da fonti di stampa che ci sarebbe già il provvedimento favorevole di Valutazione d’Impatto Ambientale. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione per sapere dove sono questi atti. Sono previste prescrizioni? Il Ministro ha dimenticato la sentenza del Tar della scorsa estate che ha cancellato la previsione della nuova pista dal piano di indirizzo territoriale della Regione?

Gasdotto TAP: il Governo mente. Procedimento illegale!

Trans_Adriatic_PipelineSi torna a discutere del progetto del gasdotto Tap (Trans Adriatic Pipeline), ennesima opera inutile voluta dal Governo, perchè il Ministero dello Sviluppo Economico ha risposto a due mie interrogazioni (questa e questa)  Da tempo denuncio l’illegittimità e la gravissima illegalità tra le altre violazioni, il mancato rispetto del termine di inizio dei lavori, imposto dall’autorizzazione unica concessa.

L’autorizzazione deve essere considerata scaduta! Per questo, come avevamo denunciato già mesi fa, anche in Procura, dopo aver rifiutato la giustificazione che la Società Tap potesse decidere in autonomia come iniziare i lavori, non si possono considerare iniziati i lavori se solo si recinta una zona circa 100 metri, la si transenna con una rete plastificata e si appende un cartello con la scritta “area di cantiere”. Giorno 15 maggio, TAP ha messo le recinzioni ma non c’era nessuno a lavorare, così come non c’era nessuno anche giorno 16! Molti cittadini e giornalisti erano presenti e l’assenza delle attività di cantiere è documentata dai rapporti di Digos, Vigili Urbani e Carabinieri.

Il Ministero dello Sviluppo Economico pertanto afferma il falso! Anzi lo stesso Ministero dell’Ambiente in una nota aveva smentito il Ministero dello Sviluppo Economico che all’indomani del finto inizio dei lavori aveva sostenuto la regolarità del cantiere.

La risposta di oggi conferma i nostri peggiori timori sulla assoluta mancanza di legalità e trasparenza su quest’opera! E’ chiaro che tutta la questione è intrisa da malaffare visto che, secondo i magistrati della Procura di Milano, l’ex deputato comasco dell’Udc, Luca Volontè, ora indagato per corruzione e riciclaggio, avrebbe intascato una tangente da due milioni e 390mila euro data dal governo dell’Azerbaijan per sostenere le posizioni politiche dello Stato straniero dietro il pagamento di denaro e candidamente il governo ha ammesso di non essConcessione TAP scaduta (2)ere interessato a questa vicenda!.

Nel frattempo TAP sta pubblicizzando i finanziamenti, che ammontano fino a 25 mila euro ciascuno, da dare alle associazioni che hanno presentato progetti all’interno dell’iniziativa “TAp-Star” svelando che l’unico modo di procedere di cui sono capaci è volersi comprare il consenso dell’opinione pubblica come fossimo una colonia. Ringrazio i tanti cittadini attivi che non si vendono a TAP e che si battono per legalità e trasparenza vigilando costantemente mentre il Governo colpevolmente dorme!

Il Governo non ha risposto neanche in merito alle nostre preoccupazioni sul contesto Geopolitico instabile della Turchia, come non ha mai commentato la mancanza di diritti umani e civili nella dittatura dell’Azerbaijan. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha ammesso l’inizio dei lavori, ma in evidente violazione delle prescrizioni ante operam a tutt’oggi mancanti. In ogni caso non resta che dichiarare scaduta la concessione, comunicare all’Europa le violazioni commesse da TAP e bloccare l’opera!

Gasdotto TAP: il Ministero dello Sviluppo Economico mente. L’ennesima incoerenza!


cantiere tapIl progetto del gasdotto Tap è l’ennesima opera inutile voluta da un Governo asservito esclusivamente ad oscure logiche affaristiche e questo è risaputo da quando abbiamo iniziato ad occuparci della vicenda
ma che ora sia proprio il Ministero dell’Ambiente a smentire il Ministero dello Sviluppo economico da il senso della incoerenza gigantesca che regna nel Governo a guida PD.

Le bugie hanno le gambe corte e noi lo avevamo denunciato già mesi fa quando abbiamo presentato un’interrogazione sul mancato rispetto del termine di inizio dei lavori, senza ricevere alcuna risposta, perché è ovvio che non si possono considerare iniziati i lavori se si recinta una zona di poco più di 100 metri, la si transenna con una rete plastificata e si appende un cartello con la scritta “area di cantiere”. Già a maggio rifiutavamo la giustificazione che la Società Tap potesse decidere in autonomia come iniziare i lavori

logo_mattmLa nota del Ministero dell’Ambiente ci da ragione perché ribadisce che, per la costruzione del gasdotto Tap, attualmente si è nella cosiddetta Fase 0, cioè di avvio del cantiere, consistente in particolare nella rimozione degli ulivi e realizzazione della strada di accesso all’area di cantiere del microtunnel, ma nulla di tutto ciò è stato fatto ed è pertanto infondata la regolarità dell’inizio dei lavori dichiarata dal Ministero dello Sviluppo Economico all’indomani del finto inizio dei lavori.

Ma, mentre abbiamo già denunciato a maggio questi fatti anche alla Procura competente con un esposto, adesso presentiamo una nuova interrogazione perchè i Ministeri devono chiarire e perchè il problema non è costituito solo dalle bugie che ci vorrebbero raccontare, ma abbiamo l’amara constatazione che tutta la questione è intrisa da malaffare visto che, secondo i magistrati della Procura di Milano, l’ex deputato comasco dell’Udc, Luca Volontè, ora indagato per corruzione e riciclaggio, avrebbe intascato una tangente da due milioni e 390mila euro data dal governo dell’Azerbaijan per sostenere le posizioni politiche dello Stato straniero dietro il pagamento di denaro.

Ma, mentre abbiamo già denunciato a maggio questi fatti anche alla Procura competente con un esposto, adesso presentiamo una nuova interrogazione perché i Ministeri devono chiarire e perché il problema non è costituito solo dalle bugie che ci vorrebbero raccontare, ma abbiamo l’amara constatazione che tutta la questione è intrisa da malaffare visto che, secondo i magistrati della Procura di Milano, l’ex deputato comasco dell’Udc, Luca Volontè, ora indagato per corruzione e riciclaggio, avrebbe intascato una tangente da due milioni e 390mila euro data dal governo dell’Azerbaijan per sostenere le posizioni politiche dello Stato straniero dietro il pagamento di denarogas-Tap

Possiamo proseguire nella realizzazione di un’opera con uno Stato straniero, partner nella costruzione del progetto del gasdotto, condizionata dal grave mercimonio che è stato compiuto? Possiamo proseguire con un progetto che muove proprio dalla frontiera greco-turca dopo che i drammatici fatti verificatisi in Turchia hanno fatto piombare quel Paese in uno stato di grave instabilità politica?

Pretendiamo chiarezza! Basta bugie.