SS 275 – Subito rotatoria per sicurezza e decongestione stradale!

Bisogna agire subito! Depositata alla Camera dei Deputati interrogazione parlamentare sull’annosa vicenda che riguarda l’incrocio semaforico della strada statale 275 con la strada provinciale 172 all’altezza del centro commerciale di Surano che crea lunghe code nei momenti di maggior afflusso veicolare, soprattutto in estate. EBHvWFNpthlWjyQ-800x450-noPadLa popolazione locale vorrebbe la realizzazione di una rotonda al fine di snellire il traffico e ha promosso anche una petizione on line chiedendo un intervento tempestivo.

Il Ministro Delrio accolga subito la proposta della cittadinanza invece di aspettare i tempi della realizzazione del nuovo tracciato sulla SS 275. E’ un intervento che va affrontato immediatamente, anche alla luce della domanda di sicurezza lungo il tracciato, come evidenziato a ragione dalle pressanti richieste dell’opinione pubblica. codaSono certo che è necessaria oltre che utile, a differenza di altre sorte più per interesse ai finanziamenti di alcune amministrazioni locali.

Generalmente il confronto fra un incrocio semaforico e una rotatoria, presenta diversi vantaggi attribuibili alla rotonda come una maggior sicurezza per la notevole riduzione dei punti di conflitto, una maggiore capacità di smaltire il traffico con snellimento nella circolazione, tempi di attesa ridotti con eliminazione totale dei tempi morti di sicurezza, normalmente dati da un semaforo, un minor inquinamento acustico e chimico per la ridotta e più costante velocità e per l’abbattimento degli ingorghi interni all’anello e l’eliminazione delle lunghe attese ai semafori che ne controllavano gli accessi, a cui si aggiunge una possibilità di inversione del senso di marcia, una riduzione e moderazione del traffico e minori costi gestionali.

ROTATORIAIn questo caso la rotonda potrebbe assolvere la funzione di moderazione e snellimento del traffico, con riduzione della congestione stradale, delle emissioni inquinanti e aumentando la sicurezza stradale. Per questo motivo con l’interrogazione parlamentare si chiede al Ministro Delrio se condivida la proposta espressa dalla cittadinanza e quindi se abbia intenzione di assumere iniziative affinché l’Anas proceda alla progettazione nel minor tempo possibile di una rotatoria al posto del semaforo.

L’adeguamento per la sicurezza stradale del tracciato esistente non può più attendere tanto più che l’estate si avvicina!

Porti: l’autoritarismo di Renzi bocciato dalla Corte Costituzionale!

IMG_1350La sentenza della Corte Costituzionale n.261 del 17 novembre 2015 dichiara l’illegittimità costituzionale parziale dell’art. 29, c. 1°, dello “Sblocca Italia” nella parte in cui non prevede che il piano strategico nazionale della portualità e della logistica sia adottato in sede di Conferenza Stato-Regioni. La sentenza trova impreparati il Ministero e il Governo Renzi che a fronte di questa non hanno ancora dichiarato come intendono proseguire con la riforma portuale che ora rischia un blocco. Question Time del M5S mercoledì alla Camera dei Deputati. 

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Lo avevamo detto e ribadito in più occasioni. La nuova riforma portuale di Renzi rappresenta l’autoritarismo di un Governo che non è disposto a confrontarsi con i territori per comprendere quale siano le scelte opportune da compiere. La Corte Costituzionale, bocciando le modalità di adozione del piano strategico nazionale della portualità e della logistica, riconosce che non è prevista alcuna forma di coinvolgimento delle Regioni nella procedura di predisposizione del piano, in contrasto con le chiare indicazioni della giurisprudenza costituzionale. Non basta quindi che alle Regioni vengano relegati solo le funzioni di esprimere un parere sullo schema di decreto ministeriale relativo alla classificazione dei porti, l’intesa relativa alla nomina del presidente dell’autorità portuale o la partecipazione del Presidente della Giunta Regionale interessata o di un suo delegato al comitato portuale. Queste funzioni non possono essere considerate in alcun modo equivalenti al coinvolgimento, nella forma dell’intesa, nella predisposizione del piano strategico nazionale. piano nazionale porti

Il M5S farà un question time in commissione mercoledì, chiedendo al Governo come intende risolvere la situazione e che rischia di bloccare una riforma portuale pensata male e scritta in forma addirittura peggiore! Ancora una volta si “naviga” a vista, non c’è una visione complessiva e soprattutto mancano chiari criteri per definire le funzioni delle nuove Autorità portuali. La definizione delle sedi delle nuove Autorità di sistema, situazione, quest’ultima, che ha come diretta conseguenza una guerra campanilistica da parte dei territori interessati, preoccupati che queste nuove autorità siano, al pari di quelle passate, solo dei centri di potere per spartire risorse e appalti in maniera opaca e a porte chiuse, magari secondo logiche legate alle correnti politiche e non centri di coordinamento, programmazione, pianificazione e razionalizzazione per migliorare la competitività del nostro Paese, dei territori, per garantire anche maggiore rispetto dell’ambiente.

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Sono scandalose le dichiarazioni del Ministro Delrio quando fanno riferimento a mettere nei luoghi più “deboli” le Autorità di sistema dando seguito ad una sorta di elemosina, ma soprattutto confermando indirettamente le preoccupazioni che queste saranno centri di potere nella tipica logica partitica della prima Repubblica.

Questo Governo manca di partecipazione sulla riforma portuale, è evidente, visto che le istanze di tutti i portatori di interesse, dagli armatori alle imprese di logistica internazionale, sono stata relegate ad un convegno governativo, gli Stati Generali della Portualità e della Logistica, organizzato a suo tempo dall’ex Ministro Lupi.

Questo metodo senza trasparenza e partecipazione delle Regioni e degli stakeholder, la mancanza di chiari criteri con cui si definiscono criteri e funzioni dell’Autorità di Sistema, l’assenza di selezione pubblica per le figure apicali delle autorità portuali, anche nella nuova concezione, e la perpetua mancanza di visione porterà anche questa riforma, al pari delle altre targate PD, come la finta abolizione delle province, delle sedi degli organi della giustizia e quella aberrante della Costituzione è destinata a fallire!

Morti per scontri sulle strade: non chiamateli incidenti!

La Strada Statale 379 è una strada a due carreggiate e a doppia corsia per carreggiata che da Fasano giunge fino a Brindisi. Nell’ultimo anno su questo tratto di strada vi sono stati dieci incidenti in prossimità  della zona masseria “La Macina” a Fasano, l’ultimo dei quali, avvenuto sabato 12 dicembre, ha causato la morte di cinque persone tra le quali un giovane di 21 anni e una bambina di appena 3 anni, in seguito allo sbandamento di un autotreno il cui rimorchio, ha invaso la carreggiata opposta andando a travolgere 3 veicoli che provenivano in senso opposto di marcia. “Il M5S chiede al Ministro dei Trasporti soluzioni tempestive per la sicurezza stradale attraverso una interrogazione, una mozione e una proposta di legge.”

ss379-300x238La strada statale 379 funzionale al collegamento tra due città  come Bari e Brindisi lungo la linea adriatica, è trafficata da un notevole numero vetture tra cui vi sono molti tir che spesso vengono coinvolti o sono causa dei sinistri stradali, l’ultimo dei quali ha avuto un epilogo tragico che ha commosso l’intera Puglia.

Questa estate altri due sinistri hanno visto coinvolti mezzi pesanti. In un caso due bambini a bordo di un’auto di una famiglia di turisti, sono rimasti feriti a seguito di uno scontro con un camion e qualche settimana dopo un altro camion che trasportava frutta, si è ribaltato sulla sede stradale nella stessa zona, fortunatamente senza feriti.

Consci dell’alta incidentalità di questa arteria e di altri tratti stradali bisogna prendere provvedimenti immediati e garantire una maggiore sicurezza. L’importanza di questo tratto stradale è rilevante perché sia i cittadini che le merci sono costretti a passare da questa strada che collega il versante adriatico della Puglia.  “Troppe volte, però, si assiste per strada a comportamenti scorretti, come ad esempio sorpassi azzardati o distanze minime di sicurezza non rispettate, visto l’assidua presenza di questi giganti della strada, con danno non solo delle famiglie distrutte ma anche con enormi costi sociali. Il tutto avviene anche perché in Italia non si vuole trasferire il trasporto merci dalla strada alla ferrovia e al mare, cosa che non solo gioverebbe a liberare dal traffico le strade, ma avrebbe anche un minor impatto ambientale”

10-incidenti-300x54Chi crede che siano fatalità o spera di riuscire a ridurre il numero di vittime solo con strumenti repressivi o scarsamente deterrenti come l’inasprimento delle pene per omicidio colposo è un illuso.

Per questi motivi da una parte chiediamo al Ministro Delrio, con un’interrogazione, quali iniziative intenda adottare per migliorare la sicurezza stradale nelle arterie di competenza statale in tutta la Regione Puglia e su tutto il territorio nazionale, valutando anche provvedimenti volti a ridurre il traffico dei mezzi pesanti a favore del trasporto merci su ferrovia e via mare. Dall’altra presenteremo una mozione per chiedere impegni precisi come quello eluso da molti enti locali di impegnare le risorse derivanti dai proventi delle multe per le infrazioni al codice della strada e in ultimo presenteremo, a mia prima firma, una proposta di legge per la diffusione dei corsi di guida sicura. La sicurezza non può più aspettare!

FSE: Ministro e Regione unici responsabili!

photo_2015-11-17_16-53-04Non si arrestano le critiche alla gestione delle Ferrovie Sud-Est. La rete ferroviaria, con i suoi 474 km. di linea, costituisce, dopo le Ferrovie dello Stato (cui è interconnessa), la più estesa rete omogenea italiana, attraversando le quattro province meridionali della Puglia, collegando fra loro i capoluoghi di Bari, Taranto e Lecce, nonché 85 Comuni del loro circondario; nel comprensorio a sud di Lecce sono l’unico vettore su rotaia. Il servizio di trasporto pubblico dovrebbe essere assicurato anche con il vettore automobilistico, su relazioni, nella gran parte integrative e/o sostitutive del vettore ferroviario, a servizio di oltre 130 Comuni, da Bari sino a Gagliano del Capo.

Il sistema di trasporto delle Sud-Est dovrebbe consistere in un efficiente e capillare collegamento fra città. cittadine, paesi e contrate pugliesi, insostituibile per i lavoratori dell’industria, dell’agricoltura, del terziario e per gli studenti oltre ad essere una preziosa risorsa per il turismo sostenibile pugliese. Invece ogni giorno si hanno notizie di disservizi, inefficienze, sporcizia, grandi ritardi, vetture obsolete e diversi scandali di cui nessun politico a fino ad ora pagato.

photo_2015-11-17_16-52-57Dal 1985 è iniziato uno scarica barile sulle responsabilità tra i due enti, Regione e Ministero dei Trasporti, che ha portato all’attuale situazione. Questo balletto di responsabilità e la mancanza di trasparenza, infatti sono le cause, oltre delle numerose inefficienze, anche degli scandali, come quello dei famosi treni d’oro o dei processi a carico del vertice, Luigi Fiorillo. Centinaia di milioni di euro di debiti che oggi vengono certificati da chi avrebbe dovuto vigilare! Il Ministero prima riconferma l’ex ad Fiorillo e ora lo sostituisce con un consiglio di amministrazione accompagnando la scelta con tanti buoni propositi, dimenticandosi che ha approvato per anni i bilanci di FSE.

Anche la Regione, guidata per oltre 10 anni dal centro sinistra, fa finta di svegliarsi sebbene abbia avuto finora la responsabilità diretta della gestione di FSE. Nonostante la grave situazione i due enti continuano a darsi la colpa reciprocamente, mentre alla cittadinanza viene negato un servizio dignitoso per il diritto alla mobilità e contemporaneamente si infierisce sui lavoratori.

Nel ribadire la posizione M5S a favore di un trasporto locale che deve rimanere pubblico, come è stato confermato dagli italiani nel referendum del 2011 rinnoviamo le richieste al ministro e al nuovo presidente del CDA, per cominciare a fare trasparenza: la pubblicazione immediata di tutti i bilanci per gli anni pregressi, delle informazioni riguardanti il numero di dirigenti e personale amministrativo rispetto al numero di assunti del personale tecnico e viaggiante, dell’ammontare di spese in consulenze e in premi produzione, dell’entità degli stipendi e delle buone uscite dei dirigenti e delle posizioni apicali.

Aeroporto di Firenze: anche l’Università smonta il progetto!

Anche l‘Università degli Studi di Firenze (UNIFI) ha analizzato il progetto del nuovo aeroporto fiorentino e ha conseguentemente presentato osservazioni in procedura di VIA. UNIFI  in maniera precisa e approfondita, smonta un progetto illogico e  rileva tutti i limiti con annessi rischi per la salute pubblica, confermando le nostre preoccupazioni. Da portavoce dei cittadini, ho riportato in parlamento il lodevole lavoro di UNIFI con una nuova interrogazione  rivolta al Ministro Delrio.

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Dalla lettura delle ottime e numerose osservazioni presentate da UNIFI sul progetto del nuovo Aeroporto. ci si accorge sempre più dell’inutilità dello stesso. Il coefficiente di utilizzazione della pista sia vecchia che nuova, è stato calcolato da Enac mediante un metodo non specificato e certamente non riconosciuto a livello internazionale. Questo aspetto è fondamentale perché tale parametro è uno degli elementi che hanno indotto, in modo artificioso, alla proposta di costruire un nuovo aeroporto. Questo di conseguenza comporta problemi legati al nuovo orientamento della pista, che non è orientata nella direzione migliore e poi c’è la finta monodirezionalità della pista, la quale secondo le normative europee ed internazionali sarà bidirezionale, comportando perciò il sorvolo da parte degli aerei della città di Firenze. Lo studio egregio dell’Università di Firenze mette in luce anche l’errata valutazione dei reali impatti dell’inquinamento atmosferico in quanto quasi la metà degli impatti atmosferici dovuti alle emissioni non tengono conto della direzione dei venti. Infine ci sono i problemi che il funzionamento di questa struttura recherà al sito Unesco e i dubbi sulle caratteristiche della viabilità di accesso all’area cargo.

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L’interrogazione sarà anche riproposta dai nostri colleghi al Parlamento Europeo al fine di allertare le autorità europee di questi abusi. Le osservazioni dell’Università, disponibili sul sito web del Ministero dell’Ambiente, non si limitano solo a questi aspetti e stiamo sottoponendo tali questioni anche alla Regione e a livello Comunale facendo rete con gli altri portavoce del M5S in tutte le istituzioni. Non si può che esprimere un plauso all’Università degli Studi di Firenze che, assieme ai cittadini e ai comitati, sta partecipando alla discussione su questo nuovo aeroporto, apportando informazioni fondate e preziose. Questo atteggiamento dovrebbe esser preso ad esempio dagli altri poli universitari in Italia, dimostrando con le proprie competenze che la società civile può e deve difendere e valorizzare il territorio. Renzi la smetta di fare propaganda politica con questi progetti dannosi ed esosi per le casse pubbliche oltre che rischiosi per un territorio unico al mondo come quello di Firenze.

Nuovo Aeroporto di Firenze: lettera all’UNESCO sui rischi per il centro storico.

Aeroporto_di_firenze_01Lo scorso 22 ottobre con i portavoce del M5S all’europarlamento, al parlamento italiano, del consiglio regionale toscano e dei comuni di Firenze e Prato, si è provveduto a segnalare ad UNESCO il rischio che corre il Centro Storico di Firenze e la sua popolazione a causa del nuovo aeroporto di Firenze con la pista di 2400 metri e di cui UNESCO sembra non avere avuto ancora notizia dalle amministrazioni competenti.

Il progetto, contrariamente a quanto finora annunciato in varie sedi, in caso di difficoltà o più comunemente di venti sfavorevoli, prevede che la pista del nuovo aeroporto possa essere usata in maniera bidirezionale, prevedendo quindi il sorvolo a bassa quota della città di Firenze, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Possiamo, come Italiani, rischiare di perdere il patrocinio UNESCO per una delle città uniche al mondo che l’umanità ci invidia? E soprattutto, possiamo esporre Firenze e i suoi meravigliosi monumenti che il mondo ci invidia al rischio di essere distrutti in caso di incidente aereo? Non vorremmo che lo scellerato e carente progetto del nuovo aeroporto, strumentalmente voluto per consentire la visita di Firenze ad un numero maggiore di turisti, diventi paradossalmente la causa della sua distruzione.

Vedremo come reagirà a questa notizia UNESCO.

Ecco i nomi dei portavoce del M5S che hanno sottoscritto la lettera per UNESCO:

  • Deputato Diego De Lorenzis
  • Deputato Michele Dell’Orco
  • Senatrice Laura Bottici
  • Europarlamentare Marco Bullo
  • Senatrice Daniela Donno
  • Deputato Paolo Nicolò Romano
  • Deputato Arianna Spessotto
  • Deputato Nicola Bianchi
  • Deputata Paola Carinelli
  • Deputata Mirella Nuzzi
  • Deputato Alfonso Bonafede
  • Deputata Chiara Gagnarli
  • Deputato Filippo Gallinella
  • Deputata Federica Daga
  • Deputato Alberto Zolezzi
  • Deputata Patrizia Terzoni
  • Deputato Mirko Busto
  • Deputato Salvatore Micillo
  • Senatrice Sara Paglini
  • Senatrice Michela Montevecchi
  • Cons. Com. Firenze Silvia Noferi
  • Cons. Com. Firenze Arianna Xekalos
  • Cons. Com. Prato Mariangela Verdolini
  • Cons. Com. Prato Silvia La Vita
  • Cons. Com. Prato Gabriele Capasso
  • Cons. Metropolitano Giovanni Policastro
  • Cons. Reg. Toscana Andrea Quartini
  • Cons. Reg. Toscana Irene Galletti
  • Cons. Reg. Toscana Giacomo Giannarelli

Statuto ENAC: presunte irregolarità in contrasto con l’UE.

Depositata alla Camera dei Deputati una interrogazione a prima firma Diego De Lorenzis del M5S, rivolta al Ministro Delrio. Si evidenzia una presunta irregolarità dello statuto di ENAC rispetto al Regolamento UE n. 139/2014 che sancisce che l’autorità competente deve essere indipendente dai gestori degli aeroporti e dai fornitori di servizi di gestione.

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L’interrogazione sullo Statuto dell’Enac ci rivela che potrebbero esserci dei conflitti di interesse su alcune attività dell’Enac, attività incompatibili con i regolamenti europei che giova ricordare, sono esecutivi e non hanno bisogno di recepimento da parte dello Stato membro. Infatti, l’Europa stabilisce che l’autorità competente deve essere indipendente dai gestori degli aeroporti e dai fornitori di servizi di gestione. Enac, invece, da statuto può partecipare nei collegi sindacali della società di gestione aeroportuale e rispettive società controllate e/o partecipate, può partecipare alle attività di gestione degli aeroporti di preminente interesse turistico e sociale ovvero strategico-economico ed inoltre può individuare e attivare delle procedure necessarie all’acquisizione dei finanziamenti nazionali e/o dell’Unione europea relativi alla realizzazione di opere infrastrutturali aeroportuali.

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Il contenuto dell’interrogazione sarà anche riproposto dai nostri colleghi al Parlamento Europeo al fine di allertare le autorità europee di questi abusi. L’interpretazione “all’italiana” delle regolamentazioni europee è ormai nota, il Ministro Delrio accerti se lo statuto dell’Enac debba essere modificato per sanare la presunta irregolarità che, se confermata, dovrebbe farci riflettere sul tipo di ruolo che ENAC ha svolto fino a questo momento.

 

Ferrovie Sud Est e i treni venduti a Ferrovie del Nord: ancora ombre sui treni venduti.

Da fonti stampa si apprende che due treni “Atr 220” sembrerebbero stati acquistati senza regolare bando di gara dalla “Ferrovienord”,  costati 8 milioni di euro complessivi, circa 4 milioni cadauno, e sembrerebbero far parte della stessa commessa che ha portato all’acquisto degli “Atr 220” da parte di Ferrovie Sud-Est, ma costati meno della metà. Inoltre sembrerebbe che spesso questi treni tendono a non funzionare correttamente.

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Non molla la presa il M5S che, con una nuova interrogazione al Ministro dei Trasporti, chiede chiarezza sul comportamento di Ferrovie Sud Est, società controllata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ancora una volta finisce sui giornali per nuove vicende legate alla compra-vendita di treni.

FSE nasce per dare un servizio di pubblica utilità nei trasporti o per fare da intermediario nell’acquisto di treni poco funzionanti? Ancora grandi problemi con i treni di FSE e, ancora una volta a causa di gestioni poco trasparenti. E’ mai possibile che un’azienda che dovrebbe dare un servizio fondamentale per la cittadinanza acquisisca invece i “vizi” del lucro a tutti i costi degni del peggior privato?

Fra l’altro nella famosa inchiesta della Procura di Bari legata agli acquisti di treni da parte di FSE, è spuntata, secondo fonti stampa, anche una complessa vicenda sull’omologazione degli  “Atr 220” rimasti in Puglia, che potrebbe essere arrivata, secondo le tesi della magistratura, soltanto dopo l’acquisto dei treni da parte di Ferrovie Sud-Est.

Per questo con l’interrogazione si chiede se il Ministro Lupi sia al corrente e possa chiarire se l’acquisto dei treni da parte di Ferrovienord provengano dalla stessa commessa dei treni acquistati da Ferrovie Sud-Est e se tale compra-vendita di treni con fondi pubblici di 1,95 milioni di euro abbia prima portato in Puglia i mezzi e poi sempre con fondi pubblici  – con una spesa di 4 milioni di euro cadauno – siano giunti in Lombardia, per una spesa complessiva di quasi 6 milioni di euro cadauno di fondi pubblici per treni malfunzionanti. Inoltre, si chiede se i 27 treni acquisitati dalla commessa del 2008 da parte di Ferrovie Sud-Est  siano effettivamente tutti in Puglia oppure siano stati rivenduti altrove. Infine, si chiede al Ministro Lupi se i treni  “Atr 220” di proprietà delle Ferrovie Sud-Est che subiscono una verifica tecnica dei presupposti di sicurezza per la messa in esercizio dei rotabili, verifica posta a carico dei competenti uffici tecnici del MIT, abbiano ricevuto omologazione successivamente all’acquisto da parte di FSE e con quali fondi è stata effettuata questa omologazione.

Spesso si imputa al pubblico la causa dei disservizi, ma tale affermazione è sbagliata e infondata in quanto non è il “pubblico” a creare disservizi, ma molto più semplicemente sono le persone nominate dalla politica che vengono messe a capo della gestione di tali servizi che li rendono inefficienti. Per cui, si faccia pulizia e si dia spazio alla trasparenza, al merito e all’onestà e ad una gestione delle aziende dei servizi pubblici locali senza alcuno scopo privatistico e clientelare, solo in questa maniera tali servizi potranno essere veramente pubblici!

Libretto di circolazione e nuove multe… state tranquilli!

  STOP TRAFFICODa qualche giorno ricevo messaggi di persone allarmate da articoli di stampa relativi ad una disposizione normativa che prevede il pagamento di una multa di almeno 705 €, qualora il nome della patente non corrisponda a quello riportato nella carta di circolazione. Su vostra sollecitazione ho approfondito il tema anche contattando i dirigenti del Ministero dei Trasporti. Per una volta tanto Renzi non ha messo una nuova tassa!

La notizia infatti non è corretta: si tratta di una norma volta a favorire i controlli su coloro che affittano abusivamente dei mezzi o per quelle aziende che usano i mezzi dati in uso ad altri per ottenere vantaggi fiscali. La misura, introdotta dopo un lungo confronto con tutti i soggetti interessati (associazione delle compagnie di affitto mezzi, …), ha l’unico scopo di vietare l’intestazione fittizia dei veicoli ed è quindi volta a permettere alle forze di polizia di controllare che il proprietario del veicolo sia colui che è indicato nella carta di circolazione. Posso rassicurare che non si corre alcun rischio di sanzioni utilizzando, come comunemente accade, l’auto, la moto o un altro mezzo di cui non siamo proprietari come quella di un amico o di un parente.

Per chi voglia approfondire può continuare la lettura… La norma non è stata varata in questa legislatura ma è la legge n.120 del 29 luglio 2010 “Disposizioni in materia di sicurezza stradale.” (pubblicata in G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.) All’art.12, “Introduzione dell’articolo 94-bis e modifiche agli articoli 94 e 96 del decreto legislativo n. 285 del 1992, in materia di divieto di intestazione fittizia dei veicoli“, di tale legge, viene modificato l’art. 94 del codice della strada (decreto legislativo 285 del 1992) con l’introduzione del comma 4-bis, che riporto di seguito:

sanzioni4-bis. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 93, comma 2, gli atti, ancorché diversi da quelli di cui al comma 1 del presente articolo, da cui derivi una variazione dell’intestatario della carta di circolazione ovvero che comportino la disponibilità del veicolo, per un periodo superiore a trenta giorni, in favore di un soggetto diverso dall’intestatario stesso, nei casi previsti dal regolamento sono dichiarati dall’avente causa, entro trenta giorni, al Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici al fine dell’annotazione sulla carta di circolazione, nonché della registrazione nell’archivio di cui agli articoli 225, comma 1, lettera b), e 226, comma 5. In caso di omissione si applica la sanzione prevista dal comma 3.

Per semplicità riporto anche il comma 3 (art. 94 del C.d.S.): “3. Chi non osserva le disposizioni stabilite nel presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 705 a euro 3.526.

Pertanto la norma, che ha lo scopo di vietare l’intestazione fittizia dei veicoli, si applica esclusivamente, nei casi previsti dal regolamento, quando ci sono atti (diversi da trasferimenti di proprietà, costituzione di usufrutto, contratti di leasing) che comportino la variazione dell’intestatario della carta di circolazione o la disponibilità del veicolo per un periodo superiore a 30 giorni ad un soggetto diverso dall’intestatario.

All’indirizzo del ministero dei trasporti http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=normativa&o=vd&id=2172 trovate la Circolare Prot. 15513 del 10/07/2014 che chiarisce l’ambito di applicazione della norma e di cui riporto i passaggi di interesse:

carta circolazioneOGGETTO: Art. 94, comma 4-bis, c.d.s. e art. 247-bis, d.P.R. n. 495/1992 – Nuove disposizioni in materia di variazione della denominazione o delle generalità dell’intestatario della carta di circolazione e di intestazione temporanea di veicoli. 

Premessa – Com’è noto, il comma 4-bis dell’art. 94 c.d.s., introdotto dall’art. 12, comma 1, let. a), della legge n. 120/2010, prevede obblighi di comunicazione, finalizzati all’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli e dei documenti di circolazione, in caso di atti, diversi da quelli previsti dal comma 1 del medesimo art. 94 c.d.s. (trasferimenti di proprietà, costituzione di usufrutto, contratti di leasing), dai quali derivino variazioni concernenti gli intestatari delle carte di circolazione, ovvero che comportino la disponibilità dei veicoli, per periodi superiori ai 30 giorni, in favore di soggetti diversi dagli intestatari stessi. La medesima norma ha altresì demandato al regolamento di esecuzione ed attuazione del codice della strada l’individuazione delle fattispecie ricadenti nella nuova previsione legislativa e, conseguentemente, si è resa necessaria una modifica del d.P.R. n. 495/1992, adottata con iI d.P.R. 28 settembre 2012, n. 198 il quale ha introdotto l’art. 247-bis. Detto decreto è stato pubblicato sulla G. U. n. 273 del 22 novembre 2011 ed è in vigore dal 7 dicembre 2012. E’ altrettanto noto, tuttavia, che si è reso necessario procrastinare la concreta applicazione del richiamato art. 247-bis in attesa della realizzazione delle procedure informatiche indispensabili per dar corso ai procedimenti amministrativi di aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli e dei documenti di circolazione, così come prescritto dall’art. 94, comma 4-bis, c.d.s..

Ciò premesso, si comunica che la predisposizione delle predette procedure informatiche è stata condotta a termine, con l’avvertenza che le stesse, al momento, non si applicano ai veicoli in disponibilità di soggetti che effettuano attività di autotrasporto sulla base di:

-iscrizione al REN o all’albo degli autotrasportatori;

-licenza per il trasporto di cose in conto proprio;

-autorizzazione al trasporto di persone mediante autobus in uso proprio o mediante autovetture in uso di terzi (taxi e ncc).

Con riferimento ai predetti veicoli, infatti, verranno emanate apposite disposizioni.

Si evidenzia, inoltre, che le procedure in parola saranno concretamente operative a partire dal 3 novembre 2014, al fine di consentire, in particolare, alle Forze dell’Ordine e all’utenza professionale interessata di adottare le necessarie misure organizzative. Pertanto, fino alla predetta data, resta ferma l’impossibilità di concreta applicazione delle sanzioni previste dall’art. 94 c.d.s. in relazione alle fattispecie per le quali trova applicazione il richiamato comma 4-bis, così come già segnalato al Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno con nota prot. n. 33691 del 6 dicembre 2012. Al riguardo, si precisa che è fatto obbligo di annotare sulla carta di circolazione e nell’Archivio Nazionale dei Veicoli i dati relativi agli atti posti in essere a decorrere dal 3 novembre 2014. Pertanto, in caso di omissione, saranno applicabili nei confronti dell’avente di causa le sanzioni previste dal medesimo art. 94, comma 4-bis, c.d.s.. Laddove richiesto dagli utenti interessati, resta ovviamente salva la possibilità di provvedere all’aggiornamento delle carte di circolazione e dell’Archivio Nazionale dei Veicoli anche con riferimento agli atti insorti anteriormente al 3 novembre 2014, ed in specie quelli posti in essere tra il 7 dicembre 2012 ed il 2 novembre 2014; in tal caso, tuttavia, l’eventuale omissione non dà luogo alla applicazione delle predette sanzioni. Ciò premesso, con la presente circolare si forniscono le necessarie direttive per l’aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli e per l’emissione dei tagliandi di aggiornamento delle carte di circolazione nelle ipotesi contemplate dalla nuova disciplina[…]

A) Ambito oggettivo di applicazione – Tenuto conto delle fattispecie individuate dall’art. 247-bis del d.P.R. n. 495/1992 e delle avvertenze illustrate in Premessa, le nuove procedure trovano al momento applicazione esclusivamente con riferimento alle carte di circolazione relative agli autoveicoli, ai motoveicoli ed ai rimorchi, la cui disponibilità non sia assoggettata al possesso di titoli autorizzativi, nel caso in cui:

– vi sia una variazione della denominazione dell’ente intestatario;

-vi sia una variazione delle generalità della persona fisica intestataria;

-un soggetto abbia la temporanea disponibilità, per un periodo superiore a 30 giorni, di un veicolo intestato ad un terzo, a titolo di comodato, in forza di un provvedimento di affidamento in custodia giudiziale o di un contratto di locazione senza conducente;

-si debba procedere alla intestazione a nome di soggetti giuridicamente incapaci. […]

La circolare continua elencando le ipotesi contemplate dalla vigente disciplina:
C) Variazione della denominazione o della ragione sociale dell’ente intestatario della carta di circolazione
D) Variazione delle generalità della persona fisica intestataria della carta di circolazione
E) Intestazione temporanea di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi
E.1) Comodato
E.1.1) Comodato di veicoli aziendali
E.2) Custodia giudiziale
E.3) Locazione senza conducente
E.4) Locazione senza conducente di veicoli da destinare ai Corpi di Polizia Locale
E.5) Intestazione di veicoli di proprietà di soggetti incapaci di agire
E.6) Altre fattispecie
E.6.1) Utilizzo di veicolo intestato al de cuius
E.6.2) Utilizzo di veicoli con contratto “rent to buy’
F) Furto, smarrimento, distruzione o deterioramento della carta di circolazione
G) Veicoli facenti parte del patrimonio di un “trust”
H) Variazione della sede di imprese esercenti la locazione di veicoli senza conducente

Disservizi al portale dell’automobilista: il ministro Lupi risponda

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Dopo il blocco del servizio telematico della Motorizzazione, chiedo un intervento del Ministero dei Trasporti a sostegno dei lavoratori e delle potenzialità dello stesso. A causa di problemi tecnici, nei giorni scorsi si è bloccato il servizio telematico fornito dall’Ufficio centrale operativo del CED della Direzione generale per la motorizzazione, che fornisce il servizio per il rilascio ai cittadini del rinnovo delle patenti di guida. Il problema è stato causato da un anomalo funzionamento de “Il portale dell’automobilista”. Disagi avvertiti anche dagli operatori accreditati del settore, impossibilitati a poter completare ed inoltrare le pratiche. Il M5S chiede chiarezza e soluzioni al Ministro Lupi tramite una interrogazione parlamentare.

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Il MoVimento 5 Stelle ritiene molto funzionale e un’ottima innovazione quella fornita dal Ufficio centrale operativo del CED. Il servizio ha ottimizzato e velocizzato le procedure, abbassato notevolmente i costi e ridotto l’enorme quantitativo di carta utilizzata con risvolti positivi, per l’ambiente e per tutti i cittadini che richiedono il rinnovo della patente di guida in tempi celeri. Nonostante ciò, questo servizio nei giorni scorsi si è bloccato, creando grandi problemi agli addetti ai lavori. Persino il servizio sostitutivo, appositamente pensato nei casi di problemi di accesso al portale, non ha funzionato a dovere. Il Ministro Lupi dovrà rispondere anche di questo e spiegare come mai il servizio sostitutivo rappresentato dal lavoro del call center non è stato all’altezza della situazione. Se il sistema informatico centrale ha dei problemi come possono i lavoratori impiegati nel call center risolvere al meglio le pratiche inoltrate dai soggetti accreditati? Inoltre, chiediamo di dissolvere ogni dubbio sull’impiego di società esterne e sulla tipologia dei contratti, perché riteniamo che la tranquillità lavorativa degli operatori telematici possa essere un aspetto in grado di migliorare il servizio offerto. Pensiamo, infatti, che il servizio offerto dal CED debba essere sostenuto ed incoraggiato da parte del Ministero, con adeguate risorse al dipartimento che eroga il servizio, in termini di personale e dotazione strumentale affinché, in futuro, non si ripetano queste problematiche. Lupi accantoni le attenzioni per le ‘grandi opere inutili’ e si concentri seriamente nei servizi ai cittadini.