Sicurezza stradale, lunedi 23 alla Camera Convegno su Mobilità a misura di persona

“Sicuri in città. Interventi per una mobilità a misura di persona” è il titolo del convegno che si svolgerà presso la Sala della Regina della Camera dei deputati (Piazza Montecitorio) lunedì 23 luglio dalle ore 14. Al convegno parteciperà, tra gli altri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha annunciato l’imminente presentazione di un pacchetto di misure per favorire la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale.

Parleremo di modifiche al codice della strada, che in Italia aspettiamo da anni, e delle altre soluzioni per rendere l’Italia un Paese europeo, un Paese ciclabile, quindi un Paese realmente più sicuro

Tra gli i partecipanti al convegno, numerosi addetti ai lavori ed esperti: Marco Scarponi della Fondazione Michele Scarponi per la sicurezza stradale, l’architetto e urbanista Matteo Dondè, l’ingegnere dei trasporti Alfredo Drufuca, ad di Polinomia srl e l’architetto Alessandro Tursi, Vicepresidente FIAB e Vicepresidente dell’European Cyclists’ Federation, e il Direttore di Bikeitalia.it Paolo Pinzuti.

Gli interventi regolatori e di urbanistica volti a favorire l’uso delle bici, del trasporto pubblico sono gli ingredienti chiave per la ricetta di città più sicure e vivibili. Discuteremo, entrando nel concreto e partendo dalle buone pratiche esistenti, di come cambiare la mobilità urbana e migliorare la qualità della vita riducendo innanzitutto il numero di veicoli privati in circolazione e la velocità con cui attraversano le nostre strade. Questo convegno, insieme alle misure che il Governo si accinge a varare, sono il segno tangibile del nuovo corso che stiamo inaugurando anche in materia di mobilità e sicurezza stradale

Il mio intervento in aula sul tema Alitalia

Grazie Presidente, Membri del Governo e colleghi Deputati,

In questa legislatura, come in quella precedente, siamo costretti ad occuparci di una società in estrema sofferenza, la quale – deve esser chiaro a tutti – va imputata ad una politica industriale miope e incapace di progettualità, cui si somma una mala gestio che ha condotto all’insolvenza e che ha generato più volte gravi esuberi e cassa integrazione.

Alitalia è stata sull’orlo del fallimento a causa di operazioni (sempre avallate dai Governi dell’epoca) molto discutibili, che hanno eroso e dissipato gradualmente e inesorabilmente i beni e le risorse aziendali, fondamentali per il loro valore economico quantificato in miliardi di euro,
e soprattutto per quello strategico nella loro funzione aziendale, a tal punto da creare enormi problemi di sostenibilità economico-finanziaria all’azienda.

Se siamo giunti al terzo decreto dell’ennesimo salvataggio, sono state compiute scelte evidentemente irresponsabili o quantomeno poco lungimiranti.

In questi anni, le numerose operazioni di cessione, e le conseguenti trattative, non hanno allontanato a sufficienza la compagnia aerea dall’orlo del burrone rappresentato dal fallimento.

Come è emerso nel corso delle audizioni dei commissari, sono stati sistematicamente e deliberatamente stipulati contratti svantaggiosi:

  • per l’acquisto di carburante,
  • per il noleggio degli aeromobili,
  • per i servizi di manutenzione,
  • per il sistema di prenotazione dei biglietti
  • per i corsi del personale.
  • E infine, come se non bastasse, sono stati sottoscritti accordi incredibilmente penalizzanti, anche per la vendita degli slot in aeroporti importanti nel traffico europeo e internazionale e per i voli sulle rotte di lungo raggio.

Altre scelte, molto dubbie, hanno avuto, nel migliore dei casi, un effetto positivo superficiale e comunque di breve durata.

Alitalia è stata quindi ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria secondo quanto previsto dalla cosiddetta legge Marzano.

La situazione è complessa e delicata. In questo stato, occorre valutare molto attentamente gli interventi da porre in atto, per cercare di evitare che essi possano ulteriormente aggravare le già rilevanti conseguenze di questo contesto per lavoratori, creditori e, più in generale, per tutta la collettività.

Presidente, voglio approfittare di questa occasione affinché quest’aula rivolga un momento di attenzione ai lavoratori di questa azienda. Anche i commissari hanno dato atto, che si tratta di persone, di italiani, che hanno fatto un grande sforzo e hanno lavorato in un clima di assoluta collaborazione, pur avendo vissuto gli ultimi anni in un contesto di incertezza e preoccupazione che si protrae da tempo.

La relazione tecnica al provvedimento in esame afferma che la norma non determina nuovi oneri a carico del bilancio dello Stato, né alcun effetto finanziario, atteso che la nuova scadenza del finanziamento ricade nel medesimo esercizio precedentemente individuato.

Quindi tempo e non ulteriori aggravi.

Tempo che il nuovo Governo avrà a disposizione per ascoltare i commissari e tutte le parti in causa, al fine di adottare tutti gli interventi necessari, in primis quelli volti ad acquisire maggiori informazioni.

Infatti, a seguito dell’ammissione della società all’amministrazione straordinaria, si è assistito ad un vero e proprio vuoto informativo, confermato anche nel ciclo di audizioni recentemente svoltesi al Senato.

Infine, proprio sull’importanza di avere chiarezza e sufficienti informazioni per operare scelte consapevoli, vorrei ricordare che al provvedimento sono state apportate modifiche importanti, grazie alle quali i commissari dovranno produrre una dettagliata relazione nel segno di una trasparenza indispensabile che finora è mancata. Per questo, non posso non rivolgere un ringraziamento ai colleghi senatori per il loro lavoro di ascolto e ai colleghi deputati per aver previsto tale intervento.

Per queste ragioni il Movimento 5 Stelle voterà a favore di questo provvedimento: il Parlamento e il Governo hanno la possibilità di intervenire e lavorare, durante questi ulteriori 3 mesi, dedicando a tale vicenda tutta l’attenzione che merita.

Rivedi il mio intervento alla Camera

Grazie Presidente, Membri del Governo e colleghi Deputati! In questa legislatura, come in quella precedente, siamo costretti ad occuparci di una società in estrema sofferenza, la quale – deve esser chiaro a tutti – va imputata ad una politica industriale miope e incapace di progettualità, cui si somma una mala gestio che ha condotto all’insolvenza e che ha generato più volte gravi esuberi e cassa integrazione.Alitalia è stata sull’orlo del fallimento a causa di operazioni (sempre avallate dai Governi dell’epoca) molto discutibili, che hanno eroso e dissipato gradualmente e inesorabilmente i beni e le risorse aziendali, fondamentali per il loro valore economico quantificato in miliardi di euro, e soprattutto per quello strategico nella loro funzione aziendale, a tal punto da creare enormi problemi di sostenibilità economico-finanziaria all’azienda.Se siamo giunti al terzo decreto dell’ennesimo salvataggio, sono state compiute scelte evidentemente irresponsabili o quantomeno poco lungimiranti. In questi anni, le numerose operazioni di cessione, e le conseguenti trattative, non hanno allontanato a sufficienza la compagnia aerea dall’orlo del burrone rappresentato dal fallimento.Come è emerso nel corso delle audizioni dei commissari, sono stati sistematicamente e deliberatamente stipulati contratti svantaggiosi:per l’acquisto di carburante, per il noleggio degli aeromobili,per i servizi di manutenzione, per il sistema di prenotazione dei bigliettiper i corsi del personale. E infine, come se non bastasse, sono stati sottoscritti accordi incredibilmente penalizzanti, anche per la vendita degli slot in aeroporti importanti nel traffico europeo e internazionale e per i voli sulle rotte di lungo raggio. Altre scelte, molto dubbie, hanno avuto, nel migliore dei casi, un effetto positivo superficiale e comunque di breve durata. Alitalia è stata quindi ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria secondo quanto previsto dalla cosiddetta legge Marzano. La situazione è complessa e delicata. In questo stato, occorre valutare molto attentamente gli interventi da porre in atto, per cercare di evitare che essi possano ulteriormente aggravare le già rilevanti conseguenze di questo contesto per lavoratori, creditori e, più in generale, per tutta la collettività.Presidente, voglio approfittare di questa occasione affinché quest’aula rivolga un momento di attenzione ai lavoratori di questa azienda. Anche i commissari hanno dato atto, che si tratta di persone, di italiani, che hanno fatto un grande sforzo e hanno lavorato in un clima di assoluta collaborazione, pur avendo vissuto gli ultimi anni in un contesto di incertezza e preoccupazione che si protrae da tempo. La relazione tecnica al provvedimento in esame afferma che la norma non determina nuovi oneri a carico del bilancio dello Stato, né alcun effetto finanziario, atteso che la nuova scadenza del finanziamento ricade nel medesimo esercizio precedentemente individuato.Quindi tempo e non ulteriori aggravi. Tempo che il nuovo Governo avrà a disposizione per ascoltare i commissari e tutte le parti in causa, al fine di adottare tutti gli interventi necessari, in primis quelli volti ad acquisire maggiori informazioni. Infatti, a seguito dell'ammissione della società all'amministrazione straordinaria, si è assistito ad un vero e proprio vuoto informativo, confermato anche nel ciclo di audizioni recentemente svoltesi al Senato. Infine, proprio sull’importanza di avere chiarezza e sufficienti informazioni per operare scelte consapevoli, vorrei ricordare che al provvedimento sono state apportate modifiche importanti, grazie alle quali i commissari dovranno produrre una dettagliata relazione nel segno di una trasparenza indispensabile che finora è mancata. Per questo, non posso non rivolgere un ringraziamento ai colleghi senatori per il loro lavoro di ascolto e ai colleghi deputati per aver previsto tale intervento.Per queste ragioni il Movimento 5 Stelle voterà a favore di questo provvedimento: il Parlamento e il Governo hanno la possibilità di intervenire e lavorare, durante questi ulteriori 3 mesi, dedicando a tale vicenda tutta l’attenzione che merita.https://youtu.be/1Zv8cv1d0HA

Publiée par Diego De Lorenzis sur Mercredi 20 juin 2018

Treni per Taranto, Delrio risponde al M5S: risposta deludente, generica e incompleta!

Deludente! Non siamo soddisfatti della risposta del Ministero all’interrogazione depositata: si illustrano una serie di interventi per opere infrastrutturali, tuttavia senza ulteriori dettagli. Nessun elemento relativo all’avvio dei lavori o alla loro conclusione: non c’è alcun cronoprogramma, nessun riferimento a delibere o atti per lo stanziamento delle risorse, neanche una parola relativamente alla chiusura dei passaggi a livello e alla velocizzazione dei treni lungo le tratte ferroviarie che giungono a Taranto. Sul lato dei servizi, nella risposta non si fa cenno ad un confronto sui servizi attualmente esistenti e un’idea integrata di trasporti con la Regione: nessun potenziamento ma il solito slogan dei freccia che però arrivano a passo di lumaca.

Quindi, ancora una volta tante parole, le stesse che i Tarantini sentono ripetere da oltre un decennio!

Strada litoranea interna Talsano-Avetrana: trasparenza sull’analisi costi-benefici.

L’opera «Strada litoranea interna Talsano-Avetrana» è inserita nel «patto per la Puglia», suddivisa in tre lotti per un importo complessivo di 193 milioni di euro finanziata con il FSC (fondo per lo sviluppo e la coesione) 2014-2020. Si tratterebbe di un nuova proposta a seguito della «bocciatura» nel 2013 in sede di valutazione d’impatto ambientale sulla vecchia progettazione.

Occorre trasparenza: questa nuova opera verrà realizzata per un importo complessivo di oltre 190 milioni di euro di fondi pubblici. Dopo la bocciatura del vecchio progetto per i rilevanti impatti sul territorio, è doveroso che sia resa pubblica l’analisi costi benefici, sempre che esista. Per questo, ho presentato un’interrogazione al Ministro Delrio: vorremmo sapere per quali ragioni quest’opera sia stata ripresentata dalla Regione e perché si insista ad operare senza trasparenza.

I politicanti continuano ad annunciare opere che poi non vengono mai terminate; c’è il concreto rischio che questa diventi l’ennesima cattedrale nel deserto: nella stessa zona si attende da anni il completamento della strada “bradanico-salentina”, la grande incompiuta che collega la provincia di Taranto direttamente a Lecce. Il PD continua a lanciare slogan per nuove strade, senza mettere in sicurezza quelle già esistenti e senza terminare quelle già iniziate.

A proposito di incompiute e trasparenza: il nuovo codice degli appalti prevede l’emanazione di un decreto per l’istituzione di un’apposita Commissione con il compito di raccogliere e pubblicare informazioni sui dibattiti pubblici sulle infrastrutture. Così abbiamo chiesto al Ministro i tempi di emanazione di questo decreto: sospettiamo che questo provvedimento rimarrà anch’esso l’ennesima opera incompiuta del Governo in modo che trasparenza che partecipazione rimangano solo dei vuoti slogan per la campagna elettorale.

Lecce: Settimana europea della mobilità sostenibile.

Le iniziative intraprese dall’amministrazione per la settimana europea della mobilità non sono sufficienti e non rientrano in un piano organico e coerente: Lecce non ha ancora un Piano della Mobilità Urbana Sostenibile! Tali interventi andavano meglio comunicati e discussi per aumentarne le possibilità di successo e l’apprezzamento da parte di tutti: il metodo della partecipazione e dell’ascolto era evidentemente solo uno slogan elettorale e il modo di operare è in perfetta continuità!

Secondo uno studio in collaborazione con l’università della California, per ogni euro investito nel favorire la mobilità alternativa c’è un ritorno economico di 13 euro. I benefici per le città includono anche maggior commercio per i negozi locali, meno congestione del traffico e riduzione dell’inquinamento. A New York stanno pedonalizzando Times Square, Londra vuole arrivare a un futuro in cui l’80% degli spostamenti avvengano con i mezzi pubblici, a piedi o in bici. La provincia autonoma di Trento con i suoi 400 chilometri di piste ciclabili che, dal 2009, genera oltre 100 milioni di euro l’anno.

Ad ogni modo i commercianti aiutino il cambiamento invece di ostacolarlo e lamentarsi: mettano delle rastrelliere vicino ai propri esercizi e diano sconti ai clienti virtuosi! Una mobilità diversa conviene a tutti, automobilisti inclusi: come dimostra anche la chiusura di piazza Sant’Oronzo, aumenta il giro d’affari  delle piccole attività, aumenta il valore degli immobili, riduce smog e traffico. Il dibattito sul fiorire di tante nuove attività dove le auto sono interdette smentisce le loro preoccupazioni. Non nego i disagi ma sono soltanto temporanei!

Chi lamenta la carenza di parcheggi per auto ammette tacitamente di non voler risolvere il problema reale: l’eccesso di auto e di spostamenti inutili in auto! Il sindaco Salvemini e l’assessore Foresio ovviamente sono anch’essi vittime di questa cultura che favorisce lo spropositato spazio riservato alle automobili! I parcheggi sono poli attrattori di auto e quindi generatori di traffico e pertanto non possono essere davvero funzionali ad un cambio di paradigma e a un mutamento culturale nel concepire la democrazia degli spazi urbani. L’ex Massa e l’ex Enel non possono essere parcheggi di interscambio: per definizione infatti questi vanno realizzati in periferia! Se si pensa aprire aree di sosta nel centro, tanto valeva lasciare i posteggi di piazza Libertini. L’obiettivo dovrebbe essere trasferire la mobilità con auto private verso altre forme sostenibili e democratiche, non dislocare parcheggi all’interno della circonvallazione!

Il cambiamento deve essere graduale ma deciso: inutile parlare di mobilità sostenibile se gli stessi consiglieri di maggioranza e la giunta non rinuncia ai pass ztl, non si reinvestono gli utili di sgm per l’acquisto di nuovi mezzi pubblici, la Ztl non è attiva continuamente, mancano rastrelliere, non c’è un polo di smistamento logistico condiviso all’esterno del centro, le piste ciclabili sono tortuose e i marciapiedi strettissimi quando esistenti, si continuano a tollerare decine di suv di fronte le scuole di ogni ordine e grado, non c’è alcuna app che integri il pagamento e le informazioni sulla mobilità cittadina e periurbana  (parcheggi, mezzi pubblici, rastrelliere, ztl, …). E chi ipocritamente fornisce oggi soluzioni (pure sbagliate nel merito) essendo stato per 5 anni assessore di questa città, abbia almeno il pudore di tacere!

Collegamento Aeroporto di Brindisi: si valutino seriamente le alternative!

Non possiamo permetterci lo spreco di altri soldi pubblici! In un Paese serio, ogni alternativa è approfondita con analisi costi/benefici non solo economiche ma anche sociali e tutte le ipotesi progettuali sono discusse dai tecnici, dai politici insieme ai cittadini.

Qui alcune ipotesi sono state scartate sulla base di opinioni personali: so per certo da interlocuzioni dirette che le Ferrovie di Stato non sono mai state coinvolte chiedendo loro una soluzione diversa, nonostante gli impegni sottoscritti nel 2011 dall’assessore Loredana Capone. Eppure il collegamento diretto tra la rete ferroviaria e l’aeroporto di Brindisi potrebbe garantire ai pugliesi e ai turisti tempi celeri e meno stress per raggiungere l’aeroporto o nel percorso contrario: per questo è incluso tra gli elaborati per la preparazione del piano nazionale degli aeroporti.

Dalla stampa si apprende che il Comune di Brindisi giustifichi la scelta dello shuttle a scapito del collegamento ferroviario perché quest’ultimo sarebbe costato troppo. La scelta del Comune è insensata: ha quindi deciso di <<risparmiare>> favorendo un progetto fallimentare che fa sprecare denaro alle casse pubbliche.

Tasse aeroportuali: non arrivano soldi ai Comuni.

Dal 2003, quando il Governo ha istituito per legge l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sugli aeromobili, pari ad un euro per passeggero imbarcato, ci sono stati talmente tanti aumenti che attualmente si sfiorano i dieci euro a passeggero. Per la Puglia sono coinvolti i Comuni di Bari, Bitonto, Brindisi, Foggia e Grottaglie.

E’ gravissimo che ai Comuni delle aree aeroportuali non vengano trasferite le risorse spettanti pari al 40 per cento! Parliamo di milioni di euro mancanti nelle casse degli enti locali che contribuiscono a creare gravi danni per i loro bilanci!

Da un comunicato del Ministero dell’Interno si apprende di qualche sporadico e misero trasferimento, ma anche di sospensioni nei pagamenti, mentre i Comuni continuano a tagliare servizi perché versano in difficoltà finanziarie. A quanto ammontano le cifre dovute e quanto tempo ancora ci vorrà perché arrivino tutti i soldi dovuti dal Governo ai Comuni?

Ci sono enti locali, destinazioni turistiche, già penalizzate da questi aumenti, che hanno diritto a ricevere quanto dovuto per questo ho presentato un’interrogazione in modo che il Governo provveda a trasferire subito i soldi per impedire che la situazione si aggravi ulteriormente. Ad oggi, come in moltissimi altri casi, non ha ancora risposto!

Linea Adriatica: il binario unico, divide l’Italia!

La circolazione ferroviaria tra Campomarino e Ripalta, lungo la linea ferroviaria Termoli-Foggia, a causa di una rotaia rotta tra Campomarino (Campobasso) e Chieuti (Foggia), è rimasta sospesa dalle 13,45 fino alle 19 circa del primo maggio 2017. La tratta ferroviaria è ancora a binario unico.

Il CIPE nel 2001, ai sensi della Legge Obiettivo, ha approvato il 1o «Programma delle opere strategiche» che, tra l’altro, prevede il raddoppio ferroviario tra Lesina e Termoli. Dalla rilevazione dell’ANAC sullo stato di attuazione delle opere comprese nel Piano Infrastrutture Strategiche (PIS) al 31 dicembre 2016, risulta avviata a novembre 2016 la progettazione definitiva dei lotti 2 e 3. Per il 1° lotto risulta invece disponibile la progettazione definitiva ed è in corso l’iter di approvazione da parte del CIPE. Il termine dei lavori è previsto per il 2026.

Il Governo “sblocca” un gasdotto inutile come il TAP ma non riesce a fare un raddoppio di binario per poche decine di chilometri che dovrebbe essere terminato da anni. Questa è l’attenzione alle opere di interesse nazionale del PD e la “cura del ferro” del Governo Renzi. Un danno assurdo per gli italiani.

Su queste che sono le vere priorità per il Paese, si fanno solo promesse: il Governo vuole spendere 7 miliardi di euro per l’Alta Capacità Napoli-Bari di cui 2 miliardi per una variante senza logica ma l’Italia rimane divisa in due per mancanza di un raddoppio sulla linea adriatica e di treni regionali lenti e sovraffollati privi di sistemi di sicurezza.

In un Paese in cui oltre 100.000 persone scappano all’estero ogni anno in cerca di lavoro, il Sud rimane senza le infrastrutture minime necessarie per poter offrire benessere e alternative professionali, perché per questo Governo la priorità sono grandi opere inutili pensate per spartirsi soldi, potere e poltrone. Il benessere e i diritti per i cittadini sono costantemente calpestati da politicanti incapaci. Speriamo che alle prossime elezioni nazionali i cittadini si ricordino di questi problemi e diano la possibilità al M5S di migliorare davvero questo Paese.

Lettera per Convocazione su Strada Statale 275

Al Presidente dell’A.N.A.S. Ing. Gianni Vittorio Armani

g.armani@stradeanas.it

e per conoscenza

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Dott. Graziano Delrio

segreteria.ministro@mit.gov.it

Al Presidente della Regione Puglia Dott. Michele Emiliano

segreteria.presidente@regione.puglia.it

All’Assessore Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia Dott. Giovanni Giannini

g.giannini@regione.puglia.it

Oggetto: Richiesta partecipazione incontro su SS 275 del 20 Marzo p.v.

Illustre Presidente,

sono venuto a conoscenza della convocazione di Lunedì 20 Marzo, presso la Regione Puglia, del secondo incontro avente ad oggetto i lavori di ammodernamento e adeguamento che riguardano la Strada Statale 275. L’incontro si svolgerà a porte chiuse e vedrà la partecipazione della Regione, dell’Anas e degli amministratori degli enti locali.

Con la presente, in qualità di membro della XI Commissione “Trasporti Poste e Telecomunicazioni” della Camera dei Deputati eletto nella circoscrizione Puglia e residente a Lecce, chiedo di partecipare a tale assemblea, avendo seguito istituzionalmente la vicenda fin dal mio insediamento in Parlamento. Vorrei anche sottolineare il mio personale dissenso rispetto alla scelta di escludere totalmente dalla convocazione di tale incontro i parlamentari del territorio nonostante si tratti di una strada statale.

Ancor più grave è la mancanza di trasparenza nei confronti dei cittadini che ancora una volta vengono esclusi. Eppure in un recente incontro informale presso ANAS, Lei mi aveva assicurato che la società, che di cui è anche Amministratore Delegato, avrebbe intrapreso, per la realizzazione della SS 275, un processo partecipato con il coinvolgimento diretto della cittadinanza. Gli eventi sulla Strada Statale 275 ci hanno dimostrato che la mancanza di trasparenza e di coinvolgimento di tutti gli attori del territorio, in primis dei cittadini, hanno avuto come effetto il verificarsi di illegittimità plurime. I cittadini si sono già dimostrati formidabili sentinelle per il rispetto della legalità e da diversi anni, hanno presentato pubblicamente e carte alla mano, le macroscopiche irregolarità, riscontrate successivamente anche dalla magistratura e dell’Anticorruzione. Gli scandali scoppiati sul vecchio progetto, hanno portando a definire la SS 275 come la “strada della vergogna”. Di certo la politica e gli enti tecnici si sono resi “inaffidabili” agli occhi dell’opinione pubblica essendo, complici o incapaci, di dare un corso diverso a questa vicenda.

Con la nuova progettazione, gli stessi politici ed enti tecnici hanno la possibilità di rimediare parzialmente agli errori commessi in passato, portando trasparenza e favorendo la partecipazione dei cittadini. La decisione di ANAS di revocare l’esecuzione dei lavori per il rispetto della legalità le dà merito in questa direzione. Tuttavia, non vorremmo che questi incontri imbastiscano una modalità intrapresa per la realizzazione del nuovo progetto troppo simile a quella, pessima, del passato, in cui le soluzioni sono “calate dall’alto” e presentate alla cittadinanza “a decisioni ormai prese”. Mi auguro che quella stagione sia definitivamente tramontata e che non si voglia ricadere nello stesso errore: i cittadini non possono subire le scelte di poche persone chiuse in una stanza, apprendendo poche notizie preconfezionate dalla stampa. Auspico che questo incontro, il precedente e gli altri che dovessero essere convocati, siano registrato e trasmesso integralmente via web: credo si debba trovare il modo per un dibattito pubblico preventivo e successivo a ciascuno di tali incontri al fine di diffondere i dettagli, le proposte e le posizioni di ogni partecipante al tavolo, nel rispetto del ruolo di ciascuno, tenuto conto che ciascun eletto nelle Istituzioni è portavoce dei cittadini. Ci auguravamo un dibattito pubblico sulle ipotesi progettuali. Al momento non posso che registrare con rammarico che la partecipazione e la trasparenza siano stati poco considerati e pertanto credo che tali incontri siano solo interlocutori e illustrativi, ma per nulla determinanti delle sorti del progetto. Anche in tale ipotesi, ritengo sia fondamentale dare piena conoscenza di quanto si discute.

La SS 275 deve esser messa in sicurezza al più presto, nel pieno rispetto dei principi di legalità, condivisione e trasparenza. Solo in questa maniera si potrà avere un esito positivo e la tutela dei pubblici interessi.

Distinti saluti

Diego De Lorenzis

Portavoce M5S della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni

Camera dei Deputati

 

Autorità di sistema portuale del mare adriatico Meridionale: Griffi, proposta inaccettabile!

La presidenza delle nuove Autorità di Sistema Portuale riveste un ruolo fondamentale per il territorio e per tutta l’economia nazionale.  Per questo tipo di nomine l’Autorità nazionale anticorruzione ha imposto la necessaria ed imprescindibile assenza di ogni ipotesi, anche solo potenziale, di conflitto di interessi.

Sulla proposta di nomina del Governo per la presidenza dell’Autorità di sistema portuale del mare adriatico Meridionale (Porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli) del Professore Ugo Patroni Griffi votata oggi della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, con 30 presenti, 28 votanti, 17 favorevoli, 11 contrari e 2 astenuti.

Dopo aver segnalato ovunque, l’inopportunità della nomina di Patroni Griffi, il Governo senza rispondere alle nostre obiezioni in 4 interrogazioni e senza consentire alcuna discussione né partecipazione, ha confermato la sua proposta inaccettabile in Commissione: il M5S è stato ovviamente contrario perché si tratta dell’ennesima nomina con il solito vecchio metodo spartitorio da Prima Repubblica, condito dalla deriva accentratrice del nomina diretta del Ministro, frutto della recente e aberrante riforma portuale.

Oltre alla questione di metodo, privo di trasparenza e forse figlio di logiche partitiche e familistiche, a fondare la nostra opposizione è anche il merito della nomina specifica, dato che al Professor Patroni Griffi potrebbero essere riconducibili notevoli interessi economici e commerciali privati con delle società che operano nell’area portuali di Bari e quindi è in potenziale conflitto di interesse con la carica che andrebbe a ricoprire.

Il Professor Patroni Griffi, infatti, risulterebbe in evidente conflitto di interessi, generalizzato e permanente, tra controllore e controllato, in quanto con i suoi provvedimenti in ambito di concessioni demaniali da Presidente interverrebbe in maniera decisiva sull’attività di due società: la prima, la CDS marine srl “cantiere nautico” che è concessionaria di area demaniale marittima nel porto di Bari di circa 5.000 mq facente capo al Sig. Nicola Signorile, legato da parentela con lo stesso Griffi, nonché socio e Amministratore delegato della società SAICAF Spa di Bari, della quale è socio anche Griffi; la seconda è Il Circolo della Vela di Bari, la cui presidente è la Sig.ra Simonetta Lorusso, zia del Professore Patroni Griffi, che è concessionario di un’area demaniale marittima di complessivi 3.039 mq nel Porto di Bari che, come da accordi con l’Autorità portuale, nella stagione crocieristica viene utilizzata per le operazioni di imbarco e sbarco dei passeggeri delle navi MSC Crociere. Pertanto, è evidente che, qualora il Professore Patroni Griffi dovesse esser nominato Presidente dell’Autorità portuale, a causa dei legami familiari e delle quote che detiene nelle società citate, risulterebbe in palese conflitto di interessi nella gestione, nella vigilanza e nel rinnovo delle concessioni demaniali, di cui si occuperebbe perché direttamente ricadenti nel porto di Bari, rendendo impossibile la garanzia di imparzialità dell’azione amministrativa.

La nomina del candidato proposto dal Governo risulta ancor più irricevibile in quanto il Professor Patroni Griffi risulta esser attualmente imputato in un processo penale con l’accusa di truffa e falso ideologico. Se non bastasse tutto questo per bollare come irricevibile la proposta di nomina del Governo si aggiunge anche un problema di (in)competenza visto che, secondo la legge, si impone una “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale” che per il Professor Patroni Griffi viene “certificata” dal Ministro Delrio! Questo svelerebbe anche che all’interno del PD, tutte le faide sono finti scontri, volti solo all’accaparramento delle poltrone per i propri amici e al mantenimento del potere!

E’ inaccettabile procedere a nomine in ruoli chiave delle Istituzioni secondo queste logiche intrise di conflitti di interessi e lontane dalla irrinunciabile meritocrazia e dalla indispensabile specchiata moralità. Abbiamo chiesto senza esito la pubblicazione degli oltre 200 curricula giunti per le presidenze delle nuove 15 Autorità di Sistema italiane  sul sito istituzionale del Ministero dei Trasporti perché siamo certi che, nel nostro Paese, esistano candidati capaci, competenti, esperti e idonei a ricoprire quel ruolo senza possibili conflitti di interesse. Ovviamente il Governo ha preferito non rispondere!