Cosmo Bike Verona 2020

La scorsa settimana ho visitato il Cosmo Bike Show di Verona, la più importante fiera italiana dedicata alla bicicletta e alla mobilità ciclistica.

In tale occasione, sono intervenuto volentieri all’incontro di formazione organizzato dagli Esperti Promotori della Mobilità Ciclistica sulle buone pratiche che, nell’imprenditoria, nel sociale, nelle istituzioni, stanno contribuendo a promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, come mezzo di conoscenza e di fruizione del territorio, dato che riveste un ruolo fondamentale come strumento per vivere in maniera sostenibile.

Come ciclista, come Esperto Promotore e, soprattutto, come decisore politico e vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, sono perfettamente consapevole che bisogna fare ancora tanto per rendere le nostre Città dei luoghi sicuri per tutti, specialmente per le utenze più vulnerabili della strada.

Il raggiungimento di questo obiettivo passa anche dalla ridistribuzione più equa degli spazi nelle nostre Città. Dobbiamo modificare il paradigma che si è consolidato nel corso dei decenni in base al quale c’è una contrapposizione ideologica tra categorie di cittadini e secondo cui i pedoni devono occupare i pochi spazi che sono loro riservati (i marciapiedi, le piazze), i ciclisti devono muoversi esclusivamente nelle corsie ciclabili, mentre gli automobilisti hanno spazi sconfinati e possono abusare della loro “forza” invadendo gli spazi altrui e minando la sicurezza propria e altrui.
Questo tempo è passato. Nella nostra società gli utenti “forti” della strada devono rendersi responsabili della sicurezza dei più vulnerabili che non devono essere considerati ostacolo o intralcio alla circolazione.

La strada, soprattutto quella urbana deve tornare ad essere un luogo fatto per le persone e non per i mezzi, un luogo dove costruire relazioni umane, nel quale tutti gli utenti abbiano la possibilità di muoversi nel rispetto reciproco.

Chi riveste un ruolo in politica deve creare le condizioni affinchè si attui un cambiamento culturale nelle modalità di spostamento individuali. Ciò è possibile grazie a misure concrete (investimenti nella mobilità sostenibile e nelle infrastrutture) e grazie ad interventi legislativi che, per l’appunto, vanno a modificare le regole di convivenza nella strada orientando le scelte dei cittadini.

Per questo, la riforma del Codice della Strada che sarà approvata a breve, è uno strumento fondamentale per introdurre tutta una serie di best practices in ambito internazionale che però, in Italia, non sono attualmente consentite dalla normativa tra le quali la casa avanzata, le strade scolastiche, le corsie promiscue del trasporto pubblico, la distanza laterale di sicurezza nel sorpasso del ciclista su strade extraurbane.

Il nostro obiettivo è quello di creare le condizioni perché ci sia un uso più democratico, sicuro e sostenibile dello spazio stradale.

MODIFICHE AL CODICE DELLA STRADA: auspichiamo di votare gli emendamenti alla Camera dei Deputati la settimana prossima.

Al termine della seduta di ieri, mercoledi 29 gennaio, ho rivolto, a nome di tutte le forze politiche che hanno lavorato sul testo, alla Presidenza della Camera, l’auspicio affinché la stessa si adoperi a mantenere nel calendario dell’aula la seduta per il voto degli emendamenti relativi alle modifiche al Codice della Strada per la settimana prossima.

Ci auguriamo che la Commissione Bilancio possa ricevere in tempo dal Ministero dei Trasporti e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze gli ulteriori elementi di integrazione richiesti per dare il parere necessario per approvare il provvedimento alla Camera dei Deputati.

L’Italia aspetta da anni queste innovazioni del Codice della Strada con le quali dare impulso alla mobilità sostenibile, alla tutela ambientale e della utenza vulnerabile attraverso le strade scolastiche, le zone 30 e i parcheggi rosa.

Le novità sono davvero tante. Ci siamo quasi.

Rivedi il mio intervento Alla Camera

NUOVO CODICE DELLA STRADA: faremo di tutto per votare gli emendamenti alla Camera dei Deputati la settimana prossima.

MODIFICHE AL CODICE DELLA STRADA: auspichiamo di votare gli emendamenti alla Camera dei Deputati la settimana prossima.Al termine della seduta odierna, ho rivolto, a nome di tutte le forze politiche che hanno lavorato sul testo, alla Presidenza della Camera, l'auspicio affinché la stessa si adoperi a mantenere nel calendario dell'aula la seduta per il voto degli emendamenti relativi alle modifiche al Codice della Strada per la settimana prossima.Ci auguriamo che la Commissione Bilancio possa ricevere in tempo dal Ministero dei Trasporti e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze gli ulteriori elementi di integrazione richiesti per dare il parere necessario per approvare il provvedimento alla Camera dei Deputati.L'Italia aspetta da anni queste innovazioni del Codice della Strada con le quali dare impulso alla mobilità sostenibile, alla tutela ambientale e della utenza vulnerabile attraverso le strade scolastiche, le zone 30 e i parcheggi rosa. Le novità sono davvero tante.Ci siamo quasi.

Publiée par Diego De Lorenzis sur Mercredi 29 janvier 2020

Dispositivi anti abbandono: pronta modifica per evitare sanzioni

Grazie ad una nostra proposta di modifica al decreto fiscale, prevediamo di posticipare al 1° Giugno 2020 l’applicazione delle sanzioni per chi non abbia già montato a bordo del proprio veicolo il dispositivo anti abbandono per i bambini fino ai 4 anni di età. Infatti, l’obbligo di avere tali dispositivi è entrato in vigore lunedì 7 novembre. Ovviamente, è necessario prevedere un periodo di adeguamento, sia per informare adeguatamente la cittadinanza anche attraverso apposite campagne d’informazione e iniziative mirate a raggiungere i genitori, sia per consentire ai produttori ed ai distributori di produrre e vendere tali dispositivi sul mercato.

La nostra proposta mira a revocare l’efficacia delle sanzioni, eventualmente comminate fino alla conversione del decreto, e consentire la restituzione dell’importo della multa a coloro che l’avessero già pagata. Ribadiamo che l’obiettivo di questa legge, a mia prima firma e approvata all’unanimità in Parlamento, non è quello di infliggere sanzioni ma quello di evitare che siano messe in pericolo le vite dei bambini a causa della disattenzione involontaria di un genitore. Non a caso, è previsto anche un incentivo di 30 euro per l’acquisto del dispositivo. Per questo, ricordo a coloro che hanno già comprato il dispositivo o lo compreranno nelle prossime settimane di conservare lo scontrino fiscale in attesa che venga definita la procedura per usufruire del bonus.

Trasporti: decreto MIT sblocca 2,4 miliardi per trasporto rapido di massa

Il Ministero dei Trasporti ha ottenuto il via libera, nell’ambito della conferenza unificata Stato Regioni, al decreto ministeriale che indica le linee guida per il Piano urbano della mobilità sostenibile, i cosiddetti PUMS. A quasi due anni dal primo decreto, riusciamo in questo modo a far ripartire la rivoluzione della mobilità sostenibile, sbloccando finalmente la ripartizione di 2,4 miliardi disponibili e destinati ai comuni per il trasporto rapido di massa.

Queste risorse, rischiavano di non essere assegnate e ora invece consentiranno di migliorare il servizio di trasporto pubblico di massa, sia rinnovando il parco mezzi a disposizione delle Regioni, con una particolare attenzione alle persone con mobilità ridotta, sia potenziando e realizzando linee tranviarie, filoviarie e metropolitane, puntando su una mobilità veloce e sostenibile.

Grazie all’intenso lavoro del ministro Danilo Toninelli, viene prorogato di 12 mesi il termine per l’adozione dei PUMS che è un requisito obbligatorio per l’accesso a queste risorse per i comuni con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti, in modo da dare anche a loro la possibilità di presentazione delle istanze per l’accesso ai finanziamenti destinati al trasporto rapido di massa. In questo modo impegnano risorse importanti, e contemporaneamente diamo la possibilità agli enti locali di dedicarle al trasporto cittadino, incentivando le alternative all’auto privata.

TPL, M5S: nessun taglio come avevamo promesso, ora basta allarmismi

Nessun taglio al fondo nazionale del Trasporto pubblico locale è stato fatto, né si farà. A conferma di quanto ripetiamo da mesi, contro chi alimenta polemiche infondate e strumentali, oggi in Conferenza Stato-Regioni è stato raggiunto un accordo che conferma e certifica che non ci sarà alcuna decurtazione di 300 milioni di euro al comparto Tpl per il 2019.

La legge prevede l’anticipazione dell’80% del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario. E infatti, già a febbraio, il Ministro Toninelli ha firmato il decreto interministeriale per ripartire 3,9 miliardi alle Regioni. Nessun taglio dunque, visto che la cifra anticipata è stata calcolata sul 100% della dotazione del fondo stesso, come chiesto dal Ministero delle Infrastrutture e dal ministero dell’Economia. Inoltre, in Conferenza Stato-Regioni il Mef ha confermato che non ci sarà alcuna decurtazione di 300 milioni di euro per il 2019 al Fondo Tpl, nemmeno a fine anno. Chiediamo quindi a chi diffonde notizie allarmistiche e inesatte di smetterla, e di lavorare come noi, con il solo intento di fare il bene del Paese.

Mobilità sostenibile e Tpl, consultazione pubblica MIT prorogata al 18 maggio

Accogliendo le numerose richieste pervenute dalle associazioni di settore, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di posticipare al prossimo 18 maggio il termine della consultazione pubblica in tema “Mobilità Sostenibile e Trasporto Pubblico Locale” in seno alla Conferenza Nazionale sulle Infrastrutture i Trasporti ed il Territorio.

La consultazione è stata aperta lo scorso 3 aprile e avrebbe dovuto chiudersi il 3 maggio prossimo. Alla luce dell’importanza prioritaria delle tematiche e della sovrapposizione con il periodo festivo, il Mit ha deciso di accogliere le istanze delle associazioni che hanno chiesto più tempo per inviare le osservazioni sulle tematiche della Conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile e il Tpl, che si terrà a inizio giugno a Roma.

La consultazione intende infatti consentire a tutti gli operatori del settore e ai cittadini di partecipare attivamente con proposte e contributi in questa fase propedeutica della Conferenza nazionale, il cui obiettivo è quello di scrivere, con strumenti condivisi con i diversi stakeholder, la nuova strategia nazionale in materia di mobilità elettrica, city logistic, Tpl, smart road, sicurezza stradale e mobilità attiva.

Strada statale Bradanico-Salentina

Per questo asse viario c’è un forte interesse pubblico e del M5S: il collegamento tra i due capoluoghi di provincia, già previsto nel contratto Mit-Anas, é stato confermato da questo governo tra gli interventi prioritari e pertanto si procederà con le fasi indicate per la realizzazione del miglioramento dell’arteria.

Comprendo la frustrazione di chi ha ascoltato la politica discutere per anni, e decenni, ma ribadisco che il pregresso è ormai superato e presto i cittadini avranno la riprova che questo Paese non è affatto bloccato e che questa maggioranza conferma le opere utili ai cittadini che hanno diritto di vedere impiegati i soldi delle tasse in infrastrutture che migliorino la propria qualità della vita; per questo l’esecuzione dei lavori dell’Anas sull’importante arteria è stata sostenuta, ritenendo gli interventi da completare necessari e urgenti.

Ciclovia turistica dell’Acquedotto Pugliese: Emiliano e Giannini accampano scuse per nascondere disinteresse e colpevoli ritardi.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già ribadito quanto la Regione Puglia ha sottoscritto nel protocollo per cominciare la progettazione tecnico economica della ciclovia dell’acquedotto: il progetto è unico e pertanto anche l’analisi preliminare deve prevedere il percorso completo da Caposele (Av) fino a Santa Maria di Leuca (Le) e la regione capofila, cioè la Puglia, si è formalmente impegnata a Luglio 2017 a consegnare l’intera progettazione entro 180 giorni.
Dopo quasi 2 anni di colpevole ritardo, la Puglia non può consegnare nulla al Ministero dei Trasporti perché non ha completato la sua parte e non ha preteso il rispetto della scadenza neanche dalle altre 2 regioni interessate dal passaggio della ciclovia, Campania e Basilicata.

Per questo, il 15 febbraio il Ministero, ha mandato una nota alla Regione ricordando la sollecitazione della Corte dei Conti sulla rendicontazione delle risorse già erogate, cioè la consegna del progetto di fattibilità tecnico economica ed evidenziando quindi il rischio concreto di dover restituire le somme già erogate e di perdere le altre previste per gli step successivi dell’iter, cioè la progettazione definitiva, quella esecutiva e la realizzazione concreta delle opere di messa in sicurezza e di accessibilità del sentiero della condotta principale dell’acquedotto pugliese.

Non importa che la parte del progetto relativa alla Regione Puglia sia meno indietro rispetto a quanto fatto da Campania e da Basilicata.
La Regione ha anche la responsabilità di aver lasciato la progettazione delle altre porzioni a Basilicata e Campania, sapendo che il progetto è unico. Ha anche l’aggravante di non essere riuscita a coordinare il progetto in qualità di capofila? Insomma un fallimento totale: solo adesso che è stato evidenziato dal Ministero il rischio di perdere le risorse, Emiliano e Giannini si sono svegliati provando maldestramente a scaricare le proprie responsabilità ad altri.

D’altronde, il nervosismo nelle repliche scomposte di Emiliano conferma il suo imbarazzo e l’incapacità di Giannini, visto anche che non dovrebbe essere difficile interloquire con i Presidenti di Campania e Basilicata visto che entrambi sono del suo stesso partito.

Sulla base dei fatti, dunque, ribadiamo quindi le colpe della Regione Puglia che non è affatto in attesa di alcuna risposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che se i pugliesi perderanno questa opportunità di sviluppo e di occupazione, sarà solo per l’incompetenza del governatore della nostra regione.

TAV, M5S: serietà è valutare rischi, previsti investimenti importanti per opere davvero utili

È francamente deprimente veder ridurre la questione Tav a una sterile discussione tra chi dice ‘Sì’ al progresso – che sono poi gli stessi che dicevano ‘Sì’ a Ruby nipote di Mubarak e al Ponte sullo Stretto – e chi dice ‘No’. Non sono certo argomentazioni serie, né tanto meno sono queste le variabili da valutare per decidere su un’opera del genere. ‘Ridiscutere integralmente l’opera’ è quello che abbiamo concordato nel contratto di Governo e ricordiamo che i lavori per il tunnel del tav Torino-Lione non sono mai iniziati: a dispetto di quanto sostenuto dal ministro Salvini, non esiste neanche un cm di linea ferroviaria.

Il ministro Toninelli invece ha giustamente avviato un’analisi costi-benefici che finalmente ci consentirà di capire se l’opera è sostenibile, anche dal punto di vista economico, per evitare ulteriore spreco di soldi pubblici. Questa attenta valutazione tecnica denota grande senso di responsabilità con cui affrontiamo in maniera pragmatica e non ideologica ogni problema.
La stessa responsabilità che ci ha portato a concentrare l’attenzione sulle opere davvero utili per il Piemonte e per il Paese intero. In Legge di Bilancio abbiamo stanziato 250 milioni per i ponti del Po e abbiamo un piano di circa 600 milioni che andranno ad Anas per il rifacimento di strade e viadotti piemontesi. Inoltre, nei 13 miliardi del contratto di programma con Rfi, sono già stati stanziati fondi per il trasporto pubblico locale e per la messa in sicurezza e il potenziamento di nodi autostradali, ferroviari e aeroportuali. E se il Tav non si dovesse fare, i soldi risparmiati saranno certamente investiti per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle infrastrutture fondamentali del territorio.

Sono queste le ‘grandi opere’ da portare avanti perché sono le uniche utili davvero: hanno un grande impatto sulla vita quotidiana dei cittadini e possono davvero portare quel ‘progresso’ tanto sbandierato a parole dalla vecchia classe politica ma mai realmente realizzato.

Assessore Giannini su Napoli-Bari dimostra ignoranza

L’assessore ai trasporti pugliesi, nel maldestro tentativo di sviare l’attenzione dalla sprecopoli delle spese pazze del nuovo palazzo della giunta, dal suo piano regionale dei trasporti antiquato che prevede ancora bacini di traffico basati sui confini amministrativi delle province e dalla incapacità della Giunta di un rilancio del trasporto regionale efficiente, sostenibile e attento alle esigenze dell’utenza, preferisce parlare a sproposito.

Nel parere reso dalle commissioni parlamentari sul contratto tra MIT ed RFI, che assegna oltre 13 miliardi di risorse aggiuntive, è stato chiesto di valutare interventi volti a migliorare l’intervento del gestore del l’infrastruttura ferroviaria, anche prevedendo l’adozione, tra Apice e Orsara, del tracciato originario previsto da RFI in raddoppio in galleria sempre a 200 km/h e con eventuale risparmio di spesa, tra i 600 e gli 800 milioni di euro, intervenire per migliorare il trasporto regionale campano. Questo per rimediare ad un colpo di mano che la maggioranza incostituzionale della scorsa legislatura inserí solo per ragioni di consenso elettorale: la variante di Grottaminarda. Un intervento quindi che non comporterebbe nessun rallentamento, anzi semmai una velocizzazione ulteriore per i pugliesi, che senza la fermata Hirpinia utilizzerebbero un tracciato più corto e rettilineo.