Legge di Bilancio: nuove risorse per aumentare sicurezza e sostenibilità trasporti

Ora che la legge di bilancio 2020 è stata approvata dal Parlamento, segnalo queste tre importanti misure che contribuiranno a rendere le nostre Città più sicure e vivibili e le nostre infrastrutture più moderne ed efficienti:

  • 800 milioni di euro per la realizzazione della metro 2 di Torino;
  • creazione di un fondo di 50 milioni di euro (fino ad un massimo di 150 milioni in 3 anni) per la realizzazione di nuove piste ciclabili urbane;
  • 39 milioni di euro per il marebonus e il ferrobonus, per incentivare lo spostamento delle merci dai tir su gomma alle navi ed ai treni.

Questi provvedimenti, insieme a quelli già previsti nel decreto clima (buoni mobilità, investimenti nel TPL e per servizi di trasporto scolastico eco-sostenibili) vanno nella direzione che sia noi che milioni di italiani auspicano da tempo e cioè quella di una mobilità più rispettosa dell’ambiente. Sui temi ambientali e della mobilità sostenibile l’Italia ha preso la giusta direzione, non ci resta che proseguire su questa strada con forza e determinazione.

Sopralluogo sui cantieri della Metro C Colosseo

Stamattina insieme a Paolo Romano e Davide Serritella abbiamo effettuato un sopralluogo sui cantieri della Metro C Colosseo per verificare la progressione dei lavori con Roma C, Roma Metropolitane e Roma Servizi insieme alla commissione mobilità del Comune.
Abbiamo annunciato che in legge di bilancio il M5S ha depositato la proposta di finanziare con 90 milioni di euro la manutenzione straordinaria delle linee A e B e altri 55 milioni di euro per l’acquisto di treni per la metro e la revisione della progettazione del completamento della linea C.
Per noi la mobilità sostenibile è soprattutto dare alternative alluso dell’auto privata e il TPL deve essere protagonista di questa visione.
Ringrazio Enrico Stefàno e Linda Meleo per averci dato questa occasione di condivisione.

FSE, Metropolitana e Alta Velocità: alcuni chiarimenti!

FSE E METROPOLITANA

Da mesi, contro il catastrofismo generale, ho rilanciato gli sforzi profusi dalla società del gruppo FSI per rilanciare il trasporto nel sud della Puglia e finalmente risultano evidenti anche all’opinione pubblica i cambiamenti che l’azienda delle FSE sta intraprendendo per raggiungere i livelli di servizio che si addicono ad un paese civile ed europeo, con il supporto di Regione e Governo per il rinnovo dei mezzi e gli interventi infrastrutturali.
Gli anni passati in questo periodo venivamo subissati da familiari di studenti arrabbiati per l’assenza o la carenza di servizio mentre oggi la situazione è nettamente diversa grazie ad un potenziamento delle attività attuali e di quelle pianificate.
Queste novità evidenziano altresì il disinteresse della politica ad ogni livello finora sul trasporto pubblico, che ha messo l’Italia sul podio tra i Paesi Europei con i mezzi più vetusti e inquinanti e altissima propensione dei cittadini a usare l’auto privata. Speriamo che la Regione e le aziende portino avanti tali politiche, costantemente anche nei prossimi anni, perché è evidente che non è sufficiente abbassare i valori medi: circolano ancora troppi mezzi obsoleti, rumorosi e malandati e vanno sostituiti regolarmente ogni anno quando arrivano alla fine del loro ciclo di vita.
Inoltre, per non ingenerare false aspettative, dobbiamo dire che, nonostante tale dicitura sia riportata in documenti ministeriali, non si potrà avere affatto la metropolitana di superficie in provincia di Lecce: l’elettrificazione delle linee (da cui rimane esclusa la zona di Casarano e Gallipoli), la loro velocizzazione con la soppressione e l’automazione dei passaggi a livello, l’aumento degli standard di sicurezza attraverso l’adozione dei sistemi in uso sulla rete ferroviaria nazionale, non sono condizioni sufficienti per avere un servizio metropolitano reale, dato che sarà infrastrutturalmente impossibile avere più di due treni ogni ora, senza raddoppi di binari (almeno parziali, al momento non previsti). Quindi un servizio di trasporto ferroviario regionale rapido, capillare, intermodale, interoperabile ma certamente senza treni ogni 10-15 o 20 minuti come ci si attende da una metro o un tram.

VELOCITÀ ALTA e non ALTA VELOCITÀ

La velocizzazione della linea adriatica, che non è l’alta velocità dato che i treni non viaggeranno oltre i 200 km/h, con interventi tecnologici, soppressione dei passaggi a livello, raddoppio dei binari tra Termoli e Lesina è già prevista nel contratto di programma 2017-2021 tra Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana (la società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiano che si occupa dell’infrastruttura), proprio in questi giorni all’attenzione delle Commissione Parlamentare di cui sono Vicepresidente, e prevede investimento pluriennale per la realizzazione dell’opera finalmente deliberata anche con il consenso della Regione Molise che ne aveva chiesto una variante.
Assicuro pertanto che il progetto andrà avanti celermente attraverso la redazione del progetto definitivo di Italfer (la società di ingegneria del gruppo FSI) e poi del bando di gara per l’esecuzione con conseguente appalto e realizzazione nei tempi previsti per legge.

Allo stesso modo la linea veloce (che non è l’alta velocità con treni a 300 km/h) Napoli-Bari/Taranto, ha tutti gli stanziamenti necessari ed RFI sta proseguendo la realizzazione dell’infrastruttura con grande impegno e slancio per superare il deficit infrastrutturale del sud del Paese.
L’assessore Regionale invece dovrebbe occuparsi di chiedere a RFI un nuovo tracciato per il nodo Nord di Bari, magari con un tracciato che passi dall’aeroporto di Bari, stanziare risorse economiche per aiutare le amministrazioni locali a realizzare sovrappassi e sottopassi che consentano di chiudere i passaggi a livello e stanziare risorse per la riqualificazione delle ferrovie regionali! Su questi temi che sono di visione a 10-20 anni e delineano il miglioramento della qualità del servizio sul medio-lungo periodo non c’è alcun segnale. Evidentemente sarà il M5S alla guida della Regione Puglia a breve a programmare questi fondamentali interventi per i cittadini

TRENO SOPPRESSO

I lavori lungo la linea adriatica sono necessari per adeguare la linea a standard di maggior velocità e per il trasporto merci dai porti del sud, tuttavia non è accettabile che proprio per via della loro prevedibilità con ampio anticipo, l’utenza di centinaia di persone si trovi ad affrontare disagi incomprensibili a causa di assenza totale di comunicazione di Trenitalia.

In un’epoca in cui mandare sms, email e notificare eventi in tempo reale, non costa alcunché e si può raggiungere la cittadinanza in tanti modi è surreale la superficialità con cui non sia stata gestita la situazione tanto da paragonare gli effetti a quelli di una emergenza.

 

FSE: la bufala della metropolitana di superficie!

Sono anni che si leggono le stesse parole insensate! I pugliesi e i turisti sono stanchi dello slogan vuoto della “metropolitana di superficie”: è la propaganda della sinistra che con parte della stampa riesuma gli annunci del senatore Pellegrino, presidente della provincia di Lecce fino al 2009 che inventò questa bufala! E la destra non è stata da meno: l’amministrazione Poli Bortone ha speso 20 milioni di euro dei contribuenti per il progetto fallimentare del filobus spacciato come “metropolitana di superficie” ai leccesi. Basta quindi mistificare e confondere l’opinione pubblica con concetti inesistenti: il Salento e la provincia di Lecce non sono un’area metropolitana e mai lo saranno e un trasporto ferroviario regionale elettrificato, integrato, intermodale, capillare, frequente ed efficiente è quello che dovremmo tutti pretendere: non una metropolitana che è un’altra cosa, ma un servizio di trasporto pubblico regionale.

In secondo luogo è necessario ribadire che la sicurezza non può attendere: due anni che si sommano ad altri 20 di ritardo sono inaccettabili! La limitazione della velocità a 50 km/h non risolve il tema della sicurezza, come dimostra lo schianto frontale di poche settimane fa, ma ha l’effetto perverso di disincentivare i cittadini dall’utilizzare la ferrovia. L’effetto del mancato utilizzo, induce a sua volta la società a ritardare o limitare gli investimenti nel potenziamento del servizio ferroviario, in una spirale viziosa che va interrotta immediatamente!

L’elettrificazione di tutte le linee e l’utilizzo dei convogli ferroviari al posto degli autobus, senza sovrapposizioni, è una condizione essenziale sia per lo sviluppo di trasporti realmente sostenibili sia per un concreto miglioramento del tessuto socio-economico pugliese nella sua interezza, evitando sperequazioni e discriminazioni di ogni tipo.

Metropolitana di Bari: ancora chiusa la fermata Cecilia!

Già a giugno 2015 fa doveva esser inaugurata la fermata “Cecilia” che consente il prolungamento della metropolitana dalla stazione di Bari centrale fino al quartiere San Paolo.

Il partito democratico continua a latitare e lascia che la stazione Cecilia, pronta ma ancora chiusa, finisca già nel degrado in uno stato di totale abbandono e sia oggetto di atti vandalici.

Chi governa non deve fare promesse infondate e non può accampare scuse.

Delrio non può parlare di cura del ferro e poi lasciare marcire infrastrutture già pronte! Per questo ho presentato una interrogazione perchè chiarisca la vicenda dell’apertura della fermata della metropolitana dato che sono stati spesi milioni di euro pubblici e i cittadini hanno diritto ad avere risposte ed un servizio di trasporto pubblico!