Gasdotto Eagle a Brindisi: schizofrenia del PD.

A luglio dello scorso anno, il Ministero dello Sviluppo Economico, rendendo nota la relazione sulla proposta di Decisione del Consiglio dell’Unione Europea con il relativo elenco dei progetti infrastrutturali prioritari (PECI) e quelli d’interesse comune (PMI), ricomprendeva l’Eagle LNG fra i progetti non prioritari: il Governo aveva comunque specificato il disinteresse dell’Italia per quel progetto perchè incapace di “portare benefici alla diversificazione degli approvvigionamenti gas in Italia, considerando che già due progetti di gasdotto sono stati autorizzati con l’approdo in Puglia.” Recentemente, invece, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha benedetto il progetto del  Eagle LNG.

Questa è la schizofrenia del PD! Il Governo nazionale non vuole il progetto Eagle LNG mentre il Presidente Emiliano apre le porte a questo nuovo gasdotto completamente inutile! L’ennesima barzelletta del PD che continua a giocare sulla pelle dei cittadini per interessi elettorali e nuove clientele.

Dopo l’assurda proposta di trasformare l’Acquedotto Pugliese in una multinazionale per gestire i servizi idrici anche in Albania, Emiliano continua con i progetti ridicoli in cerca di consenso albanese. Delle due l’una: o Emiliano si sta preparando ad espatriare oppure si sta sottomettendo agli interessi economici delle multinazionali in danno della Puglia.

A marzo 2017 con un’interrogazione parlamentare ho acceso un faro su questo progetto portando a conoscenza i cittadini. Ho chiesto al Governo se questo progetto fosse stato definitivamente stralciato dalla lista dei progetti d’interesse comune per l’Europa ma ancora oggi non hanno risposto. Inoltre Eagle LNG si trova nella lista della rete dei gasdotti italiani. Questo comportamento ambiguo del Governo unito al via libera di Emiliano sollevano molte perplessità e preoccupazioni: la Puglia non è terra di conquista, i nostri territori hanno già pagato tanto e non c’è posto per l’ennesimo inutile gasdotto che serve solo ai politicanti per tessere i loro interessi.

TAP: Posidonia e  Cymodocea non censite nell’area.

Ai fini della valutazione dell’estensione delle praterie di Posidonia, nell’ambito della fase istruttoria svolta dalla Commissione tecnica VIA per vagliare le diverse alternative di localizzazione del progetto, è stato preso in considerazione lo studio “Inventario e cartografia delle praterie di Posidonia nei compartimenti marittimi di Manfredonia, Molfetta, Bari, Brindisi, Gallipoli e Taranto – CRISMA 2006” redatto sulla base di indagini condotte nel 2004. Si evince dalle cartografie che la Posidonia presente dalle coste brindisine fino a quelle del sud Salento si interrompa in maniera innaturale proprio nel tratto dove è previsto l’approdo di TAP. A differenza delle altre località vagliate, l’approdo è stato scelto perché non vi era una zona protetta. Tuttavia sulla base degli studi condotti dalla società TAP in sede di ottemperanza alle prescrizioni individuate dal DM di compatibilità ambientale, si evince la presenza della Posidonia oceanica e di dense praterie di Cymodocea nodosa, entrambe non censite, nel fondale marino interessato dai lavori.

La compatibilità ambientale di TAP va ritirata! Le carte sulla presenza di Posidonia per l’approdo TAP sono lacunose e non attendibili. Lo ammette la stessa TAP. Ho presentato un’interrogazione al Ministro Galletti per chiedere di revocare le autorizzazioni e istituire la protezione anche del tratto di costa interessato.

Queste specie di piante marine svolgono una rilevante funzione contro l’erosione costiera. Rappresentano aree per la crescita della fauna ittica e quindi sono importanti per il ripopolamento dei mari. Funzioni fondamentali per la salute dei nostri mari e sono habitat e specie protette per Legge. E’ inaccettabile che il Ministero dell’Ambiente non sia in grado o non voglia difendere gli ecosistemi tanto fragili e utili e addirittura infranga le leggi di tutela di queste specie/habitat e le direttive europee e per questo dovrebbe dimettersi immediatamente

Occorre revocare le autorizzazioni per la realizzazione di TAP dato che sono state concesse sulla base di informazioni errate e istituire subito la protezione di questa porzione di costa per la rilevanza imprescindibile degli ecosistemi marini e la coerenza con quanto previsto dalle norme vigenti e dalle direttive comunitarie! L’economia basata sulla sostenibilità e sul turismo responsabile, può essere garantita solo attraverso l’attenta e diffusa tutela delle risorse naturali e il rispetto della legalità: è evidente che il Partito Democratico colluso con le lobby degli idrocarburi e delle banche non abbia a cuore il territorio ma solo le speculazioni finanziarie!

TAP: investimento di 270 milioni di SNAM

Circa 270 milioni di euro della SNAM per il metanodotto di 55 km funzionale a connettere TAP dal suo approdo sulle coste italiane alla rete esistente.

La Banca Europea d’Investimento ha messo 2 mld di euro per il TAP e 1 miliardo di euro per il collegamento che attraversa la Turchia, il TANAP, “Trans Anatolian Pipeline”, mentre la “Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo” ha in ballo un investimento di 1,5 miliardi di euro. Soldi pubblici, che verranno utilizzati per un gasdotto privato con l’esenzione dall’accesso a terzi.

Non bastavano i miliardi di denaro pubblico che vengono impiegati dagli istituti europei per costruire il TAP. Come avevamo denunciato durante la ratifica in Parlamento dell’accordo per la sua realizzazione, l’approdo del gasdotto TAP non è sufficiente a portare il gas dall’Azerbaijan in Europa attraverso l’Italia. Snam deve spendere ben 270 milioni di euro per il collegamento alla rete italiana: soldi che verranno pagati dagli italiani attraverso le bollette! L’ennesimo spreco per i contribuenti italiani: soldi pubblici per consentire profitti privati!

Inoltre, TAP non amplia o diversifica e fonti di approvvigionamento energetico come ha riconosciuto la stessa società e non rientra in alcuna visione di programmazione energetica italiana che abbia una logica o un senso!

TAP è inutile per la Puglia e per l’Italia: è pura follia rendere l’Italia l’hub europeo del gas. Questa politica energetica è obsoleta, dove si vede solo sperpero di denaro pubblico, corruzione, aggressione del territorio contrariamente alla volontà dei cittadini e degli enti locali. TAP è l’emblema dei Governi PD e di quelli che li hanno preceduti: il  M5S ha un programma energetico che prevede al 2050 l’azzeramento di tutte le fonti fossili e un’Italia ad energia rinnovabile diffusa, libera e indipendente dai grandi speculatori!

 

Brindisi: EAGLE LNG, nuovo gasdotto dall’Albania.

Nel decreto direttoriale del 31 gennaio 2017 del Ministero dello Sviluppo Economico sull’aggiornamento della Rete Nazionale dei Gasdotti, tra i gasdotti che dall’estero porteranno il gas in Italia, c’è ancora EAGLE LNG che interconnetterà, tramite metanodotto di 110 km di lunghezza ricadenti in mare e 18 km in terraferma, un rigassificatore in Albania a Brindisi. Sull’argomento ho presentato un’interrogazione a Gentiloni e Calenda.

Il gasdotto è stato proposto dalla società «Burns S.r.l.» il 26 giugno 2012. Nel 2016 il Governo in una comunicazione alle Camere riguardante un carteggio con l’Europa si era dichiarato contrario a questo nuovo gasdotto che sbarcherà in Puglia, ma dall’aggiornamento al 2017 della rete nazionale dei gasdotti, EAGLE LNG risulta ancora presente.

Il PD continua con una politica energetica scellerata! EAGLE LNG è ancora vergognosamente presente nella lista dei gasdotti e arriverà in Puglia! Per il PD non bastano gli inutili gasdotti TAP e Poseidon: confermando per l’ennesima volta l’assenza totale di visione, favoriscono ancora le fonti fossili, aumentando la nostra dipendenza dall’estero!

I Governi italiani hanno previsto questo gasdotto sin dal 1 gennaio 2013, l’Unione Europea nel 2016 ha quindi incluso questo gasdotto tra quelli di interesse comune e a breve potrebbe inserirli in quelli definitivi da realizzare, esattamente come è avvenuto per TAP e Poseidon.

Il Governo PD è uguale al Governo Monti e Berlusconi, sono cambiati i volti ma la politica energetica è sempre la stessa da venti anni! Non solo per i gasdotti ma anche per gli impianti che ammazzano il nostro territorio come Cerano e gli inceneritori: ancora una volta è evidente che questi politicanti dal centro destra al centro sinistra sono divisi a parole ma uniti nel condannare i cittadini ad una politica energetica obsoleta!

Il piano energetico del M5S è l’unica alternativa virtuosa alle proposte di questi cialtroni! Si prevede entro il 2050 l’azzeramento totale dell’uso di fonti fossili garantendo una maggiore autonomia energetica all’Italia. Non ci stancheremo mai di lottare per  “democratizzare” la produzione di energia permettendo ad ogni cittadino di poter creare energia e scambiarla con gli altri. Cambiare politica energetica significa maggiore tutela della salute e dell’ambiente e soprattutto creare nuova occupazione: un cambiamento per l’Italia da attuare immediatamente!

Realizzazione del TAP: autorizzazione unica illegale!

gas-TapL’opera TAP, Metanodotto d’interconnessione Albania-Italia, ormai nota per essere un’opera di corruzione dei partiti e del potere finanziario, persevera nel proprio disastroso percorso, violando ancora una volta le prescrizioni normative di riferimento. Presentata un’interrogazione sulla questione del Metanodotto, su cui il MoVimento è già da tempo strenuamente impegnato, per porre all’attenzione un’ennesima illegalità che deriva da quest’opera.

Con Decreto del 20 maggio 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha disposto l’Autorizzazione alla costruzione ed esercizio con accertamento di conformità urbanistica, con apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e dichiarazione di pubblica utilità ex DPR 6.06.01 n. 327, per il Metanodotto d’interconnessione Albania-Italia “trans Adriatic Pipeline DN 900 (36”)”. Eppure sembra sfuggire che il tracciato del Metanodotto, in alcune sue parti, concerne particelle site nel territorio di Melendugno che  sono state colpite da incendi boschivi e per l’effetto inserite nel catasto incendi sin dal 2005.

Pertanto, in dette aree percorse dal fuoco è vietato dalla Legge-quadro in materia di incendi boschivi la realizzazione, fra l’altro, di strutture e infrastrutture finalizzate ad attività produttive.

A noi, invece, non sfugge che in caso di trasgressioni al divieto di realizzazione di infrastrutture si applichino sanzioni penali di cui attualmente all’art. 44 del Testo unico dell’Edilizia  e infatti l’autorizzazione unica emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico consente tale realizzazione essendo il Metanodotto un’infrastruttura di tipo economico di supporto ad attività produttive. E’ necessario allora che il Ministero dello Sviluppo Economico verifichi i presupposti di legittimità dell’autorizzazione unica concessa per la realizzazione del Metanodotto d’interconnessione Albania-Italia e valuti una sua sollecita revoca.

coverUn ripensamento è sollecitato anche dalla circostanza per cui, anche con riferimento ai possibili tracciati del metanodotto Snam, che dovrebbe collegare il Tap di Melendugno allo snodo di Mesagne, vi sarebbero delle problematiche dato l’attraversamento di territori su cui sono stati rinvenuti i maggiori focolai di Xylella fastidiosa e su cui sono previsti gli abbattimenti più massicci (Veglie, Oria e Torchiarolo): sorge ben più che il mero sospetto che fra detti eventi ci sia un nesso in danno dell’integrità ambientale e paesaggistica dei rispettivi territori

Pertanto, si sollecita un cambiamento del modello di sviluppo, anche in considerazione delle criticità rappresentate, al fine di preservare il territorio nella sua integrità ambientale e paesaggistica: le priorità per il nostro Paese sono e devono essere altre, perché abbiamo una cultura ineguagliabile, millenni di storia incomparabili, una straordinaria varietà di paesaggio naturale quale ricchezza pressoché sconfinata che è l’unico combustibile durevole e sostenibile per la nostra economia.