Stop ai lavori in attesa del nuovo governo per stemperare il clima

Ieri sul Quotidiano di Lecce, ho espresso la gravità di quanto sta accadendo a Melendugno, cercando di mettere in luce la grande responsabilità che ha avuto la politica nel determinare questo attrito fortissimo tra cittadini e personale in divisa.

Le recenti dichiarazioni del Presidente Emiliano rispetto alla mancanza delle condizioni di dialogo (dando quindi ragione ad esponenti del Governo) in un evento pubblico dopo le sue favole sulla necessità del gasdotto e sull’erronea localizzazione dell’approdo (affermando tra l’altro “la zona industriale di Brindisi è già compromessa”), che hanno generato ovviamente la contestazione e il risentimento dei presenti, sono irresponsabili e gettano benzina sul fuoco in una situazione già tesissima.
Altresì è assurdo che un Governo dimissionario e non più politicamente legittimato continui ad esacerbare ribadendo la prosecuzione dei lavori al cantiere.
È compito della Politica trovare soluzioni condivise con il territorio per evitare inutili e dannose contrapposizioni con i cittadini e addirittura tra Istituzioni.

TAP: Sea Shepherd documenta il fondale

I volontari di Sea Shepherd hanno dimostrato quello che abbiamo denunciato ad aprile 2017 con una interrogazione al Ministro dell’Ambiente: sui fondali dove è previsto il passaggio del gasdotto TAP sono presenti la Posidonia oceanica e dense praterie di Cymodocea nodosa. Il Governo ha preferito non degnarci di una risposta, per fortuna ci hanno pensato questi bravissimi volontari a sbugiardare il PD e Tap.

Le carte sulla assenza di Posidonia per l’approdo TAP, presentate dalla multinazionale e confermate dal Ministero dell’Ambiente, sono quindi assolutamente inattendibili! Occorre revocare le autorizzazioni per la realizzazione di TAP dato che sono state concesse sulla base di informazioni errate!

Inoltre, è necessario istituire subito un’area marina protetta anche in questa parte di costa per la rilevanza degli ecosistemi presenti in osservanza con quanto previsto dalle leggi vigenti e dalle direttive comunitarie.

L’economia basata sulla sostenibilità e sul turismo responsabile, può essere garantita solo attraverso l’attenta e diffusa tutela delle risorse naturali e il rispetto della legalità: è evidente che il Partito Democratico colluso con le lobby degli idrocarburi e delle banche non abbia a cuore il territorio ma solo le speculazioni finanziarie come il TAP.

TAP: continuano gli espianti degli ulivi.

Continuano gli espianti degli ulivi al cantiere TAP, nel frattempo il Presidente Emiliano propone di spostare l’approdo da un’altra parte.  Già in fase di Valutazione Impatto Ambientale, TAP valutò le eventuali alternative all’approdo a nord di San Foca: a nord del comune di Landinuso, presso la centrale elettrica di Cerano, presso l’impianto petrolchimico di Brindisi e a nord dell’aeroporto di Casale (Brindisi), scartandole perchè non perseguibile in termini di fattibilità tecnica in quanto interferivano con aree protette oppure per questioni di sicurezza oppure in contrasto con i piani urbanistici dei Comuni. Recentemente è stato il Country Manager Elia a ricordarlo.

Sono ridicole le richieste di Emiliano sullo spostamento del terminale TAP perchè sono state già analizzate le alternative e risultano avere un impatto ambientale addirittura maggiore di quello attuale. L’unica soluzione è non fare il TAP. Emiliano è in piena sintonia con il PD nazionale e vuole il TAP ma per fare carriera all’interno del PD, cerca di far intendere che sia diverso dal resto del partito. Vergogna, strumentalizza questa vicenda drammatica con il solo scopo di diventare segretario del PD, speculando sulla Puglia.Emiliano aveva strumenti giuridici per opporsi e dare concretamente degli strumenti amministrativi per evitare questo scempio ma è troppo impegnato e distratto da un equilibrismo tra mantenere il consenso popolare e  quello nel partito

Stanno continuando gli espianti degli ulivi ma mancano le autorizzazioni per le fasi successive ai lavori del cantiere, cioè alla effettiva costruzione del microtunnel.

L’espianto degli ulivi è quindi inutile e serve soltanto per fare una bella figura davanti al Commissario Europeo Sefcovic.  Se questi espianti non avvenissero, le banche e la commissione europea potrebbero definanziare il progetto e quindi i tanti interessi di qualcuno potrebbero saltare. Per questo in questi giorni il Governo del PD usa vergognosamente la forza.

E’ fisiologico che davanti a tanta ipocrisia e l’assenza assoluta di buon senso di Emiliano e del Governo, i cittadini siano arrabbiati e delusi: questa situazione aumenta il divario tra loro e lo Stato.

Gasdotto TAP: il Ministero dello Sviluppo Economico mente. L’ennesima incoerenza!


cantiere tapIl progetto del gasdotto Tap è l’ennesima opera inutile voluta da un Governo asservito esclusivamente ad oscure logiche affaristiche e questo è risaputo da quando abbiamo iniziato ad occuparci della vicenda
ma che ora sia proprio il Ministero dell’Ambiente a smentire il Ministero dello Sviluppo economico da il senso della incoerenza gigantesca che regna nel Governo a guida PD.

Le bugie hanno le gambe corte e noi lo avevamo denunciato già mesi fa quando abbiamo presentato un’interrogazione sul mancato rispetto del termine di inizio dei lavori, senza ricevere alcuna risposta, perché è ovvio che non si possono considerare iniziati i lavori se si recinta una zona di poco più di 100 metri, la si transenna con una rete plastificata e si appende un cartello con la scritta “area di cantiere”. Già a maggio rifiutavamo la giustificazione che la Società Tap potesse decidere in autonomia come iniziare i lavori

logo_mattmLa nota del Ministero dell’Ambiente ci da ragione perché ribadisce che, per la costruzione del gasdotto Tap, attualmente si è nella cosiddetta Fase 0, cioè di avvio del cantiere, consistente in particolare nella rimozione degli ulivi e realizzazione della strada di accesso all’area di cantiere del microtunnel, ma nulla di tutto ciò è stato fatto ed è pertanto infondata la regolarità dell’inizio dei lavori dichiarata dal Ministero dello Sviluppo Economico all’indomani del finto inizio dei lavori.

Ma, mentre abbiamo già denunciato a maggio questi fatti anche alla Procura competente con un esposto, adesso presentiamo una nuova interrogazione perchè i Ministeri devono chiarire e perchè il problema non è costituito solo dalle bugie che ci vorrebbero raccontare, ma abbiamo l’amara constatazione che tutta la questione è intrisa da malaffare visto che, secondo i magistrati della Procura di Milano, l’ex deputato comasco dell’Udc, Luca Volontè, ora indagato per corruzione e riciclaggio, avrebbe intascato una tangente da due milioni e 390mila euro data dal governo dell’Azerbaijan per sostenere le posizioni politiche dello Stato straniero dietro il pagamento di denaro.

Ma, mentre abbiamo già denunciato a maggio questi fatti anche alla Procura competente con un esposto, adesso presentiamo una nuova interrogazione perché i Ministeri devono chiarire e perché il problema non è costituito solo dalle bugie che ci vorrebbero raccontare, ma abbiamo l’amara constatazione che tutta la questione è intrisa da malaffare visto che, secondo i magistrati della Procura di Milano, l’ex deputato comasco dell’Udc, Luca Volontè, ora indagato per corruzione e riciclaggio, avrebbe intascato una tangente da due milioni e 390mila euro data dal governo dell’Azerbaijan per sostenere le posizioni politiche dello Stato straniero dietro il pagamento di denarogas-Tap

Possiamo proseguire nella realizzazione di un’opera con uno Stato straniero, partner nella costruzione del progetto del gasdotto, condizionata dal grave mercimonio che è stato compiuto? Possiamo proseguire con un progetto che muove proprio dalla frontiera greco-turca dopo che i drammatici fatti verificatisi in Turchia hanno fatto piombare quel Paese in uno stato di grave instabilità politica?

Pretendiamo chiarezza! Basta bugie.

Realizzazione del TAP: autorizzazione unica illegale!

gas-TapL’opera TAP, Metanodotto d’interconnessione Albania-Italia, ormai nota per essere un’opera di corruzione dei partiti e del potere finanziario, persevera nel proprio disastroso percorso, violando ancora una volta le prescrizioni normative di riferimento. Presentata un’interrogazione sulla questione del Metanodotto, su cui il MoVimento è già da tempo strenuamente impegnato, per porre all’attenzione un’ennesima illegalità che deriva da quest’opera.

Con Decreto del 20 maggio 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha disposto l’Autorizzazione alla costruzione ed esercizio con accertamento di conformità urbanistica, con apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e dichiarazione di pubblica utilità ex DPR 6.06.01 n. 327, per il Metanodotto d’interconnessione Albania-Italia “trans Adriatic Pipeline DN 900 (36”)”. Eppure sembra sfuggire che il tracciato del Metanodotto, in alcune sue parti, concerne particelle site nel territorio di Melendugno che  sono state colpite da incendi boschivi e per l’effetto inserite nel catasto incendi sin dal 2005.

Pertanto, in dette aree percorse dal fuoco è vietato dalla Legge-quadro in materia di incendi boschivi la realizzazione, fra l’altro, di strutture e infrastrutture finalizzate ad attività produttive.

A noi, invece, non sfugge che in caso di trasgressioni al divieto di realizzazione di infrastrutture si applichino sanzioni penali di cui attualmente all’art. 44 del Testo unico dell’Edilizia  e infatti l’autorizzazione unica emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico consente tale realizzazione essendo il Metanodotto un’infrastruttura di tipo economico di supporto ad attività produttive. E’ necessario allora che il Ministero dello Sviluppo Economico verifichi i presupposti di legittimità dell’autorizzazione unica concessa per la realizzazione del Metanodotto d’interconnessione Albania-Italia e valuti una sua sollecita revoca.

coverUn ripensamento è sollecitato anche dalla circostanza per cui, anche con riferimento ai possibili tracciati del metanodotto Snam, che dovrebbe collegare il Tap di Melendugno allo snodo di Mesagne, vi sarebbero delle problematiche dato l’attraversamento di territori su cui sono stati rinvenuti i maggiori focolai di Xylella fastidiosa e su cui sono previsti gli abbattimenti più massicci (Veglie, Oria e Torchiarolo): sorge ben più che il mero sospetto che fra detti eventi ci sia un nesso in danno dell’integrità ambientale e paesaggistica dei rispettivi territori

Pertanto, si sollecita un cambiamento del modello di sviluppo, anche in considerazione delle criticità rappresentate, al fine di preservare il territorio nella sua integrità ambientale e paesaggistica: le priorità per il nostro Paese sono e devono essere altre, perché abbiamo una cultura ineguagliabile, millenni di storia incomparabili, una straordinaria varietà di paesaggio naturale quale ricchezza pressoché sconfinata che è l’unico combustibile durevole e sostenibile per la nostra economia.