TAP, contestazione al rettorato: ipocrita chi accusa i NO TAP.

E’ ipocrita chi accusa i NO TAP i cittadini stanno reagendo in maniera pacifica e non violenta alle imposizioni del Governo e alla militarizzazione del territorio. Abbiamo sempre insistito per un confronto nel merito nelle sedi opportune e questo non è mai avvenuto in maniera seria. La responsabilità di questa situazione è quindi del Governo e di chi impone una severa repressione, condizione inaccettabile per un Paese civile.

Le esternazioni dei presenti sono falsità: l’ing. Laforgia gli accusa di aver interrotto un confronto nel quale però intervengono solo ospiti con pari curriculum e preparazione favorevoli al gasdotto, un’idea distorta di democrazia. L’onorevole Massa dovrebbe tacere sapendo che una maggioranza incostituzionale ha ratificato l’accordo con la forza e le bugie e il Governo ha imposto queste opere con decreti e ha aggirato le norme sulla sicurezza per la centrale a Melendugno. L’ing. Elia “dimentica” che l’unica sicurezza sono i profitti privati di un’opera costruita con soldi pubblici, inutile per l’Italia che già possiede già il doppio della capacità di importazione di gas rispetto al proprio fabbisogno. I cittadini hanno tutte le ragioni per esprimere il proprio indignato dissenso quando vengono trattati come criminali, depredati di salute, di libertà, del proprio territorio e degli altri diritti costituzionali come quello di manifestare il proprio pensiero.

Acquedotto Pugliese è sempre una società di diritto PRIVATO (SpA)

 Logo_Acquedotto_PuglieseIl PD locale e nazionale mente sapendo di mentire: l’Acquedotto Pugliese non è un soggetto giuridico di diritto pubblico. Il Governo parere favorevole e l’accoglimento del Governo all’emendamento proposto nel corso della conversione dello Sblocca Italia, detto #SfasciaItalia, che abroga l’obbligo risalente al 2002, mai realizzato, di vendita delle quote azionarie di AqP. Il M5S è favorevole, ma specifica che per ripubblicizzare l’Aquedotto Pugliese ci vuol ben altro, AqP, infatti rimane sempre una SpA.

 campagna-referendum-acquaLa proposta emendativa 7.32 presentata in Commissione Ambiente in sede referente a firma dell’On.Massa, abroga una vecchia disposizione, mai realizzata, che avrebbe costretto, 12 anni fa, la Regione Puglia e Basilicata a mettere sul mercato le quote di Acquedotto Pugliese, completando nel corso del 2002 la privatizzazione iniziata nel 1999 su decisione del Governo di centro sinistra che ha trasformato l’Acquedotto Pugliese da Ente Autonomo, soggetto giuridico di diritto Pubblico, a società per Azioni, soggetto giuridico di diritto privato. Con l’approvazione dell’emendamento viene abrogata la vecchia disposizione mai attuata, ma Acquedotto Pugliese continua ad essere una Società per Azioni che ha come obbiettivo principale la divisione degli utili a fine anno e non il miglior servizio possibile al minor costo possibile. Per il M5S in Puglia, l’Acqua continua a non essere pubblica.

comitato-referendum-acqua-pubblica_0Cogliamo favorevolmente l’emendamento, ma il PD non pensi di prendere in giro i cittadini, la ripubblicizzazione è una cosa differente. Togliere un obbligo nei fatti mai attuato, di vendere le quote di AqP è cosa ben diversa da ripubblicizzare l’Acquedotto pugliese.

L’Acquedotto continua ad essere una SpA a causa delle decisioni del governo di centro sinistra che nel 1999 decretò con il D.lgs del 11 maggio, n. 141, di porre l’Acquedotto pugliese sotto logiche di una azienda privata e cioè legate alla divisione degli utili a fine anno, perdendo quindi l’obbiettivo principale di fornire il miglior servizio possibile al minor costo possibile.

Attachment-1Dopo la trasformazione in SpA sono incominciati i guai per i cittadini pugliesi che anche se in condizioni economiche svantaggiate, hanno subito per anni tagli indiscriminati di acqua, perché magari qualcuno con il contatore in comune al punto di consegna all’interno dello stesso stabile, non aveva la possibilità di pagare le bollette. La stessa acqua sul quale servizio veniva caricato anche la “remunerazione del capitale”, il profitto del gestore, abrogato dal referendum del 2011 ma che Vendola ha continuato a difendere anche dopo l’esito referendario, nonostante i lauti guadagli di AqP sulle tasche dei cittadini. Profitti che di fatto non hanno impedito alla Puglia di avere un servizio discontinuo, che non è stato capace di risolvere i problemi legati alla distribuzione e alla depurazione e che oggi continua ad essere oggetto di infrazione comunitaria.

E’ vergognoso fare profitto sull’acqua, è vergognoso porre l’Acqua, diritto umano universale che garantisce la vita, sotto le logiche del mercato e dei privati e quindi sotto la logica di una SpA. Il centro sinistra nel corso degli anni ha privatizzato buona parte dei servizi idrici in Italia trasformando le aziende pubbliche in SpA e talvolta affidando a privati la gestione.

Inoltre, approvare questo emendamento non rende meno scandaloso il Decreto Sblocca Italia che calpesta la Costituzione, l’ambiente e la volontà popolare e se il centro sinistra in regione non vuole rendersi complice di questo Decreto che si può definire il peggior provvedimento del Governo Renzi, la Regione Puglia impugni la norma di fronte alla Corte Costituzionale.

L’Acquedotto Pugliese rimane dunque un soggetto giuridico di diritto privato, una SpA, e quindi la Regione potrà continuare a decidere su nomina politica i vertici dirigenziali e ad assumere senza concorso pubblico chi lavorerà nel più grande Acquedotto d’Europa.