TAP, contestazione al rettorato: ipocrita chi accusa i NO TAP.

E’ ipocrita chi accusa i NO TAP i cittadini stanno reagendo in maniera pacifica e non violenta alle imposizioni del Governo e alla militarizzazione del territorio. Abbiamo sempre insistito per un confronto nel merito nelle sedi opportune e questo non è mai avvenuto in maniera seria. La responsabilità di questa situazione è quindi del Governo e di chi impone una severa repressione, condizione inaccettabile per un Paese civile.

Le esternazioni dei presenti sono falsità: l’ing. Laforgia gli accusa di aver interrotto un confronto nel quale però intervengono solo ospiti con pari curriculum e preparazione favorevoli al gasdotto, un’idea distorta di democrazia. L’onorevole Massa dovrebbe tacere sapendo che una maggioranza incostituzionale ha ratificato l’accordo con la forza e le bugie e il Governo ha imposto queste opere con decreti e ha aggirato le norme sulla sicurezza per la centrale a Melendugno. L’ing. Elia “dimentica” che l’unica sicurezza sono i profitti privati di un’opera costruita con soldi pubblici, inutile per l’Italia che già possiede già il doppio della capacità di importazione di gas rispetto al proprio fabbisogno. I cittadini hanno tutte le ragioni per esprimere il proprio indignato dissenso quando vengono trattati come criminali, depredati di salute, di libertà, del proprio territorio e degli altri diritti costituzionali come quello di manifestare il proprio pensiero.

TAP sbagliato, nessuna strategicità.

L’ing. Elia sbaglia: TAP non è strategico per l’Italia. Ovviamente è di parte e forse sono più preoccupanti le affermazioni senza fondamento del prof. Boero. Il gasdotto non è affatto necessario. Questo Governo promuove le fonti fossili, come si evince anche dalla Strategia Energetica Nazionale che non ha alcun obiettivo chiaro sull’abbandono del petrolio e dei suoi derivati e persegue la terribile idea di trasformare l’Italia nell’hub europeo del gas. La SEN è una copia deformata del programma energetico del M5S, sbilanciata sul gas per giustificare TAP nonostante la nostra capacità di importazione del metano sia già doppia rispetto all’attuale fabbisogno.

TAP ci rende ancora dipendenti da Paesi politicamente instabili come Turchia e Azerbaijan, dove non esiste democrazia e i diritti umani e civili sono calpestati da dittatori. Quest’opera inoltre è al centro di uno scandalo di corruzione internazionale, segno tangibile che non risalta per trasparenza e strategicità.

Il gas non è sostenibile ma il meno dannoso dei combustibili fossili: è una risorsa limitata, destinata ad esaurirsi e la sua estrazione e combustione contribuisce ai cambiamenti climatici. Il suo uso dovrebbe prevedere una transizione che in Italia non è in atto.

Infine, una precisazione sulla sicurezza, per rettificare un altro errore grossolano in malafede: sono moltissimi gli incidenti che hanno riguardato i gasdotti negli ultimi anni e per TAP non è stata applicata la normativa sul rischio di incidenti rilevanti grazie al Governo che con l’ennesima forzatura ha impedito garanzie sulla sicurezza per i cittadini.