Legge di Bilancio: nuove risorse per aumentare sicurezza e sostenibilità trasporti

Ora che la legge di bilancio 2020 è stata approvata dal Parlamento, segnalo queste tre importanti misure che contribuiranno a rendere le nostre Città più sicure e vivibili e le nostre infrastrutture più moderne ed efficienti:

  • 800 milioni di euro per la realizzazione della metro 2 di Torino;
  • creazione di un fondo di 50 milioni di euro (fino ad un massimo di 150 milioni in 3 anni) per la realizzazione di nuove piste ciclabili urbane;
  • 39 milioni di euro per il marebonus e il ferrobonus, per incentivare lo spostamento delle merci dai tir su gomma alle navi ed ai treni.

Questi provvedimenti, insieme a quelli già previsti nel decreto clima (buoni mobilità, investimenti nel TPL e per servizi di trasporto scolastico eco-sostenibili) vanno nella direzione che sia noi che milioni di italiani auspicano da tempo e cioè quella di una mobilità più rispettosa dell’ambiente. Sui temi ambientali e della mobilità sostenibile l’Italia ha preso la giusta direzione, non ci resta che proseguire su questa strada con forza e determinazione.

Dl Crescita: estendiamo Ecobonus a microcar e moto di cilindrata maggiore

L’obiettivo di questo maggioranza è quello di ridurre il numero di veicoli inquinanti in circolazione. Abbiamo già ottenuto un primo importante risultato con la Legge di Bilancio, introducendo l’ecobonus per l’acquisto di auto a bassissime emissioni che, anche grazie alla riconversione produttiva in atto nel settore dell’automotive, ha portato alla crescita del +162% in un soli 3 mesi delle immatricolazioni di auto elettriche nel nostro Paese. Ora grazie a un emendamento al Dl Crescita, del quale sono primo firmatario, l’ecobonus viene esteso anche a moto di cilindrata maggiore di 11 kw e ai quadricicli leggeri finora esclusi. Avrà diritto all’ecobonus, fino a un massimo di 3000 euro, chi rottama un qualunque veicolo inquinante fino alla classe euro 3 per acquistarne uno elettrico della stessa categoria L – quindi dai ciclomotori alle moto, i tricicli, quadricicli leggeri e quadricicli pesanti. Il veicolo da rottamare deve essere intestato da almeno 12 mesi da chi acquista il nuovo o anche ad un familiare convivente.

DL CRESCITA: VECCHI MOTORINI RITARGATI ORA SI POTRANNO ROTTAMARE PER ACCEDERE A ECOBONUS

Con mio emendamento al decreto Crescita che estende l’ecobonus a moto di cilindrata maggiore di 11 kw e ai quadricicli leggeri finora esclusi, approvato oggi dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, si potranno rottamare anche i motorini immatricolati prima del 2006, privi di classe di inquinamento.
Per questi veicoli inquinanti, obbligatoriamente ritargati dopo il 2006, si risolve così il problema del mancato riconoscimento da parte del sistema informatico tramite il quale i concessionari accedono ai fondi pubblici previsti dall’incentivo. La nuova norma prevede espressamente che possano essere rottamati i veicoli ‘oggetto di ritargatura obbligatoria’ superando così l’ostacolo di natura tecnica che si era riscontrato in fase applicativa, perché questi mezzi non avendo una classe inquinante di riferimento non potevano essere riconosciuti dal sistema.

Continuiamo a lavorare per far sì che tutti i cittadini siano incentivati a passare a forme di mobilità più sostenibili attraverso misure come questa, che ci aiutano a ridurre il gap che ci separa dagli altri Paesi europei.

Da aprile i primi effetti della legge di bilancio

Le critiche all’azione di governo erano largamente attese come era prevedibile fossero assolutamente strumentali.

È evidente che gli effetti della legge di bilancio cominceranno a produrre i propri effetti sulla qualità della vita degli italiani da aprile e saranno registrati dalle statistiche nella seconda metà dell’anno. Semmai i dati certificano il fallimento delle politiche di austerità e precariato dei governi precedenti.

Le misure adottate sono di politica espansiva e tendono a rilanciare i consumi interni, riattivare il mercato del lavoro attraverso una politiche virtuose di reinserimento e di formazione.

È altresì evidente che le risorse stanziate per le manutenzioni nelle aree urbane e nelle province con la semplificazione sul codice degli appalti daranno impulso all’economia.

Abbiamo inoltre stanziato alcuni miliardi aggiuntivi per infrastrutture che consentiranno di avviare e concludere centinaia di opere utili su tutto il territorio nazionale.

Siamo davanti a cambiamenti epocali che i cittadini attendevano da 30 anni: la legge anticorruzione, lo stop al gioco d’azzardo, il taglio delle pensioni d’oro, il taglio dei vitalizi, il taglio ai compensi dei parlamentari, i referendum propositivi, l’abolizione del quorum, la legge sull’acqua pubblica,… insomma una serie di provvedimenti che costituiscono una visione meritocratica e di fiducia per gli italiani e gli investitori in cui l’Italia.

Manovra, M5S: finalmente cambiamento vero nelle politiche su automobile

La Legge di Bilancio 2019 è la manovra del Popolo perché per la prima volta è stata pensata interamente per i cittadini e non per i finanziatori dei partiti. La norma su bonus per acquisto nuove auto ecologiche è stata migliorata ascoltando tutte le indicazioni di associazioni e parti interessate. Siamo molto soddisfatti di aver rimodulato la norma che penalizza l’acquisto delle auto più inquinanti e premia quelle più ecologiche.

È stato legato l’altissimo bonus, fino a 6.000 euro, alla rottamazione, mentre si avrà uno sconto fino a 4.000 euro senza rottamazione, per incentivare l’acquisto di auto con emissioni di anidride carbonica nulle o bassissime, a partire da marzo 2019.
Nella nuova formulazione della norma, ora anche chi acquista motocicli elettrici e ibridi beneficia di uno sconto del 30% sul prezzo d’acquisto. Riteniamo questo un vero, primo segnale di cambiamento che, anche in Italia, indica al settore e ai cittadini la sostenibilità ambientale come direzione imprescindibile.

La norma dell’incentivo già non prevedeva alcuna tassa su automobili già in circolazione ma non penalizzerà la vendita di nuove auto di piccola cilindrata. Infatti, verrà applicata una maggiore tassazione solo alle nuove auto le cui emissioni sono sopra i 160 g/km di CO2, proprio per scoraggiare l’acquisto di nuove auto molto inquinanti.
Infine, sono previsti 5 milioni di euro per l’istallazione di colonnine di ricarica per autovetture elettriche. Grazie al nostro impegno e al confronto con tutte le parti, possiamo dire con orgoglio di aver trovato un punto di equilibrio tra la tutela della salute pubblica attraverso la riduzione della differenza di prezzo dei veicoli meno inquinanti e la necessità di non tassare in alcun modo le auto circolanti dei cittadini.

Manovra: contributo fino a 6 mila euro a chi rottama vecchie auto. Mobilità sostenibile unica alternativa

Con gli emendamenti alla legge di Bilancio, promuoviamo ancora di più la mobilità sostenibile, da sempre al centro delle battaglie del MoVimento 5 Stelle. In particolare, tra le nostre proposte in manovra c’è quella di dare un contributo del 20%, fino a 6mila euro, a chi rottama vecchia auto euro zero.

Nel caso di rottamazione dei veicoli euro 1, il contributo scende a un massimo di 4mila euro e, per gli euro 3 o euro 2, a un massimo di 3mila euro. Misure come queste vanno nella direzione di una graduale diminuzione dell’inquinamento delle nostre città. Una misura importante nella strategia complessiva più ampia della mobilità sostenibile. Ridurre il tasso di motorizzazione e sostituire l’uso dei motori a combustione con quelli elettrici per migliorare l’impatto sulla nostra salute e la qualità della vita nelle nostre città, è l’unica alternativa possibile.

Sostegno a mobilità sostenibile nella legge di Bilancio

La mobilita’ sostenibile e’ una delle stelle per il MoVimento 5 Stelle, da sempre al centro delle nostre battaglie.

Non ci puo’ essere alcuna mobilita’ sostenibile senza sicurezza stradale: per questo, nella legge di bilancio prevediamo lo stanziamento di 300 milioni di euro per il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale dei prossimi 3 anni. Inoltre abbiamo stanziato 15 milioni di euro per il triennio dal 2019 al 2021, per continuare a verificare che i veicoli (autoveicoli, motocicli, ciclomotori e bici elettriche) rispettino i livelli dichiarati di emissioni inquinanti e siano conformi alle normative.

Nell’ottica di una graduale riduzione dell’inquinamento delle nostre citta’ abbiamo anche previsto incentivi per chi acquista un’auto elettrica e da’ in rottamazione il proprio veicolo diesel o benzina.

Vogliamo premiare anche chi non riacquista nessuna autovettura e contribuisce a ridurre il numero di autovetture circolanti: abbiamo previsto un buono mobilita’ di 500 euro da spendere per l’acquisto di biciclette e per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, oppure fino a 3.000 euro di credito da spendere utilizzando il car sharing.

Abbiamo poi stanziato 50 milioni all’anno per il rinnovo del parco veicolare per le merci e previsto l’esenzione dal pagamento per le tasse di occupazione di aree pubbliche per le zone con colonnine di ricarica elettrica.

Per il trasporto intermodale delle merci di lunga percorrenza abbiamo proposto 80 milioni di euro all’anno, per incrementare la quota delle merci che viaggiano su ferrovia e via mare invece che su tir e furgoni. Ancora, ci sono 1,5 miliardi di euro aggiuntivi per il piano strategico della mobilita’ sostenibile, i percorsi ciclo turistici di valenza nazionale e altri 800 milioni in 3 anni per il trasporto pubblico locale.

Eventi metereologici estremi, morti, danni incalcolabili, disservizi e disagi: la solita storia

Non passa anno senza che qualche evento metereologico non lasci una lunga scia di morti, danni incalcolabili, disservizi e disagi per mesi alla popolazione.

Partendo dal presupposto che tali eventi sono frutto indiretto delle scelte degli ultimi decenni e che pertanto non sono da accettare con rassegnazione come tragedie ineluttabili, ma fenomeni complessi da governare su scala globale, è altrettanto evidente che abbiamo la responsabilità di effettuare scelte che avranno conseguenze nell’immediato e nel futuro meno prossimo.
Per questo, prima dei recenti fatti di cronaca di Genova e di questi giorni legati al maltempo, il Governo ha inteso imprimere un deciso cambiamento alla lotta al dissesto idrogeologico con un cambio di approccio storico.
Per uscire dalla gestione emergenziale, infatti, uno dei primi provvedimenti è stato il decreto di riordino dei ministeri che ha ridato le competenze su questo al ministero dell’ambiente, prima affidate alla presidenza del Consiglio.

È infatti nostra intenzione affrontare la questione del dissesto idrogeologico non più esclusivamente con interventi a posteriori alle tragedie causate da alluvioni, frane e allagamenti, come accaduto finora, ma, investire in prevenzione per evitare il ripetersi di tali drammatici eventi al fine di ridurre e mitigare il rischio, ridando quindi una attenzione costante a tali fenomeni e una programmazione ordinaria delle risorse e delle misure da attuare.

Quanto accaduto, in un Paese civile non è accettabile e una classe politica diligente e seria, oltre alle risposte nell’immediato, deve prendersi carico di scelte strutturali coraggiose. Gli interventi sulla prevenzione del dissesto idrogeologico hanno anche altri tre fattori positivi rispetto alle grandi opere inutili dei decenni passati che si sono rivelate cattedrali nel deserto, intrise di corruzione e sono state a vantaggio esclusivo per pochi grandi gruppi industriali: sono più “democratici” perché distribuiti sul territorio con importi singolarmente più bassi ma in numero elevatissimo, a vantaggio della concorrenza e delle pmi, sono ad alta densità di occupazione e sono degli investimenti dato che i danni hanno un costo per le casse pubbliche maggiore di decine di volte.

Infine, tutti gli interventi non possono prescindere da una riflessione generale sui cambiamenti climatici e sulla necessità di agire subito nel rispetto degli accordi internazionali siglati. Su questo il Governo e il Parlamento nei prossimi mesi metteranno in campo ulteriori interventi e strumenti per incidere su fonti di energia rinnovabile, efficientamento energetico e economia circolare,come confermano anche le norme previste in legge di Bilancio.

 

Mobilità ciclabile: il Governo metta tutte le risorse necessarie!

downloadDopo una lunga attesa e la nostra interrogazione è stato pubblicato il bando di finanziamento per la mobilità sostenibile. 

Dopo aver sbandierato l’approvazione del c.d. Collegato Ambiente che prevede misure per la tutela della natura e dello sviluppo sostenibile, ci aspettiamo un impegno serio dal Governo!

E’ prevista la realizzazione di un Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro con 35 milioni di euro di competenza del Ministero dell’Ambiente per la riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta in prossimità di istituti scolastici, università e sedi di lavoro con servizi e infrastrutture di mobilità collettiva e anche di ‘bike to work’, ‘bicibus’. Per questo a luglio il Ministro Galletti aveva firmato il decreto per l’assegnazione, attraverso un bando pubblico rivolto agli Enti Locali, dei 35 milioni di euro previsti.ambiente

Il bando pubblicato è ovviamente solo un timido passo, una misura del tutto insufficiente: l’azione del PD e del Governo, in particolare del Ministro Delrio e del Ministro Galletti, resta assolutamente inadeguata, ben al di sotto delle aspettative dei cittadini e degli enti locali su questo tema, e ovviamente rivela che sul tema finora si sono fatti solo slogan come dimostra chiaramente anche il recente rinvio in commissione della Legge sulla mobilità ciclabile!

Ora chiedo al Governo di mettere in Legge di Bilancio maggiori risorse economiche perché è evidente che 35 milioni sono una foglia di fico, utile solo a pulire la coscienza a chi continua a favorire petrolieri, concessionari autostradali, il trasporto motorizzato privato, grandi opere inutili e la lobby del cemento!

Il tempo delle promesse è finito: il Ministro Delrio confermi pubblicamente, con atti formali, che la mobilità dolce è davvero una priorità per questo Governo: stanzi immediatamente risorse adeguate, provvedendo anche a garantire un concreto sviluppo della mobilità sostenibile anche per gli enti comunali al di sopra dei 50.000 abitanti!