Ecotassa: i cittadini pagano il massimo per colpa della giunta Perrone!

Paolo_Perrone_SindacoIl Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi (cd. ECOTASSA), introdotta con la legge finanziaria del 1996, ha l’obiettivo di favorire la minore produzione di rifiuti e il loro recupero. Si applica in presenza di conferimento in discarica dei rifiuti provenienti da attività di bonifica e smaltimento. La Regione Puglia con determinazione del 28 ottobre 2014 impone il massimo dell’ecotassa al Comune di Lecce e ad altri 26 comuni salentini, 25,82 euro per ogni tonnellata smaltita a causa dell’incapacità del Comune leccese di raggiungere la percentuale di raccolta differenziata stabilita dalla legge del 65%.

Dopo le chiacchiere, i proclami e le promesse dell’amministrazione comunale di Lecce e della Giunta Perrone sulle vicende legate alla raccolta dei rifiuti urbani, la favole degli amministratori si scontrano con la dura realtà. Una realtà fatta purtroppo di esborsi da parte dei cittadini che dovranno pagare a causa della non volontà del Comune di Lecce di svolgere una corretta gestione dei rifiuti. Per la giunta Perrone, fare la raccolta differenziata è un optional non contemplato e questa scelta va a danno dei cittadini e dell’ambiente.

 ecotassaEppure la Regione ha dato diverse proroghe temporali per avere anche un minimo di incremento delle percentuali di Raccolta differenziata, ma il Comune di Lecce è stato in grado di mancare anche questo appuntamento! Si legge nella determina regionale che il Comune ha presentato l’istanza per avvalersi delle agevolazioni previste, per cui, però, non è stato possibile accertare l’effettivo raggiungimento in quanto lo stesso Comune non ha presentato la certificazione necessaria. Insomma, anche un minimo sforzo per raggiungere un piccolo incremento di raccolta differenziata è risultata un’impresa titanica per la giunta Perrone.

Ma facciamo due calcoli per vedere quanto presumibilmente costerà l’ecotassa ai leccesi nell’anno 2014. Dal sito istituzionale regionale di riferimento si apprende che tra gennaio e giugno del 2014, il Comune di Lecce abbia raccolto in maniera indifferenziata, senza una adeguata separazione dei materiali, quasi 23.500 tonnellate di rifiuti che dovranno essere quindi smaltiti. Quindi, per i soli primi sei mesi di attività, se tale quantitativo fosse smaltito, la somma da pagare extra servizio di raccolta è di circa 605.000 euro. Spese che dovranno pagare i cittadini leccesi e che si aggiungono al costo del già scadente servizio di raccolta dei rifiuti. Ma non è tutto poiché da giugno 2014 sembrerebbe che il Comune di Lecce non abbia più comunicato i dati della raccolta rifiuti alla Regione Puglia e quindi i dati sono assenti e quindi molto probabilmente questi costi di smaltimento, ed ecotassa in aggiunta, aumenteranno. Opacità, poca trasparenza, incapacità nell’effettuare una seria raccolta differenziata e il risultato è che i cittadini leccesi pagheranno di più un servizio già scadente.

guido_andreaDi fronte a tanto fanno realmente sorridere le fotografie dei membri della giunta che si fanno fotografare in questi giorni vicino a raccoglietori di rifiuti differenziati. Raccoglitori che sicuramente sono più efficienti della giunta Perrone ma che non sono la priorità prevista delle gerarchia dei rifiuti dalla direttiva europea 98/2008 in quanto prima di attuare una preparazione al riutilizzo e quindi al riciclo, si dovrebbe provvedere ad una seria riduzione a monte dei rifiuti prodotti e un riuso dei medesimi. Ce lo dice l’Europa ma anche il buon senso. Perrone e l’assessore all’ambiente Giudo continuino a farsi fotografare, tanto l’ecotassa non pagheranno loro, ma sfortunatamente tutti i cittadini leccesi.

Provincia di Lecce contro le trivelle. Propaganda o contrarietà a tutte le energie fossili?

convocazione 24 novembre 2014 trivelleI parlamentari leccesi, Buccarella, De Lorenzis, Donno e Lezzi colgono di buon grado l’incontro che si tiene oggi 24 novembre in Provincia di Lecce. Personalmente non potrò partecipare a causa dei lavori d’aula sul “jobs act”. Tuttavia, la sen. Barbara Lezzi, in rappresentanza anche dei sen. Donno e Buccarella, che saranno in regione per discutere della legge elettorale, parteciperà non solo per concertare un percorso condiviso che tuteli il territorio dalle imminenti trivellazioni ma, soprattutto, per ribadire quanto sia preistorica la politica energetica nazionale e per cercare, a tal proposito, un altrettanto impegno condiviso al fine di portare a tutti i livelli anche la battaglia contro TAP e nuovi gasdotti in genere. Ci auguriamo chiarezza e prese di posizione ferme per non incorrere in ipocrisie e mere propagande elettorali, dato che, per esempio, proprio la Provincia presieduta da Gabellone non ha mai espresso contrarietà al gasdotto TAP. Quindi, sicuramente e coerentemente dal M5S un sicuro NO trivelle e gasdotti perché preferiamo reti intelligenti (“smart grid”) che distribuiscano efficientemente energia prodotta in forma diffusa da piccoli impianti domestici rinnovabili (non i grandi impianti che devastano paesaggi e territori), investimenti per efficientamento energetico degli edifici (quel settore che, tra l’altro, per un miliardo di investimento generano 18.000 posti di occupazione), e quelli in ricerca e sviluppo per le tecnologie per immagazzinare energia.