Lecce: Settimana europea della mobilità sostenibile.

Le iniziative intraprese dall’amministrazione per la settimana europea della mobilità non sono sufficienti e non rientrano in un piano organico e coerente: Lecce non ha ancora un Piano della Mobilità Urbana Sostenibile! Tali interventi andavano meglio comunicati e discussi per aumentarne le possibilità di successo e l’apprezzamento da parte di tutti: il metodo della partecipazione e dell’ascolto era evidentemente solo uno slogan elettorale e il modo di operare è in perfetta continuità!

Secondo uno studio in collaborazione con l’università della California, per ogni euro investito nel favorire la mobilità alternativa c’è un ritorno economico di 13 euro. I benefici per le città includono anche maggior commercio per i negozi locali, meno congestione del traffico e riduzione dell’inquinamento. A New York stanno pedonalizzando Times Square, Londra vuole arrivare a un futuro in cui l’80% degli spostamenti avvengano con i mezzi pubblici, a piedi o in bici. La provincia autonoma di Trento con i suoi 400 chilometri di piste ciclabili che, dal 2009, genera oltre 100 milioni di euro l’anno.

Ad ogni modo i commercianti aiutino il cambiamento invece di ostacolarlo e lamentarsi: mettano delle rastrelliere vicino ai propri esercizi e diano sconti ai clienti virtuosi! Una mobilità diversa conviene a tutti, automobilisti inclusi: come dimostra anche la chiusura di piazza Sant’Oronzo, aumenta il giro d’affari  delle piccole attività, aumenta il valore degli immobili, riduce smog e traffico. Il dibattito sul fiorire di tante nuove attività dove le auto sono interdette smentisce le loro preoccupazioni. Non nego i disagi ma sono soltanto temporanei!

Chi lamenta la carenza di parcheggi per auto ammette tacitamente di non voler risolvere il problema reale: l’eccesso di auto e di spostamenti inutili in auto! Il sindaco Salvemini e l’assessore Foresio ovviamente sono anch’essi vittime di questa cultura che favorisce lo spropositato spazio riservato alle automobili! I parcheggi sono poli attrattori di auto e quindi generatori di traffico e pertanto non possono essere davvero funzionali ad un cambio di paradigma e a un mutamento culturale nel concepire la democrazia degli spazi urbani. L’ex Massa e l’ex Enel non possono essere parcheggi di interscambio: per definizione infatti questi vanno realizzati in periferia! Se si pensa aprire aree di sosta nel centro, tanto valeva lasciare i posteggi di piazza Libertini. L’obiettivo dovrebbe essere trasferire la mobilità con auto private verso altre forme sostenibili e democratiche, non dislocare parcheggi all’interno della circonvallazione!

Il cambiamento deve essere graduale ma deciso: inutile parlare di mobilità sostenibile se gli stessi consiglieri di maggioranza e la giunta non rinuncia ai pass ztl, non si reinvestono gli utili di sgm per l’acquisto di nuovi mezzi pubblici, la Ztl non è attiva continuamente, mancano rastrelliere, non c’è un polo di smistamento logistico condiviso all’esterno del centro, le piste ciclabili sono tortuose e i marciapiedi strettissimi quando esistenti, si continuano a tollerare decine di suv di fronte le scuole di ogni ordine e grado, non c’è alcuna app che integri il pagamento e le informazioni sulla mobilità cittadina e periurbana  (parcheggi, mezzi pubblici, rastrelliere, ztl, …). E chi ipocritamente fornisce oggi soluzioni (pure sbagliate nel merito) essendo stato per 5 anni assessore di questa città, abbia almeno il pudore di tacere!

Estensione ZTL e Piano della mobilità sostenibile a Lecce

La proposta di estensione della ZTL del sindaco Salvemini è un passo in avanti nella giusta direzione, tuttavia è ancora troppo timida giacché riguarda solo il weekend e l’area intorno alla villa. Il M5S propone l’estensione della ZTL anche nella zona commerciale di piazza Mazzini e la pedonalizzazione nei giorni feriali che porterebbe solo benefici per la città: i cittadini potrebbero muoversi senza rischi a piedi o in bici; senza congestione e smog aumenterebbe il numero di persone che abbandonano i centri commerciali.

Diversi studi dimostrano che la chiusura al traffico veicolare motorizzato a vantaggio della ciclabilità e dei pedoni, sono provvedimenti che favoriscono gli esercenti commerciali situati in tali zone. Anche i commercianti beneficerebbero di questo cambiamento a patto di istituire un servizio di logistica ecologico e compatibile con le esigenze degli esercenti, comodi e vantaggiosi parcheggi di scambio in periferia e il potenziamento del trasporto pubblico con bigliettazione integrata in una visione davvero intermodale e smart della viabilità.

Il Comune di Lecce non si è ancora dotato di un Piano della Mobilità Sostenibile. E’ importante la sua realizzazione perché è uno strumento di pianificazione virtuosa arricchito dai contributi della cittadinanza: viene redatto tenendo in debita considerazione i principi di integrazione, partecipazione e valutazione per soddisfare le necessità di mobilità delle persone e delle merci con l’obiettivo migliorare la qualità della vita nelle città e nei loro dintorni.

Discarica Parachianca: contrari ad una discarica di rifiuti speciali.

Sulla nuova proposta per il M5S rimangono i motivi di contrarietà già avanzati. Innanzitutto, Lecce e il Salento hanno necessità di discariche di rifiuti urbani, e non speciali, per tamponare la finta emergenza sui rifiuti: tale crisi non avrà mai fine se i Comuni non implementano una raccolte differenziate spinta che superi il 90% come accade in alcune amministrazioni virtuose. Costruire una discarica di rifiuti speciali giustificandola con l’emergenza rifiuti, è una infima speculazione sui problemi dei cittadini.

Inoltre, a differenza di quella per rifiuti urbani, che è al servizio del territorio, una discarica di rifiuti speciali può ricevere rifiuti di ogni tipo e da ogni parte d’Italia. Pertanto, questo conferma che la società è solo interessata al profitto derivante dal conferimento di qualsiasi rifiuto proveniente da ogni angolo d’Italia e induce i Comuni a non migliorare il servizio di raccolta differenziata.

In ultimo, se la proprietà delle discariche fosse pubblica i cittadini contribuenti avrebbero la garanzia di bassi costi dello smaltimento e di una gestione improntata alla pubblica utilità e non al mero profitto magari con l’ombra della criminalità organizzata. Abbiamo moltissimi esempi di come la gestione delle discariche di rifiuti speciali gestite da privati segua solo logiche economiche contrarie alla volontà dei cittadini e al buon senso: le discariche della provincia di Taranto ne sono la dimostrazione evidente. Spero che gli amministratori locali approfondiscano e non restino affascinati da chi per interesse particolare avanza proposte che ingigantiscano i problemi o ne rimandano la reale soluzione.

TAP aumenta i fondi per comprarsi il consenso dei cittadini.

La società TAP ha fatto sapere che per il 2017 ha triplicato i fondi per i bandi alle associazioni No Profit. La Puglia non ha bisogno dell’elemosina di TAP. Non siamo una colonia e questo è solo un modo becero di comprare il consenso dell’opinione pubblica. E’ una logica perversa e pericolosa perché spinge i cittadini ad accettare qualsiasi infrastruttura, anche inutile o dannosa, in cambio di qualche spicciolo. 

Se il nostro paese decidesse di puntare su una decarbonizzazione seria, non le chiacchiere di Emiliano smentite pure da Enel, attraverso una produzione di energia, pubblica, distribuita e diffusa da fonti rinnovabili, si generebbe economia e benessere decine di volte maggiore del piatto di lenticchie con cui Tap ricatta i pugliesi

Al contrario di quanto sostiene TAP, se qualche associazione partecipa al bando, non significa che il territorio voglia il gasdotto. Tap si rassegni, non sarà mai accettata dalla Puglia e se andremo al Governo faremo il necessario per bloccare questa infrastruttura!

Pass ZTL a Lecce: si rinunci a questo privilegio.

Il cosiddetto cambiamento dall’attuale amministrazione al momento si ferma alle parole: siamo in attesa che i consiglieri comunali e la giunta rinuncino al pass ZTL, dimostrando di saper rinunciare ad un privilegio e diano l’esempio utilizzando bici e mezzi pubblici per recarsi in centro.

Non serve modificare il regolamento, basta rinunciare come ha già fatto il consigliere comunale del M5S Fabio Valente. La lotta al traffico e il cambiamento culturale dovrebbe essere una priorità e i primi provvedimenti in questo inizio di consiliatura come la possibilità di parcheggiare lungo tutti i viali principali lungo la corsia preferenziale dei mezzi pubblici e la gratuità dei parcheggi durante i giorni della festa patronale non sono un grande esordio per avere una mobilità migliore in città.

La nuova maggioranza quando sedeva in consiglio comunale come opposizione, non rinunciò ai pass per la ZTL. Oltre alle lodevoli iniziative sui biglietti omaggio per le giostre e per lo stadio, saprà essere coerente e rinunciare ad ogni tipo di privilegio a cominciare dai pass per la ZTL?

Impianto di gas Lecce: confermati i nostri timori!

La risposta della società conferma i nostri timori: è una speculazione finanziaria. Anche se non verrà utilizzato per produrre energia elettrica ma lavorato per diventare biometano da immettere in rete, questa pratica permetterà alla società di incassare gli incentivi statali che possono essere monetari o di «certificati di immissioni di consumo» a seconda delle modalità di messa in rete.

La società conferma che l’obiettivo principale è produrre gas per prendere incentivi e non la trasformazione dell’organico nel miglior compost possibile. Non avevo avanzato alcuna ipotesi sull’utilizzo del gas ma dedotto giustamente che senza incentivi la società non avrebbe avanzato alcun progetto! Infatti la società non è interessata a commercializzare il materiale trattato, tanto da volerlo regalarlo agli agricoltori: strana forma di mecenatismo per un soggetto che per legge ha come unico interesse il profitto. Di società che regalano briciole per abbattere le resistenze dell’opinione pubblica ne conosciamo tante da Ilva a Tap. Inoltre, la qualità del digestato da anaerobico è inferiore a quella del compost prodotto unicamente con trattamento aerobico.

La società mente quando afferma che il trattamento anaerobico impedisce le emissioni odorigene: forse possono essere ridotte  ma come confermato dai molti esempi, analoghi a quelli proposto, anche gli impianti anaerobici emettono emissioni nauseabonde: insomma non è il motivo per preferirli a quelli aerobici.

La società dice di attenersi rigorosamente al piano regionale dei rifiuti urbani che prevede due ipotesi alternative: un impianto da 60 mila t/a oppure da 45 t/a, solo di verde e organico. Tuttavia la proposta di MetApulia prevede anche i rifiuti speciali che si sommano all’organico cittadino.

L’impianto non rispetta il piano regionale dei rifiuti per almeno 2 ragioni: tratterà anche 15.000 tonnellate all’anno di rifiuti speciali non previsti nel piano e questi si sommeranno all’organico per un totale di oltre 77.000 tonnellate all’anno. L’efficienza presunta legata alla proprietà privata si traduce per effetto di economia di scala solo in impianti sovradimensionati e produzione di gas come obiettivo principale!

Per dimezzare la tariffa sui rifiuti basta ridurre la produzione di rifiuti inutili a monte, attivare un’ottima raccolta differenziata prossima al 100%, rivendere il materiale (vetro, carta, plastica e metallo) e il compost prodotto con impianti di prossimità aerobici. Non abbiamo preclusione ideologica su impianto ma conosciamo pregi e difetti delle soluzioni possibili. Forse è la società a essere male informata e a credere che tutti i politici siano ignoranti e si possano raggirare con 4 chiacchiere da bar.

Impianto di Compostaggio Lecce: Meglio un impianto piccolo, aerobico e pubblico!

La MetApulia vorrebbe realizzare nel territorio comunale di Lecce un impianto anaerobico finalizzato alla produzione di biogas con successivo trattamento aerobico per la produzione di compost. Per i quantitativi trattati il nuovo progetto dovrebbe essere simile a quello presentato per la realizzazione di quello tra Lecce e Surbo che prevedeva 50 mila tonnellate annue da trattare.

Qualcuno vuole speculare sulle emergenze create ad arte! A Lecce e nel Salento c’è ovviamente necessità di realizzare un’impiantistica adeguata per il trattamento dell’organico, ma la proposta della MetApulia è irricevibile per 3 motivi! Innanzitutto, la scelta dell’anaerobico che dimostra l’interesse principale della società: una mera speculazione. Come in tutti i casi simili in tutta la Puglia avanzati da società analoghe, volta a prendere incentivi economici, cioè altri soldi delle tasse dei cittadini italiani, per la produzione di biogas e non risolvere il problema dei cittadini: la produzione di ottimo fertilizzante dai rifiuti organici.

Il secondo elemento ostativo, comune a tutte le proposte di questo tipo che conferma la speculazione, è la dimensione dall’impianto. Un impianto da 50 mila tonnellate annue è sovradimensionato per Lecce: l’idea nascosta ai cittadini è alimentare l’impianto anche con rifiuti provenienti anche da altri territori, riempiendo peraltro le strade di camion che compiono centinaia di chilometri con un aumento di traffico ed inquinamento; senza contare le “emissioni odorigene” che saranno tanto più forti quanto più grande sarà l’impianto.    

La legge prevede che i Comuni arrivino al 65% di raccolta differenziata nel 2012! Lecce con 20 anni di governo del cdx non è arrivata neanche al 50%.

Il terzo motivo è legato alla gestione privata: il gestore è interessato solo ai profitti e non ad un’efficiente raccolta di rifiuto organico con totale separazione riciclo di materia. Infatti queste società sottoscrivono con gli enti locali contratti del tipo “vuoto per pieno”: ogni anno l’Amministrazione paga una quota a prescindere dalla quantità di organico conferita e con le percentuali di differenziata ridicole e fuori legge il privato non ha alcuna spinta a migliorare il servizio. Insomma l’ennesimo annunciato profitto senza rischi per il privato e l’esborso inutile per i cittadini!

Speriamo che il nuovo sindaco di Lecce e degli altri comuni Pugliesi non caschino in questi tranelli e invece mettano in essere iniziative per ridurre la produzione dei rifiuti  – defiscalizzazione per gli esercizi che vendono prodotti sfusi, promozione di pannolini lavabili, incentivi per non somministrare acqua imbottigliata, compostaggio domestico – e risolvano presto il problema dei rifiuti con la costituzione di una società pubblica per la realizzazione e la gestione di un impianto aerobico di dimensioni adeguate che riesca a vendere il compost di ottima qualità ottenuto dagli scarti organici dei cittadini con una differenziata che nei Comuni virtuosi ha superato il 90%.

Aeroporto di Brindisi: errore strategico rinunciare alla ferrovia.

Il collegamento ferroviario con l’Aeroporto di Brindisi era previsto dal quadro programmatico progettuale “Collegamento ferroviario aeroporto di Brindisi-stazione ferroviaria di Brindisi”. Tuttavia nel Piano Regionale dei Trasporti (2009-2013) il progetto è stato affiancato da un’alternativa costituita dal sistema Automated People Mover.

La scelta del collegamento su gomma con l’aeroporto di Brindisi è insensato rispetto a quanto stabilito dal Piano Regionale dei Trasporti. Non è mai stato fatto lo studio di fattibilità sul collegamento ferroviario e sappiamo che RFI non è mai stata coinvolta per questa opzione come ci ha confermato il Ministero dei Trasporti rispondendo ad una mia interrogazione sul tema.

 Vorrei sapere in base a quali analisi tecniche e di costi/benefici questa scellerata proposta è diventata definitiva, dato che non è stato compiuto alcuno studio di fattibilità per valutare quale fosse la migliore tra le possibili opzioni. Non prevedere un collegamento ferroviario con l’aeroporto di Brindisi è assolutamente folle. Il problema per i pugliesi e per i turisti, è arrivare comodamente e in tempi certi e rapidi all’aeroporto e alle destinazioni turistiche. Il collegamento ferroviario risolverebbe queste esigenze ed inoltre diventerebbe un’alternativa valida all’impiego dell’auto: si contribuirebbe a ridurre il traffico veicolare su strada con benefici sia in ambito ambientale, per la minore produzione di emissioni, sia di diminuzione di rischio di incidenti stradali. Avrebbe poi l’effetto collaterale positivo di contribuire ad abituare i cittadini all’utilizzo dei mezzi pubblici: sia in ambito urbano e interurbano sia su lunghe percorrenze; si incrementerebbe la “domanda” di trasporti sufficiente per rendere economicamente sostenibili ulteriori corse di Trenitalia nei servizi a mercato come i freccia e per le FSE.

 

Nessuno può spiegare razionalmente questa scelta a maggior ragione perché il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Brindisi era già previsto. Viene il sospetto che ci siano interessi particolari da tutelare. Inoltre, nel 2011, l’allora candidata sindaco di Lecce ora assessore regionale, Loredana Capone, insieme a tutti gli altri candidati, ha sottoscritto un impegno con Confindustria-Lecce, affinché venisse realizzato il collegamento ferroviario: nonostante le sue deleghe alle attività produttive, al turismo ha ignorato deliberatamente la questione e tutta la politica ha poi scelto inspiegabilmente la soluzione peggiore ma continua a piangere un presunto isolamento regalando soldi alle compagnie aeree e a sperimentazioni improbabili come con i Frecciarossa.

La tanto sbandierata “cura del ferro” del Ministro Delrio non ha effetti in Puglia visto che ancora una volta la ferrovia viene sfavorita. La Puglia ha necessità di collegamenti capillari, efficienti e veloci e non dell’ennesimo servizio che sarà l’ennesimo prevedibile insuccesso con spreco di soldi pubblici.

Trasporti Salento: sindaci in Provincia. Ennesima passerella inutile!

Martedì 25 luglio, alle ore 11:00, nell’aula consiliare di Palazzo dei Celestini, a Lecce. è stata convocata dal presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone l’assemblea dei Sindaci per discutere sul tema dei trasporti.  E’ un incontro che sa di farsa. E’ certamente positivo che i sindaci s’incontrino per parlare di trasporti, tuttavia non posso rilevare l’assoluta inutilità di tale discussione in assenza degli interlocutori che possono incidere. Discutere delle criticità dei trasporti in assenza degli enti e le società pubblici e privati, come l’assessore regionale ai trasporti e l’Agenzia Regionale per la Mobilità, le aziende Trenitalia, FSE, RFI, Aeroporti di Puglia, Anas è solo una perdita di tempo. Per un tema con competenze così trasversali si sarebbero dovuti convocare anche i consiglieri regionali, i parlamentari del territorio e i cittadini.

I servizi di trasporto in Salento sono un disastro perché i partiti i cui esponenti politici si incontrano non hanno mai lamentato nelle sedi competenti il rispetto del contratto di servizio: non hanno mai richiesto maggiore frequenza dei treni nei giorni festivi incluse le domeniche, non hanno mai denunciato ritardi e corse cancellate e neanche sporcizia e condizionatori rotti, forse troppo impegnati a non calpestare gli affari delle società di trasporto privato, dei tassisti o forse per incapacità. Insomma se raggiungere l’aeroporto di Brindisi, le scuole o le località turistiche è un’odissea, sono i partiti tradizionali a dover fare un esame di coscienza! I cittadini pretendono  un servizio regionale efficiente, capillare, economico e frequente, con integrazione tariffaria e intermodalità, ma il Presidente Emiliano riesce solo a fare passerelle con Ferrovie dello Stato, nonostante i disagi quotidiani di pendolari e turisti: gli amministratori locali dovrebbero denunciare la mancanza di visione e di risorse e le inaccettabili discriminazioni sulla sicurezza per cui sulle tratte ferroviarie salentine viene posticipata rispetto al resto della rete!

E’ paradossale che i partiti prima si battano per sprecare 250 milioni dei contribuenti per un’opera inutile e dannosa per il territorio come il vecchio progetto della S.S. 275, e poi si lamentino dell’isolamento del territorio, quando hanno la colpa di non aver acquistato nuovi treni, con sistema di sicurezza, linee elettrificate e riattivazione delle stazioni quasi abbandonate. Questo ennesimo incontro, senza potere decisionale, non avrà alcun effetto pratico ma servirà solo da alibi mediatico. L’unità degli intenti che in queste sedi emerge non è mai seguita da azioni concrete con gli interlocutori giusti! Gabellone e tanti altri politici che sprecano risorse pubbliche, non pianificano, tagliano i fondi ai servizi ai cittadini, dovrebbero dimettersi e restituire le indennità che percepiscono da troppi anni come politici di professione giacché non li paghiamo per far finta di risolvere i problemi che hanno causato!

Rifiuti: caos nel Salento

L’incapacità dei Comuni e della Regione si abbatte sui cittadini. Per tanti anni i Comuni hanno realizzato, e in molti ancora oggi continuano a realizzare, percentuali di raccolta differenziata ridicole. I rifiuti indifferenziati vengono inviati prima alla stabilizzazione e quindi nelle discariche e negli inceneritori. Tutto ciò causa costi elevatissimi alla collettività, danni ambientali e paradossalmente mancati introiti ai Comuni per i materiali che non sono avviati al riciclo.

Il Commissario regionale, dott. Grandaliano, uomo di Emiliano, agevola i signori dei rifiuti in Puglia: il duo Albanese-Marcegaglia. Emiliano, come Vendola e Fitto, avvantaggia gli impianti di smaltimento in danno la raccolta differenziata, come dimostra la finta pianificazione regionale, che come certificato dall’ANAC non ha avuto alcun controllo, e l’inerzia regionale alle numerose richieste di autorizzazioni provinciali degli impianti di smaltimento.

Oggi possiamo dirlo chiaramente: l’emergenza rifiuti pugliese è causata dai partiti che stanno attuando una strategia perversa in favore degli impianti di smaltimento. L’unica maniera per dirimere la costante emergenza dei rifiuti in Puglia, è attuare immediatamente la strategia Rifiuti Zero. Una strategia che aiuta l’Ambiente e avvia anche l’Economia Circolare creando occupazione: riduzione a monte della produzione dei rifiuti, riutilizzo, riciclo e recupero delle materie prime/seconde. Non dovrebbe esistere alcun rifiuto ma soltanto risorse da riusare e riciclare.