Team del Futuro in Puglia

Buongiorno a tutti,
inizia il tour nei territori e nei meet up del  Team Cioffi per il settore delle Infrastrutture e dei Trasporti del MoVimento 5 Stelle con Andrea Cioffi, Enrico Stefàno e Ilaria Dal Zovo.
Siamo pronti a raccogliere i suggerimenti che arrivano dai cittadini e dal basso per costruire una visione condivisa e per supportare il lavoro dei portavoce, dei meet up, degli attivisti e degli iscritti.

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Cioffi e De Lorenzis incontrano cittadini e attivisti a Lecce
📅 Venerdi 22 novembre
🕧 20:30 – 23:30
📍 Via F. Milizia n. 45, Lecce (presso la sede del Movimento 5 Stelle Lecce)

Cioffi e De Lorenzis incontrano cittadini e attivisti a Bari
📅Sabato 23 novembre
🕧 10:30 – 13:30
📍 Via A. Manzoni n. 243, Bari (presso la sede del MoVimento 5 Stelle Bari)

Partecipate numerosi. Aspettiamo il vostro prezioso contributo costruttivo.

Alberi per il Futuro 2019

L'immagine può contenere: spazio all'aperto, testo e naturaSabato 16 e domenica 17 novembre, torna Alberi Per Il Futuro 🌳
Alla 5° edizione, l’iniziativa ha consentito di piantare più di 40.000 alberi in 200 Comuni d’Italia dal 2015 ad oggi, e non abbiamo alcuna intenzione di fermarci!

In tutta Italia, cittadini e volontari di tutte le età, senza simboli di partito nè bandiere, si incontreranno per una giornata di festa e per mettere a dimora centinaia di alberi nelle Città in cui vivono.

Domenica 17 novembre dalle ore 10:30, anche a Lecce il consigliere Arturo Baglivo con il parlamentare Michele Nitti e i consiglieri regionali Antonio Trevisi e Cristian Casili insieme a tanti attivisti e cittadini volenterosi parteciperà alla piantumazione di 84 alberi nel parco Baden Powell (il parco retrostante l’hotel Zenith).
Appuntamento in Via Ferrando Nicolò per trascorrere una bella giornata e per rendere la nostra Lecce ancora più bella e verde.

Ps: in caso di maltempo, l’iniziativa si intende posticipata alla domenica successiva.

Elezioni comunali a Lecce

Ieri sera una bella festa a Lecce con Arturo Baglivo, una squadra piena di entusiasmo e coraggio per vincere contro l’armata dei soliti noti o di loro burattini, incapaci di cambiare davvero come dimostra la mole di finte liste utili solo a rastrellare voti per portarli nei contenitori vuoti di sempre!
#VotateviAlCambiamento

ETR 700: il chiarimento da parte di Trenitalia

In riferimento all’articolo di qualche giorno fa apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno, mi sono immediatamente interessato e Trenitalia fa presente quanto segue:

“I treni ETR 700 sono stati acquistati in numero di 17 unità da Trenitalia con acquisto di opportunità a condizioni particolarmente favorevoli”.

Sul piano tecnico, il treno è perfettamente adatto a circolare sulla rete del sistema ferroviario nazionale ed è stato dotato degli apparati tecnici di sicurezza e segnalamento necessari per circolare in Italia.

Anche al fine di assicurare i migliori livelli di confort, in linea con quelli dell’ Alta Velocità, i treni sono stati completamente rinnovati, intervenendo, tra l’altro, anche sull’impianto di climatizzazione delle carrozze.

Per quanto riguarda le toilette il numero originario presente a bordo era di 5, adatto per percorsi di breve-media durata. In previsione dell’utilizzo sull’intera tratta Milano-Lecce è stata definita una modifica per estendere a 7 il numero di toilette, in linea con gli standard attuali di altri treni AV.

FSE, Metropolitana e Alta Velocità: alcuni chiarimenti!

FSE E METROPOLITANA

Da mesi, contro il catastrofismo generale, ho rilanciato gli sforzi profusi dalla società del gruppo FSI per rilanciare il trasporto nel sud della Puglia e finalmente risultano evidenti anche all’opinione pubblica i cambiamenti che l’azienda delle FSE sta intraprendendo per raggiungere i livelli di servizio che si addicono ad un paese civile ed europeo, con il supporto di Regione e Governo per il rinnovo dei mezzi e gli interventi infrastrutturali.
Gli anni passati in questo periodo venivamo subissati da familiari di studenti arrabbiati per l’assenza o la carenza di servizio mentre oggi la situazione è nettamente diversa grazie ad un potenziamento delle attività attuali e di quelle pianificate.
Queste novità evidenziano altresì il disinteresse della politica ad ogni livello finora sul trasporto pubblico, che ha messo l’Italia sul podio tra i Paesi Europei con i mezzi più vetusti e inquinanti e altissima propensione dei cittadini a usare l’auto privata. Speriamo che la Regione e le aziende portino avanti tali politiche, costantemente anche nei prossimi anni, perché è evidente che non è sufficiente abbassare i valori medi: circolano ancora troppi mezzi obsoleti, rumorosi e malandati e vanno sostituiti regolarmente ogni anno quando arrivano alla fine del loro ciclo di vita.
Inoltre, per non ingenerare false aspettative, dobbiamo dire che, nonostante tale dicitura sia riportata in documenti ministeriali, non si potrà avere affatto la metropolitana di superficie in provincia di Lecce: l’elettrificazione delle linee (da cui rimane esclusa la zona di Casarano e Gallipoli), la loro velocizzazione con la soppressione e l’automazione dei passaggi a livello, l’aumento degli standard di sicurezza attraverso l’adozione dei sistemi in uso sulla rete ferroviaria nazionale, non sono condizioni sufficienti per avere un servizio metropolitano reale, dato che sarà infrastrutturalmente impossibile avere più di due treni ogni ora, senza raddoppi di binari (almeno parziali, al momento non previsti). Quindi un servizio di trasporto ferroviario regionale rapido, capillare, intermodale, interoperabile ma certamente senza treni ogni 10-15 o 20 minuti come ci si attende da una metro o un tram.

VELOCITÀ ALTA e non ALTA VELOCITÀ

La velocizzazione della linea adriatica, che non è l’alta velocità dato che i treni non viaggeranno oltre i 200 km/h, con interventi tecnologici, soppressione dei passaggi a livello, raddoppio dei binari tra Termoli e Lesina è già prevista nel contratto di programma 2017-2021 tra Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana (la società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiano che si occupa dell’infrastruttura), proprio in questi giorni all’attenzione delle Commissione Parlamentare di cui sono Vicepresidente, e prevede investimento pluriennale per la realizzazione dell’opera finalmente deliberata anche con il consenso della Regione Molise che ne aveva chiesto una variante.
Assicuro pertanto che il progetto andrà avanti celermente attraverso la redazione del progetto definitivo di Italfer (la società di ingegneria del gruppo FSI) e poi del bando di gara per l’esecuzione con conseguente appalto e realizzazione nei tempi previsti per legge.

Allo stesso modo la linea veloce (che non è l’alta velocità con treni a 300 km/h) Napoli-Bari/Taranto, ha tutti gli stanziamenti necessari ed RFI sta proseguendo la realizzazione dell’infrastruttura con grande impegno e slancio per superare il deficit infrastrutturale del sud del Paese.
L’assessore Regionale invece dovrebbe occuparsi di chiedere a RFI un nuovo tracciato per il nodo Nord di Bari, magari con un tracciato che passi dall’aeroporto di Bari, stanziare risorse economiche per aiutare le amministrazioni locali a realizzare sovrappassi e sottopassi che consentano di chiudere i passaggi a livello e stanziare risorse per la riqualificazione delle ferrovie regionali! Su questi temi che sono di visione a 10-20 anni e delineano il miglioramento della qualità del servizio sul medio-lungo periodo non c’è alcun segnale. Evidentemente sarà il M5S alla guida della Regione Puglia a breve a programmare questi fondamentali interventi per i cittadini

TRENO SOPPRESSO

I lavori lungo la linea adriatica sono necessari per adeguare la linea a standard di maggior velocità e per il trasporto merci dai porti del sud, tuttavia non è accettabile che proprio per via della loro prevedibilità con ampio anticipo, l’utenza di centinaia di persone si trovi ad affrontare disagi incomprensibili a causa di assenza totale di comunicazione di Trenitalia.

In un’epoca in cui mandare sms, email e notificare eventi in tempo reale, non costa alcunché e si può raggiungere la cittadinanza in tanti modi è surreale la superficialità con cui non sia stata gestita la situazione tanto da paragonare gli effetti a quelli di una emergenza.

 

Trasporti regionali: politica assente.

Nei giorni scorsi sono intervenuto più volte sulla situazione dei trasporti regionali pugliesi

30/05 : La situazione dei trasporti nel Paese, in Puglia e nel Salento, non può migliorare senza un Governo forte e ma questo non può essere un alibi per l’assenza di programmazione e sinergia istituzionale degli enti locali.
Certamente è prioritario aumentare il fondo nazionale del trasporto pubblico e chiedere conto in Parlamento delle attività delle società del gruppo FSI e d’altra parte è imprescindibile coordinare e potenziare le iniziative di trasporto pubblico messe in campo dagli enti locali, in primis Regione, ma anche Provincia e Comuni: è impensabile che siano i singoli Comuni a sostenere iniziative sporadiche e disarmoniche o che siano i privati a supplire a tali carenze.

L’assenza di navette domenicali dagli aeroporti durante le domeniche e i festivi, la loro scarsa frequenza, la mancanza di una applicazione per smartphone che dia informazioni su orari su percorsi e vettori e permetta di acquistare biglietti e le altre vistose lacune per realizzare la smart mobility prendendo ad esempio le migliori pratiche europee, sono gravi responsabilità che pesano esclusivamente sulla Regione.

Come M5S, vediamo il bicchiere mezzo pieno, pur comprendendo le preoccupazioni dei Sindaci: apprezziamo i tentativi di miglioramento continuo del servizio ad opera di Ferrovie del Sud Est. Quest’anno c’è un servizio di trasporto, che l’anno precedente era inesistente, verso Gallipoli e Otranto che per 6 giorni a settimana è su ferro e solo la domenica sarà svolto per quest’anno con autobus. Ovviamente non è l’ottimo, ma la gestione di questa transizione sta migliorando velocemente e FSE certamente ha la chiara volontà e forza per potenziare e migliorare il servizio, con convogli più rapidi, sicuri, capillari e frequenti

La Regione invece non può chiedere continui sacrifici ai cittadini e poi a fronte di carenze strutturali di servizi invocare lo scaricabarile. L’assessore Nunziante invece di puntare il dito contro altri, dica che non ha stanziato un solo euro in più nel bilancio regionale per il contratto di servizio per aggiungere nuove corse. La giunta Emiliano dica quali iniziative concrete sta adottando ora per dare certezza a turisti, pendolari, amministratori che non si verifichi più la solita inaccettabile improvvisazione figlia di mancanza di progettazione e visione politica.

25/05: Collegamenti al Capo di Leuca. Sebbene si possano comprendere le scelte di Trenitalia sui collegamenti Freccialink che penalizzano il capo di Leuca, poiché sono dettate da ragioni di mercato, restano invece incomprensibili le lamentele senza proposte dei politici i cui partiti hanno governato la Regione per decenni.

La Regione e Provincia di Lecce devono avanzare soluzioni a quelle esigenze di mobilità che non soddisfano i requisiti di copertura dei costi da tariffa e che quindi rientrano nel servizio universale di trasporto pubblico. Il recente piano della Provincia ovviamente pur essendo un tentativo necessario e per certi versi apprezzabile di fornire servizi di trasporto, illude molti salentini perché riprende lo slogan del Metrò, pur essendo un servizio che per offerta e frequenza non è paragonabile a quest’ultimo, poi si sovrappone a percorsi già espletati da FSE e infine paradossalmente dimentica i cittadini più lontani dal capoluogo e che maggiormente dovrebbero essere tutelati!

Per dare servizi di trasporto efficienti, capillari e frequenti, servono risorse economiche per aumentare le corse, comprare mezzi nuovi e confortevoli e una programmazione seria e integrata delle corse in logica intermodale e di integrazione tariffaria tra vettori e per aree geografiche, adoperando gli strumenti attuali come le app per bigliettazione e infomobilità. I cittadini e i turisti restano in attesa di avere i servizi che ormai sono il minimo inderogabile perché non sopportano più l’incapacita e l’irresponsabilità di chi non sa tutelare i loro diritti.

 

TAP, contestazione al rettorato: ipocrita chi accusa i NO TAP.

E’ ipocrita chi accusa i NO TAP i cittadini stanno reagendo in maniera pacifica e non violenta alle imposizioni del Governo e alla militarizzazione del territorio. Abbiamo sempre insistito per un confronto nel merito nelle sedi opportune e questo non è mai avvenuto in maniera seria. La responsabilità di questa situazione è quindi del Governo e di chi impone una severa repressione, condizione inaccettabile per un Paese civile.

Le esternazioni dei presenti sono falsità: l’ing. Laforgia gli accusa di aver interrotto un confronto nel quale però intervengono solo ospiti con pari curriculum e preparazione favorevoli al gasdotto, un’idea distorta di democrazia. L’onorevole Massa dovrebbe tacere sapendo che una maggioranza incostituzionale ha ratificato l’accordo con la forza e le bugie e il Governo ha imposto queste opere con decreti e ha aggirato le norme sulla sicurezza per la centrale a Melendugno. L’ing. Elia “dimentica” che l’unica sicurezza sono i profitti privati di un’opera costruita con soldi pubblici, inutile per l’Italia che già possiede già il doppio della capacità di importazione di gas rispetto al proprio fabbisogno. I cittadini hanno tutte le ragioni per esprimere il proprio indignato dissenso quando vengono trattati come criminali, depredati di salute, di libertà, del proprio territorio e degli altri diritti costituzionali come quello di manifestare il proprio pensiero.

Rifiuti Provincia di Lecce: risultati pessimi!

Dai dati del rapporto rifiuti urbani 2017 di ISPRA si evince che in Provincia di Lecce vengono prodotti la maggior quantità pro capite di rifiuti urbani smaltiti in discarica. La media regionale di rifiuti prodotti per ogni cittadino e finiti in discarica è di 310 kg, quella provinciale 355 kg. Le politiche virtuose che sono stabilite dalle norme europee e italiane: la riduzione a monte della produzione dei rifiuti è il primo parametro in ordine gerarchico nella gestione dei rifiuti.

La Provincia di Lecce è la peggiore dell’intera Regione che certo non brilla tra quelle italiane per i risultati raggiunti. Il ciclo dei rifiuti è gestito in maniera pessima perché non si adottano le migliori pratiche internazionali come la “strategia rifiuti zero” e le linee guida europee: non c’è alcuna politica di riduzione della produzione di rifiuti (detrazioni fiscali per la vendita di prodotti sfusi o riusabili).

La raccolta differenziata è bassa: con il 37% la Provincia di Lecce è la penultima in Puglia. La legge italiana in attuazione delle norme ue, impone il raggiungimento del 65 % di raccolta differenziata al 31 dicembre 2012. Nel 2016 sono cambiati i criteri per il calcolo delle percentuali di raccolta differenziata che ne hanno incrementato ovunque il livello di qualche punto percentuale.

Altro scandalo è che la separazione della materia per il suo recupero è a livelli imbarazzanti oltre che fuori legge. Non si deve avere un alto livello di raccolta differenziata per moda o per vanto: ma recuperare materia ci permette di risparmiare le limitate risorse sul pianeta e non dover lasciare alle future generazioni discariche oltre che non avvelenare acqua terra e aria. Eppure molti amministratori e politici di professione, che si dicono esperti e capaci, non conoscono neanche gli obiettivi minimi che la legge imponeva di raggiungere 5 anni fa!

Evidentemente la visione è quella di creare emergenze ad arte: riempire le discariche per aprirne altre in deroga a regole e controlli e giustificare l’incenerimento degli stessi. Due business molto remunerativi per chi gestisce le discariche o ci avvelena bruciando rifiuti e che spesso come raccontano le cronache giudiziarie vede l’interesse della criminalità organizzata.

Per questo anche il resto della Regione Puglia non può festeggiare: se avessimo il 100% di materia recuperata avremmo tariffe molto più basse, più occupazione, meno criminalità e probabilmente anche più turismo. Emiliano, come Vendola e Fitto, non vuole una virtuosa economia circolare ma quella malata dello smaltimento, a vantaggio dei soliti noti imprenditori che in Puglia detengono il monopolio dell’intero ciclo dei rifiuti.

ZES in Salento: per Surbo serve serio piano di rilancio.

Lo avevamo detto mesi fa: le ZES svantaggiano le aziende che rimangono all’esternoOggi i politici salentini ne prendono atto e chiedono, con oltre 4 mesi di ritardo, di includere lo scalo ferroviario di Surbo all’interno di una ZES: non hanno mai avviato un rilancio concreto e pensano che con proposte confuse e senza alcuna pianificazione, si possa rilanciarlo.

La discussione sulle ZES si è trasformata in una guerra campanilistica a causa della Regione: Emiliano e l’assessore Mazzarano promettono senza dire come sia possibile realizzare un sistema sinergico che avantaggi tutti. Queste promesse presto si  scontreranno con i pochi fondi disponibili per tutto il mezzogiorno: ogni atteso beneficio sarà ridimensionato e saranno solo le aziende amiche o le multinazionali a beneficiarne.

Non si è mai discusso dei criteri di accesso e di quali tipi di aziende beneficeranno degli incentivi; si sta perdendo un’altra occasione per fare chiarezza e dare un chiaro indirizzo politico, nonostante il forte ritardo del Governo con l’emanazione del decreto che li specifica: non esiste un dibattito pubblico sul tipo di economia che si vuole realizzare in Puglia attraverso le ZES.

E’ paradossale che nonostante gli impegni presi dall’allora candidata sindaco Loredana Capone durante la campagna elettorale per le elezioni comunali amministrative per Lecce del 2012, la Regione dove lei ha l’incarico di assessore, non abbia mai agito per rilanciare lo scalo di Surbo. E’ poco credibile rispolverarlo solo per la questione ZES: serve un piano di rilancio, a prescindere dagli incentivi per le zone speciali, che possa dare respiro al comparto della logistica. Ho presentato diverse interrogazioni per chiedere al Governo di incentivare le attività legate allo scalo merci di Surbo e la mia è stata l’unica voce contro il silenzio degli amministratori.

Passaggi a livello FSE rimasto aperto a Copertino.

Non è degno di un Paese civile che i passaggi a livello ferroviari di FSE rimangano aperti al passaggio del treno, come evidenziano le centinaia di segnalazioni che ho denunciato in Parlamento con interrogazioni, rimaste tuttora senza  alcuna risposta.

E’ gravissimo che questa situazione perduri ancora. I cittadini ricevono già un servizio pessimo a causa del limite di velocità a 50 km/h ed è intollerabile avere anche i passaggi a livello malfunzionanti ovunque! Il Governo e la Regione cercano di rassicurare l’opinione pubblica con continue dichiarazioni ma, nonostante le loro chiacchiere, nessuno interviene per risolvere questo problema. È inaccettabile non avere un piano e delle azioni concrete per porre rimedio definitivamente e immediatamente: sulla rete di Ferrovie del Sud Est, 470 km, ci sono poco più di 500 passaggi a livello, praticamente in media uno ogni 900 metri, bisogna pianificarne la chiusura ora!

Ogni giorno vedo in Parlamento sperperati miliardi per grandi opere inutili che pesano sulle tasche degli italiani: i politici di professione in perenne campagna elettorale promettono interventi con slogan vuoti, mentre i cittadini attendono invano la soluzione ai loro problemi quotidiani!