Ex Ilva: NO allo scudo penale

Con la nostra prova di forza in Parlamento, è stato eliminato lo scudo penale per i vertici di Arcelor-Mittal.

Inoltre, sono stati sbloccati 30 milioni per i Comuni dell’area di crisi: Un primo scudo per i tarantini.

L’ok definitivo della Camera al decreto imprese scrive la parola fine a una vicenda importantissima per la città di Taranto. Non ci saranno immunità e impunità. Se qualcuno dei gestori sbaglierà sul piano ambientale dovrà rispondere delle sue responsabilità, come fanno tutte le altre imprese.

Per affermare questo principio di giustizia, legalità e tutela ambientale, abbiamo battuto i pugni a Roma e abbiamo dimostrato forza e unità in Parlamento, cancellando la decisione del governo. La salute e la vita sono valori imprescindibili per una comunità che continuiamo a difendere come i posti di lavoro. Vogliamo anche specificare che i lavoratori non hanno mai beneficiato di alcuna immunità perchè questa è sempre stata circoscritta alle figure apicali” così i deputati e senatori pugliesi del MoVimento 5 Stelle dopo l’approvazione del decreto.

Ai ricatti preferiamo lo scudo per i tarantini e un serio lavoro per la riconversione economica di Taranto e della sua provincia. I 30 milioni per i comuni dell’area di crisi sbloccati dal Ministero dello Sviluppo economico sono una risposta concreta, anche se non sarà l’ultima; un risarcimento per una città e un territorio che possono costruire un lavoro e un futuro fondato su innovazione, ambiente e turismo.

L’intervento del collega Giovanni Vianello sull’abolizione dell’immunità penale per i vertici dell’Ex Ilva

Ilva, dichiarazioni del viceministro Bellanova: continua a mentire.

C’è un filo comune che unisce i Governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni: la menzogna. Questi personaggi hanno sempre mentito ai cittadini sulla reale situazione dell’Ilva: ribadivano che l’Ilva non ha causato problemi irrisolvibili e sono stati smentiti dalla magistratura, che ha certificato il compromesso quadro sanitario per residenti e lavoratori e uno stato ambientale disastroso. A continuare questa menzogna è il viceministro on. Bellanova quando afferma che il Governo anticiperà la copertura dei parchi minerali: dovevano essere coperti ad Ottobre 2015 e nonostante il Commissariamento voluto dal suo partito, le coperture non ci sono ancora.

Al quartiere Tamburi anche oggi è un giorno ventoso, la città viene coperta da polveri e sostanze inquinanti, e ai bambini è vietato recarsi a scuola per ordinanza del sindaco. Il PD sa benissimo che lo stabilimento non è compatibile con la vita e la salute umana anche se i parchi minerari fossero coperti e adempiute tutte le prescrizioni. Anche il sindaco infatti assume lo stesso atteggiamento dei colleghi a Roma: invece di intervenire sulle fonti inquinanti, priva del diritto allo studio le generazioni più giovani.

Le menzogne ovviamente non finisco mai. Del prestito di 800 milioni di euro definito dal decreto legge 191/2015, in realtà sono stati utilizzati solo 266 milioni e il Governo ora si riprende 544 milioni di euro con il decreto fiscale. Il Governo che si ergeva a garante dei lavoratori non riesce a tutelare lo stipendio di quelli dell’indotto. Non sono certi neanche gli interventi previsti dall’autorizzazione integrata ambientale nonostante i soldi statali stanziati nei mesi scorsi: il Governo se li sta riprendendo silenziosamente riducendo i loro solenni impegni ai soliti annunci vuoti per poter promettere ancora in campagna elettorale!

Wind Day: fermiamo questo massacro di innocenti.

E’ disumano. Nella giornata mondiale dell’infanzia i bambini a Taranto sono nuovamente privati della libertà e del diritti allo studio a causa dell’inquinamento perché il Governo ha scelto di proteggere gli la produzione di veleni e di sacrificare la salute pubblica.

Oltre al danno la beffa: i genitori devono monitorare costantemente il sito del Comune per verificare se i bambini possono andare a scuola oppure rimanere a casa, come se l’aria nelle proprie case non fosse altrettanto velenosa.

Con che coraggio i politici celebrano la giornata dell’infanzia sapendo che a Taranto continua un quotidiano massacro di innocenti? Gli esponenti del Governo e il presidente della Regione Puglia Emiliano sono ipocriti. Il presidente di Regione parla di diritti negati ai bambini pur appartenendo al partito colpevole dei decreti ”Salva-Ilva” e “Ammazza-Taranto.” Tutti i partiti sono corresponsabili di questo crimine perché hanno contribuito a determinare l’accertato danno sanitario e ambientale, e continuano quotidianamente ad essere responsabili delle morti a Taranto.

Ilva: bugie insopportabili.

Sono menzogne insopportabili. Calenda mente: non c’è alcuna cultura anti-industriale ma semplicemente un modello industriale obsoleto, costituito da altoforni, raffinerie, discariche, cementifici, inceneritori. È stato imposto e tutti i Governi, di centrodestra e centrosinistra, lo promuovono nonostante le morti ogni anno, i danni alla salute, all’ambiente e all’occupazione. Sono loro ad essere contro Taranto.

Il Governo sa che l’industria del futuro è quella dell’innovazione e delle economie sostenibili, tuttavia il PD, così come il centrodestra, non permettono all’innovazione di progredire e l’industria l’italiana rimane legata alle lobby antistoriche che ripropongono il passato.

Le dichiarazioni del viceministro Bellanova sarebbero esilaranti in uno spettacolo circense se non fossero gravissime per l’incarico istituzionale che ricopre. Per colpa del Governo non c’è ancora alcuna copertura dei parchi minerali, che nel migliore dei casi non avverrà prima del 2021: un ritardo di 6 anni rispetto all’autorizzazione rilasciata nel 2012, vergognosamente aggirata da oltre 12 decreti “Salva-Ilva”. Continuano a mentire senza il minimo pudore, mentre le persone si ammalano e muoiono: offendono e ricattano Taranto pensando che la cittadinanza sia ignorante e senza memoria.

Copertura dei parchi minerali con i soldi delle bonifiche.

Un altro regalo al nuovo acquirente: i soldi sequestrati ai Riva invece di essere usati per le bonifiche sulla base del principio di “chi inquina paga”, verranno utilizzati per coprire i parchi minerali. La conferma che su Ilva, il Governo preferisce aiutare l’azienda  invece di difendere la città.

Con quali risorse verranno realizzate le bonifiche all’interno dell’Ilva che impiegheranno i lavoratori non assorbiti da Am Investco? Il Governo non da risposte e siamo sicuri che nulla cambierà continuando in questa direzione.

Infine, ammesso che i Commissari riescano a coprire i parchi minerari, questo non salverà la salute dei cittadini: i danni maggiori sono prodotti dall’area a caldo, sequestrata nel 2012, che non ha visto un solo giorno di fermo. L’Ilva è un mostro da chiudere, garantendo il reddito ai lavoratori e il loro reimpiego nelle bonifiche: serve un piano di riconversione economica per Taranto che sia centrato sull’innovazione, sulla  valorizzazione e protezione delle bellezze ambientali e storiche/culturali, che permetta di uscire dalla idea di sviluppo industriale obsoleto, inquinanti, insostenibile e incompatibile con la vita umana.

Depuratori Taranto, riutilizzo reflui per ILVA: 23 anni di vergognosi ritardi!

Nel 1994 la Regione Puglia, a seguito di apposita convenzione stipulata tra la stessa Italsider e la Provincia di Taranto, finanziava il progetto per il riuso delle acque reflue provenienti dagli impianti di affinamento. Nel 2006 il Presidente della Regione Puglia, in attuazione di un’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, disponeva il trasferimento di risorse economiche nel Bilancio della Regione Puglia al fine di realizzare, tra le altre, l’opera. L’intervento è previsto anche dal Piano d’Ambito Idrico 2009-2018 della Regione Puglia. La “Prescrizione T.26” dell’AIA rilasciata all’Ilva prescrive uno studio di fattibilità sull’utilizzo delle acque reflue dei depuratori di taranto al fine di preservare le risorse di acqua dolce che attualmente ilva preleva. Infine, il CIS per Taranto prevede il completamento del progetto dell’utilizzo industriale (ILVA) delle acque reflue di Taranto per uso potabile ed irriguo.

Ventitré anni di inaccettabile ritardo! Una vergogna che colpisce Taranto, l’intero Salento e la Basilicata! Tutti i Governi, regionali e nazionali, di centrodestra e di centrosinistra, sono gravemente colpevoli di questa incompiuta! Ma lo scandalo continua: ad oggi, nonostante sia stata già finanziata, nel decennio scorso, con ben 14 milioni di euro e sia stato inserita anche nel Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto (CIS), è tutto fermo: nessun cantiere avviato!

Il progetto è fondamentale per un triplice beneficio: si riusa acqua, risorsa preziosissima, che altrimenti finirebbe in mare; avremmo più disponibilità di acqua potabile, essenziale per gli usi civili, poiché l’Ilva non utilizzerebbe più acqua dolce proveniente dal Tara e dal Sinni; avremmo decine di milioni di metri cubi per l’agricoltura!

Ho presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri su questo incredibile scandalo che dura da troppo tempo. Questa è un’altra vergogna che va in coppia con l’altra grande incompiuta per risolvere definitivamente la crisi idrica Pugliese: l’invaso del Pappadai, costato circa 250 milioni di euro, che da oltre 25 anni “pronto” ma inutilizzato mentre gli agricoltori e i cittadini ogni estate rimangono senza acqua.

Ilva, Governo colpevole!

Il solito balletto di responsabilità, la solita sceneggiata tessuta ad arte sulla pelle dei tarantini. La polvere nera che ricopre la città, ma non è l’unica fonte di danno alla salute, ha un chiaro colpevole: il PD e i suoi Governi che hanno anche assicurato ai Commissari e al futuro acquirente che non pagheranno per questo scempio concedendo loro l’immunità in ambito amministrativo, civile e penale!

I parchi minerali erano stati posti sotto sequestro e per l’AIA del 2012 dovevano essere coperti entro la fine del 2015, ma il Governo con i numerosi decreti Salva Ilva ha ridato l’uso dei parchi minerali spostando la copertura nel 2023 ed inoltre ha vestito di immunità i commissari e i futuri acquirenti.

La commedia del tavolo sulle finte trattative sull’occupazione non si focalizza mai sugli aspetti fondamentali: la pericolosità inaccettabile e immediata per la salute dei cittadini. I decreti che hanno salvato la fabbrica hanno condannato a morte la città e il territorio circostante rimandando senza fine la tutela dell’ambiente.

Si dovrebbe parlare di chiusura pianificata e bonifiche, perché non ci può essere alcuna bonifica che abbia senso se lo stabilimento non ferma la produzione. Invece continuano le misure tampone, inefficaci perché non risolvono il problema a monte: la produzione di inquinanti. Non esiste nessuna ambientalizzazione che renda lo stabilimento compatibile con la salute e con la vita umana.

Crisi idrica: silenzio e complicità da Roma e Bari.

Per scongiurare le crisi idriche occorre ammodernare le reti di distribuzione che perdono troppa acqua, attivare subito altri invasi finanziati e completati come quello “Pappadai”, potenziare i depuratori e riutilizzare le acque reflue per scopi irrigui e industriali, incentivare i privati a recuperare l’acqua piovana invece di attingere dai pozzi: queste sono le vere priorità. Tuttavia i Governi finora si sono concentrati sull’acquisto dei cacciabombardieri  F-35, sul salvataggio delle banche private con denari pubblici e sulle faraoniche opere inutili come l’alta velocità tra Torino e Lione che la Francia ha sospeso.

Dalle dichiarazioni del PD si apprende che la Galleria Pavoncelli bis è in fase di completamento ma non ancora funzionante.

Dopo molti anni di commissariamento nonostante le dichiarazioni di completamento la Galleria Pavoncelli bis non è in funzione. Quindi, la realtà è che al di là degli annunci, i cittadini non hanno ancora alcun beneficio effettivo. La storia delle grandi opere incompiute ci insegna a diffidare degli slogan da campagna elettorale. Al contrario, ci preoccupa il silenzio assordante e l’immobilismo dei Governi, centrali e regionali, sull’invaso “Pappadai”, interamente costruito con oltre 200 milioni di euro e mai entrato in funzione.

Nel 2015 lo stabilimento Ilva di Taranto ha consumato 22 milioni di metri cubi di acqua potabile provenienti dal Sinni e dal Tara. Queste crisi idriche potrebbero in parte essere risolte se gli impianti come l’Ilva non consumassero milioni di metri cubi ogni anno di acqua potabile che potrebbe essere meglio impiegata per agricoltura e usi civili! Il centrodestra e il centrosinistra hanno difeso con provvedimenti speciali l’Ilva a discapito della salute, delle alternative economiche e dell’ambiente, avendo preso finanziamenti enormi dalla famiglia Riva! Nonostante sia previsto dalle varie autorizzazioni che il siderurgico debba riutilizzare l’acqua dei reflui dei depuratori tarantini per non gravare sulle limitate e contese risorse idriche, nessuno ha mai avuto il coraggio di contrastare davvero gli interessi della grande lobby dell’acciaio per garantire i diritti ai pugliesi!

ILVA: Governo è contro ambiente e lavoratori.

La proposta proposta di Am Investco è irricevibile! È inaccettabile sia sugli aspetti di mancata tutela ambientale, sia dal punto di vista occupazionale. Inoltre, il Governo ha già fornito con i decreti Salva Ilva l’immunità ai nuovi proprietari qualora le prescrizioni fossero disattese. È una svendita di diritti voluta dai Governi di centro-destra e centro-sinistra ai danni della provincia di Taranto, ma anche per liguri e piemontesi oltre ovviamente ad una strage per i cittadini pugliesi.

Le giravolte dei parlamentari PD sarebbero ridicole se non avessero effetti perversi: dopo aver imposto 12 decreti, ora si dichiarano delusi. Tutti sapevano che la strada finora intrapresa è insostenibile e oggi chi si lamenta versa lacrime di coccodrillo! E’ la vecchia strategia per rendere la pillola dei licenziamenti meno amara: nei prossimi tavoli Am Investco farà qualche piccola concessione e i sindacati insieme a PD e Governo esulteranno per una vittoria di Pirro che condanna a morte ancora una volta Taranto.

Siamo gli unici a rimanere coerenti con quello che abbiamo sempre sostenuto, a tutti i livelli istituzionali dal Comune all’Europarlamento: le fonti inquinanti devono essere chiuse, i lavoratori riqualificati per essere reimpiegati nelle bonifiche e bisogna immediatamente una pianificare la riconversione economica di tutto il territorio. Su questo infatti il Governo ci da ragione nei fatti, programmando il reimpiego di una parte di operai nelle bonifiche quando ci dicevano che era impossibile!

Inchiesta rifiuti illeciti di Ilva e Cerano destinati a Cementir.

L’inchiesta leccese ha fatto scattare il sequestro a Cementir, Ilva e alla centrale di Cerano per il traffico illecito dei rifiuti utilizzati per produrre cemento, Ceneri pericolose smaltite nel cemento invece che secondo le apposite procedure. Salute dei cittadini in pericolo, ambiente inquinato. Purtroppo quello che sta emergendo dalle carte della procura di Lecce l’abbiamo visto già mille altre volte. Ma oggi a essere coinvolti sono Enel, Cementir, Ilva, colossi della nostra produzione.

 
Insieme agli altri parlamentari pugliesi e a quelli delle commissioni ambiente e attività produttive del M5S andremo fino in fondo: vogliamo sapere quali sono state le coperture per questo traffico di ceneri pericolose che secondo le accuse avrebbe fruttato 500 milioni di “guadagno” all’Enel.

I vertici sapevano?  Se sì, a che livello?

E quali danni sono stati perpetrati alla salute della popolazione, già schiacciata dall’inquinamento di questi colossi?

Chi doveva controllare e non l’ha fatto?

Dove è andato a finire il cemento di Cementir prodotto in questa maniera?

Quali rischi corrono i cittadini che vivono in case che sono state costruite con questo cemento?

È l’ennesima riprova che Enel, Cementir e Ilva provocano più danni che benefici: occorre una riconversione economica di Taranto e Brindisi.