TAP sbagliato, nessuna strategicità.

L’ing. Elia sbaglia: TAP non è strategico per l’Italia. Ovviamente è di parte e forse sono più preoccupanti le affermazioni senza fondamento del prof. Boero. Il gasdotto non è affatto necessario. Questo Governo promuove le fonti fossili, come si evince anche dalla Strategia Energetica Nazionale che non ha alcun obiettivo chiaro sull’abbandono del petrolio e dei suoi derivati e persegue la terribile idea di trasformare l’Italia nell’hub europeo del gas. La SEN è una copia deformata del programma energetico del M5S, sbilanciata sul gas per giustificare TAP nonostante la nostra capacità di importazione del metano sia già doppia rispetto all’attuale fabbisogno.

TAP ci rende ancora dipendenti da Paesi politicamente instabili come Turchia e Azerbaijan, dove non esiste democrazia e i diritti umani e civili sono calpestati da dittatori. Quest’opera inoltre è al centro di uno scandalo di corruzione internazionale, segno tangibile che non risalta per trasparenza e strategicità.

Il gas non è sostenibile ma il meno dannoso dei combustibili fossili: è una risorsa limitata, destinata ad esaurirsi e la sua estrazione e combustione contribuisce ai cambiamenti climatici. Il suo uso dovrebbe prevedere una transizione che in Italia non è in atto.

Infine, una precisazione sulla sicurezza, per rettificare un altro errore grossolano in malafede: sono moltissimi gli incidenti che hanno riguardato i gasdotti negli ultimi anni e per TAP non è stata applicata la normativa sul rischio di incidenti rilevanti grazie al Governo che con l’ennesima forzatura ha impedito garanzie sulla sicurezza per i cittadini.

SNAM punta ad aumentare la capacità di gas in arrivo dalla Puglia.

È follia incrementare la capacità di import del gas raddoppiando il quantitativo di gas del TAP e del Poseidon o costruendo un nuovo gasdotto. La Puglia e l’Italia non sono terra di conquista delle lobbies petrolifere!

La logica perversa alla base di queste iniziative è la Strategia Energetica Nazionale, dei Governi di centrodestra e di centrosinistra, secondo cui l’Italia diviene un megahub europeo del gas. E’ illogico, per il nostro Paese, che ha enorme capacità di usare l’eolico e il solare, continuare con l’importazione di gas: aggraviamo la nostra dipendenza energetica da Paesi esteri in contesti geopolitici complicati e instabili per approvvigionarci da fonti fossili che sono limitate, dannose per la salute, inquinanti e insostenibili. Abbiamo tutto per risparmiare energia, ampliare la produzione da rinnovabili distribuite in cui i proprietari degli impianti siano cittadini e imprese: si avrebbe un risparmio sulla bolletta, un rilancio dell’occupazione e della ricerca, evitando danni alla salute e all’ambiente e diminuirebbe la dipendenza energetica da altri Paesi.

Inoltre si è acceso il dibattito sulle opere di compensazione per il già previsto raccordo tra SNAM e TAP, come la costruzione di una rete di distributori di metano in Puglia e la diminuzioni del costo delle bollette. Premesso che chi è davvero contro il TAP, non può accettare alcuna compensazione, occorre smascherare la grande mistificazione di questi giorni: non ha alcun senso realizzare distributori di metano per auto dato che la mobilità è già oggi l’elettrico e le presunte diminuzioni del costo del gas in bolletta assomigliano ai buoni carburante in Basilicata, la regione più povera d’Italia. I cittadini potrebbero azzerare davvero le bollette con l’autoproduzione energetica da rinnovabili ma evidentemente questo non conviene alle multinazionali e ai politici che propongono soluzioni antistoriche.

TAP, sindaci in Provincia: nessun compromesso possibile.

Cercare compensazioni o compromessi è inaccettabile e fa capire l’intento di questi amministratori: svendersi per un piatto di lenticchie. Questi sindaci che auspicano un cambio di strategia, tradiscono il Salento.

Essere buoni amministratori significa “dare voce ai cittadini”, cioè agire nell’interesse del territorio ma la loro richiesta è trattare con una multinazionale dei combustibili fossile, forse per un posto nelle liste delle prossime elezioni politiche. Non c’è alcun vantaggio per i pugliesi e gli italiani da questa opera: un concetto troppo complicato per chi pensa solo alla carriera politica.

Al contrario dei rappresentanti dei partiti, il M5S non cambia posizione sul TAP e rimarrà al fianco dei cittadini che si oppongono alla infrastruttura inutile: non arretriamo di un millimetro, no TAP né qui né altrove.

Collegamento Snam per TAP: no a compensazioni truffa!

Non ci sono compensazioni che possano ripagare il Salento e la Puglia per i danni del TAP. I cittadini e gli amministratori sono contrari al progetto e le compensazioni sono “tangenti” legalizzate per cercare di comprare il consenso sull’opera. Inoltre, il TAP è stato autorizzato con un atto autoritario cambiando la legge per decreto e ignorando il parere contrario del Ministero dei Beni Culturali. Questa è l’ennesima dimostrazione che tutti i governi tutelano soltanto gli interessi dei petrolieri e se ne infischiano della volontà popolare.

Renzi ed Emiliano sono stati sbugiardati due volte. Promettevano un’opera senza costi per i cittadini e persino la riduzione delle bollette, invece oggi gli italiani scoprono, come il M5S ribadisce da anni, che è un’opera finanziata con 2 miliardi di euro di soldi pubblici dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI), cui si aggiungono altri 270 milioni di euro sprecati per il collegamento da Melendugno a Mesagne pagati attraverso le bollette degli italiani!

È inaccettabile che il Commissario di Brindisi sia favorevole al collegamento tra TAP e SNAM: una posizione così importante non può dipendere da un uomo solo neppure eletto.

TAP aumenta i fondi per comprarsi il consenso dei cittadini.

La società TAP ha fatto sapere che per il 2017 ha triplicato i fondi per i bandi alle associazioni No Profit. La Puglia non ha bisogno dell’elemosina di TAP. Non siamo una colonia e questo è solo un modo becero di comprare il consenso dell’opinione pubblica. E’ una logica perversa e pericolosa perché spinge i cittadini ad accettare qualsiasi infrastruttura, anche inutile o dannosa, in cambio di qualche spicciolo. 

Se il nostro paese decidesse di puntare su una decarbonizzazione seria, non le chiacchiere di Emiliano smentite pure da Enel, attraverso una produzione di energia, pubblica, distribuita e diffusa da fonti rinnovabili, si generebbe economia e benessere decine di volte maggiore del piatto di lenticchie con cui Tap ricatta i pugliesi

Al contrario di quanto sostiene TAP, se qualche associazione partecipa al bando, non significa che il territorio voglia il gasdotto. Tap si rassegni, non sarà mai accettata dalla Puglia e se andremo al Governo faremo il necessario per bloccare questa infrastruttura!

TAP e SNAM: Governo autoritario!

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, in contrasto con il parere negativo del Ministero dei Beni Culturali, ha dato via libera al gasdotto della SNAM che collegherà il TAP alla rete nazionale del gas. Ancora una volta il Governo si dimostra despota e autoritario ignorando il nuovo parere contrario del Ministero dei Beni Culturali, oltre quello dei cittadini pugliesi. Questa è l’ennesima dimostrazione che questi governi di centrodestra e centrosinistra tutelano soltanto gli interessi delle multinazionali in danno al territorio e contro la volontà popolare.

Renzi ed Emiliano sono stati sbugiardati due volte. Promettevano un’opera senza costi per i cittadini e persino la riduzione delle bollette, invece oggi gli italiani scoprono, come il M5S ribadisce da anni, che oltre ad essere un’opera finanziata con 2 miliardi di euro di soldi pubblici dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI), si sprecheranno per il collegamento da Melendugno a Mesagne ben 270 milioni di euro che pagati attraverso le bollette degli italiani!

TAP non ha ragione di esistere, non serve all’Italia: non serve per “convertire” a gas la centrale di Cerano o l’Ilva, serve solo alle multinazionali per fare profitti a danno dei cittadini e ai politici dei partiti di centrodestra e centrosinistra per fare carriera e acquisire potere! Stiamo denunciando da anni l’illogicità dell’opera e le menzogne dei politicanti: l’evidenza di quanto denunciamo è ormai inconfutabile.

Incontro del Governo su Tap: una falsa decarbonizzazione.

A proposito dell’incontro tenutosi ieri a Palazzo Chigi sul progetto Gasdotto Trans-Adriatico (TAP) e sulla questione della decarbonizzazione: il Governo continua a proporre una scelta preistorica e puramente speculativa che mira a far diventare l’Italia un deposito di gas per il nord europa, invece di puntare seriamente sulle fonti rinnovabili, non a caso il settore distrutto negli ultimi anni! Abbiamo già ora un eccesso di gas quindi TAP è inutile per gli italiani; pensare al GNL (gas naturale liquefatto) per le auto quando l’intera industria dell’automotive va verso l’elettrico è insensato e nasconde altri interessi! La decarbonizzazione e la mobilità alternativa e sostenibile sono l’opposto rispetto a quanto sostiene il PD nazionale e regionale.

Come hanno dimostrato sia la vicenda Tempa Rossa con il coinvolgimento dell’allora Ministro Guidi, sia il boicottaggio del referendum sulle trivellazioni, i Governi del Pd hanno evidentemente legami con le lobby petrolifere a tal punto da voler rendere il nostro Paese una servitù di passaggio per i Paesi del centro e del nord Europa cui è destinato il gas di TAP mentre i cittadini italiani pagheranno ben 270 milioni di euro per il collegamento con la rete SNAM.

Il Governo mente quando parla di nuove soluzioni per l’ambiente e per l’energia: ILVA e Centrali a Carbone vanno chiuse subito! Mente anche quando promette <<sviluppo>> perché gli “investimenti” per il territorio sono solo l’ennesimo tentativo di comprare il consenso dell’opinione pubblica. I Ministri De Vincenti e Galletti, il sottosegretario Bellanova ed anche il Presidente Emiliano smettano prendere in giro gli italiani e parlando di decarbonizzazione perchè nascondono gli ennesimi favori ai petrolieri e alle multinazionali.

Gasdotto Eagle nella lista dei Progetti d’Interesse Comune.

Secondo il Ministero, il gasdotto della Eagle è stato inserito, dalla Commissione europea nella lista dei progetti d’interesse comune (PCI): questo potrebbe comportare il primo passo perché il progetto diventi di tipo prioritario (PECI) e siano poste le premesse per la sua realizzazione. I PCI possono beneficiare di una pianificazione accelerata e di consentire la concessione di un’autorità nazionale per ottenere permessi, condizioni regolamentari migliorate, minori costi amministrativi dovuti a processi di valutazione ambientale semplificata, maggiore partecipazione del pubblico tramite consultazioni e maggiore visibilità agli investitori. Essi hanno altresì il diritto di richiedere finanziamenti dal CEF.

Come avevamo previsto il PD mente agli italiani a tutti i livelli! Il Governo, solo a parole contrario al progetto, lo ha fatto inserire nella lista dei progetti d’interesse comune europei, avviando l’iter quindi per farlo diventare un progetto prioritario! Tra Calenda ed Emiliano quindi non c’è alcuna differenza: entrambi mentono spudoratamente agli italiani. E’ evidente che ancora una volta il governo nazionale e quello regionale del PD fanno solo finta di litigare ma in realtà hanno il comune obiettivo di continuare con le fonti fossili.

Il Governo nonostante questa grave situazione non risponde ai quesiti posti sul gasdotto in relazione alla Rete nazionale e alla Strategia energetica nazionale. Il Ministro evidentemente tace perché consapevole della propria colpa: per sua volontà e delle lobby che finanziano il PD, il progetto si trova anche all’interno della lista dei gasdotti italiani!

Questo Governo non tiene conto il fabbisogno reale di gas del Paese, per cui non ci sarebbe bisogno di alcun ulteriore gasdotto, e soprattutto non vuole pianificare una graduale azzeramento dell’utilizzo delle fonti fossili con un rilancio delle fonti alternative sostenibili. Questa strategia energetica nazionale è vecchia e voluta dai petrolieri che ricattano il governo. Il Piano Energetico del M5S invece prevede la chiusura delle centrali a carbone nel 2020, di non usare petrolio al 2040 e di non usare il gas nel 2050: è l’unica proposta credibile per una transizione per tutelare la nostra sopravvivenza su questo pianeta.

Gasdotto Eagle a Brindisi: schizofrenia del PD.

A luglio dello scorso anno, il Ministero dello Sviluppo Economico, rendendo nota la relazione sulla proposta di Decisione del Consiglio dell’Unione Europea con il relativo elenco dei progetti infrastrutturali prioritari (PECI) e quelli d’interesse comune (PMI), ricomprendeva l’Eagle LNG fra i progetti non prioritari: il Governo aveva comunque specificato il disinteresse dell’Italia per quel progetto perchè incapace di “portare benefici alla diversificazione degli approvvigionamenti gas in Italia, considerando che già due progetti di gasdotto sono stati autorizzati con l’approdo in Puglia.” Recentemente, invece, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha benedetto il progetto del  Eagle LNG.

Questa è la schizofrenia del PD! Il Governo nazionale non vuole il progetto Eagle LNG mentre il Presidente Emiliano apre le porte a questo nuovo gasdotto completamente inutile! L’ennesima barzelletta del PD che continua a giocare sulla pelle dei cittadini per interessi elettorali e nuove clientele.

Dopo l’assurda proposta di trasformare l’Acquedotto Pugliese in una multinazionale per gestire i servizi idrici anche in Albania, Emiliano continua con i progetti ridicoli in cerca di consenso albanese. Delle due l’una: o Emiliano si sta preparando ad espatriare oppure si sta sottomettendo agli interessi economici delle multinazionali in danno della Puglia.

A marzo 2017 con un’interrogazione parlamentare ho acceso un faro su questo progetto portando a conoscenza i cittadini. Ho chiesto al Governo se questo progetto fosse stato definitivamente stralciato dalla lista dei progetti d’interesse comune per l’Europa ma ancora oggi non hanno risposto. Inoltre Eagle LNG si trova nella lista della rete dei gasdotti italiani. Questo comportamento ambiguo del Governo unito al via libera di Emiliano sollevano molte perplessità e preoccupazioni: la Puglia non è terra di conquista, i nostri territori hanno già pagato tanto e non c’è posto per l’ennesimo inutile gasdotto che serve solo ai politicanti per tessere i loro interessi.

TAP – via libera dal TAR. Rimaniamo con i cittadini

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della Regione Puglia per ottenere l’annullamento delle note del Ministero dell’Ambiente che autorizzava il Tap all’espianto degli ulivi nell’area del cantiere per il gasdotto. 

Il M5S rimane accanto ai cittadini, contro la realizzazione di un progetto scellerato, a prescindere dall’esito di questa battaglia. Coerentemente a quanto sempre ribadito, continueremo a batterci contro il gasdotto TAP a indipendentemente dal luogo di approdo!

Il TAR ha messo in evidenza che la stessa Regione Puglia aveva già rilasciato alcune autorizzazioni all’espianto.

Il Governo e tutto il PD sono genuflessi alla finanza e alle lobby dei combustibili fossili. E il TAR mette in luce la colpevolezza della Regione: l’ennesima riprova che Emiliano finge di battersi contro il gasdotto.

Inutile sperare di vedere quanti delle decine di sindaci, parlamentari e consiglieri regionali che a parole si sono dichiarati a parole e tardivamente contrari al gasdotto a Melendugno, affiancheranno la cittadinanza e contro il TAP.  Credo che i cittadini debbano ricordarsi di questi politicanti in cabina elettorale: il presidente della Regione, Emiliano, e il presidente di Provincia, Gabellone, e il sindaco del Comune di Lecce, Perrone, e i partiti di cui fanno parte sono complici di questo sistema

La battaglia non finisce qui. Le speculazioni del TAP non avranno vita facile: la cittadinanza si opporrà sempre a queste prepotenze. Appena ci sarà il M5S al Governo tutto questo sarà cancellato!