Bonifica Burgesi: interrogazione a Galletti

discarica-burgesi-4-3-2-2Burgesi è una bomba pronta ad esplodere! Anche se la falda sembra al momento non essere contaminata, non c’è tempo da perdere: i PCB, Policlorobifenili, sono cancerogeni accertati. Per questo ho presentato un’interrogazione al Ministro Galletti per provvedere alla bonifica e anche per assicurare il principio <<chi inquina paga.>>.

L’Italia è già stata sanzionata dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea per inadempienze sulle direttive riguardanti i rifiuti e le discariche. Anche se Burgesi al momento non rientra nell’elenco dei siti oggetto delle Sentenze della Corte, non si può escludere che presto possa farne parte e quindi che possa rappresentare un problema per tutta l’Italia visto che la Regione Puglia e la Provincia di Lecce si sono già dimostrate incapaci a bonificare le discariche abbandonate.

downloadOccorre porre immediatamente rimedio al disastro! La discarica Burgesi va bonificata immediatamente e bisogna chiarire i mancati controlli e le autorizzazioni. Per anni in Puglia la malapolitica, l’imprenditoria deviata e la criminalità hanno gestito il business dei rifiuti, un fenomeno sottaciuto ma oggi anche grazie al M5S, tutti i disastri nascosti stanno puntualmente venendo alla luce. Occorre mandare a casa una volta per tutte i vecchi partiti politici perché solo il M5S è in grado di impostare una corretta gestione con la diminuzione della produzione dei rifiuti, il riciclo e il recupero della materia e generare un’economia sana con nuovi posti di lavoro e nel rispetto dell’ambiente.

Edipower : Ministro evasivo, subito le bonifiche!

edipower-santandrea-300x190Il 22/12/2014, abbiamo presentato interrogazione a risposta scritta, n. 4/07385, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed al Ministero dello Sviluppo economico, per conoscere, la situazione della Centrale Termoelettrica A2A spa (ex Edipower) ed in particolare, abbiamo chiesto:

  1. se il Governo intendesse dare parere negativo nella procedura di valutazione di impatto ambientale, in merito alla richiesta presentata il 4 ottobre 2013 da parte di Edipower, per un progetto che prevede lo spegnimento e la messa in conservazione del gruppo 3 e la realizzazione di interventi sul gruppo 4 rendendo possibile la combustione contemporanea di carbone e CSS combustibile;
  2. photo_2016-11-15_13-23-02se fossero state rispettate le prescrizioni impartite dal decreto AIA del 7 agosto 2012, per la centrale termoelettrica;
  3. se il Governo intendesse verificare lo stato degli impianti dismessi, la loro messa in sicurezza e disporre l’avvio, realmente «separato», delle procedure autorizzative dei lavori di smantellamento, anche in considerazione degli impegni assunti da Edipower all’atto della stipula dell’accordo di programma finalizzato alla bonifica del sito dimesso, nell’ambito del SIN di Brindisi i cui proventi sono già stati incassati dallo stesso Ministero;
  4. quale sia lo stato di avanzamento della caratterizzazione, della messa in sicurezza e della bonifica nel SIN di Brindisi e quali iniziative intenda adottare il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per attuare il prima possibile le bonifiche.

edipowerA seguito di sollecito avvenuto il 06/05/2015, praticamente quasi dopo due anni,  finalmente abbiamo ricevuto risposta! Purtroppo piena di banalità e scarna di risposte concrete! In merito al punto 1), il Ministro arriva tardi! Ci comunica che, preso atto dei pareri negativi espressi dalla Regione Puglia, dalla Provincia e dal Comune di Brindisi e del dissenso espresso dal Ministero della Salute, ha deliberato di non approvare il progetto. Peccato che nel frattempo avessimo già appreso la notizia dagli organi di stampa. Per quanto riguarda il punto 2) ci comunica che il gestore (A2A – ex Edipower) non ha proceduto all’adeguamento degli impianti, comunicando, peraltro, annualmente, che la centrale è posta in stato di conservazione temporanea senza produzione di energia elettrica. Anche questa risposta, non ci aggiunge nulla di nuovo rispetto a quanto già è sotto gli occhi di tutti.

Le vere criticità a nostro avviso molto gravi, anche per il tempo che il Ministro si è preso per rispondere ad una delle tante emergenze che attanagliano la città di Brindisi, riguardano gli altri punti della nostra interrogazione non approfonditi nella risposta del Governo!

In effetti, il Ministro tralascia completamente di farci conoscere la posizione del Governo in merito alla convenzione del 1996 integralmente recepita nel decreto (del Presidente della Repubblica nell’Aprile) del 1998 che approvava il piano di risanamento dell’area a rischio di crisi ambientale, prescriveva la chiusura del primo e secondo gruppo alla fine del 2000, l’alimentazione a metano dei gruppi 3 e 4 dalla stessa data e fino alla chiusura dell’intero impianto alla fine del 2004.

download-3Per quanto riguarda il punto 4) il Ministro conferma i risultati della caratterizzazione che hanno evidenziato, nel suolo, superamenti delle concentrazioni di soglia di contaminazione per sostanze tossiche e velenose come Arsenico e Vanadio. Per le acque di falda sono stati riscontrati superamenti oltre i limiti per Fluoruri, Nitriti, Solfati, Arsenico, Boro, Alluminio, Ferro, Manganese, Cloroformio, Tetracloroetilene.

Nell’atto transattivo sottoscritto il 20 dicembre 2010 dalla Società Edipower e nel Decreto n. 123 del 9 aprile 2015 è previsto il progetto unitario di bonifica dei suoli e della falda.

E’ assurdo che nonostante gli atti sottoscritti prevedano la bonifica unitaria dei suoli e della falda, l’Azienda abbia fatto richiesta di rinuncia alla realizzazione della bonifica della falda. Ancor più assurdo è che oggi, dopo il diniego da parte del Ministero, siamo ancora in attesa di una pronuncia del TAR, a cui ha fatto ricorso l’Azienda, e la cui udienza non è stata ancora fissata!

gallo_special_3Quale serietà dimostra in termini di politiche ambientali e industriali questo Governo se, a quasi due anni dalla nostra interrogazione, non è in grado di fornire risposte e tempi certi sul destino di questo impianto e del sito dove è collocato? Una porzione di territorio di 40 ettari che dovrebbe finalmente essere restituito alla comunità di Brindisi per essere avviato ad una diversa destinazione d’uso, divenendo magari, apripista per una successiva definitiva dismissione, con relativa bonifica dei siti, di tutti quei tanti impianti nella nostra Regione che non sono e non devono più essere l’unica alternativa socioeconomica per i cittadini dei territori circostanti. E’ evidente che questa idea di sviluppo e di crescita non è più perseguibile a maggior ragione dove il territorio ha già pagato tanto, in termini di crisi sanitarie ed ambientali, e poco o nulla ha avuto in cambio, basti vedere lo stato di grave crisi economica ed occupazionale in cui versa da anni Brindisi. Ed è altrettanto evidente che il PD e gli altri partiti, a livello locale, regionale e nazionale, non sono credibili nel fornire risposte alle legittime preoccupazioni dei cittadini né tantomeno capaci di proporre, oltre gli slogan, soluzioni reali e una visione economica condivisa che sia veramente sostenibile!

TAP: Giù le mani dai nostri Ulivi.

 

downloadBotta e risposta tra Governo e Regione in relazione allo spostamento temporaneo di 231 ulivi lungo il tracciato a terra del gasdotto TAP, nell’area dove deve essere realizzato il microtunnel. Da mesi la Regione non dà il giudizio di ottemperanza alla prescrizione A.44 prevista dal decreto autorizzativo, prescrizione che riguarda le operazioni di spostamento degli ulivi. La scorsa settimana il ministero dell’Ambiente ha scritto agli uffici regionali per segnalare che risulterebbero soddisfatte tutte le condizioni previste dalla A.44. La Regione ha replicato spiegando invece che nulla è cambiato. Ma il governo vuole proseguire lo stesso.

Governo piegato ai lobbisti del gas! Di questa gestione del PD della cosa pubblica siamo veramente stanchi. Non c’è rispetto per l’ambiente e per il paesaggio, tanto meno per i cittadini e per la storia di un territorio, c’è solo una patetica genuflessione verso la società TAP.

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In questi anni abbiamo assistito ai moltissimi favoritismi che questo Governo ha fatto per aiutare TAP ad invadere la Puglia e nonostante questi salti mortali, l’umiliazione del Parlamento, non sono rispettate tutti gli obblighi previsti dalla legge. Il ritiro delle autorizzazioni sarebbe il minimo di civiltà in un Paese normale, ma non in Italia e sicuramente non con un Governo PD che interpreta la legge quando non la calpesta a proprio piacimento, su dettatura delle lobby che finanziano le campagne elettorali, incurante del bene collettivo della cittadinanza. E’ successo per Ilva, per il gioco d’azzardo, per le trivellazioni, per le autostrade inutili e le grandi opere dove si infiltra criminalità e malaffare!

download-1Inoltre, la modifica della progettazione del microtunnel su cui TAP ha chiesto ulteriori 210 giorni di proroga, corrisponde ad una modifica sostanziale: non solo questa variazione dovrebbe essere autorizzata con una nuova Valutazione di Impatto Ambientale ma da l’ennesima conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che il progetto TAP è stato presentato in maniera approssimativa! Infine, questo invalida le autorizzazioni rilasciate dal Governo perché evidenzia che non hanno tenuto conto dei reali impatti per l’ambiente. Il Governo rinunci al progetto TAP, perché è sempre più chiaro a tutti che da questo affare non ci guadagnano i cittadini italiani!

Mobilità ciclabile: il Governo metta tutte le risorse necessarie!

downloadDopo una lunga attesa e la nostra interrogazione è stato pubblicato il bando di finanziamento per la mobilità sostenibile. 

Dopo aver sbandierato l’approvazione del c.d. Collegato Ambiente che prevede misure per la tutela della natura e dello sviluppo sostenibile, ci aspettiamo un impegno serio dal Governo!

E’ prevista la realizzazione di un Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro con 35 milioni di euro di competenza del Ministero dell’Ambiente per la riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta in prossimità di istituti scolastici, università e sedi di lavoro con servizi e infrastrutture di mobilità collettiva e anche di ‘bike to work’, ‘bicibus’. Per questo a luglio il Ministro Galletti aveva firmato il decreto per l’assegnazione, attraverso un bando pubblico rivolto agli Enti Locali, dei 35 milioni di euro previsti.ambiente

Il bando pubblicato è ovviamente solo un timido passo, una misura del tutto insufficiente: l’azione del PD e del Governo, in particolare del Ministro Delrio e del Ministro Galletti, resta assolutamente inadeguata, ben al di sotto delle aspettative dei cittadini e degli enti locali su questo tema, e ovviamente rivela che sul tema finora si sono fatti solo slogan come dimostra chiaramente anche il recente rinvio in commissione della Legge sulla mobilità ciclabile!

Ora chiedo al Governo di mettere in Legge di Bilancio maggiori risorse economiche perché è evidente che 35 milioni sono una foglia di fico, utile solo a pulire la coscienza a chi continua a favorire petrolieri, concessionari autostradali, il trasporto motorizzato privato, grandi opere inutili e la lobby del cemento!

Il tempo delle promesse è finito: il Ministro Delrio confermi pubblicamente, con atti formali, che la mobilità dolce è davvero una priorità per questo Governo: stanzi immediatamente risorse adeguate, provvedendo anche a garantire un concreto sviluppo della mobilità sostenibile anche per gli enti comunali al di sopra dei 50.000 abitanti!

Mobilità sostenibile: ancora nessun bando di finanziamento.

ambienteAncora promesse tradite dal Governo! Perchè dopo aver sbandierato l’approvazione del c.d. Collegato Ambiente che prevede misure per la tutela della natura e dello sviluppo sostenibile, è seguito un sostanziale nulla di fatto!

Era prevista la realizzazione di un Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro con 35 milioni di euro di competenza del Ministero dell’ambiente per la riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta in prossimità di istituti scolastici, università e sedi di lavoro con servizi e infrastrutture di mobilità collettiva e anche di ‘bike to work’, ‘bicibus’, per questo a luglio il Ministro Galletti aveva firmato il decreto per l’assegnazione, attraverso un bando pubblico rivolto agli Enti Locali, dei 35 milioni di euro previsti”.

Ma ad oggi non c’è stata alcuna pubblicazione del bando nè alcun finanziamento. Anzi, mentre si susseguono numerose le iniziative, come la recente Settimana europea della mobilità…in bicicletta, grazie all’impegno di associazioni come la Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB), l’azione del Governo e del Ministro Galletti è totalmente assente. biciclette

Ora chiediamo che il Ministro ci dica quando intenda provvedere alla pubblicazione del bando di finanziamento promesso perchè ormai la richiesta della popolazione è pressante ma inascoltata e numerosi sono gli Enti impegnati in politiche per la mobilità sostenibile che da tempo attendono un sostegno possibile anche grazie alla concreta attuazione di quanto previsto nel Collegato Ambiente.

Porto di Taranto: tutele ambientali addio!

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Con determinazione n. 233 del 1o agosto 2014 del dirigente dell’Ufficio “Programmazione, politiche energetiche, VIA e VAS” della Regione Puglia, è stata disposta l’esclusione del «Piano di gestione dei rifiuti e dei residui del carico, prodotti dalle navi, nel Porto di Taranto» dalla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e, in data 22 aprile 2015, anche il piano urbanistico comunale denominato «Nuovo piano regolatore del porto di Taranto – Variante al piano regolatore generale», è stato escluso dalla VAS, nonostante in esso sia ricompreso il progetto Tempa RossaPer questo ho presentato interrogazione ai Ministri Galletti e Delrio.

E’ assurdo che il Comune di Taranto chieda alla Regione di non eseguire la Valutazione Ambientale Strategica sulla variante urbanistica al Piano Regolatore Generale, che include il nuovo piano Regolatore del Porto, dato che nella stessa variante è ricompreso il pontile del progetto Tempa Rossa e il nuovo piano regolatore del Porto di Taranto risulta difforme rispetto quello generale del Comune. Ed è ancora più scandaloso che la Regione abbia accettato! Questi enti pubblici che dovrebbero tutelare la popolazione di Taranto e avevano lo strumento per valutare i rischi connessi a queste opere, finalmente hanno gettato definitivamente la maschera, dando l’ennesima prova di essere in combutta con i petrolieri!

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Inoltre, nel 2014 e 2015 sono stati presentati gli studi dell’Agenzia Regionale Protenzione Ambientale (Arpa) sulla Valutazione del Danno Sanitario, che dimostrano un impatto negativo di Tempa Rossa sulla salute dei cittadini. Tutte queste sono motivazioni più che sufficienti per avere una Valutazione Ambientale Strategica.

Taranto ha notevoli problemi ambientali che devono essere affrontati al più presto! Davvero non si comprende perché anche il “Piano di gestione dei rifiuti e dei residui” prodotti dalle navi, che sono rifiuti speciali, è stato esentato dall’analisi della VAS. Tutto ciò è inquietante perché si conoscono benissimo le criticità ambientali di Taranto e, paradossalmente, le amministrazioni non utilizzano tutti gli strumenti di tutela ambientale a loro disposizione. Ritengo queste situazioni gravissime e per questo chiedo ai Ministri Galletti e Delrio di adottare iniziative urgenti per la tutela ambientale dell’area di Taranto!

S.S. 96, M5S: “perplessità sull’utilizzo dell’esplosivo per l’adeguamento stradale”. Depositata interrogazione parlamentare ai Ministri Delrio e Galletti.

Il M5S deposita una interrogazione parlamentare ai Ministri dei Trasporti e Ambiente per far luce sulla costruzione della strada statale 96, tratto di strada che unisce Bari a Matera, nel tratto che passa da Palo del Colle. Il problema nasce dalle modalità di costruzione della strada per cui la società proponente vorrebbe utilizzare dell’esplosivo per l’adeguamento stradale al fine di velocizzare i lavori. Forti perplessità da parte dei pentastellati che interrogano i Ministri con un atto a prima firma di Diego De Lorenzis della commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

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Si tratta dell’utilizzo di 50.000 chilogrammi di esplosivo, di 40.000 metri lineari di miccia detonante e di 5.000 detonatori, con un impatto rilevante sul territorio che  la «società Cooperativa Costruzioni», ai sensi dell’articolo 104 del regolamento, vorrebbe utilizzare e per farlo ha avanzato la richiesta di emissione del certificato all’autorità di Pubblica Sicurezza, il sindaco di Palo del Colle, D’altra parte ne il sindaco ne il consiglio comunale di Palo del Colle hanno mai ricevuto dai proponenti attraverso la documentazione della progettazione e tramite le conferenze dei servizi, notizie sull’utilizzo dell’esplosivo che sembrerebbe non esser stato vagliato neanche dalla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale per cui sono legittime le perplessità da parte del comune di Palo del Colle.

Il tracciato oltre a passare vicinissimo ai prefrabbricati della zona industriale di Palo del Colle, per cui sembra insensato utilizzare esplosivo in questa area, attraversa un territorio con molti vincoli ambientali e paesaggistici e quindi al Ministro Galletti si chiede di esplicitare se l’utilizzo di esplosivo debba essere sottoposto all’interno della procedura di VIA.

L’area è soggetta alla «Dichiarazione di notevole interesse pubblico del territorio delle Lame ad ovest e a sudest di Bari», in quanto riveste notevole interesse perché è caratterizzato dalla presenza di gravine e lame che, con diverse dimensioni e rivestono particolare interesse sotto il profilo paesistico e naturalistico per la presenza anche dell’habitat naturale e dell’ecosistema ancora sufficientemente integri. Inoltre l’intervento di adeguamento stradale e realizzazione dello svincolo con la strada provinciale 44 (svincolo 2) intercetta una strada a valenza paesaggistica ed inoltre alcuni adeguamenti della viabilità urbana interessano testimonianze della stratificazione insediativa, e precisamente la Chiesa Madonna di fuso e la Chiesa Madonna delle Grazie.  L’area interessata dalla realizzazione dello svincolo strada provinciale 44 interessa un’area a macchia ed inoltre l’area interessata dalla realizzazione dello svincolo strada provinciale 44 (svincolo 2) interessa l’area di rispetto del bosco ovvero della macchia.

A fronte di queste ed altre peculiarità territoriali il M5S chiede anche ai Ministri Delrio e Galletti se siano a conoscenza della vicenda e quali iniziative intendano promuovere al fine di garantire che la costruzione e l’adeguamento stradale avvengano con procedure che non rechino, anche teoricamente, danno all’area. In particolare si chiede al Ministro Delrio se vi sono rischi di perdere i finanziamenti per la costruzione dell’opera e in quali termini e tempi ed infine se ci sia la copertura economica di tutte le opere da realizzare e, in particolare, per la demolizione, a fine lavori, dei rilevati e viadotti attuali, come richiesto in conferenza di servizi.

Legge sugli ecoreati: ennesimo ritardo volontario!

Chevron-oil-handsIeri il PD ha affossato la legge sugli ‪#‎ecoreati‬!

L’emendamento votato al Senato per chiedere che l’utilizzo della tecnica dell’ “airgun” (colpi di aria compressa sott’acqua a 280 db) per l’indagine geologica del sottosuolo per individuare giacimenti di idrocarburi, alla Camera viene cancellato dalle stesse forze che lo hanno proposto al Senato: con questo escamotage la legge, che l’Italia aspetta da 30 anni, che poteva essere promulgata viene rinviata al Senato dove plausibilmente verrà insabbiata (vi fidereste delle parole e delle rassicurazioni del PD e del governo?). Inoltre, quello che fa rabbrividire sono le motivazioni addotte dal ministro dell’ambiente Galletti che dice che l’Ispra in un rapporto del 2012 dichiara che tale tecnica è solo “potenzialmente” nociva per i grandi cetacei e che pertanto non v’è certezza (buttando alle ortiche oltre 20 anni di studi sull’impatto di questa tecnica sulla fauna marina, incluse specie di pesci per alimentazione umana).

Il ministro della Giustizia Orlando (ex ministro dell’Ambiente del governo Letta, anche lui degno successore del ministro Clini nel governo Monti, che riceveva lettere di encomio dalle compagnie petrolifere) invece afferma che la battaglia non può essere portata avanti dall’Italia giacché altri paesi continuano a usare questa tecnica e ricercano idrocarburi in mare.

 

Tempa Rossa: crescono i dubbi sulla sicurezza del progetto!

tromba-daria-taranto-300x248Le istanze del Comitato tarantino Legamjonici all’attenzione del ministro dell’Ambiente Galletti con una interrogazione parlamentare che pone in luce diversi aspetti relativi al “Rapporto preliminare di Sicurezza”

Con la sottoposizione a valutazione del “Rapporto preliminare di Sicurezza” da parte del Comitato Tecnico Regionale (CTR), in applicazione della legge 334/1999 e successive modifiche che recepisce la Direttiva Seveso su prevenzione e controllo dei rischi di incidenti rilevanti, il comitato tarantino “Legamjonici” ha divulgato informazioni relative alla presentazione di osservazioni sulla sicurezza legata al progetto “Tempa Rossa” a Taranto. In una prima fase, il CTR ha dato parere positivo al rilascio del “nulla osta di fattibilità”, con pesanti prescrizioni che pongono seri dubbi sulla sicurezza degli impianti previsti per il progetto. 

tromba-d-aria.ilva_.danni_A Taranto si sono già verificati tornado e trombe d’aria nel 2012. Cosa potrebbe succedere se questi si abbattessero sui serbatoi della raffineria di Taranto? Il Comitato Legamjonici ha giustamente fatto riferimento a queste situazioni nelle osservazioni presentate al CTR ed ai rischi di incidente rilevante che potrebbero verificarsi in seguito a forti eventi metereologici. Infatti, non è garantita la resistenza degli impianti ad una potenza del vento superiore ai 97,2 km/h. Basta pensare che una tromba d’aria di grado F2 è pari alla potenza di 180/250 km/h. E, dunque, in un territorio che ha già molti impianti soggetti a rischio di incidente rilevante dobbiamo aspettare che sia ancora il ‘destino avverso’ a determinare un incidente rilevante oppure già da oggi la politica può impedire che queste disgrazie possano accadere. Renzi ed Emiliano cosa dicono in proposito? Continuare a far finta di nulla, nonostante le evidenze, portando avanti il progetto Tempa Rossa ed aumentando i serbatoi di idrocarburi sul territorio rappresenta una incoscienza, una responsabilità fuori da ogni limite ma soprattutto un rischio preso sulla pelle dei tarantini.

Nell’interrogazione parlamentare si chiede al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti se sia a conoscenza dei fatti esposti e se possa riferire in che fase si trova la stesura del Rapporto definitivo di Sicurezza sul progetto “Tempa Rossa”. Inoltre, i 5 Stelle chiedono quali siano i tempi utili e definiti per legge per la presentazione agli organi competenti dello stesso rapporto, affinché si possa avviare la costruzione degli impianti e l’esercizio dell’attività.

danni-della-tromba-daria-allilva-di-tarantoBisogna far chiarezza su questo Rapporto definitivo di Sicurezza sui tempi e sulle modalità di approvazione. Se i rischi evidenziati sono reali, e non abbiamo dubbi che lo siano, non si può procedere con alcun ampliamento di attività legate alla raffinazione e allo stoccaggio di idrocarburi o al potenziamento produttivo dell’ENI a Taranto. Si tratta di una questione di buon senso oltre che di norme legate alla sicurezza: quella di tutti i tarantini ma, soprattutto, quella dei lavoratori. Non possiamo attendere che capiti un incidente annunciato. I partiti, ed in particolare il PD alla guida di questo Paese, ne saranno responsabili!

Il ministro respinga le trivellazioni sulle coste pugliesi!

10431214_10204378508133472_647990109824569453_oGiù le mani dal nostro mare!” è stato l’urlo che ha riecheggiato lungo le spiagge pugliesi del tour organizzato dagli attivisti 5 Stelle della Puglia. L’obiettivo: informare la cittadinanza e protestare contro le richieste di ricerca di idrocarburi nei mari pugliesi presentate, ancora una volta, da una società con sede in Australia e Londra con 4 distinte procedure di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA). Tutte riconducibili ad un unico progetto imprenditoriale che punta ad utilizzare la tecnica “Air Gun” nel mare Adriatico dinanzi le coste della Puglia.

Il M5S esprime tutta la propria contrarietà a questa follia. L’Air Gun è un sistema che utilizza l’espansione nell’acqua di un volume d’aria compressa generata da una speciale imbarcazione che crea un front di onde di pressione acustica direttamente nell’acqua circostante. Il suono si propaga in acqua e nel sottosuolo marino per individuare i giacimenti. I problemi legati agli Air Gun sono ormai noti e l’impatto sui cetacei e sugli organismi marini sono rischiosissimi, a maggior ragione nella zona del basso Adriatico dove sono presenti la balenottera comune, il capodoglio, lo zifio, il delfino comune, la stenella striata, il tursiope e il grampo. Queste ultime tre specie scelgono queste acque anche come zone riproduttive. Il nuovo spiaggiamento dei capodogli a Vasto dove sono morte tre femmine tra cui un incinta, poi, è probabilmente dovuto alle prospezioni di ricerca di idrocarburi e non è che l’ennesima dimostrazione di come l’interesse per idrocarburi di scarsa qualità e di una quantità limitata ed insignificante rispetto all’attuale fabbisogno nazionale sia superiore all’interesse di preservare questi ‘miracoli della natura’ che scelgono, da millenni, i nostri mari per vivere. Inoltre, nelle stesse zone è stata accertata la presenza di biocenosi dei coralli profondi di rilevante interesse economico ed ambientale e, attualmente, non esistono studi che illustrino l’impatto degli Air Gun su queste biocenosi: per cui dovrebbe valere il principio di precauzione riconosciuto a livello europeo e recepito nella normativa italiana.

 

10661877_10204704211875959_7430429730183631036_oNell’interrogazione parlamentare rivolta al ministro Galletti, i parlamentari pugliesi M5S ricordano la sentenza del Tar di Lecce del 2011 che ha già annullato ben tre decreti di permesso di ricerca di idrocarburi rilasciati dal Ministero dell’Ambiente, proprio perché la normativa italiana impone che, per un unico progetto imprenditoriale, sia attuata un’unica procedura di VIA. “Una situazione del tutto simile ai quattro distinti procedimenti richiesti dalla Global Petroleum Limited. In virtù di questo precedente, chiediamo di respingere le richieste e di promuovere una moratoria per le attività di prospezione e ricerca di idrocarburi in zone di mare dove sono localizzati cetacei come regolari e dove sono state riscontrate biocenosi dei coralli profondi. Il Governo Renzi, e quindi anche il Ministro Galletti, non hanno diritto di mettere a rischio queste specie e questi habitat protetti dalla normative internazionali ed italiana. Questi argomenti purtroppo sono ancora poco conosciuti dalla popolazione e per questo con l’interrogazione proposta si chiede anche di promuovere iniziative volte a far conoscere alla cittadinanza l’importanza degli “habitat prioritari marini” e della vita dei cetacei. Il nostro ‘petrolio’ è il benessere del mare Adriatico e Jonio e come cittadini abbiamo l’obbligo morale di preservare a chi verrà dopo di noi, lo splendore e la ricchezza che ogni giorno ci regalano.