Chiusura centrale Cerano: follia aspettare il 2025!

Aspettare ancora per chiudere la centrale a carbone di Cerano rappresenta una follia. La Strategia Energetica Nazionale (SEN) è ancora basata su fonti fossili e non pone degli impegni precisi rimanendo più una dichiarazione di intenti che un documento strategico. Vuole scimmiottare il programma energetico del M5S perché non prevede azioni precise, scadenze e non definisce una visione chiara.

Il M5S chiuderà tutte le centrali a carbone al 2020 ma abbiamo obiettivi ambiziosi anche per smettere di usare petrolio e suoi derivati e il gas: ridurre i consumi e aumentare efficienza energetica in campo edilizio, elettrificare i trasporti, aumentare le applicazioni dell’idrogeno come vettore energetico, investire in ricerca e sviluppo sono le soluzioni per eliminare subito smog e inquinamento, veleni e malattie, rilanciando economia ad alto tasso di occupazione.

Anche il Governo finalmente smentisce lo stesso Pd regionale e le ipotesi fantasiose di Emiliano per giustificare TAP: non esiste alcuna “decarbonizzazione” di Cerano come non esiste quella di Ilva a Taranto. E allora a chi serve TAP se già oggi abbiamo il doppio del gas che utilizziamo e potrebbe essere usato per alimentare le centrali a gas, invece di quelle a carbone, che paghiamo comunque e che da anni il partito del petrolio tiene spente?

Cerano: Governo e Regione ipocriti e criminali.

La centrale a Carbone ENEL di Cerano continuerà almeno fino al 2028, nonostante gli impianti sia al centro di diverse inchieste per presunti illeciti. Governo e Regione sono ipocriti e criminali. Non hanno vergogna: parlano di tutela della salute e dell’ambiente, di occupazione e di innovazione e poi, dopo tante favole, chiacchiere, slogan e promesse, autorizzano la centrale a carbone di Cerano, inquinante e antistorica a continuare ad avvelenare cittadini. Al Ministero della Salute evidentemente non interessa l’alto tasso di tumori nell’area di Brindisi.

Purtroppo non ci stupiscono questi ridicoli voltafaccia, a Roma come a Bari. D’altronde il PD è sempre il partito delle trivelle e dei decreti “salva-Ilva e ammazza-Taranto”, di quello “sblocca italia”, che cerca di giustificarsi proponendo soluzioni irrealizzabili come la conversione a gas di Cerano. Infatti, anche Emiliano non si è opposto al rilascio dell’autorizzazione.

Questi partiti ci costringono a rimanere schiavi di modelli di sviluppo ottocenteschi. Non c’è da stupirsi se tanti laureati emigrano: qui non c’è spazio per l’innovazione,  per alternative economiche alle industrie inquinanti. Solo il M5S ha già le proposte per un serio programma di Governo con cui cambiare direzione e il destino del nostro Paese.

ENI e CISA: aziende preistoriche!

Mentre ENI, attraverso l’esperienza della raffinazione del petrolio, incontra gli studenti a Taranto per il programma scuola-lavoro, CISA alla fiera Ecomondo di Rimini promuove progetti per l’educazione ambientale dedicata agli studenti.

E’ paradossale che queste aziende, insostenibili e inquinanti, formino gli studenti per inserirli nel mondo del lavoro. Le attività di CISA ed ENI, basate rispettivamente sullo smaltimento dei rifiuti e sulla lavorazione delle fonti fossili, non hanno alcun futuro e sopravvivono come dinosauri a causa dei partiti tradizionali.

Tra 10-15 anni non ci sarà spazio per queste attività: la raffinazione del petrolio sarà obsoleta perché la produzione dell’energia sarà basata sulle fonti rinnovabili; lo smaltimento dei rifiuti sarà minimo riutilizzando al massimo i materiali, quindi non occorreranno discariche, impianti di trattamento meccanico biologico e inceneritori.

Eni e CISA non hanno nulla da insegnare! Quale educazione possono trasmettere agli studenti se le loro attività sono ambientalmente devastanti? E’ evidente che è scopo di queste aziende vogliono ripulire la propria immagine cercando di far dimenticare i problemi di inquinamento che provocano ai cittadini.

Ai giovani serve una formazione verso le nuove economie sostenibili, l’economia circolare, l’innovazione e i settori del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili. La formazione verso gli studenti deve avere l’obiettivo di prepararli al mondo del lavoro dandogli la possibilità di trovare in futuro un’occupazione stabile, etica e sostenibile!

Manifestazione a Cerano: chiusura immediata. M5S ha già l’alternativa.

La centrale Enel di Cerano va chiusa! E’ un’autentica colossale assurdità: produrre energia dal carbone, in modo centralizzato, è antistorico e inquinante. Tutti i problemi causati dalle centrali a carbone, come quella di Cerano , sono riconducibili alla politica energetica nazionale obsoleta e inaccettabile perché punta ancora sui combustibili fossili e sullo sfruttamento degli idrocarburi e dei loro derivati, responsabili non solo dello sconvolgimento climatico ma anche dell’inquinamento e dei problemi di salute pubblica.

Per il M5S la soluzione è stata già presentata: un programma energetico che prevede entro il 2020 l’azzeramento del consumo del carbone con la chiusura di tutte le centrali a carbone presenti nel territorio italiano. Bisogna “democratizzare” la produzione di energia eliminando l’oligopolio in cui pochissimi producono energia e permettendo ad ogni cittadino di poter produrre energia. Per attuare ciò bisogna investire sulle energie rinnovabili distribuite.  Questo genera anche un ulteriore vantaggio: l’occupazione. Per ogni miliardo investito in fonti fossili si creano fino a 600 posti di lavoro, la stessa cifra investita nel “solare diffuso” crea fino a 3.500 posti di lavoro, cioè sei volte in più. E’ necessario cambiare immediatamente politica energetica!

Giù le mani dal nostro mare

giulemanidalnostromareIl successo incredibile dell’iniziativa di molti gruppi locali mi convince sempre più che le persone si aggregano su idee e progetti. Con lo sforzo e la volontà di centinaia di cittadini liberi, attivi e informati, che hanno saputo coinvolgere migliaia di bagnanti, sulle coste pugliesi e lucane, insieme ai portavoce, il messaggio è stato unanime: lo sviluppo della nostra civiltà non deve essere più basato sull’impiego di combustibili fossili, non possiamo accettare che un uso scellerato delle risorse naturali, peraltro obsolete, metta al rischio le nostre ricchezze più grandi (il territorio, il paesaggio naturale, l’ambiente e la biodiversità, la salute) sulle quali si basano le alternative economiche sostenibili (turismo culturale, turismo balneare, pesca, agricoltura, caratterizzazione delle tipicità dei prodotti enogastronomici locali,…)

Ci sono forme di energia ancora non valorizzate, diffuse e sfruttate nel nostro paese: si chiamano efficienza energetica, risparmio energetico, uso intelligente dell’energia a disposizione, conversione energetica verso fonti rinnovabili e sostenibili, di ricerca e sviluppo.

10413409_4518561618610_5754155001576090970_nLe fonti rinnovabili non sono tutte sostenibili (bruciare biomasse non è sostenibile se lo si fa con grandi impianti che invece di usare potature dell’agricoltura) e ad ogni modo la posizione del M5S non è per qualunque impianto di rinnovabili. Gli sterminati “campi” fotovoltaici e le grandi torri eoliche sono impianti a favore di multinazionali che deturpano il paesaggio, condannano le alternative economiche del territorio e concentrano risorse economiche nelle mani di pochi (solitamente esclusivamente gruppi finanziari multinazionali): noi vorremmo lo sviluppo delle fonti rinnovabili in maniera diffusa e distribuita con la proprietà degli impianti cittadini (alcune migliaia si sono già organizzati in gruppi di acquisto solidali!). La sovranità energetica al pari di quella alimentare è indispensabile per evitare storture sociali, guerre e scompensi geopolitici internazionali, accentramento di capitali e povertà in aree diffuse del mondo, ricattabilità e svendita dei nostri beni comuni.

Questo avviene per ignoranza e per malafede. Per ignoranza di molti cittadini italiani e operatori dell’informazione, per malafede di pochi industriali e giornalisti che non parlano di quanto sta accadendo nel resto del mondo.