Poste, nuova mannaia sui Comuni pugliesi.

A completamento della riforma postale a giorni lavorativi alterni, che ha interessato oltre la metà delle amministrazioni comunali, i Comuni pugliesi che rientrano nel nuovo modello (che ha toccato la nostra Regione già dal maggio 2016) di recapito a giorni alterni sono 125: 13 in Provincia di Bari, 4 nella BAT, 22 in Provincia di Taranto, 24 in Provincia di Lecce, 8 nel Brindisino e 54 in Provincia di Foggia.

Il nuovo modello di recapito a giorni alterni sta creando enormi disagi alla cittadinanza. La situazione è gravissima e in costante peggioramento visto il coinvolgimento sempre maggiore del numero dei Comuni interessati.

Molte amministrazioni interessate sono già in una situazione critica dovuta al cronico isolamento per carenza o assenza di servizi pubblici: trasporti, servizi sanitari e presidi di pubblica sicurezza e di controllo del territorio delle forze dell’ordine. Ora verrà meno anche il servizio postale e chi vive in aree disagiate sarà ulteriormente svantaggiato. Il piano di razionalizzazione prevede che l’ufficio postale rimanga comunque aperto alcuni, pochi, giorni a settimana; poi troppo frequentemente, come già accaduto in molti Comuni, il servizio postale sarà chiuso e i cittadini saranno costretti a recarsi all’ufficio postale superstite più vicino, spesso distante parecchi chilometri.

Come si evince dall’approvazione del nuovo contratto di programma 2015-2019 di Poste, le azioni intraprese sono opposte rispetto la Direttiva postale (97/67/CE).

Il Governo promuove questa politica di tagli senza considerare che potremmo pure dover pagare sanzioni di centinaia di milioni di euro a livello europeo, perché si viola l’obbligo di assicurare la raccolta e la distribuzione della posta almeno ogni cinque giorni lavorativi a settimana!

Aeroporti Pugliesi: Emiliano prende in giro tutti.

Emiliano prende in giro tutti alimentando guerre di campanile inutili o peggio l’illusione di poter avere 4 scali aperti in equilibrio finanziario. Se il Presidente di Regione crede che le attuali scelte della società Aeroporti di Puglia non siano corrette, dica pubblicamente quali sono le ragioni e come intende intervenire l’azionista di maggioranza perché per ora lo abbiamo solo visto interessato a fusioni societarie improbabili, peraltro mai annunciate in campagna elettorale, solo per la scalata interna al partito.

Per rimanere aeroporti di interesse nazionale, la società Aeroporti di Puglia deve dimostrare che ogni singolo scalo è in grado di esercitare un ruolo ben definito all’interno del bacino di riferimento e il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario nonché di adeguati indici di solvibilità patrimoniale, almeno su un triennio.

Promettere utilizzi diversi rispetto quanto indicato dal Piano Nazionale degli Aeroporti, senza tuttavia azioni concrete tramite la società di gestione aeroportuale, significa contestare, solo a parole, anche il piano nazionale degli aeroporti! Il Governatore certamente saprà che gli aeroporti di interesse nazionale devono dimostrare di essere economicamente sostenibili: non può essere ambiguo anche su questo. I cittadini, abituati alle sue capriole, hanno il diritto di sapere come può mantenere le sue promesse in tutta la Puglia perché le sue appaiono solo manovre per mantenere il consenso attraverso slogan e tavoli che non avranno alcun effetto pratico! Farebbe bene piuttosto a pubblicare i contratti e a fornire pubblicamente come prevede la legge le informazioni sui finanziamenti alle compagnie aeree, e se trova il tempo anche le risorse per una programmazione seria del trasporto pubblico regionale in modo da renderlo intermodale e integrato per consentire facilmente il raggiungimento degli aeroporti a tutti i pugliesi!

Dal Contratto di Programma dipendono le tariffe e gli investimenti già individuati per circa 118 milioni di euro e approvati in linea tecnica dall’Enac.

Emiliano potrebbe anche bussare ai Ministri competenti del suo partito a Roma per capire perché il Governo ancora non abbia emanato il decreto di approvazione del Contratto di Programma relativo a Aeroporti di Puglia.  Il destino degli aeroporti dipende da politicanti perennemente in campagna elettorale quando invece servirebbe trasparenza, serietà e chiarezza.

Aeroporti di Puglia: Nessun mandato elettorale per privatizzare.


La privatizzazione di Aeroporti di Puglia non ha alcuna spiegazione ragionevole!
Il PD deve spiegare perché vuole privatizzare la società che, fino al 2043, ha la concessione dei quattro scali pugliesi. Le giustificazioni avanzate finora sono ridicole. Da anni la società chiude i bilanci in attivo, quindi perché far entrare soci privati cioè perché la Regione e gli altri enti pubblici soci, devono rinunciare ad una parte degli utili?

Emiliano non ha avuto nessun mandato elettorale per privatizzare Aeroporti di Puglia o forse ha fatto una sagra privata con qualche finanziatore della sua campagna elettorale? Da politico del PD, finora quel che abbiamo visto è una nomina discutibile del CdA e tante chiacchiere, come la fusione con la società che gestisce gli scali campani, per scalare il partito!

Il contratto di programma tra Adp e Enac prevede tra il 2016 e il 2019 un investimento di 108.137.421 milioni di euro di cui soltanto 18.956.329 dovranno provenire da autofinanziamento.

I privati non si possono giustificare neanche con la necessità di reperire risorse per gli investimenti: la privatizzazione è ancora più ridicola se si pensa che il Contratto di Programma tra Enac e Aeroporti di Puglia prevede un investimento di oltre 108 milioni di risorse pubbliche, di cui l’80% sono trasferimenti statali! Il PD vuole regalare a qualche “amico” profitti facili grazie alle risorse pubbliche!

Il traffico di linea del 2016 ha visto lo strapotere di Ryanair che detiene il 51,3% del totale anche a causa del programma del turismo incoming che AdP ha sottoscritto, a suon di milioni di euro, solo con la compagnia irlandese. Il tentativo di Ryanair di proporsi negli scali campani concorrenti potrebbe creare dei problemi nella conferma delle rotte aeree negli scali pugliesi.

E’ evidente che una sola compagnia aerea che detiene oltre la metà del traffico ha un potere enorme nel condizionare l’andamento della gestione aeroportuale. Non è possibile mettersi sotto scacco in questo modo: bisogna essere meno dipendenti dalle singole compagnie aeree! Se Ryanair è diventata così pericolosamente determinante per i conti economici di Aeroporti di Puglia, la responsabilità è da attribuire al centro-sinistra che prima con Vendola e poi con Emiliano ha costretto la Puglia a genuflettersi a Ryanair con ingenti finanziamenti regionali per la promozione turistica. Ogni centesimo alle compagnie aeree deve, come previsto dalla normativa vigente, essere assegnato in maniera trasparente secondo un bando europeo pubblico: su questo il silenzio della Regione e del nuovo Consiglio di Amministrazione è imbarazzante!

Treni regionali: manca la sicurezza.

bg_headerIl 26 settembre 2016 è stato pubblicato dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria la nota relativa ai Provvedimenti urgenti in materia di sicurezza dell’esercizio ferroviario sulle reti regionali che determina che la circolazione dei treni deve essere protetta da un sistema di protezione della marcia che provochi l’intervento automatico della frenatura in caso di mancato rispetto dei vincoli di sicurezza e che obbliga i treni a viaggiare a 50 km/h in assenza del sistema di protezione. Questo corretto provvedimento sta creando diversi disagi in moltissime regioni e anche in Puglia per ritardi, corse o fermate saltate.

imagesCon l’emanazione della nota da parte dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria finalmente si vedono i primi provvedimenti per garantire finalmente alti standard di sicurezza ferroviaria nelle tratte regionali. Tuttavia questi provvedimenti mettono anche in risalto l’arretratezza delle nostre linee regionali, come il M5S da anni denuncia. I disagi che attualmente stanno vivendo i pendolari e gli studenti sono evidentemente tutti da attribuire a colpe precise della Regione Puglia, proprietaria della rete di infrastrutture, che non ha mai investito in sicurezza e a questo Governo che spreca decine di miliardi di euro in inutili opere faraoniche autostradali, come l’alta velocità  Torino Lione e rilanciando addirittura il ponte sullo Stretto di Messina, tagliando il fondo nazionale per il trasporto pubblico locale di oltre 1 miliardo ogni anno e ignora le vere urgenze di un Paese che per definirsi “civile e moderno” deve prima di tutto assicurare i massimi standard di sicurezza, velocità  e capillarità  per tutte le tratte ferroviarie regionali, utilizzate ogni anno da milioni di cittadini e turisti.

L’ANSF ha disposto provvedimenti urgenti per tutte le tratte regionali mettendo in evidenza che attualmente non conosce come siano attrezzate. I provvedimenti devono rispettare gli standard sulla tipologia di movimenti, collegamento di sicurezza, condizione per l’effettuazione dei movimenti contemporanei, sistemi di blocco automatico e sistema automatico di protezione della marcia dei treni, circolazione dei treni in senso opposto a quello per cui il binario attrezzato, passaggi a livello, dispositivi di rilevamento delle anormalità  dei veicoli, manutenzione degli impianti di sicurezza e segnalamento.

ferrovia-ferrovie-sud-est-fse-binari-1078x516E’  scandaloso che l’Agenzia non conosca quali siano le tecnologie adottate per ciascuna tratta regionale, dimostrazione che nessuna istituzione, tra Governo e Regioni, sia interessato veramente alla trasparenza. Il Governo deve aiutare con risorse ingenti le imprese che gestiscono le tratte regionali a dotarsi urgentemente dei dispositivi di sicurezza più elevati con gli investimenti opportuni per far cessare quanto prima i disagi: i cittadini hanno già  pagato con le tasse il diritto ad una mobilità  pubblica e sicura! Al danno si aggiunge la beffa, dato che per tamponare i disagi qualche azienda di trasporto sta provvedendo a sostituire le corse ferroviarie con gli autobus!

La Regione si è fatta trovare impreparata e mentre Emiliano e i politicanti vari vogliono spendere milioni di euro pubblici per treni Freccia Rossa che in Puglia viaggiano alla stessa velocità  degli Intercity, hanno sempre trascurato le tratte regionali. Non c’è tempo da perdere: Regione e Governo discutono di progetti inutili continuando a perdere tempo prezioso mentre non la sicurezza del nostro Paese è l’unica priorità  che la politica deve affrontare, come gli italiani chiedono e noi del M5S, come loro portavoce, ribadiamo da anni in tutte le sedi!

 

Incontro con A.D. di FFSS: rassicurazioni per i cittadini di Foggia!

 10419468_428141767368746_5427240083818998301_nSi è svolto nella giornata di ieri 23 giugno un incontro tra l’ing. Elia, Amministratore Delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e i portavoce M5S, Diego De Lorenzis, segretario IX commissione Trasporti della Camera dei Deputati e le neo elette al consiglio regionale pugliese Rosa Barone e Viviana Guarini in merito alla vicenda della bretella ferroviaria di Foggia sul tratta Bari-Napoli.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAL’Amministratore Delegato di FS ha rassicurato i 5 stelle ribadendo che la riattivazione dell’infrastruttura prescinde dai servizi ferroviari che servono Foggia che rimane un’importante stazione utilizzata significativamente ogni giorno da moltissimi cittadini. 

E’ stato un incontro rassicurante. L’ing. Elia ha dimostrato grande disponibilità nel chiarire le perplessità circolanti in queste settimane in Puglia ed ha anche più volte ribadito che la stazione di Foggia non vedrà un peggioramento del servizio ferroviario vista l’importante “domanda” che il capoluogo dauno manifesta. Da qualche settimana, si era infatti diffusa la notizia che l’entrata in funzione di questo collegamento ferroviario, avrebbe implicato la perdita di treni in sosta alla stazione di Foggia.

L’intervento di “ripristino itinerario merci Napoli Bari a Foggia” consiste nella riattivazione della bretella di raccordo fra le linee ferroviarie Foggia – Bari e Foggia – Napoli e permetterà di non far transitare, sostare e movimentare, all’interno della stazione di Foggia, i treni merci provenienti da Bari e Taranto e diretti verso Battipaglia. Essendo una infrastruttura aggiuntiva e non sostituiva, permette agli operatori ferroviari una possibilità ulteriore: in futuro, potrebbe esser utilizzato anche per i treni passeggeri qualora una domanda maggiore si aggiungesse a quella destinata a servire il bacino di Foggia ma non a discapito della stessa, con treni quindi aggiuntivi rispetto agli attuali che collegano Roma con il capoluogo dauno.

Scopo prioritario dell’intervento è quello di evitare che merci, anche potenzialmente pericolose, debbano sostare e/o essere movimentate nella stazione di Foggia, collocata in pieno centro abitato. Come conseguenza verrà a determinarsi anche una riduzione dei tempi di percorrenza complessivi dei treni lungo l’itinerario Bari – Caserta.

Da una parte vi sono i servizi garantiti dal contratto di servizio tra Ministero dei trasporti e il vettore ferroviario per garantire il “servizio universale”, dall’altra c’è una importante domanda di utilizzo dei cosiddetti servizi a mercato, cioè i treni Freccia: questo perché la stazione di Foggia, serve lungo la direttrice adriatica e tra Bari e Napoli, e inoltre, a causa della sua posizione centrale, è utilizzata anche da moltissimi cittadini provenienti dalle zone limitrofe e dalla Basilicata. Il ruolo del M5S all’interno del parlamento e del consiglio regionale  potrà dare in quest’ottica un peso decisivo per il trasporto ferroviario in tutto il territorio pugliese, puntando a migliorarlo e intensificarlo. Continueremo a vigilare e ad informare la cittadinanza sull’evolversi della situazione perché riteniamo che il trasporto su ferro sia fondamentale, nell’ottica di spostare le merci dalla strada alla ferrovia, di ridurre l’uso delle auto private a favore del trasporto pubblico ferroviario e per collegare in maniera efficiente i comuni pugliesi. La promozione della ecosostenibilità dei trasporti e garantire il diritto alla mobilità rappresentano le scelte di coerenza che abbiamo da sempre nel nostro DNA e nel nostro programma elettorale.