VI corso di esperto promotore della mobilità ciclistica

Oggi ero in duplice veste di parlamentare e di partecipante, per la conclusione del VI corso di Esperto Promotore della Mobilità Ciclistica dell’Università di Verona.

In 6 anni qui si sono formati 129 esperti provenienti da tutta Italia, per la verità concentrati in gran parte nelle regioni del Nord Italia. L’obiettivo per i prossimi anni è quello di avviare delle collaborazioni con almeno una università del Centro e una del Sud Italia, per rendere facilmente accessibili questi corsi e magari incentivarli con delle borse di studio.
Il mondo sta cambiando rapidamente e profondamente e sempre più persone chiedono e propongono soluzioni e grazie a questo corso aumentano le competenze per affrontare le nuove sfide globali.

Incontro al MIT con i rappresentanti di FIAB Onlus

Ieri ero con il ministro Danilo Toninelli e i rappresentanti di FIAB Onlus, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, per discutere della mobilità del nostro Paese e delle norme da modificare per facilitare un cambiamento culturale e di abitudini che si traduca in un mix quotidiano efficiente di modalità di trasporto diverse, combinate con intelligenza per rendere migliore la qualità della vita degli italiani.
Il Ministro a margine dell’incontro mi ha rappresentato la volontà di riformare integralmente il codice della strada (ormai in molte parti incoerente e troppo incentrato in una visione automobile-centrica) e pertanto proseguire il percorso legislativo, già avviato nella scorsa legislatura, che delega il governo alla revisione totale del testo.

Mobilità sostenibile: oggi al lavoro in bici per rivoluzionare le città

Questa mattina abbiamo percorso 6 km in bici, attraversando Roma per puntare i riflettori sulla mobilità urbana e sulla necessità di rivoluzionarla.

Siamo orgogliosi di aver aderito alla giornata del Bike to work promossa dalla Fiab e sostenuta da Riccardo Iacona, conduttore del programma Presa Diretta su Rai 3. Con loro abbiamo discusso della necessità di diffondere in maniera capillare l’uso quotidiano della bicicletta, restituendo centralità a ciclisti e pedoni nell’attraversamento delle città. Se i nostri centri urbani attueranno questa rivoluzione, anche le persone cambieranno più facilmente abitudini scegliendo bici e mezzi pubblici e liberando le strade dai veicoli a motore, con tutti i vantaggi del caso.

Abbiamo fatto nostro lo slogan dell’iniziativa di oggi, “Cambia e vai!”, e in Parlamento siamo al lavoro per incentivare questa “rivoluzione dei pedali” e rendere concreto anche in Italia, quel modello di città realmente a misura di persona che tanto ci piace scoprire nei nostri viaggi all’estero.

Incontro con FIAB Onlus

Importante incontro oggi con FIAB per ascoltare le loro proposte per città più vivibili, salubri e sicure. Abbiamo condiviso con loro la visione di un modello di mobilità alternativo che è diventato realtà in poco tempo in tante esperienze anche italiane e degli strumenti che possono diffondere e rendere stabili queste buone pratiche.
La crisi economica prima e la tragedia di Genova pongono la questione di un ripensamento radicale delle nostre abitudini e dei nostri investimenti in infrastrutture di trasporto, rendendo evidente la necessità di un riequilibrio modale e una diversa migliore allocazione delle limitate risorse a disposizione.

Sicurezza stradale: M5S, presto misure contro mortalità pedoni e ciclisti

Calano incidenti e feriti ma le vittime aumentano tra il 6,7 e l’8,2%. Gli ultimi dati Istat disponibili confermano il trend di crescita degli ultimi anni della mortalità, soprattutto in ambito urbano, per pedoni e ciclisti. Questo rende prioritario intervenire sulla sicurezza urbana e il governo, con il contributo dei parlamentati di maggioranza, lo farà a stretto giro con un pacchetto di misure ad hoc.

Sicuri in città. Interventi per una mobilità a misura di persona”, in programma lunedì 23 luglio dalle ore 14 presso la Sala della Regina della Camera dei deputati (Piazza Montecitorio).

Gli obiettivi europei sulla sicurezza stradale ci impongono di agire presto ed efficacemente: entro il 2020 dobbiamo dimezzare il numero delle vittime rispetto al 2011 ed entro il 2050 avvicinarci al target ‘zero vittime’. Discorso che si estende anche al drammatico fenomeno dei bambini morti per ipertermia dopo essere stati dimenticati in auto, ben 45 nel nostro Paese nel solo 2016. Una tragedia su cui interverremo tempestivamente.

Nel corso del convegno ci confronteremo con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, e con numerosi tecnici ed esperti del settore per individuare gli interventi urbanistici e le modifiche del codice della strada più opportuni. Il ministro illustrerà anche le misure che il governo intende adottare per rendere le nostre città più sicure e più attrattive per residenti, turisti e commercianti.

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Sicurezza stradale, lunedi 23 alla Camera Convegno su Mobilità a misura di persona

“Sicuri in città. Interventi per una mobilità a misura di persona” è il titolo del convegno che si svolgerà presso la Sala della Regina della Camera dei deputati (Piazza Montecitorio) lunedì 23 luglio dalle ore 14. Al convegno parteciperà, tra gli altri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha annunciato l’imminente presentazione di un pacchetto di misure per favorire la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale.

Parleremo di modifiche al codice della strada, che in Italia aspettiamo da anni, e delle altre soluzioni per rendere l’Italia un Paese europeo, un Paese ciclabile, quindi un Paese realmente più sicuro

Tra gli i partecipanti al convegno, numerosi addetti ai lavori ed esperti: Marco Scarponi della Fondazione Michele Scarponi per la sicurezza stradale, l’architetto e urbanista Matteo Dondè, l’ingegnere dei trasporti Alfredo Drufuca, ad di Polinomia srl e l’architetto Alessandro Tursi, Vicepresidente FIAB e Vicepresidente dell’European Cyclists’ Federation, e il Direttore di Bikeitalia.it Paolo Pinzuti.

Gli interventi regolatori e di urbanistica volti a favorire l’uso delle bici, del trasporto pubblico sono gli ingredienti chiave per la ricetta di città più sicure e vivibili. Discuteremo, entrando nel concreto e partendo dalle buone pratiche esistenti, di come cambiare la mobilità urbana e migliorare la qualità della vita riducendo innanzitutto il numero di veicoli privati in circolazione e la velocità con cui attraversano le nostre strade. Questo convegno, insieme alle misure che il Governo si accinge a varare, sono il segno tangibile del nuovo corso che stiamo inaugurando anche in materia di mobilità e sicurezza stradale

Mobilità sostenibile: ancora nessun bando di finanziamento.

ambienteAncora promesse tradite dal Governo! Perchè dopo aver sbandierato l’approvazione del c.d. Collegato Ambiente che prevede misure per la tutela della natura e dello sviluppo sostenibile, è seguito un sostanziale nulla di fatto!

Era prevista la realizzazione di un Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro con 35 milioni di euro di competenza del Ministero dell’ambiente per la riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta in prossimità di istituti scolastici, università e sedi di lavoro con servizi e infrastrutture di mobilità collettiva e anche di ‘bike to work’, ‘bicibus’, per questo a luglio il Ministro Galletti aveva firmato il decreto per l’assegnazione, attraverso un bando pubblico rivolto agli Enti Locali, dei 35 milioni di euro previsti”.

Ma ad oggi non c’è stata alcuna pubblicazione del bando nè alcun finanziamento. Anzi, mentre si susseguono numerose le iniziative, come la recente Settimana europea della mobilità…in bicicletta, grazie all’impegno di associazioni come la Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB), l’azione del Governo e del Ministro Galletti è totalmente assente. biciclette

Ora chiediamo che il Ministro ci dica quando intenda provvedere alla pubblicazione del bando di finanziamento promesso perchè ormai la richiesta della popolazione è pressante ma inascoltata e numerosi sono gli Enti impegnati in politiche per la mobilità sostenibile che da tempo attendono un sostegno possibile anche grazie alla concreta attuazione di quanto previsto nel Collegato Ambiente.

Firmato il protocollo per la Ciclovia dell’Acquedotto

ciclovia-dellacqua-1024x680Vi ricordate il mio emendamento approvato in Legge di Stabilità 2016 e che finanziata la Ciclovia dell’Acquedotto?

L’emendamento approvato ha l’obiettivo di realizzare una politica più concreta per una mobilità sostenibile, interconnessa e più sicura, che stanziava risorse per le ciclovie italiane (compresa quella dell’Acquedotto, detta anche “ciclovia dell’Acqua”)  pari a 91 milioni di euro in tre anni.

La novità sta nel fatto che recentemente – e possiamo dire anche finalmente – è stato firmato l’atteso protocollo d’intesa fra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e ben otto Regioni coinvolte per la progettazione e realizzazione, da Nord a Sud, delle prime ciclovie turistiche e urbane in Italia tra cui anche quella dell’Acqua.

73d7edd1405081e5433c41d9ad2ee18c_XLLa ciclovia dell’Acqua è un percorso di circa 500 chilometri. Il tracciato è stato già individuato all’interno del progetto di cooperazione internazionale  d’intesa con la Fiab, titolare del marchio Bicitalia ed è diventata variante pugliese dell’itinerario n. 11 (“Ciclovia degli Appennini”) della rete ciclabile Bicitalia. Attraversa 3 regioni, Campania, Basilicata e Puglia e numerosi comuni che vanno da Caposele, in provincia di Avellino, a Santa Maria di Leuca nel sud del salento e tacco d’italia.

Il protocollo prevede impegni da parte dello Stato e Regioni. Lo Stato deve attuare, attraverso i Ministeri, alcune procedure: Il MIT ha il compito del riconoscimento delle ciclovie nella pianificazione nazionale delle infrastrutture prioritarie, definire gli standard e i requisiti minimi, analizzare il progetto definitivo ed esecutivo. Il MIBACT deve verificare la valorizzazione territoriale e l’attrattività culturale e turistica dei percorsi, promuovere le ciclovie in ambito turistico e culturale. MIT E MIBACT provvedono all’assegnazione delle risorse necessarie alla predisposizione del progetto di fattibilità e alla ripartizione delle risorse per la realizzazione. Reperire eventuali ulteriori finanziamenti, anche in sede europea.

ciclovia acquaLe Regioni invece dovranno inserire il progetto nelle pianificazioni e programmazioni territoriali di competenza e integrati con altri percorsi regionali. La Regione Capofila deve coordinare tutte le attività volte alla progettazione unitaria della ciclovia e individuare il soggetto attuatore degli interventi, quindi trasmettere al MIT gli atti per finanziare la progettazione e la realizzazione.

Il Cronoprogramma che durerà 3 anni prevede nel 2016 la sottoscrizione dei protocolli e ilrici castel del monte finanziamento delle progettazioni. La seconda fase avverrà nel 2017 e prevede la progettazione dei tracciati, gli accordi di programma con gli enti locali interessati dai percorsi, le prime gare per la realizzazione delle ciclovie e l’apertura dei nuovi cantieri. La terza fase, nel 2018, prevede la chiusura dei primi cantieri, le restanti gare per la realizzazione delle ciclovie e l’apertura e chiusura degli ultimi cantieri.

euroveloGrazie al Movimento 5 Stelle il sud non è stato dimenticato come aveva fatto la prima e maldestra proposta del Governo Renzi che escludeva la ciclovia dell’Acqua e quindi ora la Campania, la Basilicata e la Puglia avranno la loro ciclovia di qualità ma per noi del M5S non basta. Tantissimo si può e si deve ancora fare, basta guardare la mappa di quante zone nel sud, soprattutto in Puglia, sono interessate dalla straordinaria proposta della FIAB di costituire una rete Bicitalia. La nostra bella regione Puglia è interessata dalla Ciclovia Francigena che fa parte della Euro Velo – la rete cicloturistica europea – e che unirebbe moltissimi territori in un percorso di ben 1800 km da Como fino Brindisi. Poi vi sono anche la Ciclovia dei Tre Mari che andrebbe da Otranto in Puglia a Sapri in Campania toccando i Mari Tirreno, Jonio e Adriatico in un percorso di 400 km circa, e la Ciclovia Adriatica, un percorso di 1300 km che da Trieste giungerebbe fino a Leuca. Una grande opportunità di promuovere una mobilità sostenibile e coniugare un turismo green e di qualità grazie allo splendore dei territori pugliesi. Una potenzialità ignorata fino ad ora da tutte le amministrazioni interessate ma che troverà finalmente la sua realizzazione con il M5S.