IX edizione di Expo Ferroviario 2019: interoperabilità, sostenibilità e tecnologia

Oggi, insieme al collega Paolo Ficara ad altri deputati e alla ministra Paola De Micheli, abbiamo trascorso una giornata molto interessante a Milano, presso la IX edizione di Expo Ferroviaria 2019, la più grande fiera italiana di tecnologia ferroviaria con decine di imprese, non solo italiane, ricche di innovazione e competenze.
Per la prima volta una delegazione ufficiale del Parlamento (5 componenti della commissione Trasporti della Camera dei Deputati) ha preso parte a questo importante evento.

Temi indiscussi di questo appuntamento interoperabilità, sostenibilità, tecnologia

Conoscere per deliberare, resta un principio ineludibile per la Buona Politica.

Legge Ferrovie Turistiche: grandi vantaggi, seguiamo Best Practices UE

Esprimo la massima soddisfazione per il via libera dato al Senato alla nostra proposta di Legge a favore delle ferrovie turistiche. Una norma importante ed urgente, che permette di dare continuità all’attività delle reti ferroviarie isolate a scopo turistico, con grandi vantaggi per il settore e per i territori.

Tra i risultati più immediati, sicuramente il salvataggio della stagione del Trenino Verde in Sardegna, grazie alla possibilità concessa alla società Arst, pur non essendo impresa ferroviaria, di continuare a gestire il servizio turistico sulle reti ferroviarie isolate della Sardegna. Grazie a un mio emendamento inoltre, è stato riconosciuto un ruolo fondamentale e innovativo alle associazioni con un ruolo attivo nella gestione di questa tipologia dei servizi. Soggetti diversi dalle imprese ferroviarie e dalle aziende di trasporto pubblico regionale, come musei ferroviari e associazioni, potranno ora erogare il servizio di trasporto turistico purché sotto la responsabilità di imprese ferroviarie e aziende di tpl in possesso di certificato di sicurezza o altro titolo idoneo di servizio. Diamo così, finalmente, la possibilità alle ferrovie turistiche italiane di ottenere i risultati conseguiti da altri Paesi Ue.

La legge non si applicherà quindi solo alle linee della rete nazionale e a quelle ad essa interconnesse ma anche a quelle isolate dove la gestione del trasporto è affidata alle società di trasporto pubblico locale o regionale.

 

Piano FSI e futuro FSE

Leggo delle critiche sul piano industriale del prossimo quinquennio di Ferrovie dello Stato Italiano e credo che sia importante spiegare meglio quella che reputo una svolta epocale.
Il più grande gruppo industriale italiano pubblico ha intenzione di aumentare del 75% le risorse impegnate in investimenti e alla luce delle preoccupazioni emerse è doveroso che la Politica si assuma responsabilità di spiegare il cambiamento in atto.

Il piano prende le mosse da alcuni fattori emergenti in maniera esponenziale e la loro diffusione rapidissima in modo capillare che costituiscono fattori di contesto da cui non è possibile prescindere, come solo per citare alcuni esempi l’affermazione delle reti telematiche ad altissima velocità, il comportamento degli utenti sempre più orientato al digitale e alla connessione permanente, la propensione a pensare la mobilità come servizio e ad usare mezzi condivisi, l’esplosione a livello mondiale del turismo e della concentrazione in ambito urbano della popolazione e l’elevata sensibilità nei confronti dei temi della tutela ambientale.

A questi mutamenti radicali che caratterizzano la nostra società e che ne caratterizzeranno sempre di più l’evoluzione, la principale società responsabile della mobilità, della logistica e del trasporto in Italia, reagisce con un massiccio piano di investimenti sulle infrastrutture, sui servizi e sul personale sia per il settore ferroviario sia per quello stradale, con la chiara visione di migliorare l’accessibilità dei poli di attrazione come le aree urbane, gli aeroporti, i porti in una integrazione dei servizi, dei mezzi e della qualità degli stessi. Si legge infatti un corposo intervento volto a ampliare e rinnovare il parco mezzi (autobus e treni) con l’intento di rendere maggiormente attrattivo il servizio a discapito dell’auto privata e con una attenzione alle scelte tecnologiche più rispettose dell’ambiente.

E’ altresì evidente che il riflesso di queste scelte si riverberano sulle società del gruppo in maniera altrettanto decisa, e questo non può che essere vero anche per le Ferrovie del Sud Est. Il piano conferma l’indirizzo già preso dalla società pugliese, nella direzione opposta a quella paventata sui media in questi giorni, perché è ovvio leggendo gli indirizzi del ministero che la direzione prevista nei prossimi anni è una crescita imponente del numero di passeggeri e di merci trasportate in modo sostenibile, soprattutto del trasporto ferroviario per le persone, con un maggior numero di mezzi a partire proprio dai convogli ferroviari in ottica di intermodalità, con un età dei mezzi finalmente allineata alla media europea e una qualità del servizio elevata per puntualità, connessione, frequenza, capillarità, sostenibilità. E’ previsto un piano di assunzioni imponente per il gruppo e sono certo che in misura analoga ugualmente avverrà per la società di trasporto regionale i cui sforzi sono tutti tesi a rilanciare il trasporto su ferro soprattutto nella parte salentina, con una priorità degli interventi dettati dalla sicurezza in relazione alla situazione contingente.

Ferrovie turistiche: il vandalismo criminale e l’incuria della Regione

A seguito del furto nella stazione di Novoli di entrambi i radiatori dalla locomotiva BB 160, di uno dei due radiatori dalla locomotiva BB 162, di apparecchiature varie e arredi dall’automotrice Breda Ad 80 e dalla rimorchiata R 553, sono intervenuto per ribadire che il furto di componenti dai rotabili di rilevanza storica, tutelati dalla Soprintendenza e destinati a essere riqualificati in chiave turistica è un danno gravissimo ai beni storici del nostro territorio, lasciati alla mercé di tutti a causa dello stallo in Regione Puglia, che ancora non ha trovato la soluzione per la loro tutela e valorizzazione, considerato che la Regione non è riuscita ancora a trovare un accordo con la Fondazione Fs.

Nel momento in cui il Parlamento riconosce il ruolo delle associazioni museali nella legge per il turismo ferroviario, è inaccettabile assistere a queste vicende: visto che l’alto potenziale turistico dei progetti che potrebbero interessare questi quattro rotabili, chiedo con urgenza lo spostamento dei mezzi presso la stazione di Gallipoli, unica al momento ad avere caratteristiche idonee per proteggere questi beni da successivi furti perché, visto anche quanto accaduto nello scalo Trenitalia di Surbo, dobbiamo impedire che tali azioni criminali accadano nuovamente. 

Su infrastrutture al sud e Alta capacità (o alta velocità di rete) Napoli-Bari (-Taranto/Lecce)

L’aggiudicazione del bando da 608 milioni di euro per un altro lotto della nuova linea Napoli/Bari conferma, contrariamente a quanto dichiarato recentemente da alcuni esponenti politici, che c’è una grande attenzione del Governo e della maggioranza a colmare veloce il gap infrastrutturale del Mezzogiorno e alla realizzazione immediata di opere utili per i cittadini con l’apertura dei cantieri. Inoltre, vale la pena specificare che non è corretto dire che questa linea aumenti solo la capacità, cioè il numero dei treni che possono transitare in un’ora. Il progetto prevede la velocizzazione di una parte del tracciato esistente e la realizzazione ex novo dei tratti in variante per eliminare le pendenze eccessive e le curvature più strette, rendendo quindi possibile una velocità media di percorrenza che passa da 80km/h a 150km/h.

Questo è una scelta progettuale che porta ben 3 vantaggi: in primis, avere una linea che possa continuare ad essere sfruttata anche dai treni regionali, interregionali e intercity, cioè non ad uso esclusivo dei freccia, con un impiego efficiente delle risorse; in secondo luogo, si dimezzeranno i tempi di percorrenza rendendo inutile l’uso dell’aereo e dell’auto, determinando quindi un incremento delle possibilità per raggiungere la capitale a prezzi accessibili e in modo eco sostenibile e infine questi enormi vantaggi si ottengono impiegando 1/4 delle risorse necessarie ad una linea dedicata che avrebbe reso impossibile interventi per il contemporaneo miglioramento della rete esistente per il trasporto regionale senza avere prezzi inaccessibili per il servizio freccia che avrebbe dovuto sostenere la realizzazione di una linea dedicata.

Inoltre, questa nuova linea veloce sarà implementata fino a Taranto, con raddoppio binari e ammodernamento tecnologico e fino a Lecce, già in parte realizzata attraverso soppressione passaggi a livello, ammodernamento tecnologico consentendo di andare a breve a 200 km/h tra Lecce e Bari (per ora fino a Brindisi).

Proprio la buona riuscita del commissariamento della realizzazione di questa opera, sta inducendo il ministro Toninelli a pensare di operare allo stesso modo per altre infrastrutture da realizzare, per esempio in Puglia, il raddoppio della linea adriatica Termoli e Lesina (che la Cgil confonde con la Napoli-Bari!), il nodo ferroviario di Bari Nord, la bretella all’aeroporto di Brindisi e altre opere che devono passare rapidamente dalla fase di progettazione a quella di cantiere!

ETR 700: il chiarimento da parte di Trenitalia

In riferimento all’articolo di qualche giorno fa apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno, mi sono immediatamente interessato e Trenitalia fa presente quanto segue:

“I treni ETR 700 sono stati acquistati in numero di 17 unità da Trenitalia con acquisto di opportunità a condizioni particolarmente favorevoli”.

Sul piano tecnico, il treno è perfettamente adatto a circolare sulla rete del sistema ferroviario nazionale ed è stato dotato degli apparati tecnici di sicurezza e segnalamento necessari per circolare in Italia.

Anche al fine di assicurare i migliori livelli di confort, in linea con quelli dell’ Alta Velocità, i treni sono stati completamente rinnovati, intervenendo, tra l’altro, anche sull’impianto di climatizzazione delle carrozze.

Per quanto riguarda le toilette il numero originario presente a bordo era di 5, adatto per percorsi di breve-media durata. In previsione dell’utilizzo sull’intera tratta Milano-Lecce è stata definita una modifica per estendere a 7 il numero di toilette, in linea con gli standard attuali di altri treni AV.

Sostegno a mobilità sostenibile nella legge di Bilancio

La mobilita’ sostenibile e’ una delle stelle per il MoVimento 5 Stelle, da sempre al centro delle nostre battaglie.

Non ci puo’ essere alcuna mobilita’ sostenibile senza sicurezza stradale: per questo, nella legge di bilancio prevediamo lo stanziamento di 300 milioni di euro per il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale dei prossimi 3 anni. Inoltre abbiamo stanziato 15 milioni di euro per il triennio dal 2019 al 2021, per continuare a verificare che i veicoli (autoveicoli, motocicli, ciclomotori e bici elettriche) rispettino i livelli dichiarati di emissioni inquinanti e siano conformi alle normative.

Nell’ottica di una graduale riduzione dell’inquinamento delle nostre citta’ abbiamo anche previsto incentivi per chi acquista un’auto elettrica e da’ in rottamazione il proprio veicolo diesel o benzina.

Vogliamo premiare anche chi non riacquista nessuna autovettura e contribuisce a ridurre il numero di autovetture circolanti: abbiamo previsto un buono mobilita’ di 500 euro da spendere per l’acquisto di biciclette e per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, oppure fino a 3.000 euro di credito da spendere utilizzando il car sharing.

Abbiamo poi stanziato 50 milioni all’anno per il rinnovo del parco veicolare per le merci e previsto l’esenzione dal pagamento per le tasse di occupazione di aree pubbliche per le zone con colonnine di ricarica elettrica.

Per il trasporto intermodale delle merci di lunga percorrenza abbiamo proposto 80 milioni di euro all’anno, per incrementare la quota delle merci che viaggiano su ferrovia e via mare invece che su tir e furgoni. Ancora, ci sono 1,5 miliardi di euro aggiuntivi per il piano strategico della mobilita’ sostenibile, i percorsi ciclo turistici di valenza nazionale e altri 800 milioni in 3 anni per il trasporto pubblico locale.

Assessore Giannini su Napoli-Bari dimostra ignoranza

L’assessore ai trasporti pugliesi, nel maldestro tentativo di sviare l’attenzione dalla sprecopoli delle spese pazze del nuovo palazzo della giunta, dal suo piano regionale dei trasporti antiquato che prevede ancora bacini di traffico basati sui confini amministrativi delle province e dalla incapacità della Giunta di un rilancio del trasporto regionale efficiente, sostenibile e attento alle esigenze dell’utenza, preferisce parlare a sproposito.

Nel parere reso dalle commissioni parlamentari sul contratto tra MIT ed RFI, che assegna oltre 13 miliardi di risorse aggiuntive, è stato chiesto di valutare interventi volti a migliorare l’intervento del gestore del l’infrastruttura ferroviaria, anche prevedendo l’adozione, tra Apice e Orsara, del tracciato originario previsto da RFI in raddoppio in galleria sempre a 200 km/h e con eventuale risparmio di spesa, tra i 600 e gli 800 milioni di euro, intervenire per migliorare il trasporto regionale campano. Questo per rimediare ad un colpo di mano che la maggioranza incostituzionale della scorsa legislatura inserí solo per ragioni di consenso elettorale: la variante di Grottaminarda. Un intervento quindi che non comporterebbe nessun rallentamento, anzi semmai una velocizzazione ulteriore per i pugliesi, che senza la fermata Hirpinia utilizzerebbero un tracciato più corto e rettilineo.

Trasporti – Contratto di Programma RFI

Ieri in commissione Trasporti abbiamo dato parere favorevole allo Schema di Contratto di Programma 2017-2021 tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana. Nel vagliare gli impegni assunti da Rfi per i prossimi anni, abbiamo posto alcune condizioni e osservazioni che indicano chiaramente le priorità della maggioranza e del Governo nell’azione di rilancio del trasporto ferroviario in Italia.

Anche per questo settore, come previsto dal Contratto di Governo, valgono le regole in relazione alle grandi opere: ogni investimento finanziato con i soldi dello Stato deve analizzato, in tutte le sue parti, attraverso una procedura di analisi costi-benefici. Il nostro obiettivo non è semplicemente il taglio agli sprechi, ma anche e soprattutto un ripensamento generale delle infrastrutture e della mobilità in una logica di sostenibilità e di riequilibrio modale e geografico. Dobbiamo costruire servizi di trasporto a zero emissioni abbandonando completamente l’uso dei combustibili fossili. Abbiamo dato enfasi e impulso anche ai tanti interventi diffusi su tutto il territorio che possano garantire servizi efficienti. Infatti, tra le priorità per l’Italia non potevamo non inserire la velocizzazione e l’ammodernamento dell’intera infrastruttura ferroviaria esistente, così da offrire servizi veloci e comodi ai cittadini che potranno viaggiare su linee capillari, rapide e sicure, con una migliore quantità e qualità dei servizi per turisti e pendolari. I passati governi con le loro scelte hanno purtroppo determinato l’aumento di disparità nella dotazione infrastrutturale tra le diverse aree del Paese e per noi è obiettivo irrinunciabile la riduzione di questo insopportabile divario.

L’Italia deve anche colmare un gap importante nella logistica puntando all’intermodalità e allo switch modale con interventi dettagliati sull’adeguamento agli standard europei e nei collegamenti a porti, interporti e aeroporti. Tra le tante novità di rilievo ci sono i 7,5 miliardi di risparmi che otteniamo eliminando un’opera giudicata inutile dalla stessa Rfi e che nessuno dei governi precedenti aveva avuto il coraggio di escludere: l’Alta velocità Venezia-Trieste. Tra le condizioni abbiamo anche posto quella di provvedere a una revisione del progetto della stazione Alta velocità di Firenze al fine di contenerne drasticamente i costi di progettazione e realizzazione.

Finalmente la politica ha il coraggio di aggredire e rinunciare a opere faraoniche per dare infrastrutture utili ai cittadini. Finalmente investiamo con ragionevolezza e utilità i soldi degli italiani, perché la qualità dei trasporti è lo specchio della qualità della vita dei cittadini di un Paese.

Raddoppio della linea Adriatica: chiariamo alcuni aspetti

La messa a gara del primo lotto permette di velocizzare la realizzazione della intera infrastruttura, compiendo parallelamente due attività a diverso stadio di avanzamento: infatti si portano avanti contemporaneamente l’affidamento dei lavori e la cantierizzazione dell’opera nella parte già progettata, in attesa di terminare il progetto definitivo relativo al secondo lotto di recente approvato dalla regione Molise (dopo una variante per 150 milioni di euro).
Inoltre, posso confermare che nel Contratto di Programma 2017-2021 tra il Ministero dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana, approvato oggi dalle commissioni parlamentari, sono previste tutte le risorse necessarie al completamento nel 2026 di tutto il raddoppio.

Finalmente nel giro di pochi anni, avremo grazie alle risorse confermate dal Governo attuale, l’eliminazione del collo di bottiglia sulla linea adriatica realizzando quel corridoio che consentirà insieme ad altri interventi di rendere più coeso e sostenibile il nostro Paese.