TAP: slogan per comprare il consenso.

Non si baratta salute, ambiente, futuro energetico per qualche discutibile intervento che non affronta seriamente questi temi. I problemi del Salento hanno bisogno di una pianificazione di investimenti e di azioni che vedano l’innovazione, la sostenibilità e la tutela ambientale come punti cardine di una strategia realizzata dallo Stato e dagli Enti locali; il resto sono slogan del Governo e di multinazionali dei combustibili fossili che vogliono comprarsi il consenso.

SNAM realizzerà l’interconnessione con 270 milioni di euro dei cittadini, TAP costruirà il gasdotto con 2 miliardi di euro della Banca Europea d’Investimento.

Deve essere chiaro a tutti che alcuni amministratori e il Governo si comprano il silenzio e il consenso. Uccidono il dissenso democratico con 55 milioni di euro, quando il gasdotto viene finanziato con oltre 2 miliardi di euro di soldi pubblici! Le tasse degli italiani usate per raggirarli e costruire un’opera dannosa.

Anche questa volta, gli amministratori locali e il Ministro dello Sviluppo Economico hanno perso l’occasione di discutere di risparmio energetico attraverso la riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica e privata, la produzione distribuita da rinnovabili diffuse in cui i proprietari degli impianti siano cittadini, amministrazioni e imprese, una tassazione su industrie inquinanti ed energivore che metta subito fuori mercato le centrali a carbone: solo queste sono proposte credibili per avere un risparmio sulla bolletta, un rilancio dell’occupazione e della ricerca, evitando danni alla salute e all’ambiente e diminuirebbe la dipendenza energetica da altri Paesi.

Cerano: Governo e Regione ipocriti e criminali.

La centrale a Carbone ENEL di Cerano continuerà almeno fino al 2028, nonostante gli impianti sia al centro di diverse inchieste per presunti illeciti. Governo e Regione sono ipocriti e criminali. Non hanno vergogna: parlano di tutela della salute e dell’ambiente, di occupazione e di innovazione e poi, dopo tante favole, chiacchiere, slogan e promesse, autorizzano la centrale a carbone di Cerano, inquinante e antistorica a continuare ad avvelenare cittadini. Al Ministero della Salute evidentemente non interessa l’alto tasso di tumori nell’area di Brindisi.

Purtroppo non ci stupiscono questi ridicoli voltafaccia, a Roma come a Bari. D’altronde il PD è sempre il partito delle trivelle e dei decreti “salva-Ilva e ammazza-Taranto”, di quello “sblocca italia”, che cerca di giustificarsi proponendo soluzioni irrealizzabili come la conversione a gas di Cerano. Infatti, anche Emiliano non si è opposto al rilascio dell’autorizzazione.

Questi partiti ci costringono a rimanere schiavi di modelli di sviluppo ottocenteschi. Non c’è da stupirsi se tanti laureati emigrano: qui non c’è spazio per l’innovazione,  per alternative economiche alle industrie inquinanti. Solo il M5S ha già le proposte per un serio programma di Governo con cui cambiare direzione e il destino del nostro Paese.

Manifestazione a Cerano: chiusura immediata. M5S ha già l’alternativa.

La centrale Enel di Cerano va chiusa! E’ un’autentica colossale assurdità: produrre energia dal carbone, in modo centralizzato, è antistorico e inquinante. Tutti i problemi causati dalle centrali a carbone, come quella di Cerano , sono riconducibili alla politica energetica nazionale obsoleta e inaccettabile perché punta ancora sui combustibili fossili e sullo sfruttamento degli idrocarburi e dei loro derivati, responsabili non solo dello sconvolgimento climatico ma anche dell’inquinamento e dei problemi di salute pubblica.

Per il M5S la soluzione è stata già presentata: un programma energetico che prevede entro il 2020 l’azzeramento del consumo del carbone con la chiusura di tutte le centrali a carbone presenti nel territorio italiano. Bisogna “democratizzare” la produzione di energia eliminando l’oligopolio in cui pochissimi producono energia e permettendo ad ogni cittadino di poter produrre energia. Per attuare ciò bisogna investire sulle energie rinnovabili distribuite.  Questo genera anche un ulteriore vantaggio: l’occupazione. Per ogni miliardo investito in fonti fossili si creano fino a 600 posti di lavoro, la stessa cifra investita nel “solare diffuso” crea fino a 3.500 posti di lavoro, cioè sei volte in più. E’ necessario cambiare immediatamente politica energetica!

TAP, sindaci in Provincia: nessun compromesso possibile.

Cercare compensazioni o compromessi è inaccettabile e fa capire l’intento di questi amministratori: svendersi per un piatto di lenticchie. Questi sindaci che auspicano un cambio di strategia, tradiscono il Salento.

Essere buoni amministratori significa “dare voce ai cittadini”, cioè agire nell’interesse del territorio ma la loro richiesta è trattare con una multinazionale dei combustibili fossile, forse per un posto nelle liste delle prossime elezioni politiche. Non c’è alcun vantaggio per i pugliesi e gli italiani da questa opera: un concetto troppo complicato per chi pensa solo alla carriera politica.

Al contrario dei rappresentanti dei partiti, il M5S non cambia posizione sul TAP e rimarrà al fianco dei cittadini che si oppongono alla infrastruttura inutile: non arretriamo di un millimetro, no TAP né qui né altrove.

Collegamento Snam per TAP: no a compensazioni truffa!

Non ci sono compensazioni che possano ripagare il Salento e la Puglia per i danni del TAP. I cittadini e gli amministratori sono contrari al progetto e le compensazioni sono “tangenti” legalizzate per cercare di comprare il consenso sull’opera. Inoltre, il TAP è stato autorizzato con un atto autoritario cambiando la legge per decreto e ignorando il parere contrario del Ministero dei Beni Culturali. Questa è l’ennesima dimostrazione che tutti i governi tutelano soltanto gli interessi dei petrolieri e se ne infischiano della volontà popolare.

Renzi ed Emiliano sono stati sbugiardati due volte. Promettevano un’opera senza costi per i cittadini e persino la riduzione delle bollette, invece oggi gli italiani scoprono, come il M5S ribadisce da anni, che è un’opera finanziata con 2 miliardi di euro di soldi pubblici dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI), cui si aggiungono altri 270 milioni di euro sprecati per il collegamento da Melendugno a Mesagne pagati attraverso le bollette degli italiani!

È inaccettabile che il Commissario di Brindisi sia favorevole al collegamento tra TAP e SNAM: una posizione così importante non può dipendere da un uomo solo neppure eletto.

Centrale a carbone di Cerano: chiusura immediata!

Tutti i problemi causati dalle centrali a carbone, come quella di Cerano, sono riconducibili alla politica energetica nazionale obsoleta e inaccettabile perché punta ancora sui combustibili fossili e sullo sfruttamento degli idrocarburi e dei loro derivati, responsabili non solo dello sconvolgimento climatico ma anche dell’inquinamento e dei problemi di salute pubblica.

La centrale Enel di Cerano è un’autentica colossale assurdità: produrre energia dal carbone, in modo centralizzato, è antistorico e inquinante. E non basterà ad Enel il pagamento di 500 milioni di euro per realizzare le prescrizioni a Cerano per rendere l’impianto ambientalmente sostenibile e accettabile per la salute umana o compatibile con la vita su questo pianeta. Tanto meno possiamo credere ancora alle bugie di Emiliano che viene smentito quotidianamente sulla riconversione e ignora che paghiamo decine di centrali a gas già costruite per tenerle spente!

Le alternative esistono già ma i Governi degli ultimi trenta anni le hanno ignorate o addirittura affossate con provvedimenti normativi e con sussidi economici alle fonti fossili: le energie rinnovabili distribuite e diffuse, non speculative, insieme ai sistemi di accumulo e gli investimenti in ricerca possono essere il presente del nostro Paese. Per questo è necessaria l’immediata dismissione di tutte le centrali a carbone tramite una tassazione sulla produzione di anidride carbonica che renda sconveniente il loro funzionamento: il Governo del M5S le chiuderebbe in questo modo entro i prossimi 5 anni, in modo da tutelare ambiente e salute e avere anche decine di migliaia di occupati in più e tante nuove aziende innovative rendendo l’Italia l’avanguardia in Europa!

TRIV: Legge regionale antitrivelle. Farsa insopportabile

In merito alla proposta di legge regionale dei sindaci e della Provincia di Legge sulle attività in mare sugli idrocarburi, bisogna essere chiari: è una farsa inaccettabile per buttare fumo negli occhi dei cittadini! Anche gli studenti al I anno di giurisprudenza sanno che la Regione non ha alcuna competenza sul rilascio di titoli per finalità di approvvigionamento di energia in mare come ribadito anche in una sentenza della Corte Costituzionale. Non è questo il modo di bloccare le trivelle in mare: l’ipocrisia del Presidente Gabellone e dei sindaci salentini è insopportabile e al limite del ridicolo. Strappino le tessere di partito e si dimettano se vogliono dare un segnale chiaro e concreto.

Il silenzio dei parlamentari salentini del PD è vergognoso al pari delle parole della vice Ministro Teresa Bellanova: hanno svenduto il nostro mare e cercano ancora di prendere in giro i cittadini con le promesse da Pinocchio.

Se realmente si vogliono fermare le trivelle in mare, diano un evidente sostegno alle nostre proposte di legge depositate in Parlamento relative al divieto di Air Gun, istituzione di aree marine protette e aumento della superficie delle zone marine vietate alle attività legate agli idrocarburi e aumento della tassazione per renderle economicamente sconvenienti. I sindaci scrivano tramite Anci ai loro colleghi di partito nel governo. I parlamentari cofirmino queste leggi e le facciano calendarizzare immediatamente in quota Pd: solo così bloccheremo le trivelle!

TRIV: le proposte del M5S per salvare il mare.

La competenza esclusiva per le attività di prospezione e ricerca e le coltivazioni di idrocarburi in mare è dello Stato, così come ribadito in una recente sentenza della Consulta, ma il presidente Gabellone vuole proporre lo stesso una legge regionale contro le trivellazioni in mare.

Una legge regionale è inutile. E’ incostituzionale e serve solo per illudere i cittadini con una manovra per controllare il consenso elettorale. Gabellone prende in giro i salentini così come il PD di Renzi ed Emiliano hanno fatto con TAP e ILVA

5 sono i permessi di ricerca e 1 è la concessione di coltivazione di idrocarburi già rilasciati nei mari pugliesi, ma ci sono anche altre 16 richieste di permesso di ricerca di idrocarburi e 3 di permesso di prospezione e su alcune di queste, il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni Culturali hanno già rilasciato il decreto con parere favorevole, in attesa dell’Autorizzazione finale del Ministero dello Sviluppo Economico.

Sarebbe sufficiente approvare la mia proposta di legge per salvare i mari della Puglia dalle trivellazioni e dalle prospezioni tutelando i golfi di Taranto e di Manfredonia. Per scongiurare l’assalto delle compagnie petrolifere al nostro mare basterebbe aumentare la tassazione sui permessi e le concessioni in modo da rendere sconvenienti le attività e approvare la legge depositata dal M5S al Senato che vieta l’uso della tecnica  <<Air-Gun>> in Italia.

Da un lavoro di 27 ricercatori delle Università di Stanford, Berkeley, Berlino e Aarhus pubblicato nell’ultimo numero della rivista scientifica JouleIn, in un’Italia alimentata interamente dalle rinnovabili, i cittadini risparmierebbero 6 mila e 500 euro a testa, si ridurrebbero di 46.543 le morti premature per inquinamento e si potrebbero creare 485.857 nuovi posti di lavoro.

I Governi di centro-destra, centro-sinistra e tecnici si sono rivelati pro-fossili e in combutta con le lobbies petrolifere e per questo non si fermeranno nonostante i grandi rischi. Tuttavia la transizione energetica è necessaria per evitare guerre, per evitare disastri climatici e dissesto idrogeologico, evitare morti per inquinamento e smog e soprattutto rilanciare economia e occupazione. Sappiamo che nessun partito ha reale intenzione di ostacolare davvero i petrolieri: soltanto un Governo a 5 stelle che attui una lotta immediata al carbone e al petrolio può permettere un futuro con l’uso esclusivo di fonti rinnovabili.

TAP aumenta i fondi per comprarsi il consenso dei cittadini.

La società TAP ha fatto sapere che per il 2017 ha triplicato i fondi per i bandi alle associazioni No Profit. La Puglia non ha bisogno dell’elemosina di TAP. Non siamo una colonia e questo è solo un modo becero di comprare il consenso dell’opinione pubblica. E’ una logica perversa e pericolosa perché spinge i cittadini ad accettare qualsiasi infrastruttura, anche inutile o dannosa, in cambio di qualche spicciolo. 

Se il nostro paese decidesse di puntare su una decarbonizzazione seria, non le chiacchiere di Emiliano smentite pure da Enel, attraverso una produzione di energia, pubblica, distribuita e diffusa da fonti rinnovabili, si generebbe economia e benessere decine di volte maggiore del piatto di lenticchie con cui Tap ricatta i pugliesi

Al contrario di quanto sostiene TAP, se qualche associazione partecipa al bando, non significa che il territorio voglia il gasdotto. Tap si rassegni, non sarà mai accettata dalla Puglia e se andremo al Governo faremo il necessario per bloccare questa infrastruttura!

TRIV in mare: 2 autorizzazioni a largo di Leuca e di Bari.

Il Ministero dell’Ambiente ha rilasciato due permessi di ricerca di idrocarburi nei mari pugliesi: il primo a largo di Bari “d 80 F.R-.GP” della Global Petroleum Limited e il secondo a largo di Leuca “d 89 F.R-.GM” della Global MED LLC. Nel frattempo il Ministero dei beni culturali rilascia parere favorevole anche ad un altro permesso di ricerca in procedura VIA, della Global MED LLC. “d 90 F.R-.GM” sempre a largo di Leuca.  

Vergogna! Questi provvedimenti favorevoli ai petrolieri sono l’evidenza che i partiti che ci hanno governato negli ultimi 30 anni sono asserviti alle lobby degli idrocarburi. Nel corso di questi decenni tutti i Governi hanno approvato leggi per consentire l’assalto ai nostri mari e i petrolieri festeggiano!

Le ricerche di idrocarburi verranno eseguite con il micidiale sistema di Air-Gun. In caso di ritrovamento di idrocarburi, si potrà procedere a nuovi procedimenti per trivellare il mare.

Sono a rischio l’ambiente e quindi le attività economiche sostenibili come pesca e turismo. Per questo, i Comuni, la Provincia di Lecce e la Regione Puglia devono ricorrere al TAR contro le autorizzazioni prima di 60 giorni. Bisogna prendere tempo per arrivare alle elezioni: un eventuale Governo del Movimento 5 Stelle sarebbe l’unico in grado di bloccare definitivamente questa assurda politica energetica.

L’Italia regala le proprie risorse ai petrolieri, grazie alla miopia e alla collusione della politica con le lobby, mentre potrebbe anticipare tutti i Paesi Europei con un graduale azzeramento dell’utilizzo degli idrocarburi così come prevede il piano energetico nazionale del M5S votato dai cittadini italiani attraverso il raggiungimento della sostenibilità e dell’indipendenza energetica, mediante la chiusura immediata delle centrali a carbone e delle trivellazioni petrolifere e un abbandono entro il 2040 dell’uso del petrolio e dei suoi derivati. Al Senato il M5S ha depositato un disegno di legge, fatto di un unico articolo, per vietare l’utilizzo tecnica dell’ Air-Gun.